Cosa vedere in Piemonte? In un primo viaggio non dovrebbero mancare le Langhe, Orta San Giulio, le Isole Borromee, le Residenze Sabaude, la Sacra di San Michele, i Sacri Monti e almeno una delle grandi vallate alpine. Questa guida seleziona le mete realmente più interessanti, provincia per provincia, con consigli pratici e un itinerario finale di 10 giorni.
Piemonte: riassunto della guida e menù rapido
Il Piemonte è una delle regioni italiane più complete per varietà del paesaggio e patrimonio culturale. Alle residenze sabaude intorno a Torino si affiancano abbazie spettacolari come la Sacra di San Michele, i Sacri Monti inseriti nel Patrimonio UNESCO e città storiche legate ai marchesati e alla dinastia dei Savoia. Nella parte meridionale, Langhe, Roero e Monferrato formano un paesaggio di vigne, castelli e borghi in cui vino, cucina e storia rurale sono inseparabili. A nord cambiano completamente gli scenari: Lago d'Orta e Lago Maggiore introducono un Piemonte d'acqua, ville e giardini, mentre Biellese, Valsesia, Val d'Ossola, Val Maira e le altre vallate alpine permettono di passare in poco tempo dai centri storici ai sentieri d'alta quota.
La guida è organizzata per province e privilegia le attrazioni che giustificano realmente una deviazione: Casale Monferrato e Crea nell'Alessandrino, Canelli nell'Astigiano, Oropa nel Biellese, Langhe e Saluzzese nel Cuneese, Orta nel Novarese, le grandi Residenze Sabaude e la Sacra nell'area torinese, Stresa e le Isole Borromee nel Verbano-Cusio-Ossola, Varallo e Alagna nel Vercellese. Le località minori sono mantenute soltanto quando aggiungono qualcosa di diverso al viaggio. Per visitare bene la regione conviene alternare arte, paesaggio e natura, evitando di concentrare troppe tappe nella stessa giornata.
Informazioni utili per visitare il Piemonte
Documenti: per cittadini italiani e dell'Unione Europea è sufficiente un documento d'identità valido; per chi arriva da Paesi extra UE valgono le normali regole d'ingresso in Italia e nell'area Schengen.
Prefisso telefonico: il prefisso internazionale dell'Italia è +39. Il numero unico europeo per le emergenze è 112.
Moneta e pagamenti: la valuta è l'euro (€). Carte e pagamenti elettronici sono diffusi; nei piccoli borghi, nei rifugi e in alcune attività rurali è comunque prudente avere una piccola quantità di contanti.
Bancomat: gli sportelli ATM sono comuni nelle città e nei centri principali, meno frequenti nelle vallate alpine e nei paesi più piccoli.
Elettricità: rete a circa 230 V / 50 Hz; sono comuni prese di tipo C, F e soprattutto L. Chi arriva da Paesi con standard diversi dovrebbe portare un adattatore.
Negozi: non esiste un giorno di chiusura unico regionale. I piccoli esercizi possono osservare una pausa a metà giornata e chiudere la domenica o il lunedì mattina; centri commerciali e negozi delle zone turistiche hanno spesso orario continuato.
Musei e monumenti: il lunedì è un giorno di chiusura frequente ma non universale. Orari, aperture stagionali e prenotazioni vanno sempre controllati prima della visita.
Come muoversi: il treno è comodo tra le città principali; per Langhe, Monferrato, laghi minori e vallate alpine l'auto offre maggiore libertà. Nei centri storici attenzione alle ZTL.
Periodo migliore: maggio-giugno e settembre-ottobre sono i mesi più equilibrati. L'autunno è ideale per Langhe e Monferrato, l'estate per laghi e montagne, l'inverno per sci e città d'arte.
Prenotazioni: cantine, Isole Borromee, grandi residenze, ristoranti delle Langhe e alcune visite guidate alpine meritano la prenotazione anticipata nei weekend e nei periodi di alta stagione.
Cosa vedere nella provincia di Alessandria: Monferrato, arte e acque termali
L'Alessandrino è uno dei territori piemontesi più sottovalutati: unisce il Monferrato, città d'arte, fortezze, tradizioni ebraiche, vini importanti e la lunga storia termale di Acqui. Per una prima visita conviene concentrare l'attenzione su Casale Monferrato, Sacro Monte di Crea, Acqui Terme e Gavi.
Casale Monferrato e il Sacro Monte di Crea
Casale Monferrato è una delle città d'arte più interessanti del Piemonte orientale e rappresenta un ottimo punto di partenza per conoscere il Monferrato alessandrino. Per secoli capitale del Marchesato del Monferrato, conserva un patrimonio storico che riflette il ruolo politico e culturale svolto tra Medioevo ed età moderna. Il centro è abbastanza raccolto da poter essere scoperto a piedi, alternando chiese, palazzi nobiliari, portici e piazze.
Il Duomo di Sant'Evasio
La visita dovrebbe iniziare dal Duomo di Sant'Evasio, uno dei monumenti più importanti della città. Di origine medievale, presenta una struttura a cinque navate e soprattutto un insolito nartece, formato da grandi archi intrecciati che creano uno spazio di forte impatto visivo. All'interno spicca il grande Crocifisso medievale sospeso sopra la navata centrale, mentre cappelle e decorazioni testimoniano le trasformazioni avvenute nei secoli.
Sinagoga, palazzi e Museo Civico
Completamente diversa è l'atmosfera della Sinagoga di Casale Monferrato. Dall'esterno appare quasi nascosta nel tessuto urbano, ma l'interno rivela una sorprendente ricchezza barocca. È una testimonianza particolarmente significativa della lunga presenza della comunità ebraica in città.
Passeggiando nel centro si incontrano inoltre la scenografica chiesa di Santa Caterina, Palazzo Gozzani di Treville, gli eleganti edifici nobiliari e il grande Castello del Monferrato. Chi è interessato all'arte non dovrebbe saltare il Museo Civico e Gipsoteca Leonardo Bistolfi, ospitato nell'ex convento di Santa Croce. La sezione dedicata allo scultore casalese permette di seguire il processo creativo dell'artista attraverso modelli, bozzetti e sculture.
Il Sacro Monte di Crea
A circa mezz'ora d'auto, il Sacro Monte di Crea completa perfettamente la giornata. Inserito nel sito UNESCO dei Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia, si sviluppa in un ambiente naturale di grande quiete, tra boschi, cappelle e sentieri. Il percorso sale progressivamente verso la parte più alta del complesso e alla celebre Cappella del Paradiso, ricca di statue e decorazioni. Nelle giornate limpide, dalle zone panoramiche lo sguardo si apre sulle colline del Monferrato.
