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Cosa vedere in Liguria: guida completa tra mare, borghi e itinerari panoramici

La Liguria è una regione stretta tra Appennino e Mar Ligure, ma concentra in pochi chilometri alcuni dei paesaggi più intensi d’Italia: borghi marinari, porticcioli colorati, sentieri affacciati sul mare, città storiche, abbazie isolate, spiagge scenografiche e paesi medievali dell’entroterra. In questa guida trovi cosa vedere in Liguria provincia per provincia, con le mete più importanti, le località da non perdere e un itinerario finale di 7 giorni dalla Riviera di Ponente alla Riviera di Levante.

1. Cosa vedere nella provincia di Imperia: Riviera dei Fiori, borghi medievali e paesaggi di confine

La provincia di Imperia occupa l’estremo ponente della Liguria ed è una delle zone più varie della regione. Qui il paesaggio costiero incontra le colline coltivate a ulivo, le valli interne salgono rapidamente verso borghi di pietra e la vicinanza con la Francia aggiunge un carattere di frontiera che si percepisce nei mercati, nell’architettura, nei giardini e nell’atmosfera delle località più eleganti. Non è una provincia da visitare solo per il mare: Sanremo, Bordighera e Ventimiglia raccontano la Riviera dei Fiori nella sua dimensione più nota, mentre Taggia, Dolceacqua, Apricale e Cervo mostrano un volto più storico, raccolto e verticale, fatto di vicoli, castelli, piazze scenografiche e panorami improvvisi. Per un viaggio equilibrato conviene alternare costa ed entroterra, evitando di concentrare tutto sulle spiagge: il vero fascino del Ponente ligure nasce proprio dal passaggio continuo tra mare, borghi medievali, uliveti, santuari e piccoli centri sospesi sulle vallate.

Sanremo: La Pigna, il Casinò, le ville e il lungomare della Città dei Fiori

Sanremo è la città più famosa della Riviera dei Fiori e merita una visita più attenta rispetto alla sola immagine legata al Festival della Canzone Italiana. Il modo migliore per iniziare è entrare nella Pigna, il centro storico medievale che sale dalla parte bassa della città verso il Santuario della Madonna della Costa. Qui Sanremo cambia completamente volto: le vie commerciali lasciano spazio a scalinate, passaggi coperti, archi, piazzette e case addossate le une alle altre. La Pigna non è un semplice quartiere antico, ma un nucleo urbano costruito per difendersi, adattato al pendio e capace ancora oggi di restituire un’atmosfera molto diversa dalla Sanremo elegante dei viali, degli hotel e del Casinò. Salendo lentamente, si incontrano scorci sul mare, angoli silenziosi e aperture improvvise verso i tetti della città.

La parte più mondana di Sanremo si sviluppa invece intorno a corso Matteotti, al Teatro Ariston e al Casinò. Il Casinò, con la sua architettura liberty, richiama la stagione della Riviera internazionale tra Ottocento e Novecento, quando Sanremo era frequentata da aristocratici, artisti, viaggiatori stranieri e famiglie benestanti attratte dal clima mite. Anche senza entrare nelle sale da gioco, l’edificio merita attenzione per il suo ruolo simbolico e per il rapporto con la storia turistica della città. Il Teatro Ariston, poco distante, è una tappa quasi obbligata per chi associa Sanremo alla musica italiana: durante il Festival tutta la città cambia ritmo, ma anche nel resto dell’anno il teatro resta un riferimento culturale riconoscibile.

Per completare la visita conviene aggiungere le ville e i giardini. Villa Nobel racconta il legame della città con Alfred Nobel, che trascorse qui gli ultimi anni della sua vita; Villa Ormond offre invece un giardino elegante, con specie mediterranee ed esotiche, ideale per una pausa più lenta. Il lungomare e la pista ciclabile del Ponente Ligure permettono di scoprire la Sanremo più aperta, luminosa e balneare, con un percorso adatto anche a chi vuole muoversi senza auto. Dal punto di vista gastronomico, la città è perfetta per assaggiare sardenaira, focaccia, piatti di pesce, olio del Ponente e vini liguri come Pigato e Vermentino.

Info utili e mini itinerario

Durata consigliata: almeno 1 giorno pieno, meglio 2 se vuoi vedere anche ville, pista ciclabile e spiagge. Da vedere: La Pigna, Santuario della Madonna della Costa, Giardini Regina Elena, Casinò, Teatro Ariston, Villa Nobel, Villa Ormond e lungomare. Mini itinerario: mattina nella Pigna con salita al santuario, pranzo nel centro, pomeriggio tra Casinò, Ariston e ville, tramonto sul lungomare o lungo la ciclabile verso Ospedaletti.

Taggia

Taggia è una delle località più interessanti dell’entroterra imperiese perché conserva un centro storico ampio, stratificato e meno turistico rispetto ad altri borghi più celebri. Passeggiando tra le vie interne si incontrano portali scolpiti, palazzi antichi, archi, logge, vicoli ombrosi e scorci che raccontano una storia lunga, legata ai commerci, alla religiosità locale e alla coltivazione dell’ulivo. La chiesa di San Domenico è una tappa fondamentale per chi ama l’arte, mentre la Madonna del Canneto, più isolata e immersa nel paesaggio degli ulivi, permette di comprendere il rapporto profondo tra il borgo e la campagna circostante. Taggia funziona bene anche come deviazione culturale da Arma di Taggia o Sanremo, soprattutto se si vuole alternare mare e visita storica senza allontanarsi troppo dalla costa.

