You are using an outdated browser. For a faster, safer browsing experience, upgrade for free today.

Loading...

Cosa vedere in Abruzzo: 25 attrazioni da non perdere tra natura, borghi e costa


L’Abruzzo è una regione che cambia faccia in pochi chilometri: parchi nazionali “veri”, altopiani luminosi, borghi di pietra e una costa scenografica tra trabocchi e riserve. In questa guida trovi 25 luoghi selezionati per costruire un viaggio completo, con tappe naturali e culturali che si incastrano bene tra loro, più un itinerario consigliato con mappa Google pronta all’uso.

Abruzzo • Guida rapida

Cosa vedere in Abruzzo: menu rapido + riassunto


L'Aquila >>>


Abruzzo città >>>


Abruzzo • Cosa vedere • Natura

1. Parco Nazionale d’Abruzzo: il cuore selvaggio dell’Appennino centrale

Secondo me, se vuoi capire davvero l’Abruzzo “profondo” (quello di boschi, silenzi e fauna rara), il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise è la tappa più rappresentativa. È uno dei parchi storici d’Italia: inaugurato nel 1922 e poi istituito ufficialmente nel 1923, tutela un mosaico di ambienti montani dominati da faggete e vallate fresche, con un patrimonio naturale unico. Qui non vieni per fare la spunta su un monumento, ma per vedere un paesaggio che funziona ancora: tracce di animali, radure, torrenti e punti panoramici che ti fanno percepire la dimensione “vera” dell’Appennino.

1) Identità del parco: perché è una tappa “obbligata” in Abruzzo

Il PNALM è un’area protetta estesa (oltre 50.000 ettari) e, soprattutto, un simbolo della conservazione italiana. La sua forza è l’insieme: grandi boschi, vallate interne, habitat continui e una gestione che tiene alta la qualità dell’ambiente. Se cerchi l’Abruzzo più naturale, qui trovi un paesaggio coerente, non “ritagliato”: è una montagna viva, dove il valore sta anche in quello che non si vede subito, ma si intuisce camminando.

2) Faggete e ambienti forestali: la scenografia naturale del PNALM

Le faggete sono la firma paesaggistica del parco: boschi ampi e ombrosi, spesso continui, che creano un’atmosfera molto diversa da altre aree appenniniche più aperte. Il sottobosco cambia con le stagioni e, nelle zone più fresche e umide, è facile percepire la ricchezza di micro-ambienti: radure, impluvi, margini bosco dove la luce “taglia” la vegetazione e rende tutto più fotogenico. È uno dei motivi per cui questo parco funziona benissimo anche per passeggiate non impegnative.

3) Fauna simbolo: l’idea di natura “vera”

Il parco è noto per specie iconiche e rare: l’orso bruno marsicano è il simbolo assoluto, affiancato da lupo appenninico e camoscio d’Abruzzo. Anche senza “avvistamenti” (che non vanno mai cercati in modo invasivo), la fauna si percepisce: tracce, silenzi, equilibrio degli habitat e la sensazione netta di essere in un territorio dove l’uomo non domina. Se ti piace la fotografia naturalistica o il birdwatching, è una zona che ripaga proprio perché mantiene una dimensione autentica.

4) Cosa vedere dentro il parco: tappe che danno subito il senso del posto

Per una visita “efficace”, conviene puntare su vallate e aree facilmente leggibili: ambienti forestali ben conservati, zone d’acqua e punti panoramici che aprono lo sguardo sui rilievi. Pescasseroli è una base pratica per orientarti e scegliere percorsi adatti al tempo che hai. Tra i luoghi spesso citati ci sono aree come la Val Fondillo e la Camosciara (molto rappresentative del parco) e il Lago di Barrea, che aggiunge un colpo d’occhio diverso, più “aperto” e luminoso.

5) Attività e ritmo della visita: camminare, osservare, respirare

Il modo migliore di vivere il PNALM è semplice: sentieri ben scelti, pause panoramiche e tempi lenti. In estate la rete escursionistica è la protagonista; in inverno alcune zone diventano adatte a esperienze legate alla neve (in base alle condizioni e ai servizi disponibili). Le escursioni guidate, quando impostate bene, sono utili perché aggiungono contesto e aumentano la qualità della visita, soprattutto se ti interessa capire habitat e regole di tutela.

6) Turismo sostenibile: la regola che migliora anche l’esperienza

Questo è uno di quei luoghi in cui il rispetto delle regole non è “burocrazia”, ma parte dell’esperienza: restare sui sentieri, mantenere distanze corrette dagli animali, evitare rumori inutili e non cercare scorciatoie. Il parco dà il meglio quando lo vivi con attenzione, perché più ti sincronizzi con l’ambiente, più percepisci dettagli che altrimenti ti sfuggono. È anche così che il PNALM resta un santuario naturale e non un semplice scenario.


2. Gran Sasso: La Montagna Maestosa

Il Gran Sasso d’Italia è il massiccio più alto dell’Appennino e uno dei simboli dell'Abruzzo. Con il Corno Grande che raggiunge i 2.914 metri, rappresenta una sfida irresistibile per gli amanti dell’alpinismo e delle attività outdoor. Questo territorio è una riserva di straordinaria bellezza, dove la natura domina incontrastata.

Campo Imperatore e il Corno Grande

Campo Imperatore, un altopiano situato a oltre 1.800 metri di altitudine, è noto come il "Piccolo Tibet" per le sue caratteristiche paesaggistiche uniche. Qui si possono ammirare panorami mozzafiato, soprattutto all'alba e al tramonto, quando la luce gioca con le tonalità dorate delle praterie e delle montagne circostanti. Campo Imperatore è anche il punto di partenza per l’ascesa al Corno Grande, una delle scalate più ambite d’Italia.

