Molise • Economia e sviluppo regionale
L’economia del Molise è fondata soprattutto sui servizi, ma conserva un peso agricolo superiore alla media italiana e una significativa specializzazione industriale nell’area di Termoli. Agroalimentare, automotive, costruzioni, commercio e attività pubbliche formano un sistema produttivo di dimensioni contenute, oggi chiamato ad affrontare spopolamento, debolezza degli investimenti privati e difficoltà infrastrutturali.
Dati economici verificati: 2024-2025 • Fonti ufficiali aggiornate al 2026
Economia del Molise in breve
L’economia del Molise presenta una struttura dominata dai servizi, che nel 2024 generavano circa il 72% del valore aggiunto regionale. L’agricoltura mantiene tuttavia un’incidenza superiore alla media nazionale e alimenta produzioni di qualità legate a cereali, ortaggi, vino, olio, allevamento e trasformazione alimentare. L’industria è concentrata soprattutto nell’area di Termoli, dove la filiera automobilistica riveste un’importanza molto elevata, affiancata dai comparti alimentare, chimico, metalmeccanico e dei materiali. Nel 2025 l’attività economica regionale è rimasta sostanzialmente stazionaria, risentendo della debolezza dell’automotive, degli investimenti privati e delle esportazioni. Le costruzioni e gli investimenti pubblici finanziati anche dal PNRR hanno invece continuato a fornire sostegno. Le principali criticità restano lo spopolamento, la riduzione della forza lavoro, la modesta dimensione delle imprese, i collegamenti interni e la limitata diffusione dei servizi avanzati.
Il quadro generale dell’economia molisana
Il Molise possiede un’economia di piccole dimensioni, condizionata dalla ridotta popolazione residente e dalla presenza di un tessuto produttivo formato soprattutto da microimprese e piccole aziende. Nel 2024 il PIL regionale a prezzi correnti era vicino agli 8 miliardi di euro, mentre il PIL pro capite raggiungeva 27.698 euro: un valore superiore alla media del Mezzogiorno, ma pari a circa il 74% della media italiana.
La struttura produttiva è nettamente orientata verso il terziario. Nel 2024 i servizi rappresentavano il 72% del valore aggiunto, l’industria nel suo complesso il 21,8% e agricoltura, silvicoltura e pesca il 6,2%. Il peso dell’agricoltura è quindi relativamente elevato, mentre l’industria dipende in misura significativa da pochi poli produttivi e, in particolare, dalla filiera automobilistica.
Nel corso del 2025 l’economia regionale è risultata sostanzialmente stazionaria. Secondo l’indicatore ITER della Banca d’Italia, l’attività si sarebbe ridotta dello 0,1%, a fronte di una crescita dello 0,7% nel Mezzogiorno e dello 0,5% in Italia. I consumi hanno mostrato un andamento debole, gli investimenti produttivi sono rimasti prudenti e le esportazioni hanno interrotto la crescita del biennio precedente.
7,99 mld €PIL regionale a prezzi correnti nel 2024
27.698 €PIL pro capite del Molise nel 2024
72%Quota dei servizi sul valore aggiunto nel 2024
57,9%Tasso di occupazione nel 2025
Agricoltura e agroalimentare: una presenza ancora importante
L’agricoltura non costituisce il settore economicamente dominante, ma mantiene un’incidenza significativa rispetto alla maggior parte delle regioni italiane. Il territorio collinare e montano limita l’estensione delle colture intensive, ma favorisce produzioni differenziate e legate alle caratteristiche locali.
Nel 2025 il valore aggiunto di agricoltura, silvicoltura e pesca è cresciuto, secondo le stime riportate dalla Banca d’Italia, del 2,8% a prezzi costanti. L’andamento è stato sostenuto soprattutto da legumi, piante da tubero e ortaggi, mentre la produzione cerealicola e quella olivicola hanno mostrato una lieve diminuzione. La produzione di uva è invece aumentata moderatamente.
Cereali, ortaggi e colture locali
Grano duro e altri cereali restano diffusi nelle aree collinari, mentre ortaggi, patate, legumi e colture specializzate assumono maggiore importanza nelle vallate e nelle zone più favorevoli. La frammentazione delle aziende limita le economie di scala, ma può sostenere filiere corte e produzioni riconoscibili.