Casale e Crea funzionano molto bene insieme perché permettono di passare nell'arco della stessa giornata dall'arte urbana al paesaggio collinare, offrendo una sintesi particolarmente efficace della storia e dell'identità del Monferrato.
Info utili: dedica almeno mezza giornata a Casale Monferrato e circa 2 ore al Sacro Monte di Crea. L'auto è il mezzo più comodo per collegare le due località.
Mini itinerario: Duomo di Sant'Evasio → Sinagoga → centro storico → Museo Civico e Gipsoteca → pranzo → Sacro Monte di Crea → Cappella del Paradiso.
Acqui Terme: la Bollente, il Duomo e l'eredità romana
Acqui Terme lega la propria identità all'acqua fin dall'antichità. La tappa simbolo è Piazza della Bollente, dove il piccolo tempietto ottocentesco protegge la sorgente termale che sgorga a temperatura molto elevata. Il vapore visibile nelle giornate fredde è una delle immagini più caratteristiche della città.
Il centro storico sale verso il Duomo di Santa Maria Assunta, edificio di origine romanica più volte modificato nel corso dei secoli. Tra le opere più importanti si trova il trittico della Madonna di Montserrat del pittore spagnolo Bartolomé Bermejo. La visita prosegue verso la zona del Castello dei Paleologi e del museo archeologico, utile per comprendere la lunga storia di Aquae Statiellae.
Tra le testimonianze romane più evidenti figurano soprattutto i resti dell'acquedotto romano lungo il Bormida: grandi pilastri in muratura che ricordano il sistema con cui l'antica città veniva approvvigionata d'acqua. È una tappa semplice da inserire prima di lasciare Acqui e molto più significativa, dal punto di vista archeologico, di quanto suggerisca una visita frettolosa del centro.
Chi desidera associare cultura e benessere dovrebbe verificare prima della partenza quali strutture termali e servizi siano effettivamente operativi nel periodo scelto, perché l'offerta può cambiare nel tempo.
Info utili: centro facilmente percorribile a piedi; per museo, siti archeologici e strutture termali controlla giorni e orari di apertura.
Mini itinerario: Bollente → centro storico → Duomo → Castello e museo archeologico → resti dell'acquedotto romano → eventuale esperienza benessere.
Gavi e il suo Forte
Il Forte di Gavi domina il borgo e le vie che collegavano il Piemonte alla Liguria. È una delle architetture militari più interessanti dell'Alessandrino. La visita può essere completata con il centro storico e una degustazione di Cortese di Gavi.
Novi Ligure
Novi conserva palazzi dalle facciate dipinte, chiese storiche e una forte identità legata al ciclismo. Il Museo dei Campionissimi, dedicato anche alle figure di Fausto Coppi e Costante Girardengo, è la ragione principale per includerla in un itinerario tematico.
Valenza
La città è uno dei centri italiani più importanti dell'oreficeria. Più che per singoli monumenti, interessa per la tradizione artigianale e produttiva legata alla lavorazione dei metalli preziosi.
Tortona e i Colli Tortonesi
Tortona può essere abbinata alle colline circostanti, oggi conosciute anche per il Timorasso. È una buona tappa per chi entra in Piemonte dalla Lombardia o dalla Liguria e vuole approfondire un'area meno turistica.
Cosa vedere nella provincia di Asti: Canelli e le colline del Monferrato
Nell'Astigiano il paesaggio è parte dell'attrazione: vigneti, dorsali, castelli e piccoli paesi formano uno dei settori più rappresentativi dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato. Canelli, Nizza Monferrato e Moncalvo sono le basi più interessanti per comprenderlo.
Canelli e le Cattedrali Sotterranee
Canelli è probabilmente la località che meglio racconta il legame fra territorio, vino e storia nella provincia di Asti. Circondata dalle colline vitate del Monferrato, la città è conosciuta soprattutto per le sue straordinarie Cattedrali Sotterranee, le grandi cantine scavate nel sottosuolo che fanno parte del paesaggio vitivinicolo riconosciuto dall'UNESCO.
Le cantine storiche sotto la città
Sotto edifici, strade e piazze si sviluppa un complesso sistema di gallerie dove temperatura e umidità rimangono naturalmente abbastanza costanti. Queste condizioni favorirono lo sviluppo della produzione degli spumanti piemontesi e contribuirono alla fortuna economica di Canelli tra XIX e XX secolo.
Le gallerie sono state soprannominate Cattedrali Sotterranee per le grandi volte in mattoni, le lunghe prospettive e l'atmosfera quasi monumentale degli ambienti. La visita guidata consente di vedere bottiglie in affinamento, antichi strumenti e ambienti produttivi che raccontano l'evoluzione dell'enologia locale. Non tutte le cantine seguono però gli stessi giorni e orari: la prenotazione è quindi fortemente consigliata.
La Sternia e Canelli alta
Usciti dalle cantine vale la pena proseguire nella parte storica della città. La Sternia è la strada che sale verso Canelli alta tra edifici antichi, cortili e scorci sulle colline. Progressivamente il tessuto urbano lascia spazio a viste sempre più ampie sui vigneti del Moscato.
Questa parte della visita è importante perché permette di capire che Canelli non è soltanto una destinazione enologica: il fascino deriva soprattutto dal rapporto tra la città, il sottosuolo e il paesaggio agricolo circostante.
Le colline intorno a Canelli
Dopo la visita conviene dedicare qualche ora alle strade panoramiche tra Canelli, Calosso e gli altri paesi circostanti. In autunno, con i vigneti che cambiano colore, il paesaggio raggiunge probabilmente il momento più spettacolare, ma anche la primavera offre panorami molto piacevoli e una maggiore tranquillità.
Info utili: prevedi almeno 3-4 ore. Prenota in anticipo la visita alle cantine e porta uno strato leggero anche in estate, perché negli ambienti sotterranei la temperatura è più fresca.
Mini itinerario: centro di Canelli → Cattedrali Sotterranee → Sternia → Canelli alta → belvedere → breve itinerario panoramico tra i vigneti.
Nizza Monferrato e le strade della Barbera
Nizza Monferrato è un'ottima base per esplorare il settore collinare legato alla Barbera e al Nizza DOCG. Più che inseguire un lungo elenco di monumenti, qui conviene leggere il territorio nel suo insieme: centro storico, aziende vinicole, cascine, filari e piccoli paesi panoramici.