Durante l'inverno, l'area diventa una popolare destinazione sciistica, con piste adatte a ogni livello. La vicinanza al Rifugio Campo Imperatore, raggiungibile con una funivia, rende questa località facilmente accessibile per escursioni giornaliere o soggiorni più lunghi.

La Biodiversità del Gran Sasso

Il Gran Sasso ospita una vasta gamma di specie animali e vegetali, molte delle quali endemiche. L’area è particolarmente famosa per il camoscio appenninico, una specie che è stata reintrodotta con successo. Tra le piante, meritano una menzione speciale le genziane e le stelle alpine, che crescono rigogliose sulle pendici montuose.

Abruzzo • Cosa vedere • Natura

3. Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga: la doppia anima dell’Appennino

Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

Secondo me, questo è il parco che spiega meglio quanto l’Abruzzo sia vario. Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga è enorme e soprattutto “bifronte”: da un lato il Gran Sasso, severo, roccioso, aperto e monumentale; dall’altro la Laga, più chiusa, verde, umida, fatta di boschi e valloni attraversati dall’acqua. In pochi chilometri passi da ambienti quasi alpini a paesaggi appenninici fittamente forestati. È una meta ideale se cerchi grandi spazi, panorami forti e la sensazione di essere dentro una montagna vera, non addomesticata.

1) Identità del parco: perché è unico in Abruzzo

Il parco è uno dei più estesi d’Europa e racchiude alcuni dei paesaggi più iconici dell’Appennino centrale. Il Gran Sasso rappresenta l’anima “alta” e spettacolare, con creste, pareti e altopiani aperti; i Monti della Laga completano il quadro con un ambiente più intimo, dominato da boschi, sorgenti e corsi d’acqua. Questa convivenza di ambienti così diversi è ciò che rende il parco straordinario: non un solo tipo di montagna, ma molte montagne in una.

2) Il Gran Sasso: spazio, luce e grandi orizzonti

La parte del Gran Sasso è quella che colpisce subito l’occhio: ambienti aperti, praterie d’alta quota, dorsali ampie e una sensazione di vastità che in Abruzzo è difficile trovare altrove. Zone come Campo Imperatore danno l’idea di una montagna “orizzontale”, dove lo sguardo corre lontano e il paesaggio diventa protagonista assoluto. È il settore perfetto per chi ama panorami ampi, fotografie di respiro e una montagna più luminosa e ariosa.

3) I Monti della Laga: boschi, acqua e atmosfera appenninica

Completamente diversa è l’anima dei Monti della Laga: qui dominano i boschi fitti, i valloni incisi dall’acqua e un ambiente più fresco e umido. È una montagna meno “teatrale” ma molto coinvolgente, fatta di sentieri ombrosi, torrenti e zone dove il silenzio è rotto solo dall’acqua. Se cerchi un Abruzzo più verde e raccolto, la Laga è una sorpresa continua.

4) Cosa vedere nel parco: i luoghi che rendono l’idea

Per capire il parco basta scegliere bene: un’area aperta del Gran Sasso per cogliere la monumentalità del paesaggio e una vallata dei Monti della Laga per percepire il lato più intimo e boscoso. Altopiani, crinali panoramici e valloni umidi sono le tre “chiavi” per leggere questo territorio. Anche senza lunghe escursioni, il contrasto tra i due ambienti è immediato e molto efficace.

5) Attività e approccio alla visita

Il parco si presta soprattutto a escursioni e passeggiate naturalistiche, ma il ritmo è fondamentale: qui conviene muoversi con calma e scegliere pochi luoghi significativi. In estate i sentieri sono il modo migliore per entrare in contatto con il territorio; nelle stagioni intermedie i panorami e i boschi danno il meglio in termini di colori e atmosfera. È un parco che non va “consumato”, ma attraversato con attenzione.

6) Un parco da vivere con rispetto

Come tutte le grandi aree protette, anche il Gran Sasso–Laga richiede un approccio consapevole: rimanere sui percorsi, rispettare l’ambiente e accettare che non tutto sia immediatamente accessibile. Il valore del parco sta proprio in questo equilibrio tra fruizione e tutela, che permette di vivere una montagna autentica senza trasformarla in un semplice sfondo turistico.

4. Altopiano delle Rocche

L’Altopiano delle Rocche è un vasto altopiano carsico situato tra i massicci del Gran Sasso e del Sirente. Il paesaggio è aperto e luminoso, dominato da prati ondulati, pascoli e piccoli centri storici che emergono come isole nel verde. In primavera e in estate l’altopiano si trasforma in un’esplosione di colori, mentre in inverno assume un aspetto severo e suggestivo. È uno dei luoghi migliori per cogliere l’essenza dell’Appennino centrale, grazie all’armonia tra natura, spazio e silenzio che lo caratterizza.


5. Avezzano: Storia e Modernità

Avezzano è una città vivace e moderna, situata nella fertile conca del Fucino. Sebbene abbia subito gravi danni durante il terremoto del 1915, Avezzano ha saputo rinascere, diventando un importante centro agricolo e culturale.

Il Castello Orsini-Colonna

Il Castello Orsini-Colonna è uno dei principali punti di interesse di Avezzano. Costruito nel XV secolo come residenza fortificata, il castello è stato ampliato e abbellito nei secoli successivi. Nonostante i danni subiti durante il terremoto, il castello conserva un fascino innegabile, con le sue mura imponenti e l'elegante portale eretto da Marcantonio Colonna in ricordo della vittoria di Lepanto nel 1571.

La Villa Comunale e Piazza Torlonia

Adiacente al castello si trova la Villa Comunale, un luogo di pace e relax immerso nel verde. Le sue ampie aree alberate e le fontane lo rendono un punto di ritrovo ideale per residenti e visitatori. Piazza Torlonia, con le sue architetture armoniose e i caffè accoglienti, è il cuore pulsante della città, dove la storia incontra la modernità.