Vino, olio e prodotti di qualità
La Tintilia del Molise, gli oli legati alle aree di Venafro e Larino, i formaggi, i salumi, la pasta e le lavorazioni tradizionali rappresentano una base concreta per collegare agricoltura, trasformazione alimentare, ristorazione e promozione turistica.
Zootecnia e allevamento
L’allevamento bovino, ovino e suino continua ad avere un ruolo nelle aree interne. La competitività dipende dalla capacità di trasformare direttamente latte e carni, certificare l’origine e rafforzare la distribuzione dei prodotti fuori dai confini regionali.
Limiti strutturali
Età elevata degli operatori, aziende di piccola dimensione, difficoltà logistiche, dissesto idrogeologico e accesso non uniforme all’innovazione riducono la produttività. Aggregazione, irrigazione efficiente e agricoltura di precisione possono migliorare la resilienza del settore.
La principale opportunità non consiste nell’aumentare indiscriminatamente i volumi produttivi, ma nel creare filiere integrate: agricoltura, trasformazione, marchi territoriali, vendita diretta, ristorazione e turismo enogastronomico possono generare un valore maggiore rispetto alla semplice commercializzazione delle materie prime.
Industria e automotive: il peso decisivo dell’area di Termoli
L’industria molisana è geograficamente concentrata e presenta una forte dipendenza da alcuni grandi insediamenti. L’area industriale di Termoli è il principale polo manifatturiero della regione, mentre altre attività sono presenti nei sistemi locali di Isernia, Venafro, Campobasso e nelle aree produttive minori.
La filiera automobilistica ha un peso particolarmente elevato. Secondo l’analisi della Banca d’Italia riferita al 2022, il Molise era la seconda regione italiana, dopo la Basilicata, per incidenza dell’automotive sul valore aggiunto del settore privato non finanziario. La filiera rappresentava il 9,6% di tale valore aggiunto regionale, contro l’1,6% della media italiana, e raggiungeva un’incidenza ancora più alta nell’industria in senso stretto.
Questa specializzazione ha creato occupazione, competenze tecniche e rapporti di fornitura, ma espone il territorio alle difficoltà del mercato automobilistico europeo. Nel 2025 la produzione del comparto ha continuato a diminuire e sono aumentate le richieste di Cassa integrazione. Le imprese industriali con sede in regione hanno tuttavia mostrato alcuni segnali di recupero del fatturato, accompagnati da una stabilizzazione degli investimenti dopo due anni di contrazione.
Agroalimentare, chimica e metalmeccanica
Accanto all’automotive operano industrie alimentari, pastifici, aziende chimiche, imprese metalmeccaniche, produttori di componenti e attività legate ai materiali da costruzione. L’agroalimentare è uno dei comparti più adatti a collegare le risorse agricole alla capacità manifatturiera e all’esportazione.
Nel 2025 le esportazioni molisane sono diminuite del 3,9% a prezzi correnti, contro il calo dell’1,2% del Mezzogiorno e l’aumento del 3,3% registrato in Italia. La flessione è stata determinata soprattutto dai prodotti chimici, mentre sono proseguite, seppure con ritmi moderati, la crescita delle vendite estere dei mezzi di trasporto e quella dei prodotti alimentari. Le esportazioni verso i paesi dell’Unione europea sono aumentate, mentre quelle dirette ai mercati extraeuropei hanno subito una contrazione più marcata.
Costruzioni, opere pubbliche e risorse del PNRR
Negli ultimi anni le costruzioni hanno beneficiato degli incentivi edilizi e, successivamente, dell’avanzamento delle opere pubbliche. Nel 2025 le ore lavorate nel settore sono aumentate del 2,2%, anche se con un ritmo inferiore a quello dell’anno precedente. La crescita si è concentrata soprattutto nelle infrastrutture e negli interventi pubblici, mentre l’edilizia residenziale ha mostrato segnali meno favorevoli.
