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La Sardegna è un intero continente in miniatura: spiagge bianche e mare turchese, città storiche affacciate sul mare, paesi di montagna legati alle tradizioni più antiche, siti nuragici unici al mondo e arcipelaghi protetti dove la natura domina incontrastata. In questa guida scoprirai cosa vedere nelle diverse province – da Cagliari al Sulcis, dalla Barbagia al Golfo di Orosei, dal Sinis alla Costa Smeralda fino alla Gallura e alle isole della Maddalena e dell’Asinara – con tanti spunti per costruire il tuo itinerario perfetto in Sardegna.
Questa pagina raccoglie il meglio della Sardegna divisa per zone, così da aiutarti a costruire un itinerario su misura: dal Sarrabus e dalla costa di Cagliari alle isole del Sulcis, dalle montagne del Nuorese e dell’Ogliastra alle spiagge selvagge del Sinis e di Bosa.
Proseguendo trovi le province e i territori principali con descrizioni dettagliate: città storiche, borghi di pescatori, siti nuragici UNESCO, parchi nazionali, arcipelaghi protetti e le spiagge più spettacolari dell’isola.
Usa il menu rapido a destra per saltare direttamente alla zona che ti interessa: Cagliari e Sud Sardegna, Nuoro e Ogliastra, Oristano e Sinis, Sassari e Nord-Ovest, Gallura e arcipelaghi del nord. In fondo alla pagina trovi un itinerario consigliato di più giorni per un viaggio completo in Sardegna.
Il Sarrabus è una delle zone più affascinanti e al tempo stesso meno turisticamente inflazionate della Sardegna sud-orientale. Situato tra il Campidano e il Mar Tirreno, il territorio è delimitato da rilievi che superano i 1000 metri – tra cui Monte Serpeddì, Punta Ceraxa e il complesso dei Sette Fratelli – e da una costa che alterna lunghe spiagge sabbiose a tratti selvaggi. Il paesaggio presenta vallate fertili, boschi di lecci e sughere, altopiani granitici modellati dal vento e corsi d’acqua che hanno creato un mosaico naturale di grande armonia.
I borghi del Sarrabus conservano un’anima profondamente tradizionale. Paesi come San Vito, Villaputzu, Burcei o Ballao offrono scorci di un passato che resiste, sia nelle architetture in pietra che nel ritmo rurale della vita quotidiana. Le case campidanesi raccontano una storia fatta di agricoltura, pastorizia e artigianato.
Muravera è il cuore culturale ed economico della regione. Situata in una piana fertile circondata da dolci colline, è uno dei principali poli agricoli della Sardegna meridionale. Le coltivazioni di agrumi – arance, limoni, mandarini e varietà autoctone – sono tra le più antiche dell’isola. La celebre Sagra degli Agrumi celebra ogni primavera sapori, colori, tradizioni, costumi e prodotti tipici.
Muravera custodisce anche un ricco patrimonio storico: nuraghi, domus de janas, reperti punici e romani testimoniano una continuità insediativa millenaria.
Il Flumendosa, uno dei principali fiumi della Sardegna, attraversa la regione con scenari selvaggi e incontaminati. Le sue acque irrigano da secoli gli agrumeti della piana di Muravera e oggi rappresentano un punto di interesse per escursionisti e amanti della natura.
Lo stagno di Colostrai è una delle oasi naturalistiche più suggestive della costa. Qui trovano habitat ideale fenicotteri rosa, aironi, cavalieri d’Italia e numerose specie migratorie. La luce del mattino e del tramonto crea giochi cromatici spettacolari sulla superficie dell’acqua.
Campu Omu è un’area verde perfetta per passeggiate rilassanti, pic-nic e attività all’aria aperta. Tra querce, macchia mediterranea e rocce granitiche modellate dal tempo, rappresenta una porta naturale verso i rilievi del Sarrabus.
Il litorale tirrenico del Sarrabus si estende per circa 60 chilometri, alternando tratti rocciosi a spiagge sabbiose. Molti di questi luoghi sono ancora poco frequentati.
Alla foce del Flumendosa troviamo Porto Corallo, una spiaggia tranquilla con basse scogliere e una natura selvaggia. È il luogo ideale per chi ama la tranquillità e le passeggiate lungo il mare.
Tra i punti più spettacolari del litorale spicca Capo Ferrato, una punta rocciosa che si tuffa nel mare cristallino. Proseguendo, si arriva alla Costa Rei, una delle spiagge più belle e incontaminate della Sardegna. Qui, le dune di sabbia bianca si alternano a scogliere basse.
Proseguendo verso sud, la costa diventa più alta e rocciosa. Cala della Marina offre calette nascoste, mentre Capo Carbonara, con le sue isole al largo, è un luogo perfetto per le immersioni.
Nora è uno dei siti archeologici più importanti della Sardegna, situato su una penisola vicino a Pula. Questo antico insediamento, che ha visto l'influenza nuragica, fenicia, cartaginese e romana, offre testimonianze uniche come:
A pochi passi da Nora, si trova la suggestiva chiesetta di Sant’Efisio, risalente al 1000 d.C. La leggenda narra che proprio qui il santo subì il martirio. Ogni anno, il 1° maggio, il simulacro di Sant’Efisio viene portato in processione fino a questa chiesa.
Santa Margherita di Pula è una destinazione perfetta per chi cerca relax e comfort, con un mix di spiagge sabbiose e strutture ricettive di alto livello. Questa zona è ideale per famiglie e coppie che vogliono coniugare mare e escursioni.
Sant’Antioco, quarta isola italiana per estensione dopo Sicilia, Sardegna ed Elba, è un luogo dove la storia convive con tradizioni millenarie e paesaggi mediterranei incontaminati. Collegata alla Sardegna da un istmo artificiale già in epoca punica – poi ristrutturato dai Romani e successivamente potenziato tra Settecento e Novecento – l’isola rappresenta uno dei centri storicamente più importanti del Sulcis.
Il borgo di Sant’Antioco, vivace e ospitale, custodisce tradizioni uniche come la lavorazione del bisso marino, una pratica antichissima oggi portata avanti da pochissimi maestri. Le celebrazioni dedicate al santo patrono richiamano ogni anno fedeli e visitatori da tutta la Sardegna.