Da Nizza si possono raggiungere Agliano, Calamandrana, Castelnuovo Calcea e altri centri lungo strade secondarie molto scenografiche. Il momento migliore è l'autunno, quando la vendemmia lascia spazio ai colori dei vigneti e il calendario enogastronomico diventa particolarmente ricco. Anche primavera e inizio estate, tuttavia, offrono giornate lunghe e colline verdi.
Info utili: per le cantine prenota sempre; se sono previste più degustazioni è preferibile organizzare un conducente che non beva.
Mini itinerario: Nizza Monferrato → strada panoramica tra i vigneti → visita in cantina → Agliano o Castelnuovo Calcea → tramonto sulle colline.
Moncalvo
Portici, palazzi, la chiesa di San Francesco e una posizione panoramica ne fanno uno dei centri più piacevoli del Monferrato settentrionale. È inoltre una buona base per raggiungere il vicino Sacro Monte di Crea.
Castelnuovo Don Bosco
La località è legata alla figura di San Giovanni Bosco e al complesso religioso del Colle Don Bosco. È indicata soprattutto per chi segue itinerari spirituali o vuole scoprire la parte settentrionale dell'Astigiano.
Costigliole d'Asti
Il grande castello e il paesaggio vitato circostante giustificano una deviazione, soprattutto se il viaggio è dedicato all'enogastronomia e ai piccoli centri collinari.
San Damiano d'Asti
È una sosta piacevole lungo un itinerario lento tra Roero e Monferrato, con un centro storico raccolto e un territorio agricolo ancora fortemente caratterizzato.
Cosa vedere nella provincia di Biella: Oropa, Oasi Zegna e borghi medievali
Il Biellese è ideale per alternare patrimonio religioso e natura. Le mete essenziali sono il Santuario e Sacro Monte di Oropa, l'Oasi Zegna con la Panoramica, il Ricetto di Candelo e il Parco della Burcina.
Oropa: il grande santuario alpino del Piemonte
Pochi luoghi piemontesi combinano paesaggio, architettura e spiritualità con la stessa intensità di Oropa. Il santuario sorge a circa 1.200 metri di quota, in una conca montana circondata dalle Alpi Biellesi. L'arrivo è già parte dell'esperienza: gli edifici monumentali emergono progressivamente davanti al visitatore mentre la valle si restringe alle loro spalle.
Il Santuario e la Madonna Nera
Il cuore del complesso è la Basilica Antica, dove è venerata la statua della Madonna Nera. La tradizione collega il culto mariano di Oropa a Sant'Eusebio, vescovo di Vercelli, anche se il grande santuario che vediamo oggi è il risultato di molti secoli di ampliamenti.
Cortili, scalinate, porticati e palazzi destinati all'accoglienza trasformarono progressivamente Oropa in una vera cittadella religiosa. È proprio attraversando questi spazi che si percepisce la dimensione del luogo: non una semplice chiesa di montagna, ma uno dei principali centri di pellegrinaggio dell'arco alpino.
Il Sacro Monte di Oropa
Nel bosco alle spalle del santuario si sviluppa il Sacro Monte di Oropa, inserito nel Patrimonio UNESCO insieme agli altri Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia. Le cappelle ospitano grandi gruppi di statue policrome dedicati soprattutto alla vita della Vergine. Il percorso alterna architettura religiosa e ambiente naturale e può essere affrontato con calma anche indipendentemente da motivazioni devozionali.
Oropa e la montagna
Una delle caratteristiche migliori di Oropa è la possibilità di unire la visita culturale a una passeggiata. Il vallone offre sentieri di diversa difficoltà e panorami sulle montagne biellesi. Chi vuole salire verso quote superiori deve però considerare Oropa come una vera località alpina: temperatura e condizioni meteorologiche possono cambiare rapidamente anche durante la bella stagione.
Info utili: dedica almeno 3-4 ore al santuario e al Sacro Monte. Porta scarpe comode e uno strato caldo anche nelle giornate estive.
Mini itinerario: ingresso monumentale → cortili → Basilica Antica → Sacro Monte → pausa pranzo → breve passeggiata panoramica nel vallone.
Oasi Zegna e Panoramica Zegna
L'Oasi Zegna consente di conoscere un Piemonte molto diverso da quello delle città d'arte. Boschi, alpeggi, punti panoramici e sentieri si sviluppano intorno alla strada panoramica che sale dall'area di Trivero verso Bielmonte.
Tra maggio e giugno uno dei fenomeni più conosciuti è la fioritura dei rododendri nella Conca dei Rododendri. In estate l'area è adatta alle passeggiate e alla mountain bike, mentre la stagione autunnale offre alcuni dei colori più intensi dell'intero Biellese. Il Bosco del Sorriso rappresenta una delle passeggiate più semplici e rilassanti.
Info utili: l'auto è utile per spostarsi tra i diversi punti di accesso. Meteo e visibilità incidono molto sull'esperienza panoramica.
Mini itinerario: Trivero → Conca dei Rododendri → Panoramica Zegna → Bielmonte → breve escursione o Bosco del Sorriso.
Ricetto di Candelo
È uno dei ricetti medievali meglio conservati del Piemonte: un fitto reticolo di rue, edifici in pietra e strutture comunitarie racchiuso entro un impianto fortificato. È una delle escursioni culturali più facili da abbinare a Biella.
Parco della Burcina
La Riserva della Burcina, vicino a Pollone, è particolarmente apprezzata in primavera per la grande conca dei rododendri. Sentieri e belvederi permettono una visita tranquilla di alcune ore.
Lago di Viverone
È indicato soprattutto per una giornata rilassante tra passeggiate, attività sull'acqua e paesaggio prealpino. Nell'area sono presenti anche testimonianze palafitticole preistoriche riconosciute dall'UNESCO.
Cosa vedere nella provincia di Cuneo: Langhe, Saluzzo e vallate alpine
La provincia di Cuneo richiederebbe da sola un intero viaggio. Le Langhe sono la destinazione più celebre, ma Saluzzo, Racconigi, Mondovì, Vicoforte e le vallate alpine mostrano un territorio molto più articolato.
Alba e le Langhe: il cuore del Piemonte del vino
Tra tutte le destinazioni della provincia di Cuneo, Alba e le Langhe costituiscono probabilmente l'area più conosciuta a livello internazionale. Tuttavia sarebbe riduttivo considerarla soltanto una terra di vino e tartufo: il fascino nasce dall'incontro tra piccoli centri storici, castelli, aziende agricole e un paesaggio modellato per secoli dalla viticoltura.
