Quanto è grande l'Europa?
L'Europa ha una superficie di circa 10,2 milioni di km². Il valore può variare leggermente a seconda della convenzione utilizzata per delimitare il continente rispetto all'Asia.
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L'Europa è il secondo continente più piccolo della Terra secondo il modello a sette continenti, ma presenta una straordinaria varietà di paesaggi, climi e ambienti. Occupa la parte occidentale dell'Eurasia e comprende grandi pianure, catene montuose come Alpi, Pirenei, Carpazi e Caucaso, importanti fiumi come Volga, Danubio e Reno e un'estesa rete di coste, mari e penisole. In questa guida trovi i principali dati geografici dell'Europa, la morfologia, l'idrografia, il clima, la flora e la fauna e l'elenco degli Stati europei e delle rispettive capitali.
L'Europa occupa la porzione occidentale dell'Eurasia ed è, secondo la tradizionale suddivisione geografica in sette continenti, il secondo continente meno esteso dopo l'Australia. La superficie viene generalmente indicata in circa 10,2 milioni di km², anche se il valore può cambiare leggermente in funzione della linea scelta per delimitare Europa e Asia e dell'inclusione di alcune isole e territori di confine.
A nord l'Europa si affaccia sull'Oceano Artico, mentre a ovest è delimitata dall'Oceano Atlantico. Verso sud il Mediterraneo separa il continente dall'Africa e il Mar Nero occupa una posizione fondamentale tra Europa sud-orientale, Anatolia e Caucaso.
Diversamente dai confini oceanici, il limite orientale con l'Asia non corrisponde a una separazione fisica netta: Europa e Asia appartengono infatti alla stessa grande massa continentale. La delimitazione è quindi convenzionale. Una delle linee più utilizzate segue i Monti Urali, il fiume Ural, il Mar Caspio, la catena del Caucaso, il Mar Nero e gli stretti del Bosforo e dei Dardanelli.
Questa particolarità spiega perché alcuni paesi possano essere definiti transcontinentali o classificati diversamente a seconda che si utilizzi un criterio strettamente geografico, politico, storico o culturale.
Uno degli elementi più riconoscibili della geografia europea è la forte articolazione delle coste. La Penisola Scandinava, la Penisola Iberica, la penisola italiana e quella balcanica si protendono verso mari differenti, mentre arcipelaghi e isole ampliano ulteriormente lo sviluppo costiero. Mare del Nord, Baltico, Mediterraneo, Adriatico, Ionio, Egeo e Mar Nero hanno avuto un ruolo decisivo nello sviluppo delle comunicazioni e degli insediamenti.
La morfologia dell'Europa deriva da una storia geologica molto lunga. Accanto a strutture antiche fortemente erose si trovano catene montuose molto più giovani, grandi bassopiani, altipiani e regioni modellate dai ghiacciai quaternari.
Una delle principali unità fisiche è la vasta fascia pianeggiante che si sviluppa dall'Europa occidentale fino alla Russia. Comprende il bassopiano dell'Europa settentrionale e la grande pianura dell'Europa orientale. Le quote generalmente contenute, i terreni agricoli e la presenza di numerosi corsi d'acqua hanno favorito nei secoli insediamenti, trasporti, agricoltura e sviluppo urbano.
La fascia meridionale è invece caratterizzata da rilievi più giovani e accidentati. I Pirenei separano la Penisola Iberica dal resto dell'Europa occidentale; le Alpi formano il grande arco montuoso dell'Europa centrale; Appennini, Carpazi, Alpi Dinariche e catene balcaniche completano un sistema di rilievi che continua verso il Caucaso.
Considerando il Caucaso all'interno della delimitazione geografica europea comunemente adottata, il punto più elevato del continente è il Monte Elbrus, in Russia, che raggiunge 5.642 metri. Il Monte Bianco, con oltre 4.800 metri, rappresenta invece la cima più elevata delle Alpi.