La Basilica di Sant’Antioco Martire, ricostruita in forme romaniche intorno al 1102 su un’area sacra più antica. È uno dei luoghi religiosi più importanti della Sardegna meridionale, custode di testimonianze artistiche e spirituali legate al culto del martire Antioco.
Nel sottosuolo della basilica si sviluppano le affascinanti catacombe paleocristiane, ricavate da un villaggio punico adattato nei secoli. Questi ambienti sotterranei narrano la trasformazione di spazi pagani in luoghi di culto cristiano, e rappresentano una delle reti catacombali più significative dell’Italia occidentale.
Il Tophet di Sant’Antioco è uno dei siti archeologici fenicio-punici più importanti dell’intero Mediterraneo. Qui, in un’area sacra a cielo aperto, venivano deposte urne contenenti resti combusti di bambini e infanti, legati ai culti di Tanit e Baal Hammon. Un luogo che unisce mistero, storia e una profonda suggestione culturale, unico in Italia e rarissimo in Europa.
Il Museo Archeologico Ferruccio Barreca custodisce reperti eccezionali che raccontano la storia dell’antica Sulky. Tra ceramiche, amuleti, gioielli, oggetti votivi e manufatti di uso quotidiano, il museo permette di comprendere la complessità delle culture fenicia, punica e romana che si sono succedute sull’isola.
Una baia luminosa con sabbia finissima e fondali bassi, ideale per famiglie. Le acque trasparenti la rendono una delle mete più amate dell’isola.
Una piccola insenatura composta da sabbia e piattaforme rocciose modellate dal vento. Perfetta per snorkeling e per ammirare tramonti spettacolari sul mare aperto.
L’estremità meridionale dell’isola regala panorami mozzafiato e spiagge selvagge. Da qui si osservano le isole del Toro e della Vacca, immerse in un mare dalle tonalità blu profondo.
A poca distanza da Sant’Antioco si trova il sito archeologico di Monte Sirai, uno dei complessi fenicio-punici più significativi della Sardegna. Il percorso offre sentieri panoramici che dominano la laguna, le colline del Sulcis e l’isola stessa.
Le rovine includono abitazioni puniche, necropoli rupestri, un tempio dedicato alle divinità fenicie e antiche strutture difensive. Un luogo perfetto per unire natura, archeologia e trekking.
Situata nella parte settentrionale di Sant’Antioco, Calasetta è un borgo pittoresco, famoso per le sue case bianche e il legame con la cultura ligure.
Calasetta è famosa per la produzione del vino Carignano del Sulcis. Partecipa a una degustazione in una cantina locale per scoprire i sapori autentici di questa terra.
L’Isola di San Pietro è uno dei luoghi più particolari e affascinanti del Sud Sardegna. Raggiungibile in traghetto da Calasetta (Isola di Sant’Antioco) o Portovesme (comune di Portoscuso), conserva un’identità culturale unica grazie alla presenza della comunità tabarchina, discendente dai coloni liguri che nel Settecento si stabilirono qui dopo un periodo a Tabarka, in Tunisia.
L’unico centro abitato dell’isola è Carloforte, una cittadina vivace che unisce atmosfere liguri, paesaggio sardo e tradizioni marinare. Qui si parla ancora il tabarchino, una variante del ligure riconosciuta, e la vita ruota attorno al porto, ai carruggi del centro storico e alla cultura del tonno rosso.
Il centro storico di Carloforte è un dedalo di carruggi, scalinate e piazzette che ricordano i borghi della riviera ligure. Le case color pastello, i balconi fioriti, le persiane e le facciate decorate creano un’atmosfera intima e accogliente. Passeggiando tra le vie trovi piccole botteghe, ristorantini di pesce, locali affacciati sul porto e scorci scenografici ideali per fotografie e momenti di relax.
Una passeggiata sul lungomare permette di osservare le barche da pesca, le tonnare e il via vai del porto, mentre le piazzette interne ospitano spesso eventi, concerti e manifestazioni durante la primavera e l’estate.
La Torre di Santa Caterina, situata nella parte alta dell’isola, è una delle antiche torri di guardia costruite per controllare il mare e difendere la costa dalle incursioni piratesche. Oggi è un punto panoramico privilegiato: lo sguardo spazia sul mare aperto, sulle scogliere frastagliate di San Pietro e, nelle giornate limpide, sulle coste del Sulcis e sull’Isola di Sant’Antioco.
Il momento migliore per salire fin qui è il tramonto, quando il cielo si colora di rosa e arancio e il profilo dell’isola si staglia contro la luce del sole che scompare all’orizzonte.
La Spiaggia La Bobba è una delle più celebri di San Pietro. Situata sulla costa sud-occidentale, è caratterizzata da sabbia chiara, acqua cristallina e un fondale che digrada dolcemente, ideale per nuotare e fare snorkeling. Alle spalle, la macchia mediterranea crea un contesto naturale raccolto e suggestivo.
Poco distante si trovano gli spettacolari faraglioni di Punta del Cannone, che emergono dalle acque turchesi creando uno scenario perfetto per escursioni in barca e fotografie.
Capo Sandalo è l’estremità occidentale dell’isola e ospita il faro considerato tra i più occidentali d’Italia. Costruito nella seconda metà dell’Ottocento, domina un tratto di costa selvaggia, fatto di scogliere, insenature e rocce scolpite dal vento e dal mare.
La zona è ideale per chi ama camminare lungo i sentieri costieri, osservare il mare aperto e godersi il rumore delle onde che si infrangono sulle rocce. Anche qui il tramonto regala uno degli spettacoli naturali più emozionanti dell’isola.
Se visiti Carloforte tra fine maggio e giugno, non perdere il Girotonno, il grande evento dedicato al tonno rosso e alla cultura della tonnara. Il festival richiama chef, giornalisti, appassionati di gastronomia e turisti da tutta Italia e dall’estero.
Durante il Girotonno si svolgono degustazioni, show cooking, gare culinarie internazionali, incontri culturali e spettacoli serali. È l’occasione perfetta per scoprire piatti tradizionali a base di tonno, incontrare i produttori locali e comprendere quanto questa risorsa marina sia stata (ed è ancora) centrale per l’economia e l’identità di Carloforte.