Alba: la porta delle Langhe
Alba è il punto di partenza più logico. Il cuore della città ruota intorno a Piazza Risorgimento e alla Cattedrale di San Lorenzo, con il suo caratteristico profilo gotico. Passeggiando per il centro si riconoscono ancora alcune delle torri medievali che valsero ad Alba l'immagine di città dalle cento torri.
Merita attenzione anche la chiesa della Maddalena, esempio significativo del barocco piemontese. Ma soprattutto Alba è il luogo in cui la cultura gastronomica delle Langhe diventa parte della vita cittadina: botteghe, enoteche, pasticcerie e ristoranti permettono di conoscere tartufo, nocciole, formaggi, tajarin e agnolotti insieme ai grandi vini del territorio.
La Morra e i grandi panorami
Lasciata Alba, la strada sale rapidamente verso le colline. La Morra possiede uno dei belvederi più celebri delle Langhe: nelle giornate limpide le geometrie dei vigneti si estendono fino all'arco alpino. Il borgo è piccolo e il consiglio è proprio quello di non attraversarlo troppo rapidamente, ma concedersi una passeggiata tra le vie e i punti panoramici.
Barolo e il paesaggio UNESCO
Poco distante si raggiunge Barolo, dominato dal castello Falletti. Il nome del paese è ormai inseparabile dall'omonimo vino, ma il borgo conserva una dimensione raccolta e piacevole. Nei dintorni si susseguono aziende vinicole, cascine e vigneti che costituiscono uno dei settori più rappresentativi dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato riconosciuti dall'UNESCO.
Il vero errore da evitare è cercare di visitare Alba, Barolo, La Morra, Grinzane Cavour, Barbaresco e altri borghi nella stessa giornata. Le Langhe vanno percorse lentamente: meglio poche tappe, una cantina scelta bene e tempo sufficiente per fermarsi nei belvederi.
Info utili: dedica almeno una giornata completa, meglio due. In autunno prenota con largo anticipo cantine, ristoranti e pernottamenti.
Mini itinerario: Alba → La Morra → pranzo → visita prenotata in cantina → Barolo → belvedere al tramonto.
Saluzzo e Castello di Racconigi
Saluzzo è una delle città storiche più armoniose del Piemonte meridionale. Capitale di un marchesato indipendente per secoli, conserva un nucleo alto di impronta medievale e rinascimentale. La salita dalla parte bassa conduce verso Casa Cavassa, la chiesa di San Giovanni e la Castiglia, antica residenza marchionale poi trasformata in carcere e oggi spazio museale.
Il centro richiede tempo perché buona parte del fascino deriva dal percorso stesso: strade in pendenza, portali, cortili e viste verso il Monviso. È una meta più raccolta di Alba e può essere visitata con ritmo tranquillo in mezza giornata.
A circa un'ora, il Castello di Racconigi rappresenta invece il Piemonte sabaudo. Fa parte del sistema delle Residenze Sabaude riconosciute dall'UNESCO e conserva ambienti di epoche diverse, dal barocco alle trasformazioni ottocentesche, oltre al grande parco storico. L'accostamento Saluzzo-Racconigi permette di leggere nella stessa giornata due capitoli differenti della storia regionale.
Info utili: Saluzzo si visita soprattutto a piedi e presenta salite; per Racconigi controlla anticipatamente gli orari di accesso al castello e al parco.
Mini itinerario: mattina a Racconigi → trasferimento a Saluzzo → Casa Cavassa → San Giovanni → Castiglia → passeggiata serale nel centro.
Val Maira: il Piemonte alpino più autentico
La Val Maira è consigliata a chi cerca paesaggi alpini, piccoli villaggi e un turismo meno urbanizzato. Dronero introduce la valle con il suo Ponte del Diavolo; proseguendo verso l'interno il paesaggio diventa progressivamente più severo e spettacolare.
Elva, arroccata in quota, conserva nella chiesa parrocchiale un importante ciclo pittorico attribuito al Maestro di Elva. Più avanti, l'area di Acceglio e Chiappera apre l'accesso a valloni, pascoli e itinerari escursionistici. I Percorsi Occitani collegano numerose borgate recuperando mulattiere storiche e sono uno dei modi migliori per vivere la valle su più giorni.
Non è una destinazione da affrontare con programmi troppo serrati: distanze apparentemente brevi richiedono tempo, alcuni tratti stradali sono montani e la vera attrazione è proprio il ritmo lento del paesaggio.
Info utili: per escursioni porta cartografia o tracce offline, acqua e abbigliamento da montagna. Verifica sempre meteo e condizioni dei sentieri.
Mini itinerario: Dronero → borgate della valle → Elva → Acceglio/Chiappera; per il trekking è preferibile prevedere almeno una notte.
Mondovì e Vicoforte
A Mondovì la funicolare collega Breo alla parte alta di Piazza, dove Piazza Maggiore e la Torre del Belvedere sono le tappe più interessanti. Poco distante, il Santuario di Vicoforte colpisce per la monumentale cupola ellittica.
Fossano
Il Castello dei Principi d'Acaja domina un centro storico ordinato di portici e palazzi. È una buona sosta lungo gli spostamenti tra Torino, Cuneo e Langhe.
Limone Piemonte
Storica località della Val Vermenagna, è conosciuta soprattutto per gli sport invernali ma offre anche un centro montano piacevole e numerose possibilità escursionistiche nella stagione estiva.
Valdieri e Valle Gesso
La zona delle Terme di Valdieri e del Pian del Valasco è una delle porte d'accesso più suggestive alle Alpi Marittime. È indicata soprattutto per chi vuole aggiungere trekking e natura a un viaggio culturale.
Certosa di Pesio
Il complesso monastico immerso nella Valle Pesio combina architettura religiosa e ambiente naturale e costituisce un'interessante alternativa alle mete più frequentate.
Cosa vedere nella provincia di Novara: Lago d'Orta, Arona e colline
La provincia di Novara concentra alcune delle atmosfere più romantiche del Piemonte. Orta San Giulio è la meta principale; Arona introduce il Lago Maggiore, mentre le colline più a sud sono legate ai vini dell'Alto Piemonte.
Orta San Giulio: il borgo, l'isola e il Sacro Monte
Orta San Giulio è probabilmente la destinazione più affascinante della provincia di Novara e uno dei borghi lacustri più suggestivi del Piemonte. Il centro storico occupa una piccola penisola protesa nel Lago d'Orta e conserva un'atmosfera raccolta fatta di strade acciottolate, palazzi affrescati, cortili e scorci improvvisi sull'acqua.