Un Polo di Innovazione

Oltre ai suoi tesori storici, Avezzano è nota per la bonifica del Fucino, un progetto idraulico tra i più ambiziosi d’Europa che ha trasformato l’antico lago in una delle pianure agricole più produttive d’Italia. La città è oggi un esempio di come la tradizione e l’innovazione possano coesistere, offrendo un’esperienza unica ai visitatori.


6. Tagliacozzo: Un Borgo Medievale tra Storia e Bellezza

Tagliacozzo, situata in una posizione panoramica lungo un ripido pendio, è una cittadina di origine medievale che conserva intatto il suo fascino antico. Il borgo si distingue per le sue stradine tortuose e le vecchie case che sembrano sospese nel tempo, creando un’atmosfera unica che affascina chiunque lo visiti.

Il cuore pulsante di Tagliacozzo è la Piazza dell’Obelisco, circondata da eleganti palazzi storici che testimoniano il glorioso passato della città. Questo spazio è un punto di incontro sia per i residenti che per i turisti, offrendo un luogo ideale per godere della quiete del borgo e ammirare l’architettura circostante. Tra i monumenti più significativi, il Palazzo Ducale degli Orsini spicca per la sua imponenza e bellezza. Costruito nel XV secolo, il palazzo conserva al suo interno preziose pitture dell’epoca, un vero tesoro per gli amanti dell’arte e della storia.


7. Scurcola Marsicana: Storia e Spiritualità

A breve distanza da Tagliacozzo si trova Scurcola Marsicana, un piccolo centro pittoresco che cattura l’immaginazione con la sua ricca storia e la sua atmosfera suggestiva. Il borgo è dominato dalla mole imponente del Castello, una struttura del XIII secolo che svetta sul paese e racconta secoli di vicende storiche. Le sue mura e i suoi bastioni sono un richiamo irresistibile per gli appassionati di storia e architettura.

Nel cuore di Scurcola Marsicana si trovano le chiese di Santa Maria e della Santissima Trinità, autentici scrigni d’arte sacra. All’interno di queste chiese, i visitatori possono ammirare pregevoli esempi di scultura lignea e argenteria abruzzese risalenti ai secoli XIII e XV. Questi capolavori testimoniano la maestria artigianale che ha caratterizzato la regione nel corso dei secoli, rendendo la visita un’esperienza culturale di grande valore.

Appena fuori dal centro abitato si trovano i ruderi della chiesa di Santa Maria della Vittoria, costruita in memoria della storica battaglia di Tagliacozzo del 23 agosto 1268. Questo scontro decisivo tra Corradino di Svevia e Carlo d'Angiò ha segnato un momento cruciale nella storia medievale italiana.


Abruzzo • Cosa vedere • Parco Nazionale

8. Pescasseroli: la porta naturale del Parco Nazionale d’Abruzzo

Pescasseroli è, secondo me, il luogo giusto da cui iniziare se vuoi vivere davvero il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Non è solo un borgo di montagna, ma una vera base operativa: compatta, organizzata, immersa nel verde e circondata da ambienti naturali che cambiano rapidamente. Qui il rapporto tra paese e parco è diretto: boschi, sentieri e vallate iniziano praticamente a ridosso delle case, rendendo la visita fluida e naturale, senza forzature.

1) Perché Pescasseroli è una tappa chiave del PNALM

Pescasseroli è considerata da molti la “capitale storica” del Parco Nazionale d’Abruzzo. La sua posizione nell’alta Valle del Sangro la rende ideale per esplorare diverse aree del parco senza lunghi trasferimenti. È una località che funziona bene sia come punto di partenza per escursioni, sia come luogo dove rientrare a fine giornata, mantenendo un buon equilibrio tra natura e servizi.

2) Museo e area faunistica: il parco spiegato bene

Nel cuore del paese si trova il Museo delle Scienze Naturali e del Folclore, una tappa molto utile per capire l’ambiente che stai visitando. La collezione racconta flora e fauna del parco in modo chiaro e accessibile. All’esterno, l’area faunistica consente di osservare da vicino alcune specie simbolo, come lupi, cervi e rapaci, in un contesto controllato. È una visita che arricchisce l’esperienza, soprattutto se vuoi dare un senso più “consapevole” alle passeggiate successive.

3) Palazzo Sipari e il legame culturale del borgo

Pescasseroli non è solo natura. Il borgo è legato alla figura di Benedetto Croce, nato qui nel 1866. Palazzo Sipari, la sua casa natale, aggiunge una dimensione culturale alla visita e spezza bene il ritmo tra escursioni e camminate nel verde. Anche una visita breve è sufficiente per capire come Pescasseroli sia stata, nel tempo, un luogo di pensiero oltre che di montagna.

4) Cosa vedere attorno al paese: natura immediata

Uno dei punti di forza di Pescasseroli è la possibilità di accedere rapidamente ad ambienti naturali diversi: vallate boscose, percorsi pianeggianti, sentieri più panoramici. Senza allontanarsi troppo dal centro si possono già percepire i paesaggi tipici del PNALM, rendendo la località adatta anche a chi non vuole affrontare escursioni lunghe o impegnative.

5) Estate e inverno: due volti dello stesso luogo

In estate Pescasseroli è sinonimo di camminate, aria fresca e verde diffuso; in inverno cambia completamente volto e diventa una base per attività legate alla neve, dallo sci di fondo alle passeggiate in ambiente innevato. Questa doppia stagionalità la rende una delle località più versatili del parco, capace di offrire esperienze diverse senza perdere la propria identità.