Porto Flavia, vicino a Nebida, è una straordinaria struttura mineraria incastonata nella roccia, utilizzata in passato per il trasporto dei minerali. Visita il sito per ammirare il panorama sul faraglione di Pan di Zucchero e conoscere la storia mineraria della zona.
Ai piedi del Monte Linas, Villacidro è famosa per i suoi agrumeti e le sue cascate.
Porto Pino, situato sulla costa sud-occidentale della Sardegna nel territorio di Sant’Anna Arresi, è uno dei luoghi più spettacolari dell’isola. La sua fama è dovuta alle dune bianchissime, alle acque trasparenti e alle lagune popolate da fenicotteri rosa. L’area è protetta e rientra in un delicato ecosistema che alterna spiagge, stagni salmastri, macchia mediterranea e pinete secolari.
Le sfumature del paesaggio – bianco delle dune, rosa dei fenicotteri, turchese del mare – rendono Porto Pino una delle mete più affascinanti del Mediterraneo per fotografi, naturalisti, famiglie e amanti dello snorkeling.
Le due spiagge principali sono lunghi tratti di sabbia finissima e luminosa, con fondali bassi perfetti per bambini e per chi desidera nuotare in totale tranquillità. La Prima Spiaggia offre più servizi e stabilimenti, mentre la Seconda Spiaggia conserva un ambiente più tranquillo e naturale.
Le celebri dune bianche, situate nella zona occidentale detta “Is Arenas Biancas”, possono raggiungere i 30 metri di altezza. Sono accessibili solo a piedi e in periodi specifici dell’anno perché ricadono in un’area militare soggetta a tutela. Si tratta di uno dei sistemi dunali più spettacolari e rari d’Europa, con sabbie chiarissime modellate dal vento e una vegetazione pioniera estremamente delicata.
Il complesso lagunare comprende lo Stagno di Maestrale, lo Stagno di Porto Pino e lo Stagno di Baiocco. Sono aree naturalistiche importantissime per la biodiversità: fenicotteri rosa, aironi, cavalieri d’Italia e numerose specie migratorie trovano qui un habitat ideale. Perfette per passeggiate rilassanti e per il birdwatching.
Una grande pineta, composta da pino d’Aleppo e ginepri secolari, circonda buona parte della zona. È un rifugio naturale dal sole estivo e un luogo ideale per pic-nic e passeggiate immersi nei profumi intensi della macchia mediterranea.
Situata nella regione della Marmilla, Barumini è una delle tappe più importanti al mondo per comprendere la civiltà nuragica. Qui si trova il celebre complesso di Su Nuraxi, dichiarato Patrimonio UNESCO nel 1997 e considerato uno dei nuraghi più rappresentativi e meglio conservati dell’intera Sardegna.
Il sito testimonia quasi 3.500 anni di storia, attraversando epoche nuragiche, puniche e romane. È uno dei pochi luoghi dove è possibile seguire l’evoluzione di un insediamento dalla preistoria all’età classica.
La torre centrale, costruita con grandi blocchi di basalto, risale con buona certezza al XIII-XII secolo a.C. È composta da due camere sovrapposte con copertura a tholos, esempio straordinario delle capacità costruttive nuragiche.
Circa tra il IX e l’VIII secolo a.C., attorno alla torre centrale fu costruito un imponente bastione quadrilobato con quattro torri angolari collegate da mura possenti. Questa struttura difensiva testimonia l’evoluzione strategica e l’importanza del sito nella regione.
Tra l’VIII e il VI secolo a.C., vennero aggiunte ulteriori cortine murarie e strutture difensive che completarono l’impianto del complesso. Le stratificazioni murarie consentono agli archeologi di leggere la trasformazione del sito nei secoli.
Intorno al nuraghe si sviluppò un vasto villaggio composto da decine di capanne con focolari, sedili e ripostigli. Successivamente, con l’arrivo dei Fenici e dei Romani, alcune strutture vennero riutilizzate, lasciando tracce di continuità insediativa che attraversarono per secoli la storia della Sardegna.
Dorgali è uno dei centri più vivaci della Sardegna per quanto riguarda l’artigianato e la cultura tradizionale. Il paese, adagiato tra montagne e colline che scendono verso il Golfo di Orosei, è famoso per le sue botteghe di ceramica, tessuti, gioielli in filigrana sarda e oggetti in cuoio lavorati a mano. Qui il saper fare si tramanda di generazione in generazione e molte famiglie portano avanti mestieri antichi con uno stile che unisce tradizione e gusto contemporaneo.
Passeggiando nel centro storico, tra vicoli in pietra e case addossate l’una all’altra, non è raro imbattersi in laboratori artigianali, piccole cantine e ristoranti dove assaggiare i piatti tipici della Barbagia e dell’Ogliastra: pane carasau, culurgiones, formaggi ovini e il celebre porceddu arrosto.
Il centro di Dorgali è un susseguirsi di botteghe, balconi fioriti e scorci panoramici verso le montagne del Supramonte. Molti artigiani aprono le porte dei loro laboratori ai visitatori, consentendo di osservare da vicino le tecniche di lavorazione della ceramica, della tessitura e della filigrana. È il luogo ideale per acquistare un ricordo autentico della Sardegna.
Il Museo Archeologico di Dorgali raccoglie reperti provenienti dal territorio circostante, ricchissimo di nuraghi, tombe dei giganti, domus de janas e siti romani. La collezione illustra la storia della regione dalla preistoria all’età romana, con oggetti in ceramica, bronzetti, armi e utensili che mostrano la continuità di vita in queste valli per millenni.
La Grotta del Bue Marino, un tempo rifugio della foca monaca, è uno dei simboli del Golfo di Orosei. È raggiungibile in barca da Cala Gonone oppure tramite sentieri escursionistici che costeggiano la costa. All’interno si sviluppano sale spettacolari con stalattiti e stalagmiti che si riflettono in laghi sotterranei, creando giochi di luce e prospettive suggestive.
Durante la visita, generalmente guidata, vengono illustrate le caratteristiche geologiche della grotta e la storia della foca monaca nel Mediterraneo. L’ambiente è delicatissimo e interamente regolamentato per garantire la massima tutela del sistema carsico.