Piazza Motta e il centro storico
Il cuore del borgo è Piazza Motta, affacciata direttamente sul lago. Qui si trova il cinquecentesco Palazzo della Comunità, riconoscibile per la loggia aperta al piano terreno e le decorazioni della facciata. Dalla piazza partono le viuzze che risalgono il borgo e gli imbarcaderi diretti all'isola.
Vale la pena salire lentamente verso la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, fermandosi nei piccoli passaggi laterali che regalano vedute sul lago e sui tetti del centro.
L'Isola di San Giulio
A pochi minuti di navigazione si trova l'Isola di San Giulio, vero fulcro visivo del lago. La Basilica di San Giulio conserva elementi romanici, affreschi e un importante ambone medievale. Il resto dell'isola può essere percorso a piedi lungo una breve strada che passa accanto al monastero e alle antiche dimore.
Il Sacro Monte
Tornati sulla terraferma, la visita dovrebbe proseguire al Sacro Monte di Orta. Le cappelle dedicate alla vita di San Francesco d'Assisi sono immerse in un parco alberato e fanno parte del sistema dei Sacri Monti riconosciuto dall'UNESCO. Dai sentieri si aprono alcune delle vedute migliori sull'isola e sul lago.
Orta è una meta che rende molto più al mattino presto o nel tardo pomeriggio, quando diminuisce il numero di visitatori giornalieri e il borgo recupera la propria atmosfera silenziosa.
Info utili: il centro è in gran parte pedonale. Parcheggia nelle aree esterne e prevedi almeno mezza giornata, meglio una giornata completa.
Mini itinerario: Piazza Motta → centro storico → Isola di San Giulio → pranzo → Sacro Monte → rientro sul lungolago al tramonto.
Arona e il San Carlone
Arona è una delle porte piemontesi del Lago Maggiore. Il lungolago, con vista sulla sponda lombarda, è la parte più piacevole per una passeggiata, mentre nel centro si trovano edifici religiosi e palazzi legati alla storia dei Borromeo.
Sulle alture sorge il San Carlone, la grande statua dedicata a San Carlo Borromeo. Con il piedistallo raggiunge circa 35 metri d'altezza ed è uno dei monumenti più riconoscibili del territorio. Le modalità di salita e accesso interno devono essere verificate prima della visita, soprattutto per chi soffre di vertigini o ha difficoltà motorie.
Arona funziona bene come tappa intermedia tra Stresa e il Lago d'Orta, ma non è necessario dedicarle una giornata intera se il tempo è limitato.
Info utili: 2-3 ore sono sufficienti per centro, lungolago e San Carlone.
Mini itinerario: lungolago → centro storico → Collegiata → trasferimento al San Carlone → belvedere.
Ghemme e le colline novaresi
Per chi ama il vino, Ghemme e i paesi circostanti rappresentano un Piemonte diverso dalle Langhe. Nebbiolo, ricetti e paesaggio agricolo caratterizzano l'Alto Piemonte vitivinicolo.
Cosa vedere nella provincia di Torino: Residenze Sabaude, Sacra e fortezze alpine
Torino città è trattata nella guida dedicata. Fuori dal capoluogo si trovano alcune delle attrazioni più importanti dell'intera regione: Venaria Reale, Stupinigi, Sacra di San Michele e Forte di Fenestrelle.
Reggia di Venaria Reale e Parco La Mandria
Escludendo Torino, che merita una guida autonoma, la Reggia di Venaria Reale è una delle visite culturali più importanti della provincia e uno dei grandi monumenti sabaudi del Piemonte. Il complesso nacque nella seconda metà del Seicento come residenza destinata alla corte e alle attività venatorie, per poi essere ampliato e trasformato nel corso del Settecento.
La Galleria Grande
Il luogo più famoso della Reggia è la Galleria Grande, progettata da Filippo Juvarra. Lunga circa 80 metri, è uno degli ambienti più spettacolari del barocco europeo. Le grandi finestre, gli stucchi e il pavimento geometrico amplificano la profondità dello spazio e creano un ambiente estremamente luminoso.
È il genere di sala che merita di essere osservata con calma, non soltanto attraversata: cambiando posizione cambiano anche le prospettive e il rapporto tra architettura, luce e decorazione.
Cappella di Sant'Uberto e Scuderie Juvarriane
Tra gli altri ambienti fondamentali figurano la Cappella di Sant'Uberto, dedicata al patrono dei cacciatori, e le grandi Scuderie progettate da Juvarra. Insieme agli appartamenti reali e alle mostre temporanee permettono di ricostruire la vita di corte e l'evoluzione architettonica della residenza.
I Giardini della Reggia
All'esterno si estendono i Giardini, ricostruiti dopo il grande restauro del complesso. Viali prospettici, parterre, bacini d'acqua e grandi spazi aperti permettono di comprendere quanto il paesaggio fosse parte integrante del progetto della residenza.
Parco La Mandria
Accanto a Venaria si trova il Parco La Mandria, vasta area naturale storicamente legata alla corte sabauda. Qui la giornata cambia completamente ritmo: boschi, prati, percorsi ciclabili e antiche costruzioni permettono di passare dal grande patrimonio monumentale a un ambiente naturale protetto.
Info utili: considera almeno 4 ore per Reggia e Giardini. Se vuoi aggiungere La Mandria, dedica all'area praticamente l'intera giornata.
Mini itinerario: Reggia → Galleria Grande → Cappella di Sant'Uberto → Scuderie → Giardini → borgo di Venaria → eventuale passeggiata a La Mandria.
Palazzina di Caccia di Stupinigi
A pochi chilometri dal centro di Torino, la Palazzina di Caccia di Stupinigi è un capolavoro progettato da Filippo Juvarra a partire dal 1729. La composizione ruota intorno al grande Salone Centrale ellittico, dal quale si diramano gli appartamenti e le ali dell'edificio.
Gli interni conservano stucchi, lacche, arredi e decorazioni che restituiscono il carattere di una residenza destinata alle feste e alla vita di corte oltre che alle battute di caccia. Stupinigi fa parte del sistema delle Residenze Sabaude UNESCO ed è perfetta da visitare in mezza giornata.
Info utili: 2-3 ore sono generalmente adeguate. Controlla sempre calendario e ultimo ingresso.