9. Lago di Scanno

Il Lago di Scanno è uno dei laghi più affascinanti dell’Abruzzo e dell’Italia centrale. Circondato da montagne boscose, si distingue per la forma sinuosa e per il colore intenso delle sue acque, che variano dal verde scuro all’azzurro a seconda della luce. Il lago è un luogo ideale per passeggiate panoramiche e soste contemplative, grazie ai numerosi punti di osservazione che offrono scorci suggestivi. Inserito in un contesto naturale di grande pregio, rappresenta una tappa imperdibile per chi desidera ammirare uno dei paesaggi più iconici della regione.


Abruzzo • Cosa vedere • Valle Peligna

10. Sulmona: pietra medievale, grandi facciate e una città “da passeggio”

Secondo me Sulmona è una di quelle città che ti entrano in testa per due motivi: la qualità del centro storico (compatto, elegante, pieno di dettagli) e la scenografia naturale della Valle Peligna con la Maiella sullo sfondo. È famosa come patria di Ovidio e per i confetti, ma la vera forza sta nel percorso a piedi: portali, piazze, fontane e un tessuto urbano medievale-rinascimentale che si legge benissimo. Se cerchi una tappa culturale “pulita” e gratificante, qui vai sul sicuro.

1) Palazzo dell’Annunziata e Museo Civico: la facciata che ti ferma

Il Complesso dell’Annunziata è la tappa che ti mette subito in mood: esterno scenografico, dettagli ricchi e quella sensazione di città importante, nonostante le dimensioni. Il palazzo nasce nel Medioevo e si stratifica nel tempo, combinando elementi gotici e rinascimentali. Dentro trovi il Museo Civico, utile per dare contesto: reperti, sculture e materiali che raccontano la storia locale e l’identità della Valle Peligna. È una visita che funziona bene anche “a blocchi”: prima il colpo d’occhio, poi l’interno se vuoi approfondire.

2) Cattedrale di Santa Maria della Tomba: romanico sobrio e atmosfera

Questa cattedrale è una tappa ideale quando vuoi cambiare ritmo e passare dal “grande impatto” del palazzo a un luogo più raccolto. L’impianto romanico (con interventi successivi) e la dedicazione alla Madonna della Tomba la rendono uno dei punti spirituali più riconoscibili della città. Anche se resti pochi minuti, la visita ha senso per l’atmosfera: pietra, silenzio e una percezione netta della Sulmona più antica.

3) San Francesco della Scarpa: un dettaglio che diventa racconto

La chiesa di San Francesco della Scarpa è una tappa “intelligente” perché aggiunge un tono diverso: gotico, urbano, e con quella componente di leggenda che rende il luogo più memorabile. La tradizione popolare legata alla scalinata è una di quelle storie che non cambiano la storia “ufficiale”, ma migliorano la visita: ti fanno guardare con più attenzione, cercare i particolari, fermarti un attimo in più.

4) Fontana del Vecchio: un piccolo simbolo nel cuore della città

La Fontana del Vecchio è una tappa breve ma perfetta per dare ritmo alla passeggiata: è un oggetto urbano riconoscibile, con stemmi e dettagli che parlano di epoche diverse. È il classico punto che funziona bene tra un monumento e l’altro, soprattutto se stai costruendo una visita “a cerchi” nel centro storico senza perdere tempo in deviazioni inutili.

5) L’acquedotto medievale: la Sulmona “da cartolina”

L’acquedotto medievale è uno degli elementi più fotogenici e immediati: una struttura lunga e lineare che ti fa capire, con un colpo d’occhio, quanto la città avesse bisogno di infrastrutture e di spazi pubblici già in epoca medievale. È una delle cose che io inserirei sempre nel giro, perché è facile da vedere, altamente riconoscibile e rende la passeggiata più varia, alternando chiese, palazzi e architettura “funzionale”.

6) La passeggiata nel centro storico: la visita che “si incastra” da sola

Il bello di Sulmona è che i suoi punti forti stanno bene in sequenza: palazzo, cattedrale, chiese, fontane, acquedotto. Il centro è leggibile e compatto, quindi la visita viene naturale. Se ti piace il turismo culturale senza stress, qui puoi muoverti con calma, fare soste brevi e chiudere il giro senza avere la sensazione di correre o di fare troppi trasferimenti.


11. Roccaraso: Il Paradiso degli Sport Invernali

Situata nell’Appennino abruzzese, Roccaraso è una delle località sciistiche più popolari della regione. Questo pittoresco paese offre una combinazione di bellezze naturali, attività sportive e un’eccellente infrastruttura turistica, rendendolo una meta ideale per vacanze invernali ed estive.

Piste da Sci e Attività Invernali

Roccaraso è famosa per le sue piste da sci, che attirano ogni anno migliaia di appassionati di sport invernali. Le strutture della zona sono moderne e ben attrezzate, offrendo opportunità per lo sci alpino, lo snowboard e altre attività ricreative sulla neve. Gli impianti di risalita sono progettati per soddisfare le esigenze di sciatori di tutti i livelli, dai principianti agli esperti.

Attività Estive

Durante la stagione estiva, Roccaraso si trasforma in un paradiso per gli amanti della natura e dell’avventura. Escursioni, passeggiate e percorsi in mountain bike permettono di esplorare i boschi e gli altopiani circostanti, regalando vedute mozzafiato e momenti di relax immersi nella natura. La posizione panoramica del paese, con vista sugli altopiani dell’Abruzzo, contribuisce a creare un’atmosfera unica e suggestiva.

12. La Maiella: La Montagna Madre

Conosciuta come la "Montagna Madre", la Maiella è uno dei massicci più importanti dell'Appennino. Dominata dal Monte Amaro, che con i suoi 2.793 metri è la seconda vetta più alta dell’Appennino, la Maiella offre una varietà di paesaggi straordinari, dalle foreste rigogliose alle aree rocciose ricche di fascino.