Situata sul versante orientale della Sardegna, Cala Gonone è il naturale sbocco sul mare di Dorgali. Un tempo borgo di pescatori, oggi è una rinomata località turistica che, nonostante lo sviluppo delle strutture ricettive, mantiene un rapporto molto forte con il paesaggio circostante. Il paese si affaccia direttamente sul mare, circondato da pareti calcaree e montagne che scendono ripide verso la costa.
Da Cala Gonone partono barche, gommoni ed escursioni verso alcune delle spiagge più famose e fotografiche dell’intera Sardegna, dislocate lungo il tratto di costa selvaggia del Golfo di Orosei.
Tra le mete più celebri raggiungibili da Cala Gonone ci sono:
Queste spiagge sono accessibili principalmente via mare o attraverso sentieri escursionistici di diversa difficoltà, motivo per cui è fondamentale informarsi prima sulle condizioni dei percorsi e del mare.
L’Acquario di Cala Gonone è una struttura moderna che offre un percorso didattico dedicato alla fauna marina del Mediterraneo. È una visita consigliata in particolare alle famiglie con bambini e a chi desidera approfondire la conoscenza degli ecosistemi marini del golfo.
Cala Gonone è anche punto di partenza per esplorare il Supramonte di Dorgali, un altopiano selvaggio caratterizzato da gole profonde, falesie, canyon e altipiani carsici. Tra le escursioni più note della zona spiccano la gola di Gorroppu (una delle più profonde d’Europa) e i percorsi verso antichi ovili, sorgenti e siti archeologici nascosti nella montagna.
È un territorio ideale per trekking di livello medio-avanzato, escursioni guidate e attività outdoor per chi cerca una Sardegna più autentica e lontana dai contesti esclusivamente balneari.
Lanusei, storico capoluogo dell’Ogliastra, è una cittadina collinare immersa nel verde e ricca di storia.
Tortolì è il cuore turistico dell’Ogliastra, una località che combina bellezze naturali, cultura e gastronomia.
Arbatax, frazione di Tortolì, è famosa per le sue Rocce Rosse, una formazione che si erge dal mare creando un contrasto unico con le acque turchesi.
A pochi chilometri da Tortolì, Bari Sardo è un borgo che conserva ancora l’autenticità della Sardegna rurale.
Orgosolo è uno dei paesi più iconici della Barbagia e dell’intera Sardegna. Famoso nel mondo per i suoi murales, il paese è diventato nel tempo una vera e propria galleria d’arte a cielo aperto. Le prime opere apparvero negli anni ’60, legate a movimenti artistici di protesta, e si svilupparono poi negli anni ’70 grazie al collettivo “Dioniso”.
Oggi i murales superano le 150 opere e decorano facciate, muri e piazzette: raccontano lotte sociali, avvenimenti storici, temi politici, scene di vita pastorale, storie di emigrazione e identità sarda.
Ogni dipinto è un racconto, un frammento di storia che permette al visitatore di comprendere l’anima ribelle e solidale della comunità orgosolese. Passeggiare per Orgosolo è come attraversare un libro illustrato, dove ogni angolo rivela una testimonianza culturale diversa.
Il paese è anche legato a un passato complesso, noto per il fenomeno del “banditismo barbaricino”, ma negli ultimi decenni è diventato un simbolo positivo di rinascita culturale e di grande attrattiva turistica.
A poca distanza dal centro abitato si estende il Supramonte, uno dei territori più selvaggi e affascinanti della Sardegna. Si tratta di un vasto altopiano calcareo caratterizzato da boschi di lecci, doline, canyon, sorgenti e alture panoramiche che toccano i 1400 metri di quota.
Una delle mete più spettacolari del Supramonte è la Gola di Gorropu, una delle gole più profonde d’Europa, con pareti calcaree che raggiungono i 450 metri di altezza. Il canyon è raggiungibile tramite diversi sentieri, alcuni più impegnativi, altri più accessibili, come il percorso dal ponte di Sa Barva.
All’interno, il fondo della gola è un susseguirsi di massi bianchi, rocce levigate e punti di arrampicata, mentre la stretta fessura tra le pareti crea un’atmosfera quasi surreale.
Nel Supramonte sono presenti numerosi siti archeologici nuragici, tra cui resti di capanne, fortificazioni e insediamenti pastorali. Questi villaggi testimoniano la presenza umana in area montana fin dall’età del bronzo.
Molti percorsi escursionistici permettono di visitare siti come Nuraghe Mereu, Tiscali (nel Supramonte di Dorgali ma collegato alla stessa area montuosa) e antichi ovili costruiti in pietra, chiamati pinnettos, ancora oggi utilizzati dai pastori durante la transumanza.
Orosei è uno dei centri più affascinanti della costa orientale sarda, grazie al suo ricchissimo patrimonio storico e alla posizione strategica tra montagne, fiumi e mare. Il borgo ha origini antiche e conserva ancora oggi un centro storico elegante, dominato da piccole piazze, case di pietra, archi medievali e numerosi edifici religiosi.
Il cuore del paese è caratterizzato da stradine acciottolate, cortili interni, botteghe artigiane e piccole chiese, tra cui spiccano la Chiesa di San Giacomo Maggiore, la Chiesa delle Anime e l’Oratorio di Santa Croce.
Molto interessante è anche il Museo dei Teatrini in Miniatura, una realtà unica dedicata all’arte teatrale popolare, e il piccolo ma ricco Museo Guiso, ospitato in un palazzo storico.
Orosei è attraversata dal fiume Cedrino, che nei secoli ha sostenuto l’agricoltura locale e creato un paesaggio fertile e suggestivo.
La costa di Orosei è una successione di spiagge, cale e scogliere considerate tra le più belle della Sardegna. Molte sono raggiungibili facilmente in auto, altre tramite percorsi naturalistici immersi nella macchia mediterranea.
Tra le più note:
Un lunghissimo litorale sabbioso ideale per lunghe passeggiate, con fondali regolari e numerosi accessi alla spiaggia. Perfetto per famiglie e per chi cerca ampi spazi e tranquillità.