Nell'Europa settentrionale e nord-occidentale prevalgono strutture geologiche molto più antiche. Lo scudo baltico o fennoscandico, i rilievi della Scandinavia, le Highlands scozzesi e diversi massicci dell'Europa centro-occidentale mostrano gli effetti di lunghi processi di erosione. Anche i Monti Urali, pur formando un importante riferimento geografico, presentano quote relativamente modeste rispetto alle catene alpine.
Le glaciazioni del Quaternario hanno lasciato tracce evidenti nel paesaggio. Fiordi, vallate glaciali, laghi, depositi morenici e pianure modellate dai ghiacci sono particolarmente diffusi in Scandinavia, nelle regioni attorno al Baltico e sulle grandi catene montuose. I fiordi della Norvegia rappresentano uno degli esempi più spettacolari dell'erosione glaciale europea.
L'Europa non è geologicamente immobile. L'area mediterranea conserva importanti fenomeni sismici e vulcanici, legati soprattutto all'interazione tra la placca africana e quella eurasiatica. Etna, Vesuvio e i vulcani delle isole Eolie ne sono alcuni esempi. L'Islanda presenta invece un contesto geologico particolare, trovandosi lungo la dorsale medio-atlantica.
L'idrografia europea è molto articolata. Nonostante le dimensioni relativamente contenute del continente, numerosi fiumi attraversano regioni densamente popolate e hanno svolto un ruolo determinante nelle comunicazioni, nel commercio, nell'agricoltura e nello sviluppo delle città.
Il Volga è il più lungo fiume europeo. Scorre interamente in Russia per circa 3.530 km e termina nel Mar Caspio formando un ampio delta. Il suo bacino comprende una vasta parte della Russia europea e costituisce da secoli un fondamentale asse di comunicazione interna.
Il Danubio, lungo circa 2.860 km, nasce nella Foresta Nera in Germania e attraversa o costeggia numerosi Stati prima di raggiungere il Mar Nero. Vienna, Bratislava, Budapest e Belgrado sono alcune delle grandi capitali sviluppatesi lungo il suo corso.
Il fiume appartiene a una delle più importanti reti di navigazione interna del continente. Dal 1992 il canale Meno-Danubio collega stabilmente il sistema danubiano al bacino del Reno, rendendo possibile una continuità navigabile tra l'area del Mare del Nord e quella del Mar Nero.
Il Reno è uno dei principali assi economici e commerciali dell'Europa occidentale. Nasce nelle Alpi e raggiunge il Mare del Nord dopo aver attraversato alcune delle regioni più industrializzate del continente. Altri importanti corsi d'acqua dell'Europa settentrionale e centrale sono Elba, Oder e Vistola.
Nell'Europa occidentale spiccano Loira, Senna, Garonna e Tago, mentre nel settore orientale assumono particolare importanza Dnepr e Don. Sul versante mediterraneo, Po, Rodano ed Ebro possiedono bacini meno estesi rispetto ai grandi sistemi fluviali orientali, ma hanno un notevole valore economico e territoriale.
Le regioni settentrionali presentano una concentrazione particolarmente elevata di laghi di origine glaciale. Finlandia, Svezia e Russia nord-occidentale sono tra le aree più ricche. I laghi Ladoga e Onega, in Russia, sono tra i maggiori del continente.
Nelle regioni alpine e prealpine si trovano invece bacini profondi come Ginevra, Costanza, Garda, Maggiore e Como. Oltre al valore paesaggistico, questi laghi contribuiscono alla regolazione delle acque e influenzano localmente il clima delle aree circostanti.
Il clima europeo è molto vario e dipende soprattutto da latitudine, distanza dall'oceano, altitudine, disposizione delle catene montuose e circolazione atmosferica e oceanica dell'Atlantico settentrionale. Per questo località situate a latitudini simili possono presentare condizioni invernali molto differenti.
Le coste dell'Europa occidentale risentono fortemente dell'Atlantico. Le correnti oceaniche che trasportano calore verso il Nord Atlantico, insieme ai venti occidentali dominanti, contribuiscono a rendere gli inverni relativamente miti rispetto ad altre regioni poste alle stesse latitudini.
Regno Unito, Irlanda, coste francesi, Benelux e parte della Norvegia sono caratterizzati da una forte influenza marittima, con escursioni termiche generalmente più contenute e precipitazioni distribuite durante buona parte dell'anno.