Mini itinerario: cortile d'onore → Salone Centrale → Appartamento del Re → Appartamento della Regina → percorso nel parco storico.
Sacra di San Michele: il monumento simbolo del Piemonte
La Sacra di San Michele domina l'imbocco della Val di Susa dalla sommità del Monte Pirchiriano ed è una delle immagini più spettacolari della regione. Le origini del complesso risalgono alla fine del X secolo e la sua posizione, apparentemente sospesa sulla roccia, ne accentua il carattere monumentale.
La visita conduce attraverso strutture costruite in epoche diverse: il ripido accesso, la Scala dei Morti, il celebre Portale dello Zodiaco, la chiesa abbaziale e le terrazze panoramiche. Al valore artistico si aggiunge la vista sulla Val di Susa e sui laghi di Avigliana.
La Sacra è stata riconosciuta dalla Regione come monumento simbolo del Piemonte. Dal parcheggio principale rimane un tratto da percorrere a piedi e l'itinerario interno comprende scale: è quindi consigliabile utilizzare scarpe comode e verificare le informazioni sull'accessibilità.
Info utili: dedica 2-3 ore. Nei weekend conviene arrivare presto; in inverno verifica sempre condizioni stradali e orari stagionali.
Mini itinerario: parcheggio Croce Nera → sentiero di accesso → Scala dei Morti → Portale dello Zodiaco → chiesa → terrazze panoramiche.
Forte di Fenestrelle: la grande fortezza della Val Chisone
Il Forte di Fenestrelle non è una singola costruzione, ma un enorme sistema di opere difensive distribuito sul fianco della montagna. Il complesso si sviluppa per circa tre chilometri e le diverse fortificazioni sono collegate anche dalla famosa scala coperta di circa 4.000 gradini.
La visita permette di entrare nei palazzi militari, nelle casematte e nelle strutture difensive, ma l'esperienza cambia molto in base al percorso scelto. Esistono itinerari brevi e visite di diverse ore; il percorso più lungo assume caratteristiche quasi escursionistiche.
È quindi una meta da programmare, non una semplice sosta lungo la strada. Calzature adeguate e prenotazione sono particolarmente importanti per gli itinerari più estesi.
Info utili: le visite guidate possono durare da circa un'ora a un'intera giornata. Verifica disponibilità e prenotazione direttamente prima della partenza.
Mini itinerario: per un primo viaggio scegli il percorso di circa 3 ore; la visita completa è consigliata soltanto a chi vuole dedicare al Forte un'intera giornata.
Susa
L'Arco di Augusto, Porta Savoia e la Cattedrale di San Giusto fanno di Susa una delle soste storiche più interessanti lungo la valle. È facilmente abbinabile alla Sacra di San Michele in un itinerario di un giorno.
Bardonecchia
Località alpina utilizzabile tutto l'anno: sci in inverno, sentieri e mountain bike in estate. È indicata soprattutto per chi vuole dedicare una parte del viaggio alle attività all'aperto.
Sestriere
A 2.035 metri di quota, Sestriere è una delle località simbolo della Via Lattea e dello sci piemontese. In estate diventa base per trekking, ciclismo e attività in alta montagna.
Chieri
Il Duomo di Santa Maria della Scala e il tessuto medievale rendono Chieri una buona escursione culturale dalla vicina Torino, soprattutto per chi desidera approfondire il gotico piemontese.
Cosa vedere nel Verbano-Cusio-Ossola: Lago Maggiore, Val d'Ossola e grandi paesaggi
Dalle ville del Golfo Borromeo alle vallate alpine, il Verbano-Cusio-Ossola offre alcuni dei contrasti più netti del Piemonte. Stresa e le Isole Borromee sono la priorità, ma Domodossola, Cannobio e la Val Formazza meritano tempo.
Stresa e le Isole Borromee: il grande scenario del Lago Maggiore
Stresa è la destinazione simbolo della sponda piemontese del Lago Maggiore. Il suo fascino deriva dalla posizione privilegiata davanti al Golfo Borromeo, dalle ville, dagli alberghi storici e soprattutto dalla possibilità di raggiungere in pochi minuti di battello le celebri Isole Borromee.
Stresa e il lungolago
La visita può iniziare dalla passeggiata sul lungolago, una delle più eleganti del Piemonte lacustre. Giardini, alberghi della Belle Époque, moli e vedute sulle montagne creano una successione continua di scorci. Il centro vero e proprio è piuttosto piccolo e si esplora facilmente a piedi.
Isola Bella
L'Isola Bella rappresenta la tappa monumentale della giornata. Gran parte della sua superficie è occupata dal Palazzo Borromeo e dai celebri giardini all'italiana disposti su terrazze sovrapposte. Statue, balaustre, scalinate e vegetazione creano un insieme volutamente scenografico, culminante nelle terrazze superiori affacciate sul lago.
All'interno del palazzo si attraversano sale di rappresentanza, gallerie e ambienti decorati che documentano il ruolo della famiglia Borromeo nella storia del Lago Maggiore.
Isola Madre
Completamente diversa è l'Isola Madre. Più ampia e verde, è conosciuta soprattutto per il grande giardino botanico, sviluppato grazie al clima relativamente mite del lago. Camelie, rododendri, piante esotiche e alberi monumentali creano un'atmosfera più naturalistica rispetto alla teatralità di Isola Bella.
Isola dei Pescatori
L'Isola dei Pescatori, o Isola Superiore, è invece l'unica delle tre con un vero borgo abitato stabilmente. Stretti vicoli, case affacciate sull'acqua e piccoli ristoranti ne fanno una sosta piacevole, soprattutto per il pranzo.
Il consiglio è di non programmare altre grandi visite nella stessa giornata. Le Isole Borromee meritano tempo e i trasferimenti in battello, pur brevi, scandiscono naturalmente il ritmo dell'escursione.
Info utili: dedica 5-7 ore alla visita. Controlla sempre calendario stagionale delle isole e orari della navigazione.
Mini itinerario: Stresa → Isola Bella → Isola dei Pescatori → Isola Madre → rientro → passeggiata sul lungolago al tramonto.
Domodossola e Sacro Monte Calvario
Domodossola è il principale centro della Val d'Ossola e merita almeno qualche ora per Piazza del Mercato, con portici, logge e case storiche, e per le strade circostanti. La città è inoltre un importante nodo ferroviario verso il Sempione.
Sul colle sopra l'abitato si trova il Sacro Monte Calvario, anch'esso parte del sito UNESCO dei Sacri Monti. Il percorso delle cappelle sale nel verde e permette di unire una visita culturale a una passeggiata panoramica.