Una spiaggia caratterizzata da sabbia chiara, acque trasparenti e fondali bassi, affiancata da ginepri modellati dal vento e piccole dune morbide. È una delle mete più amate della zona.
Una serie di insenature, scogli e piccole calette con sabbia dorata e mare limpido. Perfetta per veri amanti della natura e dello snorkeling, grazie ai fondali molto ricchi.
Orosei è anche un'ottima base per escursioni verso il tratto più remoto del Golfo di Orosei: Cala Luna, Cala Mariolu, Cala Goloritzé e le altre perle raggiungibili via mare o con trekking impegnativi.
Bosa è una delle cittadine più affascinanti della Sardegna occidentale, adagiata in una valle verdeggiante alla foce del fiume Temo, considerato l’unico vero fiume navigabile della Sardegna. Il borgo si sviluppa tra il corso d’acqua, le colline ricoperte di macchia mediterranea e il vicino mare, creando un paesaggio di rara armonia. Le case color pastello, il castello che domina la città e le antiche chiese contribuiscono a un ’atmosfera fiabesca, perfetta per chi cerca un connubio di storia, natura e vita lenta.
Il centro storico di Bosa, noto come Sa Costa, si arrampica sul versante della collina sotto il castello, con vicoli stretti, scale ripide, archi in pietra e facciate variopinte. È uno dei borghi meglio conservati della Sardegna, e negli ultimi anni è stato più volte segnalato tra i paesi più belli d’Italia.
Una delle esperienze più suggestive è la passeggiata lungo la sponda sinistra del Temo, dove si susseguono edifici storici, antiche concerie e palazzi nobiliari. Qui si trova anche il Palazzo Delitala, uno dei più eleganti della città, testimonianza della prosperità che Bosa visse nei secoli passati grazie ai commerci, all’artigianato e alla lavorazione delle pelli.
Le vecchie concerie, situate sulla riva opposta, raccontano la tradizione conciaria bosana, attiva per secoli e oggi riconosciuta come parte importante del patrimonio culturale locale. Il Temo, con i suoi riflessi e le barche ormeggiate, aggiunge un tocco quasi “fluviale” inconsueto per un borgo sardo.
Il Castello di Serravalle, noto anche come Castello dei Malaspina, domina Bosa da una collina che offre un panorama spettacolare sulla città, sulla valle del Temo e fino al mare. La sua fondazione risale al XII secolo (tradizionalmente indicata intorno al 1112), quando la potente famiglia ligure dei Malaspina stabilì qui una delle sue roccaforti in Sardegna.
All’interno delle mura si trova la Chiesa di Nostra Signora de Sos Regnos Altos, impreziosita da affreschi medievali di grande pregio, databili tra il XIV e il XV secolo. La visita al castello permette non solo di scoprire la storia politica e militare di Bosa, ma anche di godere di uno dei punti panoramici più suggestivi della costa occidentale sarda.
A circa 2 km dal centro, lungo il corso del Temo, sorge la Chiesa di San Pietro Extramuros, considerata una delle chiese romanico-lombarde più importanti della Sardegna. Costruita tra XI e XII secolo, colpisce per la sobria eleganza della facciata in pietra, l’abside ben proporzionata e l’interno a tre navate che conserva un’atmosfera raccolta e mistica.
La chiesa è immersa in un contesto naturale suggestivo, tra campi e colline, e rappresenta una tappa imperdibile per chi ama l’architettura medievale e la fotografia di paesaggio.
Bosa Marina è la principale spiaggia della zona, facilmente raggiungibile dal centro cittadino. Si tratta di un ampio litorale di sabbia dorata lungo circa 2–2,5 km, con mare generalmente calmo grazie alla protezione naturale offerta dal promontorio e dall’isolotto di Torre Argentina. Il fondale basso e regolare la rende perfetta per famiglie con bambini, mentre i servizi e le strutture ricettive la rendono comoda anche per una vacanza di più giorni.
Proseguendo verso nord, in direzione Cuglieri, si incontra Santa Caterina di Pittinuri, una località costiera caratterizzata da scogliere calcaree, piccole insenature e una spiaggia di sabbia mista a ghiaia. È un tratto di costa molto scenografico, dove il mare ha scolpito archi e grotte nelle falesie, offrendo scorci spettacolari soprattutto al tramonto.
Tra le calette più suggestive nei dintorni di Bosa spicca Cala Cumpultittu, una piccola baia nascosta raggiungibile solo a piedi tramite un sentiero che scende tra la vegetazione. La caletta è incorniciata da rocce e scogli, con un mix di sabbia e ciottoli e un mare trasparente ideale per chi cerca pace, snorkeling e contatto diretto con la natura.
Proprio perché più isolata, è importante affrontare il percorso con scarpe adatte e portare con sé acqua e tutto il necessario per la permanenza, nel pieno rispetto dell’ambiente.
La Penisola del Sinis è uno dei luoghi più suggestivi della Sardegna occidentale, caratterizzato da spiagge incontaminate, lagune e importanti siti archeologici.
Tharros è uno dei siti archeologici più importanti della Sardegna. Fondata dai Fenici nell’VIII secolo a.C., la città fu poi occupata dai Cartaginesi e dai Romani.
Cabras è una cittadina nota per le sue lagune e per il Museo Civico Giovanni Marongiu, che ospita i famosi Giganti di Mont’e Prama, statue nuragiche uniche al mondo.
La Costa Smeralda, situata nella Gallura nord-orientale, è una delle destinazioni più celebri del Mediterraneo. Con le sue acque trasparenti dai toni smeraldo, le spiagge bianchissime e i promontori granitici modellati dal vento, rappresenta una combinazione unica di bellezze naturali e raffinata eleganza architettonica.
L’area si estende dal Golfo di Cugnana fino a Capo Ferro, includendo località rinomate come Porto Cervo, Cala di Volpe, Liscia Ruja, Baia Sardinia e Cannigione. Lo sviluppo turistico nacque negli anni ’60 grazie al Principe Karim Aga Khan, che volle creare una destinazione esclusiva integrata nel paesaggio gallurese e rispettosa dell’architettura locale, dando vita a uno stile unico riconosciuto ancora oggi.