Bordighera

Bordighera ha un carattere elegante e mediterraneo, diverso da quello più mondano di Sanremo. La città è nota per il clima mite, le palme, le ville storiche e la presenza di viaggiatori stranieri che tra Ottocento e Novecento contribuirono a farne una località raffinata. La parte alta conserva un centro più raccolto, mentre la Via Romana e le zone residenziali raccontano la stagione della Belle Époque con giardini, alberghi storici e architetture signorili. Il Museo Bicknell aggiunge un elemento culturale importante, legato all’archeologia, alla botanica e alle incisioni rupestri della Valle delle Meraviglie. Bordighera è ideale per una visita lenta, fatta di passeggiate panoramiche, soste nei giardini e vedute che nelle giornate limpide possono spingersi verso la costa francese.

Ventimiglia

Ventimiglia è spesso percepita come città di passaggio verso la Francia, ma merita una sosta più attenta. La parte più interessante è Ventimiglia Alta, costruita su un rilievo che domina il fiume Roia e caratterizzata da vicoli stretti, edifici storici, chiese romaniche e scorci verso la costa. La Cattedrale di Santa Maria Assunta e la chiesa di San Michele sono due riferimenti importanti per leggere la storia religiosa e urbana della città. L’area archeologica di Albintimilium, presso la foce del Nervia, ricorda invece il ruolo romano del territorio, con resti che aiutano a capire quanto questa zona fosse strategica già nell’antichità. Ventimiglia è interessante anche per i mercati e per l’atmosfera di confine, più movimentata e meno patinata rispetto ad altre località della Riviera.

Dolceacqua e Apricale

Dolceacqua e Apricale sono due borghi perfetti per scoprire l’entroterra del Ponente ligure. Dolceacqua è celebre per il ponte medievale a schiena d’asino, per il Castello Doria e per il centro storico disposto ai piedi della rocca. Il borgo ha un’immagine molto riconoscibile, resa ancora più suggestiva dal rapporto con il torrente Nervia e dai vigneti del Rossese di Dolceacqua. Apricale, più interno e verticale, offre un’esperienza diversa: una piazza scenografica, case in pietra, vicoli ripidi, murales e un’atmosfera quasi teatrale. I due borghi possono essere visitati nella stessa giornata, ma conviene non ridurli a una sosta fotografica: l’ideale è camminare senza fretta, fermarsi in un’enoteca o in una trattoria e osservare il paesaggio delle valli alle spalle della costa.

Cervo

Cervo è uno dei borghi più eleganti della Riviera di Ponente. Il paese sale dal mare verso la chiesa di San Giovanni Battista, detta dei Corallini, che domina il profilo del borgo con una facciata barocca scenografica e molto riconoscibile. La visita è breve ma intensa: si parte dalla zona bassa, si sale tra vicoli, scalinate e piccole piazze, e si arriva alla chiesa, da cui il panorama si apre sul mare e sulla costa. Cervo è particolarmente bello nel tardo pomeriggio, quando la luce valorizza le facciate e il profilo del borgo. È una tappa consigliata sia per chi viaggia lungo la costa sia per chi cerca un luogo dove unire fotografia, architettura, mare e atmosfera romantica.

2. Cosa vedere nella provincia di Savona: spiagge, borghi storici, grotte e outdoor

La provincia di Savona è una delle aree più complete della Liguria perché concentra località balneari famose, borghi medievali, testimonianze romane e paleocristiane, grotte, falesie e tratti di costa molto scenografici. Rispetto al Ponente imperiese, qui il turismo balneare è spesso più evidente, ma basta spostarsi di pochi chilometri verso l’interno per trovare paesi storici, sentieri e paesaggi più silenziosi. Alassio e Laigueglia rappresentano la Riviera più classica, fatta di spiagge sabbiose, passeggiate e centri vivaci; Albenga offre uno dei patrimoni storici più importanti della regione; Finale Ligure unisce mare, medievale e attività outdoor; Noli, Varigotti e Bergeggi aggiungono un carattere più panoramico e naturale. È una provincia adatta a chi vuole alternare giornata in spiaggia, visita culturale e camminata senza costruire un itinerario troppo complicato.

Alassio

Alassio è una delle località balneari più note della Liguria e deve la sua fortuna alla lunga spiaggia sabbiosa, meno comune rispetto ai tratti di costa più rocciosi della regione. Il centro è vivace, turistico e adatto a chi cerca servizi, stabilimenti, negozi, ristoranti e vita serale. Il Budello, la via stretta che attraversa il cuore della città, è il percorso più caratteristico per passeggiare tra botteghe, locali e negozi storici. Il Muretto di Alassio aggiunge una nota curiosa e popolare, con le firme di personaggi celebri che hanno contribuito a costruire l’immagine mondana della località. Alassio non è la tappa più “selvaggia” della Liguria, ma resta una scelta pratica e piacevole per famiglie, coppie e viaggiatori che vogliono mare comodo e atmosfera animata.

Albenga

Albenga è una delle città storiche più importanti della Liguria occidentale e merita molto più di una visita rapida. Il centro conserva un impianto medievale con torri, piazze, palazzi e monumenti religiosi di grande valore. La Cattedrale di San Michele e il Battistero paleocristiano sono i due punti cardine della visita: il battistero, in particolare, è uno dei monumenti più significativi per comprendere la fase tardoantica e paleocristiana del territorio. Albenga è interessante anche per il Museo Navale Romano e per il rapporto con la piana agricola circostante, nota per prodotti orticoli di qualità. È una tappa ideale per spezzare un viaggio troppo concentrato sulle spiagge e aggiungere un contenuto storico forte alla visita della Riviera.

