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Perugia è una delle città più antiche e affascinanti dell’Italia centrale, con una storia che attraversa oltre duemila anni. Dalle origini umbre ed etrusche alla romanizzazione, dal periodo comunale alle lotte tra famiglie nobili, fino al lungo dominio papale e all’ingresso nel Regno d’Italia, la città ha vissuto fasi di grande splendore e momenti drammatici. La sua posizione strategica e il forte spirito civico dei perugini hanno reso Perugia un centro politico e culturale di primo piano in Umbria, lasciando un’eredità storica ancora oggi ben visibile nel tessuto urbano.
La storia di Perugia affonda le sue radici nell’età antica, quando la città fu prima abitata dagli Umbri e poi divenne uno dei principali centri dell’Etruria. Con la conquista romana e la rifondazione come Augusta Perusia, iniziò una nuova fase di sviluppo urbano e politico. Dopo la caduta dell’Impero Romano, Perugia subì distruzioni e ricostruzioni, mantenendo però un ruolo strategico nell’Italia centrale. Nel Medioevo si affermò come potente comune, segnato da lotte interne tra famiglie nobili e da una vivace vita culturale. Tra XIV e XVI secolo perse progressivamente l’autonomia, fino alla definitiva sottomissione allo Stato Pontificio. L’Ottocento portò prima l’occupazione napoleonica e poi, nel 1860, la fine del dominio papale e l’ingresso nel Regno d’Italia, aprendo la strada alla Perugia moderna.
Le radici di Perugia affondano nell’antichità, quando era una città degli Umbri, un antico popolo italico. Successivamente, nel VI secolo a.C., cadde sotto il dominio etrusco, diventando uno dei principali centri dell’Etruria. Le scoperte archeologiche di importanti bronzi confermano che l’area era abitata già in quell’epoca. Gli Etruschi fortificarono Perugia, lasciando in eredità le imponenti mura ciclopiche e numerose tombe che ancora oggi testimoniano la loro presenza.
Inizialmente ostile a Roma, Perugia alternò fasi di guerra e alleanza con la città eterna. L’episodio più celebre risale al 40 a.C., durante la guerra civile tra Antonio e Ottaviano (futuro Augusto). Lucio Antonio, fratello di Marco Antonio, si rifugiò a Perugia, che fu presto assediata e conquistata dalle legioni di Ottaviano.
Dopo la caduta, un cittadino, Cestio Macedonico, preferì incendiare la propria casa piuttosto che vederla saccheggiata. Questo gesto provocò un grande incendio che devastò la città. In seguito, Augusto decise di ricostruirla, ribattezzandola “Augusta Perusia”, segnando un periodo di rinascita e prosperità.
Con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, Perugia fu travolta dalle invasioni barbariche. Nel 547, durante la guerra gotica, Totila, re degli Ostrogoti, conquistò e distrusse la città. Tuttavia, la sua posizione strategica garantì una rapida ricostruzione e la sua inclusione nel Ducato di Spoleto sotto il dominio bizantino.
Nel corso dell’XI secolo, Perugia divenne un potente comune medievale, raggiungendo una notevole supremazia in Umbria. La città intraprese guerre contro i comuni vicini, estendendo la sua influenza territoriale.
Tuttavia, le rivalità interne tra potenti famiglie nobili, come gli Oddi e i Baglioni, segnarono profondamente la storia della città. Questi conflitti portarono a sanguinosi episodi di vendette e intrighi, rendendo Perugia un centro turbolento ma culturalmente vivace.
Nel XIV e XV secolo, la città fu governata da vari signori, tra cui Biordo Michelotti, Gian Galeazzo Visconti e il celebre condottiero Braccio Fortebraccio da Montone. La sua morte, nel 1424, segnò l’inizio di una nuova fase di instabilità politica.
Le tensioni tra Perugia e lo Stato Pontificio culminarono nel 1540, quando Papa Paolo III sottomise definitivamente la città. Questo evento pose fine all’indipendenza politica di Perugia, che rimase sotto il controllo papale per oltre tre secoli.
Nel 1808, durante le campagne napoleoniche, Perugia fu occupata dalle truppe francesi e annessa temporaneamente al Regno d’Italia napoleonico. Tuttavia, dopo la caduta di Napoleone, tornò sotto il controllo dello Stato Pontificio nel 1815.
Nonostante la restaurazione, gli ideali di libertà e indipendenza continuavano a diffondersi tra i perugini, preparando il terreno per la successiva svolta storica.
Il 14 settembre 1860 segna una data cruciale nella storia di Perugia: i bersaglieri italiani entrarono in città, ponendo fine al dominio papale e sancendone l’annessione al Regno d’Italia.
Questo evento rappresentò il culmine di un lungo processo di risveglio politico e sociale che trasformò Perugia in una moderna città italiana, pronta a partecipare attivamente alla costruzione della nuova nazione.