La piazzetta centrale di Porto Cervo è il cuore pulsante della Costa Smeralda. Tra boutique di lusso, gioiellerie, gallerie d’arte e caffè eleganti, la zona richiama un’atmosfera mediterranea sofisticata, con edifici progettati da celebri architetti come Jacqui e Vietti, nel rispetto delle forme e dei materiali della Gallura antica.
Il Porto Vecchio è uno dei porti turistici più esclusivi del Mediterraneo. Qui attraccano yacht di lusso provenienti da tutto il mondo e la passeggiata sul molo consente di ammirare l’architettura curata, le luci notturne e l’atmosfera cosmopolita unica della Costa Smeralda.
La Chiesa di Stella Maris, costruita negli anni ’60 su progetto di Michele Busiri Vici, è un gioiello dell’architettura moderna sarda. Caratterizzata da forme morbide, intonaci bianchi e una vista spettacolare sul porto, custodisce all’interno opere preziose, tra cui una tela attribuita a El Greco raffigurante il “San Francesco”.
La Costa Smeralda conta circa 80 spiagge, molte delle quali considerate tra le più belle d’Europa. Sabbie chiare, mare cristallino e fondali bassi rendono questo tratto di costa un paradiso per chi ama il mare.
Una baia riparata con sabbia fine e acque trasparenti. È famosa anche per il suggestivo hotel di lusso progettato negli anni ’60, perfettamente integrato nel paesaggio.
Una delle spiagge più lunghe della Costa Smeralda, circondata da dune morbide e macchia mediterranea. Il mare assume sfumature che vanno dall’azzurro al verde smeraldo ed è perfetta per lunghe giornate di relax.
Considerata una delle gemme della Costa Smeralda, prende il nome dal Principe Aga Khan che la amava particolarmente. La sabbia bianchissima e l’acqua incredibilmente trasparente la rendono una delle spiagge più fotografiche della Sardegna.
Situata nel Golfo di Arzachena, è una spiaggia ampia e adatta alle famiglie grazie ai fondali bassi e al litorale di sabbia dorata. È anche un ottimo punto di partenza per escursioni in barca nel Golfo.
Da Palau e Cannigione partono escursioni giornaliere in barca verso le isole più celebri dell’arcipelago: Spargi, Budelli (famosa per la spiaggia rosa, oggi tutelata e non calpestabile), Santa Maria e Caprera, dove si trova anche la casa-museo di Giuseppe Garibaldi.
A nord di Porto Cervo si trova Capo Ferro, un promontorio selvaggio caratterizzato da rocce granitiche scolpite dal vento e da un faro che sovrasta il mare aperto. Il punto panoramico consente di osservare la costa frastagliata e l’isola di Caprera in lontananza.
Porto Torres, situata nella parte nord-occidentale della Sardegna, è una città con una ricca storia romana e medievale, oltre a essere il punto di partenza per visitare luoghi naturali straordinari come l’Asinara e Stintino.
Porto Torres è uno dei centri più antichi della Sardegna, con numerosi siti storici da visitare:
Stintino nasce nel 1885 come villaggio di pescatori, fondato da famiglie trasferite dall’Asinara quando l’isola venne trasformata in colonia penale. Oggi, nonostante la crescita turistica, conserva una forte identità legata al mare, alle tradizioni di pesca e al suo piccolo porto colorato. Situato nell’estrema punta nord-occidentale della Sardegna, Stintino è celebre per uno dei mari più belli del Mediterraneo, caratterizzato da sfumature turchesi spettacolari e fondali bianchi e bassi.
La Spiaggia della Pelosa è considerata tra le più belle d’Europa: sabbia finissima e chiarissima, mare trasparente con tonalità che ricordano i Caraibi e acque basse ideali per famiglie. Di fronte alla spiaggia si trova la celebre Torre della Pelosa, una torre aragonese del XVI secolo costruita su un isolotto che proteggeva l’accesso al Golfo dell’Asinara. Dal 2020 la Pelosa è sottoposta a regole di tutela ambientale: accessi contingentati, obbligo di stuoia e divieto di portare via sabbia.
Il Porto Mannu è il piccolo porto turistico e peschereccio di Stintino, animato da barche colorate e ristoranti dove gustare piatti locali come la zuppa di pesce, l’aragosta e il tonno proveniente dalle antiche tonnare della zona. La passeggiata lungo il porto offre scorci pittoreschi ed è uno dei luoghi migliori per vivere l’atmosfera autentica del paese.
L’Isola dell’Asinara è uno dei luoghi più incontaminati della Sardegna. Dopo essere stata colonia penale e — dal 1977 al 1998 — sede del carcere di massima sicurezza, è stata dichiarata Parco Nazionale nel 1997 e oggi rappresenta un ecosistema straordinario dove natura, storia e silenzio convivono in perfetta armonia.
L’isola ospita più di 600 specie vegetali, un’ampia fauna selvatica e ambienti che variano dalle coste rocciose alle spiagge bianchissime, dai boschi di ginepro ai campi aridi dove pascolano i celebri asini bianchi, simbolo dell’isola.
L’Asinara è raggiungibile esclusivamente via mare, principalmente da Porto Torres (traghetto per Fornelli o Cala Reale) o da Stintino. Una volta arrivati, l’accesso è regolamentato e si può visitare il parco in diversi modi:
Gli asini bianchi dell’Asinara, una popolazione unica e iconica dell’isola, sono animali semi-selvatici che vivono liberi tra le strade sterrate e i prati. La loro particolare pigmentazione è probabilmente dovuta a una forma di albinismo parziale.
Cala Sabina è una delle pochissime spiagge dell’Asinara dove è consentita la balneazione. Si trova nella zona orientale dell’isola e offre un mare cristallino di colori intensi, circondato da dune chiare, ginepri e macchia mediterranea. È soggetta a limiti di accesso giornalieri per preservarne l’ambiente.
Il Carcere di Fornelli è uno dei luoghi più significativi dell’isola: un complesso penitenziario di massima sicurezza utilizzato fino agli anni ’90, dove furono detenuti anche pericolosi boss della criminalità organizzata. Oggi è visitabile con guide autorizzate che raccontano la sua storia e mostrano celle, cortili interni e aree di detenzione.