Finale Ligure: Finalborgo, spiagge, grotte e natura attiva

Finale Ligure è una delle destinazioni più complete della Liguria perché non si limita alla dimensione balneare. Il territorio è formato da più nuclei con identità diverse: Finale Marina è la parte più legata al mare, al lungomare e agli stabilimenti; Finale Pia conserva un’atmosfera più tranquilla; Finalborgo, leggermente arretrato rispetto alla costa, è il cuore storico e medievale. Questa varietà rende Finale adatta a viaggi molto diversi: una vacanza in famiglia, un weekend culturale, una sosta balneare, una settimana di trekking, arrampicata o mountain bike. A differenza di altre località liguri più piccole, Finale permette di costruire un soggiorno ricco senza dover cambiare continuamente base.

Finalborgo è la parte da non perdere. Entrando dalle porte storiche, il borgo conserva ancora l’impressione di una piccola città fortificata, con vicoli lastricati, palazzi nobiliari, piazze raccolte e la chiesa di San Biagio. La visita diventa più interessante se si sale verso Castel Gavone o se si dedica tempo al Museo Archeologico del Finale, ospitato nel complesso di Santa Caterina. Il museo aiuta a capire che il Finalese non è solo un luogo turistico moderno, ma un territorio abitato e frequentato fin dalla preistoria, grazie a grotte, ripari naturali e vie di comunicazione tra costa e interno.

La dimensione outdoor è uno dei punti di forza più evidenti. Le falesie calcaree hanno reso Finale Ligure una meta nota per l’arrampicata sportiva, mentre i sentieri dell’entroterra e dell’altopiano delle Manie attirano escursionisti e biker. Le Grotte di Borgio Verezzi, poco distanti, completano il quadro con un’esperienza sotterranea diversa dal classico itinerario costiero. Per il mare, Finale Marina offre comodità e servizi, mentre Varigotti, Noli e le spiagge vicine permettono di aggiungere scenari più intimi e fotografici. Finale funziona bene tutto l’anno: estate per il mare, primavera e autunno per sport e borghi, inverno per visite più tranquille.

Info utili e mini itinerario

Durata consigliata: 2 o 3 giorni. Da vedere: Finale Marina, Finale Pia, Finalborgo, Castel Gavone, Museo Archeologico, altopiano delle Manie, Grotte di Borgio Verezzi, Varigotti e Noli. Mini itinerario: primo giorno mare e Finale Marina, secondo giorno Finalborgo con salita panoramica, terzo giorno grotte o percorso outdoor tra Manie, falesie e borghi vicini.

Varigotti e Noli

Varigotti e Noli formano una delle coppie più belle della costa savonese. Varigotti colpisce per il borgo dei pescatori affacciato direttamente sul mare, con case basse e colorate che creano un’immagine molto diversa dai centri più urbanizzati della Riviera. Le spiagge sono tra le più apprezzate della zona, anche se in alta stagione possono essere affollate. Noli, invece, conserva un’identità storica più forte: fu un’antica repubblica marinara e mantiene torri, mura, vicoli e la splendida chiesa romanica di San Paragorio. Salendo verso il Castello di Monte Ursino si ottiene una vista ampia sul borgo e sul mare. Insieme offrono una giornata perfetta tra spiaggia, storia e panorami.

Laigueglia

Laigueglia è un borgo marinaro più raccolto e romantico rispetto alla vicina Alassio. Il centro storico si sviluppa a ridosso della spiaggia, con vicoli pedonali, case colorate, piccole botteghe e scorci che conservano un’atmosfera più intima. La chiesa di San Matteo, con i suoi campanili, domina il profilo del borgo e rappresenta il principale riferimento architettonico. Laigueglia è adatta a chi cerca mare e tranquillità, ma anche a chi vuole una località comoda per passeggiare senza usare troppo l’auto. Al tramonto, quando la luce scende sulla spiaggia e sulle facciate, il borgo mostra il suo lato più suggestivo.

Bergeggi

Bergeggi è una tappa importante per chi cerca una Liguria più naturale. La presenza dell’isola e dell’area marina protetta rende questo tratto di costa particolarmente interessante per snorkeling, immersioni e osservazione del paesaggio marino. Le spiagge sono scenografiche, con acqua limpida e fondali che attirano chi ama il mare non solo come balneazione, ma anche come ambiente da esplorare. Le grotte e i punti panoramici aggiungono un elemento più avventuroso. È una località da vivere con attenzione, rispettando le regole dell’area protetta e preferendo orari meno affollati nei mesi estivi.

Grotte di Toirano

Le Grotte di Toirano sono una deviazione molto utile per arricchire l’itinerario nella provincia di Savona. Il percorso sotterraneo consente di scoprire ambienti carsici, concrezioni naturali e testimonianze preistoriche che raccontano un volto completamente diverso della Liguria. È una tappa particolarmente adatta nelle giornate nuvolose o quando si vuole alternare il mare a un’esperienza culturale e naturalistica. La visita guidata permette di comprendere meglio il valore geologico e archeologico del complesso, rendendolo interessante anche per famiglie e viaggiatori non specialisti.

3. Cosa vedere nella provincia di Genova: borghi marinari, ville storiche e Promontorio di Portofino

La provincia di Genova, escludendo il capoluogo trattato in una pagina separata, comprende alcuni dei luoghi più rappresentativi della Riviera di Levante. Qui il paesaggio ligure diventa particolarmente scenografico: la costa si stringe tra mare e montagna, i borghi sono costruiti intorno a piccoli porti, le case colorate salgono sulle pendici e i sentieri collegano baie, chiese, promontori e abbazie isolate. È una zona in cui l’auto non è sempre la scelta migliore: treno, battelli e bus locali permettono spesso di muoversi con meno stress, soprattutto tra Camogli, Santa Margherita Ligure, Portofino, Rapallo e Sestri Levante. Il valore di questa provincia sta nella concentrazione di esperienze diverse: passeggiate panoramiche a Nervi, ville storiche a Pegli, gastronomia a Recco, borghi marinari come Camogli, scenari celebri come Portofino e San Fruttuoso, cittadine eleganti del Tigullio e baie iconiche come quella di Sestri Levante.