Escursioni e Panorami

La Maiella è una destinazione ideale per gli amanti delle escursioni. I suoi sentieri sono accessibili e offrono percorsi adatti a tutti, dai principianti agli escursionisti esperti. Camminando tra boschi di faggi e sorgenti cristalline, è possibile scoprire angoli incantevoli e godere di magnifiche vedute panoramiche. Il territorio è caratterizzato da una ricca varietà di flora e fauna, che include specie rare e protette.

Grotte e Siti Geologici

Il terreno calcareo della Maiella è punteggiato da numerose grotte, alcune delle quali sono accessibili e visitabili. Questi luoghi rappresentano un’opportunità unica per esplorare il sottosuolo e ammirare le formazioni geologiche che si sono sviluppate nel corso dei millenni. Le grotte sono spesso associate a leggende e racconti popolari, che aggiungono un ulteriore strato di fascino alla loro visita.

Un Rifugio di Natura e Spiritualità

Oltre alla sua bellezza naturale, la Maiella è anche un luogo di grande importanza spirituale. I suoi eremi, costruiti in luoghi isolati e difficilmente accessibili, testimoniano la tradizione monastica e la ricerca di pace interiore che ha caratterizzato questa montagna nel corso dei secoli. Tra gli eremi più noti si trovano quelli legati alla figura di Pietro da Morrone, divenuto Papa Celestino V.

13. Eremo di Santo Spirito a Maiella

L’Eremo di Santo Spirito a Maiella è uno dei luoghi più suggestivi dell’Appennino abruzzese. Incassato nella roccia e raggiungibile tramite un percorso panoramico, l’eremo colpisce per la sua posizione isolata e per l’integrazione perfetta con l’ambiente naturale circostante. Questo complesso rupestre, legato alla figura di Pietro da Morrone, futuro Papa Celestino V, è un esempio straordinario di architettura religiosa adattata al paesaggio. Visitare l’eremo significa immergersi in un contesto di silenzio, natura e spiritualità, in uno degli scenari più intensi della Maiella.

14. Gole di San Martino

Le Gole di San Martino si aprono ai piedi della Maiella e rappresentano uno degli ambienti naturali più spettacolari della regione. Il canyon, scavato nei secoli dall’azione dell’acqua, è caratterizzato da pareti rocciose imponenti che si restringono progressivamente, creando un’atmosfera quasi teatrale. Un sentiero ben tracciato permette di addentrarsi all’interno delle gole, offrendo una visita accessibile e altamente scenografica. È un luogo perfetto per comprendere la forza modellante della natura e per osservare da vicino la geologia aspra e affascinante dell’Abruzzo montano.


15. Città Sant'Angelo: Il Fascino Medievale

Adagiato su un’altura che domina un vasto panorama, Città Sant’Angelo è un borgo di rara bellezza. Le sue strade strette e tortuose offrono scorci che sembrano usciti da un dipinto medievale. Il centro storico è un susseguirsi di architetture civili e religiose che testimoniano la ricchezza storica del luogo.

Tra le attrazioni principali, la Collegiata si distingue per la sua imponenza. Questa grande chiesa del XIV secolo presenta un portico quattrocentesco lungo uno dei suoi lati, caratterizzato da archi ogivali e bellissimi portali che richiamano l’arte gotica. Passeggiando per il borgo, ogni angolo invita alla scoperta: palazzi antichi, dettagli architettonici e panorami che si perdono all'orizzonte.

Dopo una passeggiata tra le strade acciottolate, una sosta al ristorante-albergo Belvedere consente di assaporare la cucina locale, arricchendo l’esperienza con i sapori autentici dell’Abruzzo.


Abruzzo • Cosa vedere • Borghi

16. Loreto Aprutino: un museo diffuso tra arte, ceramica e silenzio

Loreto Aprutino è uno di quei borghi che funzionano senza bisogno di effetti speciali. Sta su un colle, guarda lontano e ti accoglie con un centro storico ordinato, silenzioso e ricco di dettagli. È noto come “museo a cielo aperto” perché qui l’arte non è concentrata in un solo luogo, ma distribuita tra palazzi, chiese e spazi espositivi. La visita è lenta, naturale, perfetta se cerchi una tappa culturale autentica, fuori dai circuiti più affollati.

1) Galleria Acerbo: la ceramica come racconto del territorio

La Galleria Acerbo è il fulcro culturale di Loreto Aprutino e una delle collezioni più importanti di ceramica abruzzese. Ospita centinaia di pezzi databili tra il XV e il XIX secolo, che raccontano la vita quotidiana, la devozione religiosa e l’evoluzione del gusto artistico locale. È una visita che funziona bene anche per chi non è specialista: ogni oggetto è leggibile come frammento di storia, non come semplice manufatto decorativo.

2) Il borgo come spazio espositivo

Una volta usciti dalla galleria, il bello è continuare a “leggere” il paese. Loreto Aprutino ha un centro compatto, fatto di edifici storici ben conservati, scorci puliti e una continuità architettonica che rende la passeggiata piacevole. Qui il borgo stesso diventa parte dell’esperienza culturale: portali, facciate e piccoli slarghi dialogano con le collezioni viste all’interno, senza stacchi netti.

3) Silenzio e panorama: il valore aggiunto

Uno degli elementi che rendono Loreto Aprutino speciale è l’atmosfera. Le strade sono tranquille, il ritmo è lento e i punti panoramici permettono di allargare lo sguardo sulle colline circostanti. È una tappa che non stanca: ti muovi senza fretta, alterni interni e passeggiata, e hai sempre la sensazione di essere in un luogo vissuto, non allestito per il turismo rapido.