Proseguendo verso nord, la strada conduce a Capo Falcone, un promontorio selvaggio che offre panorami spettacolari sul mare.
La costa che si estende da Punta Falcone a Capo dell’Argentiera è una delle più selvagge e suggestive della Sardegna.
Alghero, affacciata sulla costa nord-occidentale della Sardegna, è una delle città più affascinanti dell’isola. Chiamata spesso “Barceloneta” per le sue forti influenze catalane, conserva una lingua locale – l’algherese – legata al catalano antico e un centro storico che riflette secoli di dominazione catalano-aragonese. Bastioni sul mare, torri difensive, vicoli acciottolati e palazzi in stile gotico-catalano rendono Alghero un luogo unico, dove cultura, mare e gastronomia convivono in perfetta armonia.
Passeggiare nel centro storico di Alghero significa immergersi in un affascinante percorso tra arte, storia e panorami mozzafiato. L’eredità catalana è visibile in ogni angolo: nei portali, nelle chiese, nelle piazzette e persino nella toponomastica. La città fortificata si sviluppa lungo il lungomare, con una successione di torri e bastioni che affacciano sul Mediterraneo.
Le mura difensive, rafforzate dai Catalano-Aragonesi tra il XIV e il XVI secolo, circondano gran parte della città vecchia. Tra gli elementi più iconici ci sono la Torre di Sulis, la Torre di Porta Terra e i Bastioni Marco Polo e Magellano, ideali per godersi tramonti indimenticabili sul mare.
La Cattedrale di Santa Maria è un magnifico esempio di fusione tra stili: gotico-catalano, rinascimentale e barocco. Il campanile ottagonale, in stile catalano, è uno dei simboli della città e permette di ammirare una vista spettacolare sui tetti del centro storico e sulla baia di Alghero.
Il Mercato Civico è il luogo migliore per vivere la quotidianità algherese: banchi di pesce freschissimo, formaggi, salumi, frutta e prodotti tradizionali come bottarga, miele e dolci locali. Un punto perfetto per acquistare specialità da portare a casa o per un assaggio genuino della gastronomia sarda.
Il territorio di Alghero offre un’ampia varietà di spiagge, dalle lunghe distese sabbiose alle baie più selvagge immerse nella pineta. Il mare è sempre limpido, con fondali che variano dal dolce degradare alla roccia granitica perfetta per lo snorkeling.
Una spiaggia lunga circa 6 km, perfetta per famiglie grazie alle acque basse e alla sabbia dorata. Si trova a pochi minuti a piedi dal centro ed è servita da bar, chioschi e stabilimenti balneari.
Situata a circa 9 km dal centro, è una delle spiagge più celebri della Riviera del Corallo. Sabbia bianca, mare trasparente, pineta profumata e fondali ideali per lo snorkeling ne fanno una tappa immancabile.
L’ampia baia di Porto Conte ospita una serie di spiagge e calette tranquille, perfette per chi cerca relax e natura. Le acque sono particolarmente calme grazie alla conformazione protetta del golfo.
La Grotta di Nettuno è una delle grotte marine più spettacolari del Mediterraneo. Si raggiunge in barca dal porto di Alghero oppure attraverso i celebri 654 gradini dell’Escala del Cabirol, una scalinata scavata nella falesia a picco sul mare. L’interno della grotta è un trionfo di stalattiti e stalagmiti, con laghi sotterranei e formazioni calcaree illuminate che creano giochi di luce suggestivi.
Il promontorio di Capo Caccia è uno dei simboli della costa di Alghero. Le sue falesie verticali, alte fino a 168 metri, offrono panorami mozzafiato sull’area marina protetta di Porto Conte e sull’Isola della Foradada. La zona è perfetta per escursioni in auto o a piedi, con diversi punti di osservazione che regalano tramonti spettacolari.
Il Parco Naturale Regionale di Porto Conte comprende oltre 5.000 ettari di aree protette, tra boschi mediterranei, zone umide, falesie e sentieri che conducono a punti panoramici straordinari. È uno dei migliori luoghi della Sardegna per trekking, birdwatching e passeggiate nella natura.
La zona di Alghero è rinomata per la produzione di Vermentino, Cannonau e soprattutto Torbato, vitigno autoctono coltivato quasi solo qui. Numerose cantine offrono degustazioni e visite guidate tra vigneti che si affacciano sul mare.
Olbia, situata nella parte nord-orientale della Sardegna, è una cittadina animata che serve come punto di accesso principale alla Costa Smeralda e alle bellezze della Gallura. Oltre al suo centro storico, offre numerose attrazioni nelle vicinanze.

Arzachena è un caratteristico centro della Gallura, situato lungo la strada che collega Olbia a Palau, a poca distanza dalla Costa Smeralda. La cittadina è il punto di partenza ideale per esplorare sia le bellezze naturali sia i numerosi siti archeologici dei dintorni.
Arzachena è un vero paradiso per gli amanti dell’archeologia. Ecco alcune tappe imperdibili:
Palau è un pittoresco borgo costiero e un importante snodo per visitare l’Arcipelago della Maddalena. Circondata da spiagge e promontori rocciosi, Palau offre panorami spettacolari e un'atmosfera marinara.
Capo d’Orso è uno dei luoghi più iconici della Sardegna, famoso per la sua roccia granitica a forma di orso.
L’Arcipelago di La Maddalena, nel nord-est della Sardegna, è un vero scrigno di bellezze naturali. Fa parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, primo parco nazionale della Sardegna istituito nel 1994, ed è composto da sette isole principali (La Maddalena, Caprera, Santo Stefano, Spargi, Budelli, Santa Maria e Razzoli) e da numerosi isolotti minori. L’isola principale, La Maddalena, è l’unico centro abitato dell’arcipelago e rappresenta il punto di partenza perfetto per esplorare spiagge, cale e percorsi panoramici.
La sua posizione strategica, al centro delle rotte tra Tirreno e Bocche di Bonifacio, ha reso l’arcipelago un luogo di grande importanza militare e marittima, frequentato nei secoli da flotte italiane, francesi e inglesi.