Nervi

Nervi è una delle località più piacevoli dell’area genovese perché unisce mare, verde e passeggiata urbana. La passeggiata Anita Garibaldi corre sopra la scogliera e offre vedute continue sul mare, con tratti particolarmente belli nelle giornate limpide o durante le mareggiate, quando il paesaggio diventa più spettacolare. Accanto al percorso costiero si trovano i parchi storici, un grande polmone verde con ville, musei e alberature esotiche. Nervi è una tappa adatta in ogni stagione: in estate per il mare e le passeggiate serali, in inverno per il clima mite e la luce pulita, in primavera per la fioritura dei giardini. È una visita perfetta per chi vuole restare vicino a Genova senza entrare nel centro cittadino.

Pegli

Pegli conserva una memoria importante della villeggiatura storica genovese. La visita più interessante è Villa Durazzo Pallavicini, con il suo parco ottocentesco concepito come un percorso scenografico e simbolico. Laghetti, tempietti, grotte artificiali, architetture esotiche e vedute costruiscono un giardino romantico molto diverso dal semplice parco urbano. Pegli è utile anche per chi vuole scoprire una parte meno immediata della costa genovese, dove il rapporto tra ville, giardini, musei e mare racconta un passato aristocratico e borghese. È una tappa culturale più che balneare, da inserire quando si vuole aggiungere varietà all’itinerario.

Recco

Recco è una sosta quasi obbligata per chi viaggia nel Levante ligure e ama la gastronomia. La focaccia al formaggio è il simbolo della città: sottile, calda, cremosa e diversa dalla focaccia genovese classica. La visita può essere breve, ma ha senso inserirla tra Nervi, Camogli e il Promontorio di Portofino, trasformandola in una pausa di gusto. Oltre alla cucina, Recco ha un litorale vivace e un carattere pratico, meno scenografico di Camogli ma molto legato alla vita quotidiana della Riviera. È una tappa che funziona bene a pranzo o a cena, soprattutto se l’itinerario prevede spostamenti in treno lungo la costa.

Camogli

Camogli è uno dei borghi marinari più belli della Liguria. Il fronte delle case alte e colorate affacciate sulla spiaggia, il porticciolo, la basilica di Santa Maria Assunta e i caruggi creano un’immagine molto riconoscibile, ma il borgo non va visitato solo come luogo fotografico. Camogli conserva un’identità marinara forte, legata alla navigazione, alla pesca e alla tradizione delle famiglie di mare. Dal porto partono battelli per San Fruttuoso e Portofino, mentre i sentieri permettono di entrare nel Parco di Portofino. La visita ideale comprende una passeggiata sul lungomare, una salita verso i punti panoramici, una sosta nel porto e, se il tempo lo permette, un’escursione verso San Rocco o San Fruttuoso.

Portofino, San Fruttuoso e il Parco di Portofino: il cuore scenografico del Levante

Portofino è uno dei luoghi più celebri della Liguria e proprio per questo va visitato con un minimo di attenzione. Limitarsi alla Piazzetta e al porticciolo significa vedere solo la parte più fotografata, quella delle facciate color pastello, dei locali eleganti, delle barche e dell’atmosfera mondana. Il borgo però diventa più interessante appena si sale verso la chiesa di San Giorgio, Castello Brown e il faro. Da questi punti il rapporto tra abitato, baia e promontorio diventa evidente: Portofino non è solo un salotto sul mare, ma un piccolo insediamento costruito in una posizione naturale eccezionale, protetto da rilievi verdi e affacciato su uno dei tratti più suggestivi della costa ligure.

Castello Brown offre una delle vedute migliori sulla baia e permette di aggiungere una componente storica alla visita. La chiesa di San Giorgio, con il piazzale panoramico, è una tappa semplice ma molto efficace, soprattutto per chi cerca fotografie e scorci sul mare aperto. Il sentiero verso il faro è breve e piacevole, e conduce a un punto dove il paesaggio cambia ancora: non più il porto raccolto, ma il mare aperto e la costa vista dalla punta del promontorio. Portofino va quindi letto in verticale, salendo dal porto ai punti alti, e non solo in orizzontale lungo la banchina.

San Fruttuoso è una delle mete più suggestive dell’intera Liguria. L’abbazia si trova in una baia stretta, raggiungibile a piedi o in battello, e proprio questa accessibilità limitata contribuisce al fascino del luogo. Il complesso monastico, il mare, la spiaggia, le montagne alle spalle e il Cristo degli Abissi nei fondali creano un insieme raro, fragile e molto riconoscibile. Il Parco di Portofino permette di collegare Camogli, San Rocco, Portofino, Santa Margherita e San Fruttuoso con sentieri di diversa difficoltà. Nei periodi di forte afflusso conviene partire presto, verificare orari dei battelli e scegliere percorsi adatti al proprio allenamento.

Info utili e mini itinerario

Durata consigliata: 1 giorno pieno, 2 giorni se vuoi includere San Fruttuoso con calma. Da vedere: Piazzetta, chiesa di San Giorgio, Castello Brown, Faro, Paraggi, Parco di Portofino e Abbazia di San Fruttuoso. Mini itinerario: mattina a Santa Margherita Ligure e arrivo a Portofino, salita a San Giorgio e Castello Brown, pranzo leggero, pomeriggio al faro oppure battello per San Fruttuoso, rientro verso Camogli o Santa Margherita.