4) Perché inserirlo in un itinerario “cosa vedere” in Abruzzo

Loreto Aprutino è perfetto come pausa culturale tra mare e interno, o come complemento a visite più naturalistiche. Non richiede una giornata intera, ma lascia una sensazione di completezza. È il classico borgo che non “ruba tempo”, ma lo valorizza, aggiungendo profondità a un itinerario regionale.


17. Penne: La Città dai Mille Volti

Situata su due colli che dominano le valli del Fino e del Tavo, Penne è una città ricca di storia e monumenti. Ogni angolo del centro storico racconta una storia, facendo di questa città una delle più affascinanti dell’Abruzzo.

Le sue chiese sono veri e propri capolavori. San Domenico, con il suo convento trasformato in sede municipale, è un esempio di come passato e presente possano convivere armoniosamente. San Giovanni Evangelista conserva un’abside e un campanile del XV secolo, mentre l’Annunziata, costruita nel XVIII secolo, incanta per la sua eleganza. La Cattedrale, che ha subito numerosi rimaneggiamenti dal Mille fino al 1955, rappresenta un simbolo di continuità storica e religiosa.

Lungo il corso dei Vestini, le botteghe artigianali offrono prodotti unici: tappeti e ferri battuti che raccontano l’abilità degli artigiani locali.


18. San Clemente a Casauria: Un Tesoro Abbaziale

San Clemente a Casauria è una delle chiese abbaziali più importanti d’Abruzzo. Costruita nel IX secolo, questa abbazia è un capolavoro di architettura romanico-gotica. La sua facciata è preceduta da un portico a tre arcate, mentre il portale e l’architrave sono decorati con sculture straordinarie che rappresentano scene bibliche e motivi simbolici.

All’interno, le tre navate creano un’atmosfera di serenità e raccoglimento. L’ambone e il ciborio, riccamente decorati, sono testimonianze dell’arte sacra medievale. I battenti bronzei del XII secolo, suddivisi in 72 riquadri, rappresentano un altro elemento di grande pregio.


19. Caramanico Terme: Benessere e Natura

Immersa tra le valli dei monti Morrone e Maiella, Caramanico Terme è una località che unisce bellezza naturale e benessere. La fama di questo borgo è legata alle sue sorgenti di acqua minerale sulfurea, note per le proprietà terapeutiche.

Gli stabilimenti termali, come le Terme della Salute, offrono trattamenti specifici per diverse condizioni di salute, tra cui inalazioni, fangature e bagni minerali. Queste cure non solo alleviano sintomi fisici, ma promuovono anche il benessere generale, offrendo un’esperienza di rigenerazione fisica e mentale.

Caramanico Terme non è solo un luogo per la cura del corpo, ma anche dell’anima. La tranquillità del borgo, unita ai panorami mozzafiato e all’atmosfera rilassante, lo rende una destinazione ideale per chi cerca una pausa dalla frenesia quotidiana.


Abruzzo • Cosa vedere • Costa Adriatica

20. Roseto degli Abruzzi: spiagge ampie, mare comodo e atmosfera estiva

Roseto degli Abruzzi è una delle località balneari più conosciute della costa teramana e, secondo me, funziona soprattutto per una cosa: la semplicità. Qui trovi una lunga spiaggia sabbiosa (oltre 3 km), accessi comodi, stabilimenti attrezzati e un’idea di vacanza “senza stress”, perfetta se vuoi alternare mare e passeggiate senza complicazioni logistiche. È il classico posto che non ti obbliga a correre: ti mette in modalità relax subito, con servizi, spazi e un ritmo estivo molto chiaro.

1) L’arenile: il vero punto di forza

Il colpo d’occhio di Roseto è la spiaggia: ampia, lunga, lineare, con tratti ben organizzati e spazi che rendono la permanenza comoda anche nei periodi più frequentati. La sabbia e la gradualità tipica del litorale aiutano a costruire una giornata di mare semplice e piacevole, senza dover “cercare” continuamente un punto migliore. È una destinazione che rende bene se ti piace stare in spiaggia senza l’ansia del posto perfetto.

2) Stabilimenti e comfort: vacanza “facile”

La presenza di stabilimenti moderni e servizi diffusi è uno degli elementi che spiegano la popolarità di Roseto. Ombrelloni, aree relax, punti ristoro e un’organizzazione chiara permettono di vivere il mare in modo pratico. È la tappa ideale se vuoi un equilibrio tra libertà e comodità: hai il mare davanti, ma anche tutto quello che serve a portata di mano.

3) Passeggiate e vita di località: il lato “vivo” della costa

Roseto non è solo spiaggia: ha un’atmosfera vivace, con locali, negozi e un’energia da classica destinazione estiva. Questo la rende adatta sia alle famiglie sia a chi vuole un minimo di movimento la sera, senza però finire in una località “troppo notturna”. La sensazione è quella di un posto accogliente, dove puoi modulare il ritmo: relax pieno oppure giornate più attive, a seconda di come ti gira.

4) Punto base strategico: mare oggi, altro domani

Un altro aspetto interessante è la posizione: Roseto è comoda come base lungo la costa perché ti permette di restare vicino al mare e, allo stesso tempo, di esplorare senza trasferimenti interminabili. È una di quelle tappe che funzionano bene dentro un itinerario regionale: ti prendi il mare con comfort e poi riparti verso altre mete senza “spezzarti” la vacanza.

21. Costa dei Trabocchi

La Costa dei Trabocchi è il tratto più caratteristico e riconoscibile della costa abruzzese. Qui il litorale diventa frastagliato e scenografico, punteggiato dai trabocchi, antiche macchine da pesca in legno costruite su palafitte direttamente sul mare. Queste strutture creano un paesaggio unico, dove il rapporto tra uomo e mare è ancora visibile e tangibile. La costa offre panorami suggestivi, soprattutto al tramonto, ed è una delle zone più fotografate dell’Abruzzo, ideale per chi cerca un’esperienza visiva diversa dalla classica spiaggia sabbiosa.