Il PNRR rappresenta una delle principali opportunità economiche per il Molise. Alla data del 15 aprile 2026 risultavano assegnati alla regione quasi 1,4 miliardi di euro, equivalenti a 4.807 euro per abitante: un importo pro capite superiore sia alla media del Mezzogiorno sia a quella italiana. Quasi metà delle risorse era destinata alla transizione ecologica e alle infrastrutture per la mobilità sostenibile.
A febbraio 2026 i pagamenti effettuati avevano raggiunto circa 708 milioni di euro, pari al 51,5% dei finanziamenti territorializzabili. L’effetto duraturo di queste risorse dipenderà tuttavia dalla capacità di completare i progetti, evitare ritardi, garantire la manutenzione delle opere e trasformare gli investimenti pubblici in migliori condizioni operative per famiglie e imprese.
Servizi, commercio e turismo
Con il 72% del valore aggiunto regionale, i servizi costituiscono la componente principale dell’economia del Molise. Il settore comprende commercio, trasporti, ristorazione, attività immobiliari e professionali, servizi finanziari, sanità, istruzione, pubblica amministrazione e assistenza sociale.
I servizi privati hanno contribuito alla ripresa successiva alla pandemia, ma continuano a essere caratterizzati da imprese mediamente più piccole rispetto alla media nazionale. La specializzazione nelle attività digitali, professionali e ICT rimane limitata, riducendo la presenza di comparti ad alta produttività e di posti di lavoro qualificati.
Il turismo ha potenzialità, ma i dati recenti sono negativi
Il Molise possiede risorse turistiche diversificate: il litorale di Termoli, i borghi dell’interno, i siti archeologici sannitici e romani, il Matese, Capracotta, Agnone, Venafro, Sepino, Pietrabbondante e il patrimonio religioso ed enogastronomico. Queste attrazioni permettono di sviluppare turismo balneare, culturale, naturalistico, rurale e lento.
Non è però corretto descrivere il turismo regionale come un settore già in continua crescita. Dopo la flessione del 2024, nel 2025 gli arrivi nelle strutture ricettive sono diminuiti del 10,9% e le presenze dell’8,3%. Il risultato conferma che il potenziale territoriale non si trasforma automaticamente in sviluppo economico.
Per rafforzare il comparto sono necessari una promozione coordinata, una maggiore commercializzazione online delle strutture, collegamenti più efficienti, itinerari capaci di unire costa e aree interne e un’offerta utilizzabile anche fuori dai mesi estivi. Particolarmente importante è aumentare la permanenza media, evitando che molte località siano visitate soltanto come destinazioni giornaliere.
Mercato del lavoro, partecipazione e spopolamento
Nel 2025 il numero degli occupati in Molise si è lievemente ridotto e si è interrotta la crescita osservata nei tre anni precedenti. Il tasso di occupazione della popolazione tra 15 e 64 anni è rimasto stabile al 57,9%, collocandosi sopra la media del Mezzogiorno, pari al 50%, ma sotto il 62,5% nazionale.
Il tasso di attività è sceso al 61,8%, contro il 56,4% del Mezzogiorno e il 66,7% dell’Italia. Il tasso di disoccupazione è diminuito dal 7,9% al 6,2%, ma il dato deve essere interpretato con cautela: la riduzione è stata accompagnata da un forte calo delle persone in cerca di lavoro e da una contrazione complessiva delle forze di lavoro.
Permangono inoltre differenze rilevanti. Nel 2025 il tasso di occupazione femminile era del 47,3%, mentre quello maschile raggiungeva il 68,1%. Tra i giovani con meno di 35 anni il tasso di occupazione era del 39,7%, in miglioramento ma ancora inferiore alla media italiana.
Lo spopolamento è quindi una questione economica oltre che demografica. La riduzione dei residenti restringe il mercato interno, diminuisce l’offerta di lavoratori, rende più difficile mantenere servizi e infrastrutture e riduce la capacità di attrarre nuove imprese. La partenza dei giovani qualificati indebolisce soprattutto i settori innovativi, tecnici e professionali.