Santa Margherita Ligure

Santa Margherita Ligure è una base molto comoda per visitare il Promontorio di Portofino. Rispetto a Portofino è più ampia, accessibile e servita, con lungomare, hotel, ristoranti, negozi e collegamenti via bus o battello. La cittadina conserva un’eleganza ligure sobria, con palazzi colorati, giardini, ville e scorci sul porto. È adatta a chi vuole soggiornare nel Tigullio senza dipendere troppo dall’auto e a chi cerca un equilibrio tra comodità e bellezza paesaggistica. Da qui si può raggiungere Portofino, Paraggi, Rapallo o San Fruttuoso, costruendo itinerari giornalieri molto pratici.

Rapallo

Rapallo è una cittadina più grande e vissuta rispetto ad altri borghi del Tigullio. Il lungomare, il castello sul mare, il centro storico e i collegamenti con le località vicine la rendono una base funzionale. Il valore di Rapallo cresce se si considera anche l’entroterra e la salita al Santuario di Montallegro, raggiungibile con la funivia, da cui si gode un panorama ampio sul golfo. La città permette di alternare passeggiata urbana, mare, escursioni e visite religiose. È meno intima di Camogli o Portofino, ma più pratica per chi vuole servizi e spostamenti comodi.

Chiavari

Chiavari è una città elegante e ordinata, nota per i suoi lunghi portici, le botteghe storiche e il centro urbano pianeggiante, cosa non sempre comune in Liguria. La visita è piacevole perché permette di camminare al riparo, scoprire negozi tradizionali, piazze, palazzi e un’atmosfera più cittadina rispetto ai borghi marinari. Il lungomare e la vicinanza a Lavagna e Sestri Levante completano l’interesse della località. Chiavari è adatta a chi vuole una tappa meno “cartolina” e più autentica, con un buon equilibrio tra mare, commercio, architettura e vita locale.

Sestri Levante

Sestri Levante è celebre per la Baia del Silenzio, una piccola insenatura incorniciata da case colorate e protetta dal promontorio. È uno dei luoghi più fotografati della Liguria, ma la cittadina merita più di una sosta veloce: il centro storico, la Baia delle Favole, le passeggiate verso i punti panoramici e l’atmosfera serale la rendono una tappa completa. La Baia del Silenzio è particolarmente suggestiva al mattino presto o fuori stagione, quando la folla diminuisce e il rapporto tra case, sabbia e mare diventa più leggibile. Sestri Levante può funzionare anche come base per visitare il Tigullio orientale e avvicinarsi alle Cinque Terre.

4. Cosa vedere nella provincia della Spezia: Cinque Terre, Portovenere, Golfo dei Poeti e borghi dell’interno

La provincia della Spezia concentra alcuni dei paesaggi più famosi della Liguria e, allo stesso tempo, alcune delle zone dove è più importante organizzare bene la visita. Cinque Terre, Portovenere, Lerici e Tellaro attirano molti viaggiatori, soprattutto in primavera, estate e nei ponti festivi. Il treno è la scelta migliore per muoversi tra i borghi delle Cinque Terre, mentre battelli e bus sono utili per Portovenere e il Golfo dei Poeti. L’auto può servire per l’entroterra o per località meno centrali, ma nei borghi costieri diventa spesso poco pratica. Questa provincia non va ridotta alle Cinque Terre: Levanto, Bonassola, Sarzana, Lerici, Tellaro, Portovenere e la Val di Vara permettono di costruire un itinerario più ricco, meno concentrato e più equilibrato.

Levanto

Levanto è una delle basi migliori per visitare le Cinque Terre senza dormire nei borghi più affollati. La cittadina ha una spiaggia ampia, un centro storico gradevole, collegamenti ferroviari comodi e una posizione strategica tra Riviera di Levante e area delle Cinque Terre. Non è solo un punto d’appoggio: Levanto conserva chiese, palazzi, vicoli, una tradizione marinara e una baia adatta anche al surf quando le condizioni del mare lo permettono. La pista ciclopedonale ricavata dall’ex ferrovia verso Bonassola e Framura è uno dei percorsi più piacevoli della zona, perché consente di muoversi lungo la costa in modo semplice, panoramico e adatto anche a famiglie.

Bonassola e Deiva Marina

Bonassola è una località raccolta, più tranquilla rispetto alle mete più celebri della costa spezzina. La spiaggia, il piccolo centro e la pista ciclopedonale verso Levanto la rendono ideale per una pausa lenta tra mare e passeggiate. Deiva Marina, più defilata, è adatta a chi cerca una località balneare semplice e meno carica di aspettative turistiche. Entrambe funzionano bene come alternative o integrazioni alle Cinque Terre, soprattutto per chi vuole evitare un itinerario troppo concentrato sui luoghi più affollati. Sono mete da vivere con calma, inserendole tra una giornata più intensa e una visita culturale.

Cinque Terre: Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore

Le Cinque Terre sono uno dei paesaggi culturali più celebri d’Italia e richiedono un approccio diverso dalla classica visita “mordi e fuggi”. I cinque borghi hanno identità distinte e non andrebbero vissuti come tappe tutte uguali. Monterosso al Mare è il più adatto a chi cerca spiaggia, servizi e spazi più ampi; Vernazza è probabilmente il più scenografico, con il porticciolo, la chiesa affacciata sull’acqua e le case strette intorno alla piccola baia; Corniglia, posta in alto, è l’unico borgo non direttamente sul mare e offre un’atmosfera più raccolta, legata ai terrazzamenti e ai panorami dall’alto; Manarola è celebre per il profilo delle case sopra il porticciolo e per le vedute al tramonto; Riomaggiore ha un impianto verticale, con case colorate che scendono verso la marina.