Il paese di La Maddalena si sviluppa attorno al porto e alle stradine del centro storico, con palazzi ottocenteschi, scalinate, piccoli vicoli e piazze animate. L’atmosfera è vivace in estate, con ristoranti, bar e negozi di prodotti tipici che si affacciano sui corsi principali.
La Chiesa di Santa Maria Maddalena è il principale edificio religioso del paese. Al suo interno si conservano arredi e opere legati alla storia marittima dell’arcipelago, tra cui due candelabri e un crocifisso d’argento, tradizionalmente considerati doni dell’ammiraglio inglese Horatio Nelson, che sostò con la sua flotta nelle acque maddalenine durante le campagne napoleoniche.
Dopo il tramonto, il centro di La Maddalena si anima: ristoranti di pesce, pizzerie, gelaterie, wine bar e locali con musica rendono piacevole la passeggiata serale. Le vie principali – come via XX Settembre e via Garibaldi – offrono negozi di artigianato, prodotti sardi, souvenir, tessuti, ceramiche e articoli legati al mare.
L’arcipelago è celebre per le sue spiagge e calette, caratterizzate da sabbia chiara, granito rosa e mare turchese. Alcune sono facilmente accessibili, altre si raggiungono solo in barca o con sentieri brevi, sempre nel rispetto delle norme del parco.
Situata sull’isola di La Maddalena, la Spiaggia di Spalmatore è una caletta riparata con sabbia dorata e acque limpide, perfetta per famiglie e per chi cerca un mare calmo e facilmente accessibile. Il contesto naturale, tra rocce granitiche e macchia mediterranea, la rende una delle mete più frequentate dell’isola principale.
L’area di Abbatoggia offre diverse calette e una spiaggia con fondale sabbioso e digradante, ideale per famiglie e bambini. Le forme dei massi di granito, levigati dal vento e dal mare, creano scorci molto fotogenici soprattutto nelle ore del tramonto.
Cala Fumata si trova sull’Isola di Santo Stefano, poco distante da La Maddalena. È una caletta dal mare cristallino, immersa in un contesto naturale selvaggio. L’accesso avviene principalmente via mare, spesso tramite tour organizzati, in quanto parte dell’isola è stata a lungo area militare e oggi rimane soggetta a limitazioni e tutela.
Il Monte Guardia Vecchia è uno dei punti più alti e panoramici dell’isola di La Maddalena. L’altura ospita i resti di una postazione militare e di osservazione, testimonianza della storica importanza strategica dell’arcipelago.
Dal suo punto più alto si gode una vista a 360 gradi sulle isole circostanti, sulla Gallura e, nelle giornate più limpide, anche sulle coste della vicina Corsica. Il sentiero che conduce verso la cima attraversa massi di granito, cespugli di cisto, ginepro e mirto, offrendo scorci sempre diversi e molto suggestivi.
Uno dei modi migliori per scoprire l’arcipelago è partecipare a un tour in barca da La Maddalena, Palau o Cannigione. Le escursioni giornaliere toccano alcune delle isole più celebri, con soste per il bagno e la visita delle spiagge consentite.
L’Isola di Spargi è famosa per le sue spiagge incontaminate e le acque turchesi. Tra le cale più note ci sono Cala Corsara, Cala Soraja e altre piccole insenature circondate da rocce di granito modellate dal vento. Il mare qui è tra i più trasparenti dell’intero arcipelago.
L’Isola di Budelli ospita la celebre Spiaggia Rosa, così chiamata per la particolare colorazione della sabbia, dovuta a frammenti di coralli e conchiglie. Per proteggerne l’ecosistema, la spiaggia è rigorosamente protetta: è vietato calpestarla e l’accesso è consentito solo da mare, mantenendo una certa distanza dalla riva. Oggi si può ammirare la spiaggia soltanto dalla barca o da punti panoramici autorizzati.
L’Isola di Caprera è collegata a La Maddalena tramite un ponte ed è nota soprattutto per la figura di Giuseppe Garibaldi, che qui visse per molti anni. La sua casa è oggi un museo nazionale (Compendio Garibaldino), visitabile e ricco di cimeli, documenti e oggetti personali. Caprera è anche un paradiso naturale, con sentieri che portano a cale spettacolari come Cala Coticcio e Cala Brigantina, e punti panoramici che dominano l’intero arcipelago.
L’isola di Caprera è famosa per la sua natura selvaggia e per essere stata l’ultima dimora di Giuseppe Garibaldi.
Santa Teresa di Gallura è una cittadina affacciata sulle Bocche di Bonifacio, conosciuta per le sue spiagge di sabbia bianca e per l’atmosfera vivace del suo centro. Questo antico borgo peschereccio si è trasformato in una delle località balneari più amate del nord Sardegna.
Capo Testa è uno dei luoghi più suggestivi della Gallura, un antico isolotto collegato alla terraferma da un istmo sabbioso.
Da questa punta rocciosa situata a nord di Santa Teresa di Gallura si gode uno dei panorami più ampi e suggestivi della zona.
Da Santa Teresa di Gallura puoi raggiungere Bonifacio, la città corsa affacciata su imponenti scogliere calcaree, con un breve viaggio in battello.
Tempio Pausania, situata ai piedi della catena del Monte Limbara, è il capoluogo culturale e storico della Gallura. La città, famosa per l’uso del granito nelle sue costruzioni, offre un’atmosfera rilassante e un ricco patrimonio storico.
Se è la tua prima volta in Sardegna e vuoi un viaggio completo che combini mare, città storiche, isole, siti nuragici e borghi di montagna, ecco un itinerario di 12 giorni basato sulle zone descritte in questa guida. È pensato per chi arriva con auto propria o a noleggio e ama alternare spiagge a visite culturali.
L’ultimo giorno puoi scegliere se orientarti verso il Nord-Ovest (Alghero, Capo Caccia, Stintino e Asinara, se hai un giorno extra) oppure verso la Gallura (Olbia, Costa Smeralda, Palau e La Maddalena, anch’essi ideali se puoi aggiungere qualche giorno in più).
In alternativa, puoi concentrare l’itinerario su una sola macro-area (Sud Sardegna, Barbagia–Ogliastra o Gallura–Nord) e dedicare meno tappe ma più giorni alle singole località.