Energia rinnovabile, innovazione e nuove opportunità
La disponibilità di fonti rinnovabili costituisce uno dei principali vantaggi potenziali del Molise. Secondo le elaborazioni riportate dalla Banca d’Italia, nel 2023 le fonti rinnovabili coprivano il 32% dei consumi regionali considerati, contro il 18% della media nazionale. La regione risultava tra le prime in Italia per incidenza dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili sui consumi finali.
Eolico, fotovoltaico, produzione distribuita e comunità energetiche possono ridurre i costi, generare investimenti e rendere più competitive le imprese. Lo sviluppo deve però essere compatibile con il paesaggio, con le aree agricole e con la tutela ambientale, evitando una concentrazione degli impianti priva di benefici adeguati per le comunità locali.
Altre opportunità sono legate alla digitalizzazione dei servizi pubblici, alla diffusione della banda larga, all’agricoltura di precisione, all’innovazione agroalimentare, alla formazione tecnica e al lavoro a distanza. Per una regione con molti piccoli comuni, le tecnologie digitali possono ridurre l’isolamento, ma devono essere accompagnate da trasporti, assistenza sanitaria, scuole e servizi territoriali adeguati.
Economia del Molise • Sintesi finale
Punti di forza e criticità dell’economia molisana
L’economia del Molise combina un peso agricolo significativo, produzioni agroalimentari riconoscibili, competenze industriali, una buona disponibilità di energia rinnovabile e un volume rilevante di investimenti pubblici pro capite. Questi elementi sono però inseriti in un sistema fragile, caratterizzato da spopolamento, imprese piccole, limitata diversificazione industriale, modesta presenza di servizi avanzati e collegamenti non sempre adeguati. Il confronto con Mezzogiorno e Italia mostra una posizione intermedia: il Molise supera diversi indicatori meridionali, ma mantiene un divario consistente rispetto alla media nazionale.
Forza • agroalimentare di qualità Forza • risorse PNRR pro capite Forza • energia rinnovabile Criticità • spopolamento Criticità • dipendenza automotive Criticità • investimenti privati deboli
Punti di forza
- Agroalimentare e produzioni tipiche: vino, olio, pasta, formaggi, carni e lavorazioni tradizionali possono sostenere filiere a maggiore valore aggiunto.
- Competenze industriali: l’area di Termoli e la filiera automotive hanno creato professionalità tecniche e una rete di fornitori specializzati.
- Risorse pubbliche consistenti: gli stanziamenti PNRR per abitante sono superiori alle medie del Mezzogiorno e dell’Italia.
- Produzione da fonti rinnovabili: il Molise dispone di una quota di energia rinnovabile elevata e di ulteriori possibilità di sviluppo.
- Patrimonio naturale e culturale: costa, montagne, borghi, archeologia e gastronomia permettono di differenziare l’offerta turistica.
- Dimensione territoriale contenuta: le distanze ridotte possono facilitare progetti integrati tra comuni, imprese e filiere locali.
Criticità
- Declino demografico: la perdita di residenti e giovani qualificati riduce forza lavoro, consumi e capacità imprenditoriale.
- Dipendenza da pochi comparti: le difficoltà dell’automotive producono effetti rilevanti sull’intero sistema industriale regionale.
- Imprese molto piccole: la ridotta dimensione ostacola investimenti, ricerca, digitalizzazione, esportazioni e accesso a competenze specialistiche.
- Infrastrutture e collegamenti: trasporti e reti interne non sempre adeguati penalizzano aree produttive, turismo e comuni montani.
- Servizi avanzati poco sviluppati: ICT, consulenza specializzata, ricerca e attività ad alta produttività hanno ancora un peso limitato.
- Turismo discontinuo: stagionalità, permanenza breve e promozione frammentata impediscono di sfruttare pienamente le risorse disponibili.