22. Riserva Naturale di Punta Aderci

La Riserva Naturale di Punta Aderci è una delle aree costiere più selvagge e incontaminate dell’Abruzzo. Situata nei pressi di Vasto, la riserva è caratterizzata da falesie, spiagge naturali e ampie zone di vegetazione mediterranea. Il paesaggio è aperto e luminoso, con viste spettacolari sul mare Adriatico e un senso di isolamento raro lungo la costa. È un luogo ideale per chi desidera ammirare la natura costiera nel suo stato più autentico, lontano da stabilimenti e urbanizzazione, all’interno di un contesto ambientale di grande valore.

Abruzzo • Cosa vedere • Borghi e città storiche

23. Lanciano: centro medievale, grandi chiese e scorci “sospesi” sulla storia

Lanciano è una tappa che, secondo me, funziona benissimo quando vuoi unire architettura, atmosfera e un centro storico che si gira bene a piedi. La città ha un impianto medievale molto leggibile: vicoli, piazze e prospettive che si aprono all’improvviso su portali, torri e scorci panoramici. È nota per la dimensione religiosa e per monumenti importanti, ma il vero punto è la visita “a sequenza”: passi da una chiesa a una porta, da un belvedere a un ponte, con un ritmo continuo e molto gratificante.

1) Santa Maria Maggiore: il capolavoro che ti mette subito in atmosfera

La chiesa di Santa Maria Maggiore è una delle tappe imprescindibili: la facciata trecentesca asimmetrica e il grande portale raggiungibile tramite scalinata creano un impatto scenografico immediato. All’interno trovi opere che raccontano la tradizione artistica abruzzese, tra cui la celebre “croce d’argento” attribuita a Nicola da Guardiagrele. È una visita che funziona sia per chi ama l’arte sacra, sia per chi vuole semplicemente vedere un luogo che “pesa” nella storia cittadina.

2) Porta San Biagio e il volto medievale della città

Porta San Biagio è una di quelle tappe che rendono la visita più completa: non è solo un monumento, è un segno urbano. Ti ricorda che Lanciano era una città con accessi, difese e soglie ben definite. Inserirla nel percorso ha senso perché spezza il ritmo “solo chiese” e aggiunge la dimensione medievale più concreta, quella fatta di mura e passaggi.

3) Via dei Bastioni: il punto panoramico che cambia la percezione

La passeggiata lungo via dei Bastioni è, secondo me, una delle parti più riuscite della visita: qui la città si apre e ti regala uno sguardo forte sul Ponte romano di Diocleziano, che sostiene la grande Cattedrale della Madonna del Ponte. È uno di quegli scorci che funzionano anche per chi non è “da musei”: è immediato, fotogenico e ti fa capire il rapporto tra urbanistica e storia in pochi minuti.

4) Cattedrale della Madonna del Ponte: architettura e posizione scenografica

La cattedrale colpisce per la sua presenza: un edificio settecentesco imponente, reso ancora più particolare dal fatto che sorge su un ponte antico. La combinazione tra struttura religiosa e supporto “romano” è ciò che rende questo luogo diverso: non è solo una chiesa, è un punto urbano che racconta stratificazioni, continuità e trasformazioni. È una tappa che merita anche solo per l’effetto visivo e per la posizione.

5) Torre Civica e campanile di San Francesco: i segni verticali di Lanciano

Per chiudere bene la visita, io inserirei i simboli “verticali” della città: la Torre Civica e il campanile di San Francesco. Sono elementi che danno identità al profilo urbano e aiutano a orientarsi mentre cammini. Non sono tappe lunghe, ma sono perfette per completare la lettura del centro storico: dopo chiese e scorci panoramici, ti restano negli occhi come punti fermi.

6) Il centro storico: una visita che si incastra da sola

Il bello di Lanciano è che le sue tappe principali stanno bene in sequenza e la città si presta a un giro a piedi senza stress. Se imposti il percorso con logica (chiesa + porta + bastioni + ponte/cattedrale), la visita scorre naturale e ti dà una sensazione di completezza, senza trasferimenti inutili o “buchi” tra un punto e l’altro.


24. Atri: Un Gioiello di Arte e Storia

Adagiata su un'altura che offre una vista panoramica sul mare, Atri è una città che incanta per il suo illustre passato e il suo patrimonio monumentale. La Cattedrale di Santa Maria Assunta è l'attrazione principale, un capolavoro gotico del XIII secolo con una facciata rettangolare progettata da Mastro Rainaldo. L'interno della cattedrale è decorato dagli affreschi di Andrea Delitio, considerati il più importante ciclo pittorico del Rinascimento abruzzese.

Accanto alla cattedrale, il Museo Civico custodisce una preziosa collezione di ceramiche antiche e opere d'arte, tra cui una croce astile realizzata da Nicola da Guardiagrele. La città stessa è un museo a cielo aperto, con strade e piazze che testimoniano secoli di storia e cultura.


Abruzzo • Cosa vedere • Costa e storia

25. Vasto: panorama dall’alto, mare sotto e un centro storico che sorprende

Vasto è una di quelle città che giocano su due livelli: sopra il promontorio storico, elegante e panoramico; sotto il mare, con spiagge ampie e frequentate. Questo doppio volto è il suo vero punto di forza. Puoi passare dalla passeggiata tra palazzi, castelli e belvederi al relax sul litorale in pochissimo tempo. Se cerchi una tappa che unisca mare e patrimonio storico senza dover scegliere, Vasto è una delle soluzioni più complete dell’Abruzzo.

