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Cosa vedere in Calabria: natura, mare e borghi da non perdere


Se vuoi sapere cosa vedere in Calabria oltre le spiaggie, qui trovi una guida concreta: grandi parchi (Sila e Pollino), borghi di pietra come Gerace, città bizantine come Rossano, costa tirrenica spettacolare (Tropea e Capo Vaticano) e angoli pieni di storia tra Ionio e Costa Viola. È una regione “verticale”: in pochi chilometri passi da pinete d’altopiano a scogliere, santuari rupestri, siti archeologici e panorami sulle Eolie.

Calabria · Guida essenziale

Cosa vedere in Calabria: menu rapido + riassunto


Calabria · Natura

Il Parco Nazionale della Sila: foreste, laghi e borghi d’altopiano

Panorama del Parco Nazionale della Sila tra foreste e laghi d’altopiano
Sila: un altopiano verde e silenzioso nel cuore della Calabria, tra pinete, faggete e grandi orizzonti.

Il Parco Nazionale della Sila è una delle sorprese più nette della Calabria: un vasto altopiano montano che cambia completamente registro rispetto alla costa, fatto di boschi alti, aria fresca e ritmi lenti. Il parco supera i 73.000 ettari e tutela l’ossatura verde della Sila tra le province di Cosenza, Catanzaro e Crotone; a livello amministrativo è un Parco Nazionale dal 2002 (non 1997), e si articola nelle aree storiche di Sila Grande, Sila Piccola e Sila Greca, ognuna con sfumature paesaggistiche diverse ma con la stessa identità “silana” fatta di foresta e spazi aperti.

Il tratto più caratteristico è la presenza del pino laricio calabrese, che crea pinete luminose e slanciate, alternate a faggete e nuclei di abeti in contesti più freschi e ombrosi. Camminare in Sila dà una sensazione quasi “nordica”: tronchi dritti, sottobosco spesso pulito, profumo di resina e una quiete che non è scenografica ma profonda. È un ambiente perfetto per chi cerca natura vera senza dover inseguire per forza il “punto wow” a ogni curva: qui il valore è nella continuità del paesaggio, nella qualità dell’aria e nella sensazione di ampiezza.

Un elemento centrale dell’esperienza sono i laghi: Arvo, Ampollino e Cecita sono oggi immagini iconiche della Sila, ma è importante dirlo bene: non sono laghi di origine glaciale, bensì bacini artificiali realizzati nel Novecento per scopi idroelettrici. Detto questo, sono talmente integrati nel paesaggio che sembrano naturali: rive boscose, specchi d’acqua ampi e punti perfetti per passeggiate tranquille, fotografie e soste “di respiro”. Se vuoi un’uscita rilassata, le aree attorno ai laghi sono spesso la scelta più immediata; se invece cerchi immersione totale, basta allontanarsi di poche centinaia di metri dalle zone più frequentate e rientrare nel bosco.

Per chi ama attività all’aria aperta, la Sila è una garanzia. Ci sono sentieri di trekking e percorsi nel bosco adatti a livelli diversi, con tratti facili e camminate più lunghe, ma quasi sempre con dislivelli gestibili: la Sila è più “altopiano” che montagna verticale, quindi è ideale anche se vuoi fare escursioni senza massacrarti. Funziona molto bene anche in mountain bike e gravel grazie alle lunghe sterrate e ai percorsi scorrevoli; in inverno, nelle aree più note si praticano ciaspolate e sci di fondo, con un’atmosfera che sembra lontanissima dal Mediterraneo.

La fauna è ricca e significativa per l’Italia meridionale: sono presenti lupi appenninici, cinghiali, volpi e altri mammiferi boschivi; negli ultimi decenni si è consolidata anche la presenza del cervo grazie a programmi di reintroduzione, e non è raro percepire (più che vedere) la vita selvatica nel bosco, tra impronte, suoni e tracce. Tra i rapaci si segnalano specie come aquila reale e falco pellegrino, oltre a poiane e altri predatori diurni. Qui la “biodiversità” non è uno slogan: è una sensazione concreta, perché il parco mantiene ampie porzioni di habitat continuo e relativamente poco frammentato.

Oltre alla natura, la Sila ha un lato culturale che vale la visita. Camigliatello Silano è una delle porte più note, con servizi turistici e vita stagionale; San Giovanni in Fiore è invece una tappa più “strutturata” sul piano storico, legata alla figura di Gioacchino da Fiore e a un’identità urbana che racconta la montagna calabrese oltre la cartolina. In generale, i borghi silani non sono solo “contorno”: completano l’esperienza con artigianato, musei locali, cucina d’altopiano e quella sensazione di Calabria interna, meno urlata e più autentica.

Opinione: la Sila è uno di quei posti dove non devi “correre” tra attrazioni. Funziona quando ti concedi tempo, cammini, fai soste, e ti lasci avvolgere dal bosco. Non è il parco più drammatico d’Italia, ma è uno dei più “abitabili”, e proprio per questo resta addosso.

Info utili per il turista

  • Periodo migliore: maggio–ottobre per trekking e natura; inverno per neve, ciaspolate e sci nordico nelle aree più attrezzate.
  • Clima: in estate spesso fresco la sera; porta una giacca leggera e strati, anche se sei in Calabria.
  • Accessi principali: zone di Camigliatello Silano (Sila Grande), area del lago Cecita e versanti verso Cotronei per l’Ampollino.
  • Come muoversi: in auto è più semplice; dentro il parco le distanze “sembrano brevi” ma richiedono tempo.
  • Cosa assaggiare: prodotti d’altopiano (patate silane IGP, funghi in stagione, formaggi e salumi locali) nei borghi e negli agriturismi.

Mini-itinerario (2–3 giorni)

  1. Giorno 1: arrivo a Camigliatello Silano, passeggiata nel bosco e tramonto/serata in quota; se vuoi qualcosa di facile, scegli un anello breve vicino alle aree forestali più accessibili.
  2. Giorno 2: giornata tra pinete e faggete della Sila Grande, poi sosta lunga al lago Cecita o al lago Arvo per camminare in riva e fare foto.
  3. Giorno 3: San Giovanni in Fiore (centro storico e tappe culturali legate all’area), pranzo “silano” e rientro con ultima passeggiata breve se hai tempo.

2. Camigliatello Silano: perla montana nel cuore della Sila

Camigliatello Silano è, di fatto, la “porta” più immediata e conosciuta della Sila per chi vuole vivere l’altopiano senza complicarsi la logistica. Non è un borgo-museo fermo nel tempo: è una località di montagna vera, con un’anima stagionale che cambia ritmo tra inverno ed estate, mantenendo però un punto fermo: la vicinanza diretta ai grandi boschi e ai panorami tipici del Parco Nazionale della Sila. Qui arrivi e, nel giro di pochi minuti, sei già dentro il paesaggio silano fatto di pinete di pino laricio, aria pulita e strade che si infilano tra foreste fitte e radure luminose.