Il vero valore delle Cinque Terre non sta solo nei borghi, ma nel paesaggio costruito nei secoli: muretti a secco, vigneti terrazzati, sentieri, scale, piccoli approdi e case adattate a un territorio ripido. È un paesaggio bello proprio perché difficile, modellato dal lavoro umano su pendii che sembrerebbero poco adatti all’insediamento. Per questo conviene dedicare tempo anche ai punti panoramici e, quando possibile, ai sentieri autorizzati e aperti. Prima di partire è sempre prudente verificare le condizioni dei percorsi, perché frane, manutenzioni o meteo possono modificare l’accessibilità. In alta stagione è meglio muoversi presto al mattino o nel tardo pomeriggio, evitando le ore centrali, quando stazioni e vicoli diventano molto affollati.

Per una prima visita, meglio scegliere bene il ritmo. In un solo giorno si possono vedere tre borghi con calma, per esempio Monterosso, Vernazza e Manarola, aggiungendo Corniglia o Riomaggiore solo se gli spostamenti sono fluidi. Con due giorni si può completare la visita dei cinque borghi, inserire un tratto di sentiero e magari fermarsi a cena quando i gruppi giornalieri se ne vanno. Le Cinque Terre sono molto più belle quando non si corre: sedersi in un porticciolo, osservare le barche, salire a un belvedere o attraversare un tratto di vigneti restituisce più valore di un elenco di fotografie scattate in fretta.

Info utili e mini itinerario

Durata consigliata: 1 giorno minimo, 2 giorni meglio. Da vedere: Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore. Mini itinerario: mattina a Monterosso e Vernazza, pranzo a Corniglia o Manarola, pomeriggio tra Manarola e Riomaggiore; con due giorni aggiungi un sentiero panoramico e una partenza all’alba o un rientro al tramonto.

Vai alla guida completa sulle Cinque Terre

Portovenere e le isole Palmaria, Tino e Tinetto

Portovenere è una delle località più spettacolari della Liguria e non dovrebbe essere considerata una semplice aggiunta alle Cinque Terre. Il borgo ha una struttura compatta e scenografica: la palazzata colorata si affaccia sul mare, il carugio principale attraversa il centro storico, il Castello Doria domina dall’alto e la chiesa di San Pietro sorge su una punta rocciosa in una posizione tra le più suggestive della costa ligure. La visita funziona molto bene perché in poco spazio concentra mare, architettura, storia, panorami e atmosfera marinara.

La chiesa di San Pietro è il punto più iconico: costruita su uno sperone di roccia, guarda verso il mare aperto e verso le falesie. Poco distante, la Grotta di Byron aggiunge un elemento letterario e paesaggistico, legato al fascino romantico del Golfo dei Poeti. Salendo verso il Castello Doria, la vista si allarga sul borgo, sul canale e sull’isola Palmaria. Proprio Palmaria permette di completare la visita con una dimensione più naturalistica: sentieri, costa rocciosa, vedute su Portovenere e un paesaggio meno urbano. Le isole Tino e Tinetto completano l’arcipelago, anche se l’accessibilità è più limitata.

Portovenere è ideale in una giornata dedicata al Golfo dei Poeti, ma può diventare anche una base per chi vuole esplorare con più calma l’area tra La Spezia, Lerici e le isole. Nei mesi estivi il borgo può essere molto frequentato, quindi conviene arrivare presto o usare i collegamenti via mare quando disponibili. Rispetto alle Cinque Terre, Portovenere offre una visita più raccolta ma non meno intensa: è uno di quei luoghi in cui il percorso ha una progressione naturale, dalla porta del borgo alla chiesa di San Pietro, poi verso il castello e infine verso il mare e l’isola Palmaria.

Info utili e mini itinerario

Durata consigliata: mezza giornata o 1 giorno intero. Da vedere: palazzata a mare, carugio, chiesa di San Pietro, Castello Doria, Grotta di Byron e Palmaria. Mini itinerario: arrivo al mattino, ingresso nel borgo, salita al Castello Doria, discesa verso San Pietro, pranzo nel centro, pomeriggio in battello o passeggiata panoramica verso l’isola Palmaria.

Lerici

Lerici è una delle località più eleganti del Golfo dei Poeti. Il castello domina il borgo e il mare, offrendo una vista ampia sul golfo e sulla costa opposta. Il centro storico scende verso il porto con vicoli, ristoranti, piazzette e scorci marini, mentre le spiagge e le frazioni vicine permettono di costruire una giornata varia. Lerici è una tappa adatta a chi vuole unire paesaggio, storia e vita di mare senza entrare nel circuito più affollato delle Cinque Terre. È particolarmente piacevole nel tardo pomeriggio, quando la luce valorizza il castello e il lungomare.

Tellaro

Tellaro è un piccolo borgo marinaro arroccato sulla costa orientale del Golfo dei Poeti. Le case colorate, i vicoli stretti, la chiesa affacciata sul mare e l’atmosfera silenziosa ne fanno una delle località più romantiche della Liguria. La visita non richiede molto tempo, ma invita a rallentare: camminare nei vicoli, affacciarsi sugli scogli, osservare il mare e fermarsi per una cena o un aperitivo. Tellaro funziona molto bene in abbinamento a Lerici e Fiascherino, soprattutto se si vuole chiudere la giornata in un luogo raccolto e meno dispersivo.