Info utili: mezza giornata è sufficiente per centro e Sacro Monte; Domodossola può essere utilizzata come base per esplorare le valli circostanti.
Mini itinerario: Piazza del Mercato → centro storico → pranzo → salita al Sacro Monte Calvario.
Cannobio
Il lungolago porticato, il Santuario della Pietà e la vicinanza alla Valle Cannobina fanno di Cannobio una delle località più piacevoli dell'alto Lago Maggiore.
Baveno
Più tranquilla della vicina Stresa, offre un bel lungolago, il complesso romanico dei Santi Gervaso e Protaso e una posizione privilegiata davanti alle Isole Borromee.
Cascata del Toce e Val Formazza
La parte alta della Val Formazza introduce a un ambiente decisamente alpino. La Cascata del Toce è uno dei salti d'acqua più celebri del Piemonte; portata e spettacolarità dipendono anche dai periodi di rilascio dell'acqua, da verificare prima del viaggio.
Macugnaga e Monte Rosa
Macugnaga conserva testimonianze della cultura walser ed è dominata dalla parete orientale del Monte Rosa. È una destinazione indicata per chi dispone di almeno un giorno aggiuntivo dedicato alla montagna.
Cosa vedere nella provincia di Vercelli: Varallo, Valsesia e Monte Rosa
La provincia cambia completamente salendo dalla pianura risicola alla Valsesia. Varallo è una grande meta d'arte, mentre Alagna porta nel mondo walser e ai piedi del Monte Rosa.
Varallo e il Sacro Monte: arte e spiritualità in Valsesia
Varallo è una delle località artisticamente più importanti del Piemonte settentrionale. Situata all'ingresso dell'alta Valsesia, unisce un centro storico ricco di testimonianze rinascimentali a uno dei complessi religiosi più straordinari d'Europa: il Sacro Monte di Varallo.
Santa Maria delle Grazie e Gaudenzio Ferrari
Prima di salire al Sacro Monte conviene visitare la chiesa di Santa Maria delle Grazie. Al suo interno si trova la monumentale parete dipinta da Gaudenzio Ferrari con scene della vita e della Passione di Cristo. Il ciclo, organizzato come una grande narrazione per immagini, rappresenta uno dei vertici della pittura rinascimentale piemontese.
La visita può continuare nel centro storico e alla Pinacoteca, dove altre opere permettono di approfondire l'importanza della scuola artistica valsesiana.
Il Sacro Monte di Varallo
Il Sacro Monte sorge sulla parete rocciosa sopra la città e fu avviato alla fine del Quattrocento per ricreare simbolicamente i luoghi della Terra Santa. È il più antico dei Sacri Monti dell'arco alpino e fa parte del Patrimonio UNESCO.
Il complesso comprende circa 45 cappelle, popolate da centinaia di statue a grandezza naturale e affreschi. Il visitatore non osserva semplicemente dipinti o sculture: entra fisicamente in una successione di scene concepite come un grande racconto teatrale.
Alcune cappelle sono particolarmente impressionanti per la quantità di figure e per il realismo delle espressioni. Proprio questa combinazione tra pittura, scultura, architettura e paesaggio rende Varallo diverso dagli altri Sacri Monti piemontesi.
Una visita da fare senza fretta
Il percorso attraversa piazze, cappelle, alberi e punti panoramici fino alla Basilica. Per comprendere davvero il complesso è meglio evitare una visita troppo veloce: la successione delle scene è parte integrante dell'esperienza.
Info utili: dedica almeno mezza giornata a Varallo e al Sacro Monte; per aggiungere centro storico e Pinacoteca è preferibile prevedere quasi una giornata intera.
Mini itinerario: Santa Maria delle Grazie → centro storico → Pinacoteca → salita al Sacro Monte → percorso delle cappelle → Basilica.
Alagna Valsesia: cultura walser e Monte Rosa
Salendo lungo la Valsesia si raggiunge Alagna, borgo alpino profondamente segnato dalla cultura walser. Le abitazioni tradizionali in legno e pietra, con grandi loggiati sovrapposti, raccontano un modo di vivere adattato a un ambiente severo e alle attività agricole di alta montagna.
La Casa Museo Walser è una delle visite più utili per capire questa storia: gli ambienti domestici, gli attrezzi e l'organizzazione degli spazi mostrano concretamente come vivevano le famiglie della valle.
Alagna è anche una delle porte piemontesi del Monte Rosa. In inverno fa parte del comprensorio Monterosa Ski; nella stagione estiva diventa base per escursioni di diversa difficoltà. Per una camminata relativamente accessibile e molto scenografica, l'area del Rifugio Pastore è una delle mete classiche, mentre gli itinerari verso l'alta montagna richiedono preparazione ed equipaggiamento adeguati.
Info utili: non sottovalutare quota e meteo. Per escursioni impegnative affidati alle informazioni locali e, quando necessario, a guide alpine.
Mini itinerario: borgo di Alagna → Casa Museo Walser → frazioni storiche → passeggiata verso la testata della valle o Rifugio Pastore.
Borgosesia e bassa Valsesia
Borgosesia è soprattutto una base pratica per esplorare la parte bassa della valle. Nei dintorni si aprono percorsi naturalistici e deviazioni verso vallate laterali molto meno frequentate.
La pianura delle risaie
Tra Vercelli e i centri della pianura il paesaggio cambia ancora: in primavera le risaie allagate creano grandi superfici riflettenti, mentre a fine estate dominano tonalità dorate. È un volto del Piemonte spesso trascurato dagli itinerari classici.
5 località poco conosciute del Piemonte che meritano una visita
Queste mete non sono inserite nell'itinerario principale proprio per mantenerle come possibili deviazioni per un secondo viaggio o per chi desidera uscire dai percorsi più frequentati.
Cella Monte – Alessandria
Piccolo borgo del Monferrato noto per gli infernot, ambienti sotterranei scavati nella pietra da cantoni. È una meta ideale per capire dall'interno il paesaggio culturale del Monferrato.
Rosazza – Biella
Uno dei paesi più singolari del Biellese, con architetture ottocentesche, simboli esoterici e un'atmosfera quasi teatrale. Può essere abbinato alla Valle Cervo.
Elva – Cuneo
Remoto paese della Val Maira, noto per il paesaggio d'alta quota e gli affreschi della parrocchiale. La strada stessa per raggiungerlo è parte dell'esperienza.