Il bello di Camigliatello è che funziona sia come base comoda per esplorare l’altopiano, sia come tappa “da weekend” se vuoi un’esperienza di montagna senza stress. In inverno, la zona si trasforma nella versione calabrese della villeggiatura sulla neve: atmosfera raccolta, boschi imbiancati e possibilità di praticare sport invernali, con opzioni adatte anche a chi non è un esperto. L’estate, invece, è la stagione in cui capisci perché la Sila è un rifugio naturale: temperature più miti rispetto alla costa, passeggiate nel verde, picnic, sentieri ombrosi e quella sensazione di freschezza che in Calabria, nei mesi caldi, vale oro.

Per chi ama le attività all’aria aperta, Camigliatello è un punto strategico: trekking nel bosco, percorsi facili nelle radure e itinerari più lunghi che ti fanno entrare nella Sila “profonda”, lontano dai punti più frequentati. Anche la bici (mountain bike e gravel) trova terreno ideale grazie alle sterrate e alle strade secondarie che attraversano l’altopiano. Se invece cerchi un taglio più rilassato, la località è perfetta per una giornata lenta: una passeggiata tra i pini, una sosta panoramica e un pranzo di montagna in cui i sapori silani – robusti e concreti – diventano parte della visita.

In sintesi, Camigliatello Silano non è solo “bella”: è utile. È uno di quei luoghi che rendono la Sila accessibile e piacevole, perché unisce natura, servizi e un’atmosfera di montagna credibile. Se vuoi vedere la Sila senza inseguire tappe complicate, qui trovi il compromesso migliore tra comodità e autenticità.

3. Il Parco Nazionale del Pollino: un'oasi di biodiversità tra Calabria e Basilicata

Il Parco Nazionale del Pollino, situato tra Calabria e Basilicata, è un'oasi di biodiversità di ineguagliabile bellezza. Istituito nel 1993, il parco vanta un'estensione di oltre 192.000 ettari, comprendendo al suo interno massicci montuosi come il Pollino, gli Orsomarso e il Monte Alpi.
Il parco è caratterizzato da una varietà di flora e fauna unica nel suo genere. Foreste di pino laricio, faggete e abeti secolari si alternano a praterie montane e rupi calcaree, creando un mosaico di paesaggi di rara bellezza. Tra le specie animali che popolano il parco, si possono trovare lupi, cinghiali, cervi, aquile reali e falchi pellegrini.
Il Parco Nazionale del Pollino offre agli amanti della natura un'ampia varietà di attività. Escursioni, trekking, mountain bike e arrampicata sono solo alcuni dei modi per esplorare i sentieri panoramici e immergersi nella quiete dei boschi. All'interno del parco si trovano numerosi borghi antichi, come Civita, Castrovillari e Morano Calabro, dove è possibile visitare chiese, musei e castelli. Questi borghi custodiscono gelosamente le tradizioni locali, offrendo ai visitatori un'esperienza autentica e ricca di sapori genuini.
Il Parco Nazionale del Pollino rappresenta un patrimonio prezioso da tutelare e valorizzare. L'ente Parco si impegna in attività di conservazione della biodiversità, di educazione ambientale e di promozione del territorio.
Visitare il Parco Nazionale del Pollino significa immergersi in un'oasi di pace e di bellezza. Un luogo dove il tempo sembra scorrere più lentamente e dove la natura regna sovrana. Un'esperienza indimenticabile per chi desidera rigenerarsi e ritrovare il proprio equilibrio. Descrizione più completa in cosa vedere in Basilicata

Calabria · Borghi e storia

Gerace: un viaggio nel Medioevo calabrese tra pietra, panorami e grandi chiese

Gerace è uno di quei posti che ti fanno capire cosa significhi davvero “borgo medievale” in Calabria: non solo case antiche, ma una struttura urbana compatta, di pietra, arroccata su uno sperone che domina la Locride. Il risultato è un colpo d’occhio netto: vicoli stretti, scorci improvvisi, archi, scale e terrazze naturali da cui lo sguardo si apre verso la fascia ionica. È un paese che non si visita correndo: funziona meglio a passo lento, perché ogni curva del centro storico è un invito a fermarsi e a leggere i dettagli (portali, finestre, conci, piccole chiese) come se fossero pagine di un libro.

Il cuore simbolico è la Cattedrale di Gerace, spesso ricordata come la più imponente chiesa medievale della Calabria e, soprattutto, come uno dei migliori esempi di architettura normanna nel Meridione. La tradizione la vuole consacrata nel 1045: dato che torna spesso nelle fonti locali e nella storiografia divulgativa. All’esterno colpisce la massa severa, con l’area absidale che diventa quasi un fondale scenografico nelle piazze del borgo; dentro, invece, la cattedrale sorprende per ampiezza e sobrietà: tre navate e una teoria di colonne in marmo (in parte di reimpiego, tradizionalmente ricondotte anche all’area di Locri) che danno ritmo e “ordine” allo spazio. Nei secoli l’edificio è stato ritoccato e stratificato, ma l’impronta medievale resta leggibile: è proprio quel mix tra solidità romanica e memoria bizantina a renderla così riconoscibile.

Attorno alla cattedrale, Gerace si lascia esplorare come un sistema di micro-tappe: piccole chiese e oratori, resti di fortificazioni e passaggi che collegano i punti alti del borgo. Vale la pena salire verso l’area del castello (oggi in gran parte in rovina), perché da lì capisci la scelta strategica del sito: controllo del territorio e protezione naturale. Altrettanto appaganti sono i belvedere e le strade “di margine”, quelle che corrono lungo i punti più aperti: qui Gerace diventa anche un luogo di panorami, non solo di pietra. Se la giornata è limpida, la vista verso la costa ionica è una delle più memorabili della Calabria interna.

Tra le chiese più visitate c’è anche San Francesco d’Assisi: più che un singolo colpo d’occhio, interessa per l’atmosfera e per le stratificazioni artistiche accumulate nel tempo. È il classico esempio di edificio religioso che ha attraversato secoli di trasformazioni, con elementi che richiamano l’impianto medievale e interventi successivi (soprattutto in età moderna) visibili in altari, decorazioni e dettagli lapidei. In generale, a Gerace la regola è questa: non aspettarti “un” monumento isolato, ma un insieme coerente, dove le chiese minori, le facciate, i cortili e perfino le pietre delle strade costruiscono un’unica scena.

Opinione: Gerace funziona perché non è una cartolina finta: è un borgo vero, con una densità di storia rara e un centro storico che ti costringe a rallentare. Se ti piace l’Italia medievale fatta di pietra e silenzio, qui trovi una delle versioni più convincenti della Calabria.

Info utili per il turista

  • Quanto tempo serve: mezza giornata piena per una visita “bene fatta”; 1 giorno se vuoi includere musei, soste panoramiche e pranzo lento.
  • Quando andare: primavera e autunno sono perfetti; in estate meglio mattina presto o tardo pomeriggio per evitare caldo e luce dura nei vicoli.
  • Come muoversi: centro storico da girare a piedi; scarpe comode perché ci sono salite, basoli e gradini.
  • Punti chiave: Cattedrale, area del Castello, belvedere, chiese del centro (tra cui San Francesco) e passeggiata “di margine” per i panorami.
  • Consiglio pratico: porta una bottiglietta d’acqua e considera che la visita è più bella se alterni interno/esterno (chiese + belvedere) per non “saturarti” di pietra.