Sarzana

Sarzana permette di completare la visita della provincia della Spezia con una tappa storica nell’entroterra. La città conserva un centro elegante, con vie pedonali, palazzi, botteghe, antiquari, la Cattedrale di Santa Maria Assunta e la Fortezza Firmafede. È una località diversa dalle mete costiere, più urbana e culturale, utile per spezzare il viaggio tra mare e borghi. La sua posizione, vicina alla Toscana e alla Lunigiana, le ha dato nei secoli un ruolo strategico e commerciale. Per chi ama storia, architettura e passeggiate cittadine, Sarzana è una deviazione molto sensata.

Brugnato e Val di Vara

Brugnato e la Val di Vara mostrano una Liguria più verde, interna e meno frequentata. Brugnato conserva un centro ordinato e una storia religiosa importante, mentre la valle circostante offre paesaggi rurali, boschi, borghi e ritmi più lenti. È una zona adatta a chi ha già visto la costa o a chi vuole aggiungere una dimensione diversa al viaggio. Non ha l’impatto scenografico immediato delle Cinque Terre o di Portovenere, ma proprio per questo permette di incontrare una Liguria più quotidiana, meno compressa dal turismo e più legata all’entroterra.

5. Tre località della Liguria poco conosciute che meritano una visita

Oltre alle mete più celebri, la Liguria conserva località meno presenti nei grandi itinerari turistici ma molto utili per arricchire il viaggio. Questi luoghi non sostituiscono Portofino, Cinque Terre, Sanremo o Finale Ligure, ma aggiungono profondità alla pagina perché mostrano una regione meno prevedibile, fatta di borghi interni, paesaggi collinari e punti panoramici lontani dai flussi principali.

Perinaldo

Perinaldo si trova nell’entroterra imperiese ed è un borgo panoramico legato alla figura di Gian Domenico Cassini e alla tradizione astronomica. È una meta adatta a chi ama i borghi silenziosi, le viste sulle vallate e le soste fuori dai percorsi più battuti. La visita può essere abbinata a Dolceacqua, Apricale o alla Val Nervia, costruendo una giornata dedicata all’entroterra più che al mare. Il valore di Perinaldo sta nella combinazione tra paesaggio, memoria scientifica e atmosfera raccolta.

Colletta di Castelbianco

Colletta di Castelbianco, in provincia di Savona, è un piccolo borgo in pietra recuperato con attenzione, situato in un paesaggio montano molto diverso dalla Riviera balneare. È interessante per chi cerca architettura rurale, silenzio, scorci sulle valli e una Liguria meno convenzionale. Può essere inserito in un itinerario nell’entroterra savonese, magari insieme a Zuccarello, Castelvecchio di Rocca Barbena o alle Grotte di Toirano.

Montemarcello

Montemarcello si trova sopra il Golfo dei Poeti e offre una delle vedute più belle sulla costa orientale ligure e sulla foce del Magra. Il borgo è piccolo, ordinato e panoramico, ideale da abbinare a Lerici, Tellaro o Bocca di Magra. È una tappa perfetta per chi vuole vedere il Golfo dei Poeti dall’alto e aggiungere un momento più tranquillo dopo le località costiere più frequentate.

6. Itinerario della Liguria in 7 giorni: dalla Riviera dei Fiori al Golfo dei Poeti

Questo itinerario attraversa la Liguria da ponente a levante e serve a dare ordine a una regione molto ricca ma stretta, dove le distanze sulla carta sembrano brevi mentre gli spostamenti possono diventare lenti per traffico, parcheggi, strade costiere e affollamento ferroviario nei periodi di punta. L’idea migliore è procedere per fasce: prima il Ponente imperiese, poi la provincia di Savona, quindi l’area genovese e il Tigullio, infine Cinque Terre, Portovenere e Golfo dei Poeti. In alta stagione conviene prenotare gli alloggi in anticipo, evitare di usare l’auto nei borghi più congestionati e sfruttare treni e battelli dove sono più efficienti.

Giorno 1: Ventimiglia, Bordighera e Sanremo

Inizia da Ventimiglia Alta, concentrandoti sul centro storico, sulla Cattedrale, sulla chiesa di San Michele e sui punti panoramici verso il Roia e la costa francese. Prosegui per Bordighera, dove puoi dedicare tempo alla città alta, alla Via Romana, al Museo Bicknell e alle passeggiate tra ville e giardini. Nel pomeriggio raggiungi Sanremo e sali nella Pigna prima di scendere verso il Teatro Ariston, il Casinò e il lungomare. La sera resta a Sanremo, perché la città è una delle più adatte per chiudere la giornata con ristoranti, passeggiata e atmosfera vivace.

Giorno 2: Taggia, Dolceacqua, Apricale e Cervo

Dedica il secondo giorno all’entroterra e ai borghi. Taggia permette di iniziare con un centro storico ricco di chiese, portali e scorci medievali. Dolceacqua offre l’immagine iconica del ponte e del Castello Doria, ma merita anche per le enoteche e il paesaggio dei vigneti. Apricale aggiunge una dimensione più intima e verticale, con la piazza, i murales e il Castello della Lucertola. Nel tardo pomeriggio spostati verso Cervo, dove la salita alla chiesa dei Corallini e la vista sul mare sono particolarmente suggestive con la luce bassa.

Giorno 3: Alassio, Albenga, Finale Ligure e Varigotti

Parti da Alassio con una passeggiata sul lungomare, nel Budello e al Muretto. Prosegui per Albenga, dedicando almeno un paio d’ore al centro storico, alle torri, alla Cattedrale e al Battistero paleocristiano. Nel pomeriggio raggiungi Finale Ligure: se ami la storia scegli Finalborgo e Castel Gavone, se preferisci il mare resta tra Finale Marina e Finale Pia. Chiudi la giornata a Varigotti o Noli, due località perfette per il tramonto e per una cena sul mare o nel borgo.