Vogogna – Verbano-Cusio-Ossola
Borgo medievale della Val d'Ossola dominato dal castello visconteo, adatto a una deviazione lungo gli itinerari verso Domodossola e le valli alpine.
Rassa – Vercelli
Piccolo borgo valsesiano alla confluenza di torrenti e valloni laterali, circondato da boschi e montagne. È indicato per chi cerca una Valsesia più appartata rispetto a Varallo e Alagna.
Itinerario in Piemonte di 10 giorni
Dieci giorni sono un buon compromesso per vedere le grandi attrazioni della regione senza trasformare il viaggio in una corsa. L'itinerario privilegia continuità geografica, patrimonio UNESCO, paesaggi e varietà.
Giorno 1 – Torino e Venaria Reale
Dedica la mattina alle attrazioni essenziali del capoluogo seguendo la guida specifica di Torino. Nel primo pomeriggio raggiungi Venaria Reale e visita Reggia, Galleria Grande e Giardini. Pernottamento a Torino.
Giorno 2 – Stupinigi e Sacra di San Michele
Mattina alla Palazzina di Caccia di Stupinigi. Dopo pranzo trasferimento verso la Val di Susa e visita alla Sacra di San Michele. Rientro a Torino oppure pernottamento nell'area di Avigliana.
Giorno 3 – Racconigi e Saluzzo
Partenza verso il Castello di Racconigi, quindi proseguimento per Saluzzo. Nel pomeriggio visita Casa Cavassa, San Giovanni e Castiglia. Pernottamento nel Saluzzese o trasferimento verso Alba.
Giorno 4 – Alba, La Morra e Barolo
Intera giornata nelle Langhe: centro storico di Alba al mattino, La Morra e Barolo nel pomeriggio, con una sola degustazione prenotata. Tramonto sui vigneti e pernottamento in zona.
Giorno 5 – Canelli e Monferrato astigiano
Trasferimento verso Canelli e visita a una delle Cattedrali Sotterranee. Nel pomeriggio attraversa Nizza Monferrato e le colline della Barbera senza moltiplicare le soste. Pernottamento tra Astigiano e Monferrato.
Giorno 6 – Casale Monferrato e Sacro Monte di Crea
Mattina a Casale Monferrato tra Duomo, Sinagoga e centro storico. Nel pomeriggio raggiungi il Sacro Monte di Crea. In serata trasferimento verso il Lago d'Orta.
Giorno 7 – Orta San Giulio
Giornata volutamente meno impegnativa: centro di Orta San Giulio, battello per l'isola, Basilica di San Giulio e nel pomeriggio Sacro Monte. Pernottamento sul lago o trasferimento a Stresa.
Giorno 8 – Stresa e Isole Borromee
Dedica la giornata alla navigazione nel Golfo Borromeo. Visita Isola Bella e Isola Madre, aggiungendo l'Isola dei Pescatori se i tempi lo consentono. Passeggiata serale a Stresa.
Giorno 9 – Oropa e Biellese
Partenza per il Santuario di Oropa e visita del Sacro Monte. Nel pomeriggio scegli tra Ricetto di Candelo e una breve deviazione nell'Oasi Zegna, in base al meteo e alla stagione.
Giorno 10 – Varallo e Alagna Valsesia
Mattina a Varallo con Santa Maria delle Grazie e Sacro Monte. Nel pomeriggio risali la Valsesia fino ad Alagna per scoprire il borgo walser e il paesaggio ai piedi del Monte Rosa. Pernottamento in valle oppure rientro.
Se hai 12-14 giorni: aggiungi Acqui Terme, Forte di Fenestrelle, Val Maira e una giornata tra Domodossola e Val Formazza. Sono quattro estensioni valide ma inserirle nei 10 giorni renderebbe l'itinerario troppo dispersivo.
Auto o treno? Per questo percorso l'auto è nettamente più pratica. Torino, Alba, Stresa, Arona e Domodossola sono ben servite anche dalla ferrovia, ma cantine, Sacri Monti e borghi richiedono spesso cambi e tempi più lunghi.
FAQ su cosa vedere in Piemonte
Cosa vedere assolutamente in Piemonte?
Per un primo viaggio le mete più rappresentative sono Torino e le Residenze Sabaude, la Sacra di San Michele, le Langhe con Alba e Barolo, Orta San Giulio, Stresa e le Isole Borromee, Oropa, il Sacro Monte di Varallo e almeno una valle alpina.
Quanti giorni servono per visitare il Piemonte?
Sette giorni permettono di vedere una selezione delle mete principali; con 10 giorni è possibile combinare città, Langhe, laghi e montagne con un ritmo più equilibrato. Per esplorare anche le vallate alpine e il Monferrato servono circa due settimane.
Qual è il periodo migliore per visitare il Piemonte?
Maggio, giugno, settembre e ottobre sono i mesi più versatili. L'autunno è particolarmente indicato per Langhe e Monferrato, l'estate per laghi e alta montagna, mentre l'inverno è ideale per sci, musei e Residenze Sabaude.
È meglio visitare il Piemonte in auto o in treno?
Il treno è efficace per Torino e diversi centri principali, ma l'auto è più conveniente per Langhe, Monferrato, Sacri Monti, piccoli borghi e vallate alpine. Un itinerario regionale completo risulta quindi molto più semplice con un'auto.
Cosa vedere in Piemonte oltre Torino?
Tra le alternative più interessanti ci sono le Langhe, Orta San Giulio, le Isole Borromee, la Sacra di San Michele, Venaria, Stupinigi, Oropa, Varallo, Alagna, Saluzzo, Canelli, Casale Monferrato e le vallate alpine del Cuneese e dell'Ossola.
Quali sono i luoghi UNESCO più interessanti del Piemonte?
Tra i siti più importanti figurano le Residenze Sabaude, i Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato e i Sacri Monti piemontesi, tra cui Varallo, Orta, Oropa, Crea e Domodossola.
Quali laghi vedere in Piemonte?
Il Lago Maggiore è ideale per Stresa e le Isole Borromee, mentre il Lago d'Orta offre un'atmosfera più raccolta con Orta San Giulio, l'isola e il Sacro Monte. Interessante anche il Lago di Viverone per una giornata nella natura.
Dove andare in montagna in Piemonte?
Tra le aree più interessanti ci sono Valsesia e Alagna ai piedi del Monte Rosa, Val d'Ossola e Val Formazza, Oasi Zegna, Val Maira, Valle Gesso, Val di Susa e le località sciistiche di Sestriere, Bardonecchia e Limone Piemonte.