Mini-itinerario (3–4 ore)

  1. Ingresso e orientamento: entra nel centro storico e prenditi 10 minuti per un primo belvedere: ti dà subito la geografia del luogo.
  2. Cattedrale: visita esterno e interno con calma, concentrandoti su navate e colonne; poi fai un giro attorno alle piazze vicine per vedere la parte absidale “in prospettiva”.
  3. Castello e quota alta: salita verso l’area del castello per leggere la funzione difensiva del sito e goderti i panorami più aperti.
  4. Rientro tra chiese e vicoli: scendi nel tessuto dei vicoli, inserendo una tappa a San Francesco e chiudendo con una passeggiata lenta tra portali e scorci.

5. Pizzo Calabro: Un Incantevole Rifugio tra Mare e Montagna

Pizzo Calabro, una graziosa cittadina situata sul promontorio omonimo, è una gemma della costa calabra che unisce la suggestiva bellezza del mare alle atmosfere incantevoli delle sue strade. Pizzo Marina, originariamente un centro peschereccio, ha abbracciato la sua vocazione balneare, attirando visitatori con le sue spiagge e la sua vivace atmosfera marittima.
Al cuore di Pizzo si trova la Piazza della Repubblica, un salotto animato e vivace che rappresenta il cuore pulsante della città. Le stradine tra le antiche case o gli affascinanti percorsi scavati nella roccia offrono scorci panoramici mozzafiato sul mare, creando un'esperienza indimenticabile per i visitatori.
Tra le testimonianze storiche di Pizzo, la Collegiata di San Giorgio è un gioiello secentesco arricchito da cimeli marmorei rinascimentali. Il Castello, seppur austero e di dimensioni modeste, conserva la memoria di eventi storici dolorosi, come la fucilazione di Gioacchino Murat, commemorata da una lapide sulla porta d'ingresso.
Pizzo Marina, con il suo carattere unico, ospita una delle mostre di ceramiche più originali. I pezzi d'arte ceramica sono infatti murati sulle pareti delle case, creando un affascinante museo all'aperto che rende il paesaggio urbano ancora più pittoresco.

6. Amantea: un viaggio tra storia e natura

Amantea, sita sulla costa tirrenica della Calabria, è un affascinante borgo antico che vanta una storia millenaria. Le sue origini risalgono all'epoca romana, e la città ha poi subito la dominazione araba, che ha lasciato un segno indelebile nella sua cultura e architettura. Amantea si divide in due parti: la parte antica, situata sul colle, e la parte moderna, che si estende verso il mare. La parte antica è un vero gioiello, con le sue stradine strette e tortuose, le case dai tetti di tegole rosse e i suggestivi scorci panoramici. Da non perdere la Chiesa di San Bernardino, un magnifico esempio di architettura gotica. La facciata è abbellita da un portico ogivale e impreziosita da originali manufatti di maiolica quattrocenteschi, un motivo decorativo assolutamente unico in tutta l'Italia meridionale. All'interno si possono ammirare opere d'arte di grande pregio, tra cui una statua della Madonna con il Bambino realizzata dal Gagini nel 1505.

Calabria · Costa e patrimonio

7. Praia a Mare: tra santuari rupestri, grotte marine e borghi dell’entroterra

Praia a Mare occupa un tratto di costa calabrese dove la dimensione balneare convive con una stratificazione storica e naturalistica sorprendentemente profonda. Non è solo una località di mare: è un sistema di luoghi, tradizioni e paesaggi che si tengono insieme. Il centro urbano si sviluppa lungo il litorale, ma il carattere più autentico emerge quando ci si sposta tra promontori, grotte e santuari rupestri che raccontano una relazione antica tra uomo e roccia.

Il punto simbolico è il Santuario della Madonna della Grotta, incastonato in una grande cavità calcarea che domina la costa. Non si tratta di una semplice cappella, ma di un complesso rupestre dove geologia, devozione e architettura convivono in modo naturale. Le stratificazioni della roccia sono ben visibili e rendono l’ambiente quasi teatrale, mentre gli edifici annessi – tra cui l’antica abitazione del rettore con il piccolo campanile – sembrano letteralmente crescere dalla parete rocciosa. Al centro della devozione c’è la statua della Madonna con il Bambino, venerata da secoli: la tradizione locale collega la sua presenza a un episodio del 1326, quando un capitano raguseo avrebbe collocato qui l’immagine sacra per sfuggire a una rivolta dell’equipaggio. Al di là dell’aspetto leggendario, il santuario resta uno dei luoghi più identitari della costa tirrenica calabrese.

La dimensione religiosa si manifesta con particolare intensità a metà agosto. Tra il 15 e il 17 agosto si svolge la Festa della Madonna della Grotta, che unisce ritualità e partecipazione popolare: processioni, celebrazioni e una fiera tradizionale animano il paese, fino alla suggestiva fiaccolata serale del 17, che trasforma la salita al santuario in un evento collettivo dal forte impatto visivo ed emotivo. È uno di quei momenti in cui Praia a Mare smette di essere solo una destinazione turistica e si mostra come comunità viva.

A pochi minuti dalla costa si apre un altro capitolo fondamentale: l’Isola Dino. Raggiungibile in barca, l’isola è celebre per il sistema di grotte marine scavate nella roccia calcarea, dove luce e acqua creano effetti cromatici molto marcati. La Grotta delle Sardine sul versante nord, quella del Frontone a ovest, la Grotta Azzurra e la Grotta del Leone a sud sono le tappe più note: stalattiti, stalagmiti e riflessi marini trasformano la visita in un’esperienza fortemente naturalistica, più legata all’osservazione del paesaggio che alla semplice balneazione.

Allontanandosi dal mare, il quadro si completa con l’entroterra. Tortora è uno dei borghi che meglio raccontano la continuità tra costa e collina. Il centro storico conserva tratti di mura antiche, edifici stratificati e una chiesa nella parte alta del paese arricchita da un chiostro quattrocentesco. Passeggiando tra i vicoli si riconoscono influenze romaniche, bizantine e mediterranee, leggibili nelle formelle scolpite, nei portali e nell’impianto urbano. Tortora non è una deviazione marginale, ma una chiave di lettura storica per comprendere il territorio di Praia a Mare oltre la spiaggia.

Opinione: Praia a Mare funziona quando la si legge come “area” e non come singolo punto. Santuario, isola e borghi dell’interno formano un insieme coerente, dove mare e storia si tengono in equilibrio senza forzature.

Info utili per il turista

  • Periodo migliore: da maggio a settembre; agosto è ideale per le feste ma più affollato.
  • Come arrivare: stazione ferroviaria di Praia a Mare; accesso stradale agevole lungo la costa tirrenica.
  • Cosa portare: scarpe comode per il santuario e i borghi, cappello e acqua in estate.
  • Escursioni: gite in barca all’Isola Dino (verifica condizioni meteo e orari).
  • Approccio consigliato: alternare mare, grotte e visite culturali per evitare una fruizione “monotematica”.