1) Il colpo d’occhio: Vasto dall’alto

La posizione elevata del centro storico è ciò che rende Vasto immediatamente riconoscibile. Dai punti panoramici lo sguardo si apre sull’Adriatico e sulla costa circostante, creando un contrasto forte tra l’ordine urbano e l’orizzonte marino. È uno di quei luoghi che funzionano anche solo per una passeggiata lenta, senza una meta precisa, lasciandoti guidare dai belvederi e dalle prospettive.

2) Castello Caldoresco: il simbolo militare della città

Il Castello Caldoresco è il riferimento storico più immediato di Vasto. La sua struttura trecentesca, con baluardi angolari, torrioni cilindrici e una torre quadrangolare dominante, racconta la funzione difensiva della città affacciata sul mare. È una tappa breve ma significativa, perfetta per aggiungere profondità storica alla visita e per capire il ruolo strategico di Vasto lungo la costa adriatica.

3) Centro storico: palazzi, chiese e ritmo urbano

Passeggiare nel centro storico di Vasto significa alternare monumenti importanti a scorci più quotidiani. La Cattedrale di San Giuseppe e il Palazzo d’Avalos sono i punti di riferimento principali, ma il vero piacere sta nel muoversi tra le vie, osservare le facciate e cogliere la continuità urbana. È un centro che si visita senza fretta, ben leggibile e adatto a una scoperta graduale.

4) Palazzo d’Avalos: cultura e affaccio sul mare

Il Palazzo d’Avalos aggiunge un livello culturale importante alla visita: ospita il Museo Archeologico e la Pinacoteca, ma anche senza entrare l’edificio merita una sosta per la posizione e per il rapporto diretto con il panorama. È uno di quei luoghi che sintetizzano bene l’identità di Vasto: storia, arte e mare nello stesso punto.

5) Il mare: la seconda anima di Vasto

Sotto il promontorio si sviluppa il rione marino, con spiagge di sabbia fine e un’atmosfera tipicamente balneare. È la parte più rilassata della città, ideale per chi vuole chiudere la giornata al mare dopo aver visitato il centro storico. Questa vicinanza tra cultura e spiaggia è ciò che rende Vasto particolarmente versatile all’interno di un itinerario abruzzese.

6) Perché inserirla in un itinerario “cosa vedere”

Vasto funziona bene come tappa mista: non è solo mare, non è solo città d’arte. È il luogo giusto se vuoi spezzare un itinerario naturalistico o balneare con una visita urbana di qualità, senza perdere il contatto con il mare. In poche ore riesce a dare molto, senza risultare dispersiva.

Abruzzo • Cosa vedere • Itinerario consigliato

Itinerario approfondito: l’Abruzzo essenziale tra parchi, borghi e costa (4–5 giorni)

Qui sotto trovi un itinerario “ben fatto” che mette in fila le tappe più forti citate nell’articolo senza zig-zag inutili. L’idea è alternare natura e borghi, poi chiudere in bellezza sulla costa (Trabocchi e area di Vasto). Se hai meno giorni, usa le singole giornate come moduli: PNALM + Pescasseroli è un blocco, Maiella + gole è un altro, costa è il finale naturale.

Giorno 1 — PNALM e Pescasseroli: il cuore selvaggio

Mattina dedicata al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise: scegli una vallata “facile” e rappresentativa (bosco + acqua) e fai una camminata lenta con soste panoramiche. Pomeriggio a Pescasseroli: Museo delle Scienze Naturali/area faunistica e passeggiata leggera nei dintorni. Serata in paese come base comoda.

Giorno 2 — Gran Sasso e Altopiano delle Rocche: spazio e grandi orizzonti

Al mattino Gran Sasso con focus su area panoramica/altopiano (Campo Imperatore se vuoi il “respiro” massimo). Nel pomeriggio Altopiano delle Rocche: paesaggio carsico, luce ampia e borghi che emergono come isole. Giornata ideale per foto, vento e sensazione di Appennino “aperto”.

Giorno 3 — Maiella, Eremo di Santo Spirito e Gole di San Martino: natura verticale

Questa è la giornata più scenografica e “intensa”: mattina in Maiella con avvicinamento a un punto panoramico e visita all’Eremo di Santo Spirito (silenzio, roccia, spiritualità). Pomeriggio nelle Gole di San Martino: percorso breve ma d’impatto, perfetto per capire la forza geologica del territorio.

Giorno 4 — Lago di Scanno e Sulmona: acqua iconica + città da passeggio

Mattina al Lago di Scanno: passeggiate panoramiche e soste contemplative (qui vince la calma). Nel pomeriggio scendi a Sulmona: Annunziata + centro storico + acquedotto medievale. È il giorno “equilibrio” tra paesaggio e cultura urbana.

Giorno 5 — Costa Adriatica: Trabocchi, Punta Aderci e Vasto (finale perfetto)

Mattina sulla Costa dei Trabocchi: scorci, fotografie e atmosfera di costa “diversa” dalla classica spiaggia. Poi spostamento verso l’area di Vasto: Riserva di Punta Aderci per natura costiera più selvaggia e, nel pomeriggio, Vasto (castello + centro storico + affacci). Se vuoi una giornata più rilassata, inserisci anche una pausa mare a Roseto o nel rione marino di Vasto.

Varianti rapide (se hai meno tempo)

3 giorni “forti”: (1) PNALM + Pescasseroli, (2) Gran Sasso + Rocche, (3) Trabocchi + Punta Aderci + Vasto. Weekend natura: PNALM + Lago di Scanno. Weekend costa: Trabocchi + Punta Aderci + Vasto (+ Roseto se vuoi mare comodo).

Pubblicità