Confronto economico: Molise, Mezzogiorno e Italia
| Indicatore |
Molise |
Mezzogiorno |
Italia |
| Andamento dell’attività economica nel 2025Variazione reale stimata rispetto al 2024. |
-0,1% |
+0,7% |
+0,5% |
| PIL nominale pro capite nel 2024Valori arrotondati; dato Italia ricavato dal rapporto tra indice regionale e media nazionale. |
27.698 € |
24.800 € |
≈37.300 € |
| Tasso di occupazione nel 2025Popolazione compresa tra 15 e 64 anni. |
57,9% |
50,0% |
62,5% |
| Tasso di attività nel 2025Rapporto tra forze di lavoro e popolazione tra 15 e 64 anni. |
61,8% |
56,4% |
66,7% |
| Risorse PNRR assegnate per abitanteSituazione aggiornata al 15 aprile 2026. |
4.807 € |
2.823 € |
2.471 € |
Nota metodologica: gli indicatori si riferiscono agli ultimi anni disponibili per ciascuna serie. Le stime sull’andamento economico del 2025 sono soggette a revisione; il PIL pro capite è riferito ai conti territoriali 2024, mentre gli indicatori del mercato del lavoro sono ricavati dalla Rilevazione sulle forze di lavoro.
Le priorità per i prossimi anni
La crescita del Molise dipenderà soprattutto dalla capacità di utilizzare efficacemente gli investimenti pubblici, diversificare l’industria, trattenere capitale umano, rendere più competitive le piccole imprese e trasformare agricoltura, energia e turismo in filiere organizzate. Senza un miglioramento dei servizi e delle connessioni territoriali, gli incentivi da soli difficilmente potranno invertire il declino demografico. Con progetti coordinati e misurabili, invece, le dimensioni contenute della regione possono diventare un vantaggio per sperimentare modelli di sviluppo più integrati e sostenibili.
FAQ sull’economia del Molise
Su quali settori si basa l’economia del Molise?
L’economia del Molise si basa principalmente sui servizi, che generano circa il 72% del valore aggiunto regionale. Seguono industria, costruzioni, agricoltura, agroalimentare, commercio, attività pubbliche e turismo. L’area di Termoli concentra una parte importante delle attività industriali e della filiera automobilistica.
Qual è il settore più importante dell’economia molisana?
Nel complesso il settore più importante è quello dei servizi. Tuttavia, l’agricoltura ha un’incidenza superiore alla media italiana e l’automotive possiede un peso molto elevato all’interno del sistema industriale regionale, soprattutto nell’area di Termoli.
Quanto vale il PIL pro capite del Molise?
Nel 2024 il PIL nominale pro capite del Molise era pari a 27.698 euro. Il valore risultava superiore alla media del Mezzogiorno, vicina a 24.800 euro, ma sensibilmente inferiore alla media italiana, stimabile in circa 37.300 euro.
Perché l’industria automobilistica è importante per il Molise?
La filiera automobilistica è importante perché concentra produzione, occupazione e competenze tecniche, soprattutto nel polo di Termoli. La forte specializzazione rappresenta però anche un rischio: le crisi del mercato automobilistico europeo possono produrre effetti rilevanti sull’occupazione e sull’indotto regionale.
Il turismo del Molise è in crescita?
Il Molise possiede buone potenzialità turistiche, ma i dati più recenti non indicano una crescita continua. Nel 2025 gli arrivi nelle strutture ricettive sono diminuiti del 10,9% e le presenze dell’8,3%. Servono quindi una promozione più efficace, servizi coordinati e un’offerta meno stagionale.
Quali sono le principali opportunità economiche del Molise?
Le opportunità principali riguardano la trasformazione agroalimentare, le energie rinnovabili, le comunità energetiche, il turismo lento ed enogastronomico, la digitalizzazione, la riqualificazione industriale e l’utilizzo delle risorse del PNRR per infrastrutture, mobilità e servizi pubblici.
Quali problemi frenano lo sviluppo economico regionale?
I problemi principali sono lo spopolamento, l’invecchiamento della popolazione, la partenza dei giovani, la ridotta dimensione delle imprese, la dipendenza da pochi comparti industriali, la debolezza degli investimenti privati e le carenze nei collegamenti e nei servizi delle aree interne.
Fonti dei dati: Banca d’Italia, L’economia del Molise – Rapporto annuale, giugno 2026; ISTAT, Conti economici territoriali 2022-2024. Le stime più recenti possono essere successivamente revisionate dagli istituti competenti.