Mini-itinerario (1 giorno pieno)

  1. Mattina: salita al Santuario della Madonna della Grotta e visita del complesso rupestre.
  2. Mezzogiorno: rientro in paese e pausa pranzo sul lungomare.
  3. Pomeriggio: escursione in barca all’Isola Dino con visita alle grotte principali.
  4. Sera: spostamento a Tortora per passeggiata nel centro storico e rientro.

8. Soverato: perla dello Ionio

Soverato, affacciata sul Mar Ionio, è una ridente cittadina calabrese che vanta una vocazione turistica consolidata. Immersa in una verde pianura di uliveti e agrumeti, la città offre un'ampia varietà di attrattive per un soggiorno all'insegna del relax e del divertimento. Il lungomare, cuore della vita cittadina, si snoda per chilometri offrendo un panorama mozzafiato del golfo. Un ampio viale fiorito, perfetto per passeggiate serali o jogging mattutini, accompagna i visitatori alla scoperta di bar, ristoranti e negozietti caratteristici. Le spiagge, dorate e sabbiose, sono lambite da un mare cristallino e attrezzate per soddisfare ogni esigenza. Stabilimenti balneari, lidi attrezzati e calette incontaminate offrono la possibilità di godere appieno del sole e del mare.
Soverato è anche un importante centro commerciale, agricolo e marinaro. Il porto peschereccio, fulcro dell'economia locale, offre la possibilità di degustare pesce fresco e piatti tipici della tradizione culinaria calabrese.

Calabria · Costa e centri storici

9. Scalea e i suoi tesori: storia, arte e panorami incantevoli

Scalea è una delle località più riconoscibili della costa tirrenica calabrese, capace di unire vocazione balneare e identità storica senza che una prevalga sull’altra. Il suo nome non è casuale: il centro storico si arrampica letteralmente sul colle attraverso una fitta rete di scale, rampe e vicoli ripidi che scendono verso il mare. Questa struttura urbana “a gradoni” non è solo suggestiva dal punto di vista visivo, ma racconta anche un modo antico di abitare la costa, pensato per difesa, controllo del territorio e adattamento alla morfologia del luogo.

Il nucleo medievale è la parte più affascinante per chi vuole capire davvero Scalea. Qui le strade si restringono, le case si addossano l’una all’altra e ogni salita apre scorci improvvisi sul mare. Camminare tra queste vie significa attraversare secoli di storia: archi, portali, piccole piazze e resti di edifici fortificati restituiscono l’immagine di un centro che, prima di diventare turistico, è stato un presidio strategico lungo la costa. È una visita che richiede tempo e scarpe comode, ma ripaga con un’atmosfera autentica, lontana dalla semplice dimensione balneare.

Uno dei simboli storici più noti è la Torre Talao, che sorge su un promontorio roccioso affacciato sul mare, collegato alla terraferma da un istmo. La torre è una testimonianza concreta del sistema difensivo costiero, pensato per avvistare e contrastare le incursioni dal mare. Accanto alla torre si trova una grotta di interesse archeologico, dove sono stati rinvenuti reperti che attestano una frequentazione molto antica dell’area, ben precedente all’impianto medievale. Questo intreccio tra difesa, insediamento e presenza umana rende la zona uno dei punti più significativi per leggere la storia lunga di Scalea.

All’interno dell’abitato spicca anche il Palazzo dei Principi, edificio di grande rilievo architettonico. La struttura, rimaneggiata in epoca rinascimentale, conserva tuttavia elementi medievali ben riconoscibili, come la bifora ogivale in cotto, che rappresenta uno dei dettagli più eleganti del palazzo. Il valore del complesso non sta solo nella singola facciata, ma nella sua funzione di “cerniera” tra il borgo antico e la Scalea più moderna, a conferma di una continuità urbana che non è mai stata completamente spezzata.

Il territorio di Scalea non si esaurisce nel centro storico. Una delle escursioni più piacevoli nei dintorni conduce a Porto San Nicola, lungo un tratto di costa che offre panorami aperti e molto vari. Qui si trova la celebre Grotta dell’Arco Magno, una grande arcata naturale affacciata sul mare che incornicia una piccola spiaggia. Il contrasto tra la roccia, l’acqua e la luce rende questo luogo uno dei più fotografati della zona, ma anche uno dei più efficaci per capire la forza paesaggistica del Tirreno calabrese.

Opinione: Scalea dà il meglio quando non ci si limita alla spiaggia. Il suo valore sta nel dialogo continuo tra centro storico, architetture difensive e costa naturale. È una destinazione che funziona se la si esplora a piedi, salendo e scendendo, alternando pietra e mare.

Info utili per il turista

  • Quanto tempo serve: almeno mezza giornata; una giornata intera se includi centro storico, Torre Talao e dintorni.
  • Quando visitare: primavera e inizio autunno sono ideali; in estate meglio mattina presto o tardo pomeriggio per il borgo antico.
  • Come muoversi: centro storico esclusivamente a piedi; per Porto San Nicola è utile l’auto.
  • Cosa portare: scarpe comode, acqua e protezione solare nelle stagioni calde.
  • Consiglio pratico: alterna visite culturali e pause sul mare per evitare un’esperienza troppo “sbilanciata”.

Mini-itinerario (3–5 ore)

  1. Centro storico: ingresso nel borgo antico e percorso tra scale, vicoli e belvedere.
  2. Torre Talao: salita al promontorio e osservazione del sistema difensivo costiero.
  3. Palazzo dei Principi: sosta nel cuore dell’abitato per leggere la stratificazione architettonica.
  4. Porto San Nicola: spostamento nel pomeriggio e visita alla Grotta dell’Arco Magno per chiudere tra natura e mare.

10. Paola: Tesoro Religioso e Culturale sulla Costa Calabra

Paola, una piccola e vibrante città arroccata sulla catena costiera, si presenta come un centro ricco di storia, spiritualità e vivacità. Marina di Paola, sorta vicino al mare, aggiunge un tocco turistico e commerciale alla bellezza di questa località.
Le varie chiese di Paola offrono un viaggio attraverso il tempo e lo stile architettonico. Dalla suggestiva chiesa di Maria di Montevergine con una facciata barocca al portale del XV secolo di Santa Caterina (o S. Giacomo), la città è ricca di tesori da scoprire.
Tuttavia, una visita a parte merita il Santuario con la basilica di San Francesco, raggiungibile dalla parte alta del paese. Il complesso di edifici offre una vista spettacolare sul mare, accedendo alla biblioteca e alla basilica con una facciata che mescola stili rinascimentali e barocchi. La basilica ospita una preziosa collezione di dipinti dal XV al XVIII secolo, insieme a reliquie e un busto argenteo del Santo.