Giorno 4: Bergeggi, Nervi, Recco e Camogli

Il quarto giorno segna il passaggio verso il Levante. Puoi iniziare con una sosta a Bergeggi, soprattutto se vuoi vedere un tratto di costa naturale e l’isola. Poi spostati verso l’area genovese senza includere il capoluogo: Nervi è perfetta per la passeggiata sulla scogliera e i parchi storici, Recco per una pausa gastronomica con la focaccia al formaggio, Camogli per il porticciolo, il lungomare, la basilica e l’atmosfera marinara. Dormire tra Recco, Camogli, Rapallo o Santa Margherita Ligure rende più semplice il giorno successivo.

Giorno 5: Santa Margherita Ligure, Portofino e San Fruttuoso

Dedica il quinto giorno al Promontorio di Portofino. Parti da Santa Margherita Ligure e raggiungi Portofino in bus, battello o a piedi se vuoi camminare. Visita la Piazzetta, la chiesa di San Giorgio, Castello Brown e il faro. Nel pomeriggio aggiungi San Fruttuoso, scegliendo il battello se vuoi una soluzione più comoda o un sentiero del parco se sei allenato e le condizioni lo permettono. Rientra verso Camogli o Santa Margherita Ligure, evitando di concentrare troppi spostamenti in auto.

Giorno 6: Sestri Levante, Levanto e Cinque Terre

Inizia da Sestri Levante con la Baia del Silenzio, possibilmente al mattino presto. Prosegui verso Levanto, utile come base per le Cinque Terre, e nel pomeriggio visita due o tre borghi scegliendo un ritmo realistico. Monterosso e Vernazza sono perfetti per iniziare, Manarola è molto bella verso il tramonto, Corniglia richiede più salita ma offre un’atmosfera diversa. Se hai poco tempo, evita di voler vedere tutti e cinque i borghi in modo superficiale: meglio tre tappe ben fatte che cinque soste frettolose.

Giorno 7: Portovenere, Lerici, Tellaro e Sarzana

Concludi il viaggio nel Golfo dei Poeti. Dedica la mattina a Portovenere, seguendo il percorso naturale dalla porta del borgo alla chiesa di San Pietro, poi al Castello Doria e alla Grotta di Byron. Nel pomeriggio spostati verso Lerici e Tellaro, scegliendo una passeggiata sul lungomare, il castello e una sosta nel borgo di Tellaro. Se resta tempo, chiudi a Sarzana per aggiungere una tappa storica nell’entroterra, con la Fortezza Firmafede, la Cattedrale e il centro pedonale.

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7. FAQ su cosa vedere in Liguria

Quali sono i posti più belli da vedere in Liguria?

Tra i luoghi più belli della Liguria ci sono Portofino, San Fruttuoso, Camogli, Sestri Levante, le Cinque Terre, Portovenere, Lerici, Sanremo, Dolceacqua, Cervo, Finale Ligure, Noli, Albenga e Bergeggi. La scelta dipende dal tipo di viaggio: chi cerca mare e panorami può puntare su Portofino, Cinque Terre, Sestri Levante e Portovenere; chi preferisce borghi e storia può scegliere Dolceacqua, Cervo, Noli, Albenga, Finalborgo e Sarzana; chi ama natura e attività all’aperto trova ottime basi a Finale Ligure, Bergeggi, nel Parco di Portofino e lungo i sentieri delle Cinque Terre.

Quanti giorni servono per visitare bene la Liguria?

Per una prima visita possono bastare 4 o 5 giorni, ma per vedere bene Ponente, provincia di Savona, area genovese, Tigullio, Cinque Terre e Golfo dei Poeti è meglio prevedere almeno 7 giorni. Con 10 giorni il viaggio diventa più equilibrato e consente di aggiungere borghi dell’entroterra, soste balneari e località meno conosciute. La Liguria sembra piccola, ma gli spostamenti lungo la costa possono richiedere più tempo del previsto, soprattutto in estate e nei fine settimana.

Meglio visitare la Liguria in auto o in treno?

Dipende dalla zona. L’auto è utile nell’entroterra e per raggiungere borghi meno serviti, ma lungo la costa il treno è spesso più comodo, soprattutto tra Genova, il Tigullio e le Cinque Terre. Per Portofino, San Fruttuoso e Portovenere conviene valutare anche battelli e bus locali, perché parcheggi e accessi possono essere complicati. L’itinerario migliore alterna i mezzi: auto per valli e borghi interni, treno per Cinque Terre e Riviera di Levante, battello per alcuni tratti panoramici.

Qual è il periodo migliore per andare in Liguria?

I periodi migliori sono primavera e inizio autunno, quando il clima è mite, i sentieri sono più piacevoli e l’affollamento è inferiore rispetto ad agosto. L’estate resta ideale per il mare, ma richiede più organizzazione per parcheggi, treni, battelli e alloggi. L’inverno può essere interessante per città, borghi, passeggiate costiere e giornate limpide, soprattutto nel Ponente ligure, dove il clima è spesso più dolce rispetto ad altre zone del Nord Italia.

Dove andare in Liguria per borghi e panorami?

Per borghi e panorami sono ottime Dolceacqua, Apricale, Cervo, Noli, Finalborgo, Camogli, Portofino, Sestri Levante, Vernazza, Manarola, Portovenere, Tellaro e Montemarcello. Chi vuole evitare le mete più affollate può puntare su Perinaldo, Colletta di Castelbianco, Brugnato, Val di Vara, Framura o alcuni borghi dell’entroterra savonese. Il consiglio è alternare sempre costa e interno, perché molti dei panorami più belli della Liguria si capiscono meglio salendo sopra il livello del mare.

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