Spostandosi verso l'interno e verso est diminuisce l'influenza diretta dell'oceano. Le differenze tra estate e inverno diventano quindi più marcate. Nell'Europa centro-orientale e in gran parte della Russia europea gli inverni possono essere molto freddi, mentre le estati risultano spesso più calde rispetto alle zone oceaniche situate alla stessa latitudine.
L'Europa meridionale presenta vaste aree a clima mediterraneo, caratterizzate in generale da estati calde e asciutte e inverni più miti e piovosi. Questo regime interessa buona parte delle coste della Penisola Iberica, della Francia meridionale, dell'Italia, dei Balcani meridionali e delle isole mediterranee.
Nell'estremo nord europeo compaiono condizioni subartiche e, nelle aree più settentrionali, ambienti di tundra. Sui grandi sistemi montuosi l'altitudine determina invece un clima montano, con diminuzione delle temperature al crescere della quota e condizioni locali molto differenti rispetto alle pianure circostanti.
La vegetazione europea riflette la varietà climatica del continente, ma il paesaggio naturale è stato profondamente trasformato da millenni di agricoltura, urbanizzazione, attività industriali e sfruttamento delle foreste.
Nelle aree più settentrionali di Scandinavia e Russia domina la tundra, dove le condizioni climatiche limitano lo sviluppo degli alberi. Più a sud compare la taiga, vasta fascia di foreste di conifere costituita soprattutto da pini, abeti e altre specie adattate ai lunghi inverni.
Gran parte dell'Europa centrale e occidentale apparteneva originariamente al dominio delle foreste temperate di latifoglie e miste. Molte di queste aree sono state trasformate in terreni agricoli e zone urbane. Verso il settore orientale e sud-orientale compaiono ambienti più asciutti di prateria e steppa.
Nelle regioni mediterranee prevalgono specie adattate alla siccità estiva. Macchia mediterranea, arbusti sempreverdi, lecci, pini e numerose piante aromatiche formano alcuni degli ambienti più caratteristici dell'Europa meridionale.
Il continente ospita ancora grandi mammiferi come orso bruno, lupo, lince, alce, cervo, cinghiale e bisonte europeo, oltre a una ricca avifauna e a numerose specie legate agli ambienti marini, fluviali e montani. Distribuzione e consistenza delle popolazioni variano tuttavia in modo considerevole da una regione all'altra.
La tutela degli habitat ha assunto un ruolo crescente. Nell'Unione Europea una parte consistente del territorio terrestre è oggi sottoposta a forme di protezione attraverso parchi nazionali, riserve naturali, aree protette e la rete Natura 2000, con l'obiettivo di preservare habitat e specie di interesse comunitario.
La definizione politica dell'Europa non coincide perfettamente con quella fisico-geografica. Alcuni territori si trovano infatti lungo il confine convenzionale con l'Asia e possono essere classificati in modi differenti. La seguente lista segue l'impostazione editoriale delle guide di Città Capitali e comprende anche Cipro e Kosovo.
Per approfondire gli elementi fisici e geografici descritti nella guida puoi consultare le pagine dedicate alle cartine, ai fiumi, ai rilievi, alle coste e agli aspetti economici e demografici del continente.
L'Europa ha una superficie di circa 10,2 milioni di km². Il valore può variare leggermente a seconda della convenzione utilizzata per delimitare il continente rispetto all'Asia.
Non esiste una separazione oceanica tra i due continenti. La linea convenzionale più utilizzata segue i Monti Urali, il fiume Ural, il Mar Caspio, il Caucaso, il Mar Nero e gli stretti turchi.
Il Volga è il fiume più lungo d'Europa. Scorre interamente in Russia e sfocia nel Mar Caspio. Il Danubio è invece uno dei principali assi fluviali internazionali del continente.
Secondo la delimitazione che pone il confine tra Europa e Asia lungo lo spartiacque del Caucaso, la montagna più alta d'Europa è il Monte Elbrus, in Russia, alto 5.642 metri. Il Monte Bianco è invece la cima più elevata delle Alpi.