Il Santuario è anche il luogo dei festeggiamenti di San Francesco di Paola, il 3 e 4 maggio. Una pittoresca processione accompagna il mantello miracoloso del Santo fino al mare il 3 maggio, mentre il 4 maggio, nel Santuario, si svolgono solenni funzioni e una processione per le vie di Paola con la venerata statua lignea. Una tradizione affascinante afferma che il 4 maggio piova sul Santuario, mantenendo intatta la fede dei devoti di San Francesco di Paola. Paola si rivela così non solo come un centro religioso, ma anche come un tesoro culturale che celebra la sua storia con devozione e tradizione.

11. Castrovillari e Cassano Ionio: Tra Storia, Bellezza e Tradizione Calabra

Castrovillari, cittadina bella e operosa, affonda le sue radici in antiche origini, dominando un'ampia conca verde ai piedi del maestoso massiccio del Pollino. La posizione pedemontana regala a questa località un clima fresco-moderato in estate, rendendola una meta ideale per gli amanti della natura e degli sport invernali sulle vicine montagne.
Il Castello Aragonese, eretto verso il 1490 sui ruderi delle fortificazioni sveve, si erge al confine tra la caratteristica "civita" e la città nuova. Conserva imponenti strutture e avanzi delle antiche mura di cinta, narrando storie di epoche passate. La chiesa-santuario di S. Maria del Castello, costruita nel 1090 e rimaneggiata nel 1769, rivela uno stile romanico originario con chiari influssi bizantini e arabi. L'interno ospita il quadro della "Madonna del Castello," venerato sin dal 1090, affascinando i visitatori con la sua antica spiritualità. Il Conservatorio delle Pentite, un vecchio monastero del 1635, è un'altra testimonianza storica che completa l'atmosfera suggestiva di Castrovillari.

A pochi passi da Castrovillari, Cassano Ionio si presenta come una ridente cittadina con moderni stabilimenti termali di acque solfureo-clorurate. La sua bella Cattedrale conserva affreschi del '400 e del '500, oltre a una cripta bizantina, offrendo ai visitatori un tuffo nella storia artistica della regione. Il "Castello Aragonese" e le Grotte di S. Angelo, con importanti scavi neolitici e bellissime ceramiche dipinte, completano l'offerta di attrazioni di Cassano Ionio.
Le manifestazioni annuali, come il Carnevale Castrovillarese con sfilate di carri allegorici e gruppi folcloristici, e la Festa dell'uva a Cassano Ionio, celebrata l'ultima domenica di settembre, portano un'esplosione di colore, tradizione e allegria a questa regione calabra. Castrovillari e Cassano Ionio si rivelano così non solo come luoghi di straordinaria bellezza, ma anche come custodi di una ricca storia e di tradizioni vibrate, pronte ad accogliere i visitatori con il loro calore e fascino unici.

Calabria · Costa iconica

12. Tropea e Capo Vaticano: perle della Costa calabra tra storia, mare e panorami assoluti

Tropea
Tropea domina il Tirreno dall’alto di un promontorio tufaceo: uno dei panorami più riconoscibili dell’Italia meridionale.

Tropea è una delle immagini-simbolo della Calabria, ma ridurla a semplice località balneare sarebbe un errore. La città sorge su un promontorio tufaceo che domina il Golfo di Sant’Eufemia, in una posizione scenografica e strategica che spiega sia la sua antichità sia il suo ruolo storico. Qui il rapporto tra centro urbano e paesaggio è diretto: il borgo antico si affaccia letteralmente sul vuoto, con terrazze naturali e belvedere che guardano il mare dall’alto, creando un contrasto netto tra la pietra chiara delle scogliere e l’azzurro intenso del Tirreno.

Il centro storico di Tropea è compatto, percorribile a piedi e costruito su un impianto medievale che conserva ancora vicoli, palazzi nobiliari e affacci improvvisi. Camminando tra le strade del borgo si percepisce una stratificazione lunga, che va dall’età romana alle dominazioni normanne e aragonesi, fino agli interventi più tardi. Questa continuità storica si riflette soprattutto negli edifici religiosi e civili, che non sono mai isolati dal contesto urbano ma parte di un tessuto vivo, oggi animato da botteghe, caffè e piccoli slarghi panoramici.

Uno dei punti più iconici è il Santuario di Santa Maria dell’Isola, arroccato su un grande scoglio separato dal centro abitato. Più che un singolo monumento, è un vero simbolo visivo: visto dal basso, dalla spiaggia, sembra sospeso tra cielo e mare. Il complesso, rimaneggiato più volte nel corso dei secoli, mantiene un’aura di luogo sacro e protettivo, e rappresenta uno dei migliori esempi di integrazione tra architettura religiosa e paesaggio costiero in Calabria.

La spiaggia di Tropea si estende per circa 4 chilometri ai piedi della rupe. Non è una spiaggia uniforme: è suddivisa in tratti separati da scogliere e speroni rocciosi, ciascuno con una propria identità. Tra le più note si ricordano le spiagge del Vescovado, dell’Isola, di San Leonardo e del Convento. Il fondale digrada abbastanza rapidamente e l’acqua assume colori che vanno dal turchese al blu intenso, soprattutto nelle giornate di mare calmo. Il vero valore, però, è il colpo d’occhio: fare il bagno con le case storiche che incombono dall’alto è un’esperienza che poche località possono offrire.

Sul piano artistico e religioso, la Cattedrale di Tropea è il principale riferimento. Pur essendo stata in parte ricostruita, conserva un impianto che richiama l’età medievale e custodisce opere molto venerate: il Crocifisso Nero, tradizionalmente datato al XV secolo, e la Madonna di Romania, icona di ascendenza bizantina, sono al centro della devozione locale. Anche qui, più che l’eccezionalità delle singole opere, colpisce il legame profondo tra culto, storia cittadina e identità collettiva.

Dalle balconate di Tropea lo sguardo corre lungo la costa, verso promontori come San Leonardo e Santa Maria, fino a spingersi, nelle giornate limpide, verso le Isole Eolie. Questo dialogo costante tra terra e mare trova il suo naturale completamento spostandosi poco più a sud-ovest, verso Capo Vaticano.

Capo Vaticano è uno spartiacque naturale tra il Golfo di Gioia Tauro e quello di Sant’Eufemia, ed è considerato uno dei punti panoramici più spettacolari della Calabria. Qui il paesaggio si fa più selvaggio: alte scogliere, calette nascoste e un mare di straordinaria trasparenza. Dalla zona del faro, lo sguardo arriva fino alla Sicilia e, nelle giornate più fortunate, si distingue chiaramente la sagoma dello Stromboli, con il suo cono vulcanico che emerge dall’orizzonte.

Tra le spiagge più celebri di Capo Vaticano spicca la Praia di Fuoco, spesso citata come una delle più belle del Tirreno calabrese. Raggiungibile via mare o attraverso sentieri panoramici, è apprezzata per le acque limpide, i fondali adatti allo snorkeling e l’atmosfera più raccolta rispetto alle spiagge urbane. Non a caso è frequentata da velisti, subacquei e da chi cerca un mare più “puro”, lontano dalle zone più urbanizzate.

Il territorio di Capo Vaticano è arricchito anche da una dimensione leggendaria: la storia di Donna Canfora, la giovane rapita dai saraceni, fa parte dell’immaginario locale. Secondo la tradizione, il mare avrebbe assunto riflessi particolari nel punto in cui il velo della donna sarebbe caduto in acqua, aggiungendo un alone di mistero a un paesaggio già di per sé potente. È una leggenda, certo, ma contribuisce a spiegare perché questa costa venga percepita non solo come bella, ma anche come carica di suggestione.

Opinione: Tropea e Capo Vaticano funzionano come un unico grande scenario. La prima è equilibrio tra storia e bellezza urbana, il secondo è natura allo stato quasi puro. Visitarli insieme permette di cogliere l’essenza della Costa degli Dei: una Calabria spettacolare, ma mai priva di profondità storica.

Info utili per il turista

  • Periodo migliore: maggio–giugno e settembre per mare e visite; luglio e agosto molto affollati.
  • Come muoversi: Tropea a piedi; per Capo Vaticano è consigliata l’auto o escursioni in barca.
  • Tempo minimo: 1 giorno per Tropea; 2 giorni se includi spiagge e Capo Vaticano.
  • Cosa portare: scarpe comode per il centro storico, scarpette da scoglio per alcune calette.
  • Consiglio pratico: alterna visite al borgo al mattino e mare nel pomeriggio per sfruttare luce e temperature.

Mini-itinerario (1–2 giorni)

  1. Tropea: centro storico, Cattedrale, belvedere e discesa alla spiaggia dell’Isola.
  2. Pomeriggio: relax in spiaggia o giro in barca sotto le scogliere.
  3. Capo Vaticano: il giorno successivo, strada panoramica, faro e sosta alla Praia di Fuoco.
  4. Tramonto: rientro verso Tropea o belvedere di Capo Vaticano con vista su Stromboli.

13. Corigliano Calabro e la Fascinante Piana di Sibari: Storia e Bellezza tra le Colline Calabresi

Corigliano Calabro, una cittadina dall'incantevole clima di collina, si abbraccia alle pendici di un colle, offrendo uno scenario mozzafiato sulla vallata circostante. Il Castello, eretto nel XV secolo e appartenuto ai Sanseverino, dominatori feudalieri della zona, è una testimonianza di epoche passate. La cappella del castello, con la Madonna di D. Morelli e una statuetta in terracotta in una nicchia, aggiunge un tocco di bellezza artistica.
La chiesa di S. Antonio di Padova, costruita nel XVI secolo e ampiamente rimaneggiata nel 1740-41, si distingue per la sua cupola principale e le cupolette rivestite di vivaci maioliche policromate. Un altro gioiello di Corigliano Calabro è la chiesa di S. Pietro, che ospita una Madonna Odigitria del Quattrocento, simbolo protettivo delle strade.

PIANA DI SIBARI - La vicina Piana di Sibari, situata tra le valli dei fiumi Crati e Coscile e il Mar Ionio, è una ricca zona archeologica. Un tempo, questa pianura fu il sito della famosa città di Sibari, conosciuta per lo stile di vita sfarzoso e lussuoso dei suoi abitanti. Gli acerrimi nemici di Sibari, i Crotoniati, la sommersero sotto le acque quando la città era nel pieno del suo splendore. Oggi, la Piana di Sibari è stata riscattata e si presenta come un'importante zona archeologica, con continui scavi e scoperte che permettono di identificare il luogo dell'antica città.

Esplorare Corigliano Calabro e la Piana di Sibari significa immergersi in una storia affascinante e godere della bellezza dei luoghi che hanno visto fiorire antiche civiltà. Questa regione calabra offre non solo uno spettacolo di bellezze naturali, ma anche un'esperienza culturale ricca di memorie storiche.

14. Rossano Calabro: Un Viaggio nel Cuore Bizantino e Medievale della Calabria

Rossano Calabro, con il suo centro antico di marcata impronta bizantina e medioevale, sorge pittorescamente su una collina tra uliveti, regalando uno sguardo affascinante sulla Calabria. Centro vitale per secoli, conserva la più ricca eredità bizantina della regione, rendendolo un luogo di straordinario interesse.
Le strade della città vecchia, dall'aspetto tipicamente medioevale, conducono a tesori architettonici unici. Tra questi, spicca S. Marco, gioiello dell'arte bizantina con le sue cinque cupolette, simili a quelle della Cattolica di Stilo, e situata isolata su una roccia al sud-est della città.
La Cattedrale, sebbene in gran parte rifatta in stile barocco, custodisce la "Madonna acheropita," una rappresentazione bizantina secondo la leggenda non fatta da mani umane, e un'altra del Quattrocento dall'inequivocabile influenza bizantina. L'Arcivescovado, adiacente alla Cattedrale, ospita un tesoro prezioso: l'"Evangelario Purpureo o Rossanensis," un raro manoscritto greco adornato di meravigliose miniature del VI secolo, testimoniando l'importanza culturale di Rossano.
La chiesa di S. Bernardino, di stile gotico ma ampiamente rimaneggiata nel periodo barocco, offre splendidi intagli e il bel sepolcro di Oliviero Somma. Rossano Calabro, con il suo patrimonio bizantino e le sue tracce medievali, si rivela come un viaggio nel tempo, dove ogni angolo racconta storie di antica grandezza e raffinatezza artistica.

15. Cirò Marina: Dove Terra e Mare si Abbracciano

Cirò Marina, un cruciale centro agricolo e balneare, si snoda con grazia su una fertile pianura baciata dal sole, dove ulivi e vigneti danzano al ritmo della brezza marina. Il paesaggio è completato da una suggestiva spiaggia che abbraccia il litorale, offrendo un rifugio di serenità e bellezza naturalistica.
Il vino di Cirò, una gemma nell'enologia del meridione, è una celebrazione del territorio. Rosso e vigoroso, si presenta in varianti secco o liquoroso, incantando i palati con il suo carattere distintivo. Questa bevanda è una testimonianza dell'arte vinicola tramandata attraverso le generazioni, con radici profonde nel cuore di Cirò Marina.
Cirò Superiore, il vecchio borgo cinto in parte da mura, si trova su una collina che regala un ampio panorama sulle campagne punteggiate da uliveti e vigneti. La zona è arricchita da fonti di acque sulfuree, donando un tocco di benessere alla tradizionale esperienza calabrese.
Il Castello Sabatino, originariamente noto come Carafa, domina l'orizzonte di Cirò Superiore. Questa maestosa costruzione militare a pianta quadrata, con torri angolari, racconta storie di epoche passate, evidenziando la ricchezza storica e la bellezza architettonica della regione.
Cirò Marina, tra terre coltivate e l'abbraccio del mare, si presenta come un tesoro calabrese. Una destinazione che unisce la generosità della terra alle delizie del mare, offrendo ai visitatori un'esperienza indimenticabile nella meravigliosa cornice della Calabria.

Calabria · Cultura e panorami

16. Palmi e dintorni: arte, musica e tradizioni tra Costa Viola e Aspromonte

Palmi è una città calabrese dalla personalità sorprendentemente urbana, moderna nell’impianto e al tempo stesso profondamente legata alla propria identità culturale. Sorge su una terrazza naturale che domina il Tirreno e la Piana di Rosarno, ai piedi del Monte Sant’Elia, in una posizione che unisce respiro panoramico e funzione di snodo commerciale. È una città “attiva”, con un centro vissuto e una vita quotidiana che non ruota esclusivamente attorno al turismo, ma che offre al visitatore un accesso autentico alla Calabria contemporanea.

Il profilo culturale di Palmi è rafforzato da due istituzioni museali di rilievo. Il Museo di Etnografia e Folclore Calabro raccoglie e racconta il mondo delle tradizioni popolari, documentando usi, costumi, strumenti e ritualità che hanno definito la vita quotidiana della Calabria meridionale. Accanto a questo, il Museo dedicato a Francesco Cilea restituisce il volto colto e internazionale della città: Cilea, compositore palmese tra i più importanti del verismo italiano, è noto per opere come L’Arlesiana e Adriana Lecouvreur. Il museo conserva cimeli, documenti e materiali che permettono di leggere Palmi anche come centro di produzione culturale, non solo come luogo di tradizione popolare.

Le feste e le manifestazioni scandiscono il calendario cittadino e ne rivelano il carattere identitario. La Processione di Santu Roccu, che si svolge il 16 agosto o la prima domenica successiva, è uno degli eventi religiosi più sentiti: canti dialettali, gestualità rituale e partecipazione collettiva trasformano le strade in uno spazio simbolico condiviso. Diversa, ma altrettanto suggestiva, è la festa della Madonna della Lettera, celebrata l’ultima domenica di agosto, con una rappresentazione sacra che richiama modelli scenici di ascendenza spagnola del Seicento e soluzioni visive vicine ai presepi meccanici. Sono eventi che non si limitano allo spettacolo, ma raccontano una memoria viva.

Pochi chilometri sopra la città si apre uno dei punti panoramici più celebri della regione: il Monte Sant’Elia, alto 579 metri. Da qui la vista è ampia e netta: l’arco della Costa Viola, il Tirreno meridionale, le Isole Eolie e, nelle giornate più limpide, la Sicilia. È un luogo dove il paesaggio diventa protagonista assoluto, soprattutto al tramonto, quando le rocce e il mare assumono riflessi violacei che spiegano l’origine del nome della costa. La frescura e la facilità di accesso rendono Sant’Elia una tappa ideale anche per una pausa breve ma memorabile.

Verso l’interno, la strada che conduce a Seminara attraversa una vallata verde punteggiata da ulivi secolari, offrendo un cambio netto di scenario. Seminara è un centro di origine bizantina che ha conosciuto profonde trasformazioni dopo i terremoti, ma che conserva un patrimonio artistico e artigianale di grande interesse. Nel palazzo municipale si trovano bassorilievi del tardo Cinquecento, mentre nella chiesa di San Marco sono custodite opere di alto livello, tra cui una Madonna attribuita alla bottega dei Gagini, con riferimenti al linguaggio rinascimentale diffuso in Calabria tra Quattro e Cinquecento.

Seminara è nota anche per il suo artigianato ceramico, in particolare per le anfore decorate con volti grotteschi, legati a credenze apotropaiche e alla tradizione contro il malocchio. Questi manufatti non sono semplici souvenir, ma espressioni di una cultura simbolica antica, ancora riconoscibile e tramandata. Inserire Seminara in una visita a Palmi significa completare il quadro: mare e musica, panorami e riti, ma anche arte colta e saperi artigiani.

Opinione: Palmi non è una meta “da cartolina”, ma una città che va capita. Funziona quando la si legge come nodo culturale della Costa Viola, collegando musei, feste, panorami e borghi dell’interno. È una Calabria meno ovvia, ma più profonda.

Info utili per il turista

  • Periodo migliore: primavera e fine estate; agosto ideale per le feste tradizionali.
  • Come muoversi: Palmi a piedi nel centro; auto consigliata per Sant’Elia e Seminara.
  • Tempo minimo: mezza giornata per Palmi; 1 giorno includendo dintorni.
  • Da non perdere: musei cittadini, belvedere di Sant’Elia, artigianato di Seminara.
  • Consiglio pratico: abbina visita culturale al mattino e panorami nel tardo pomeriggio.

Mini-itinerario (1 giorno)

  1. Mattina: Palmi, musei e passeggiata nel centro cittadino.
  2. Pranzo: sosta in città o lungo la costa.
  3. Pomeriggio: salita al Monte Sant’Elia per panorami e relax.
  4. Sera: deviazione a Seminara per centro storico e artigianato, rientro al tramonto.

17. Gambarie: Un Rifugio Montano tra Boschi e Panorami Mozzafiato

Gambarie, incastonata sull'Altipiano dell'Aspromonte, è una magnifica località turistica che offre il connubio perfetto tra l'aria pura di alta montagna e panorami eccezionali che si estendono verso il mare, la Sicilia e le Eolie. Appartenente al Comune di S. Stefano d'Aspromonte, Gambarie si distingue per la sua bellezza naturalistica e le strutture turistiche che la rendono un'oasi di serenità.
Raggiungere Gambarie è un'esperienza affascinante attraverso le strade panoramiche che si diramano da Reggio, Bagnara-Delianuova e Melito di Porto Salvo, considerate fra le più belle d'Italia. I boschi fitti e stupendi, gli altipiani verdi che si aprono davanti agli occhi, la fioritura spettacolare e le imponenti rocce creano un quadro di bellezza in continua evoluzione.
Consigliamo vivamente di percorrere le strade che salgono da Reggio (41 km) o da Bagnara-Delianuova (60 km) e, una volta raggiunto il culmine, di scendere a Melito. Questo itinerario permette di apprezzare il contrasto tra il versante nord, fresco e ricoperto di boschi, e il versante sud, assolato e selvaggio, dove la strada serpeggia tra le rocce e una distesa infinita di fiori.
Gambarie non è solo una destinazione turistica; è un rifugio montano che offre sensazioni ineguagliabili. L'esperienza di immergersi nella natura incontaminata, con il susseguirsi di panorami mozzafiato e la varietà di scenari naturali, rende Gambarie un luogo unico, ideale per chi cerca tranquillità e bellezza senza pari.

18. Scilla: Perla del Mar Tirreno tra Storia e Leggenda

Scilla, una cittadina vivace e graziosa, si erge come una perla sulle rive del Mar Tirreno, celebrata tanto per la sua bellezza naturale quanto per la sua ricca storia leggendaria. La città, stazione balneare e meta turistica rinomata, sorge sulla rupe di Scilla, che prende il nome dal leggendario mostro marino che, secondo la mitologia, terrorizzava i navigatori.
Le coste di Scilla, frastagliate e pittoresche, si aprono su alcune spiagge incantevoli. Ai piedi del promontorio si estende una lunga spiaggia sabbiosa e ghiaiosa, larga 70 metri e lunga 800 metri, offrendo un luogo ideale per rilassarsi al suono delle onde. A sud, si estende un secondo tratto di costa lungo un chilometro, mentre a nord si trova la graziosa spiaggia di Favazzina.
Durante una visita a Scilla, è imperativo esplorare il cuore dell'abitato. Il quartiere di Chianalea, tipico e affascinante, è popolato dai pescatori di pesce spada. Le antiche case, corrose dalla salsedine, e le strette stradine offrono uno spaccato autentico della vita marina. Le barche, adagiate sulle strade come giganti stanchi, contribuiscono a creare un'atmosfera unica, permeata dall'odore acre del mare.

19. Locri: Tesori Antichi e Relax Moderno

Locri, situata sulla costa ionica della Calabria, è una città moderna e ridente che coniuga perfettamente il fascino del passato con le comodità del presente. Da un lato, infatti, Locri è un importante centro industriale e una rinomata località balneare, con spiagge sabbiose e un mare cristallino. Dall'altro, la città vanta un'eredità storica millenaria, testimoniata dai resti dell'antica Locri Epizephyrii, una delle più importanti colonie greche in Italia.
La zona archeologica di Locri Epizephyrii è un vero e proprio museo a cielo aperto, dove è possibile ammirare i resti di templi, santuari, teatri e abitazioni risalenti al VI-III secolo a.C. Tra i monumenti più significativi, il Tempio Dorico, il Teatro Greco e l'Antiquarium, che custodisce preziosi reperti archeologici, tra cui le famose "pinakes", tavolette votive di terracotta di fine fattura. Il Museo Nazionale di Locri ospita una ricca collezione di reperti provenienti dagli scavi archeologici della zona, offrendo un'ampia panoramica sulla storia e la cultura della Locride antica. Tra le opere più importanti, la statua mutila di Nereide, una splendida scultura in marmo del IV secolo a.C., e le "pinakes", che offrono uno spaccato suggestivo della vita quotidiana e religiosa dell'epoca.
Per chi desidera unire la cultura al relax, le Terme di Locri Antonimina offrono acque minerali-sulfuree dalle proprietà benefiche, utilizzate per bagni e fanghi terapeutici.


Calabria · Borghi e patrimoni meno noti

20. Gemme poco conosciute della Calabria: tra monasteri, arte e paesi sospesi nel tempo

Serra San Bruno: tesori certosini e arte barocca tra monti e tradizioni

Serra San Bruno è una cittadina montana dall’identità profonda, adagiata su un altopiano delle Serre calabresi, immersa in fitte foreste di abeti e faggi. Il suo nome è indissolubilmente legato alla presenza della Certosa, ma il borgo è anche un luogo di artigianato tradizionale, spiritualità e paesaggio, dove il ritmo della vita resta intimamente connesso alla montagna.

La Certosa di Serra San Bruno fu fondata nel 1095 da San Bruno di Colonia con il sostegno di Ruggero I di Sicilia (non Ruggero II), ed è considerata la prima certosa in Italia e una delle più antiche dell’Ordine certosino. Il complesso originario fu gravemente danneggiato dal terremoto del 1783 e ricostruito successivamente in forme più contenute, con il contributo delle maestranze locali. I resti dell’antica chiesa, riferibili a fasi tardo-rinascimentali, permettono ancora oggi di leggere la lunga storia del monastero. Il patrimonio artistico, distribuito tra certosa e musei annessi, testimonia la centralità spirituale e culturale del luogo nel corso dei secoli.

Nel centro abitato emergono diverse chiese barocche e settecentesche che arricchiscono il profilo artistico del paese. La Chiesa Matrice conserva sculture lignee e apparati decorativi di pregio, mentre la Chiesa dell’Addolorata è celebre per il suo fastoso altare barocco con inserti in pietre dure, attribuito alla bottega di Cosimo Fanzago (XVII secolo). La Chiesa dell’Annunziata rappresenta invece un esempio significativo del barocco calabrese più tardo, con elaborati intagli lignei che catturano immediatamente lo sguardo.

Taverna: un gioiello tra arte e natura

Taverna, nella Presila catanzarese, è un borgo che sorprende per la concentrazione di opere d’arte in rapporto alle sue dimensioni. Immersa tra boschi e colline lungo l’asse che collega Catanzaro al Villaggio Mancuso, la cittadina è nota soprattutto per aver dato i natali a Mattia Preti, uno dei grandi protagonisti della pittura barocca europea.

Il sistema delle chiese tavernesi costituisce un vero museo diffuso. La Chiesa di San Domenico conserva il nucleo principale delle opere del Preti presenti in paese, affiancate da arredi e sculture di notevole qualità, tra cui il coro ligneo riccamente intagliato. Altre chiese – Santa Barbara, San Martino, San Nicola e il convento dei Cappuccini – custodiscono ulteriori dipinti del maestro e opere di artisti attivi tra Cinquecento e Seicento. Completa il percorso il monumento bronzeo a Mattia Preti, collocato nella piazza centrale e realizzato dallo scultore Michele Guerrisi.

Oltre all’arte, Taverna offre un contesto paesaggistico di grande respiro, con resti fortificati come la cosiddetta Torre del Bayalardo e ampie vedute sulle vallate che degradano verso lo Ionio e i rilievi silani.

Pentedattilo: il fascino abbandonato tra le mani della storia

Pentedattilo è uno dei borghi più suggestivi e simbolici della Calabria. Abbandonato in gran parte dopo eventi naturali e progressivo spopolamento, si sviluppa ai piedi di una spettacolare roccia dalla forma di mano gigante, che domina il paesaggio. Le case in rovina, le strade silenziose e l’assetto urbano incompiuto creano un’atmosfera sospesa, quasi teatrale.

Camminare tra i ruderi di Pentedattilo significa attraversare un luogo dove la memoria è ancora tangibile: archi, muri e scalinate raccontano una vita comunitaria interrotta, mentre la posizione elevata regala ampie vedute sulla costa ionica. Più che un semplice paese fantasma, Pentedattilo è un’esperienza emotiva, un viaggio nel tempo che colpisce per intensità e forza simbolica.

Strongoli: tesoro storico tra colline verdi e mare

Strongoli sorge su una collina che domina la Valle del Neto e guarda il mare dall’alto, in una posizione che ne spiega l’importanza strategica nel corso dei secoli. Il sito è tradizionalmente identificato con l’antica Petelia, centro di grande rilevanza in età classica, ricordato dalle fonti per la sua fedeltà a Roma durante la seconda guerra punica.

I resti del Castello medievale, collocati sull’antica acropoli, mostrano una struttura quadrangolare di origine normanna, successivamente modificata dalle famiglie Sanseverino e Pignatelli. Nel borgo spicca la Chiesa Matrice, già cattedrale, che conserva dipinti seicenteschi e una copia venerata della Madonna di Capo Colonna. La Chiesa di Santa Maria della Grazia, con la sua tavola a fondo oro, arricchisce ulteriormente il patrimonio artistico locale. Strongoli è un luogo dove storia e paesaggio si fondono in modo equilibrato.

San Demetrio Corone: arte e identità arbëreshe in Calabria

San Demetrio Corone è uno dei principali centri della cultura arbëreshe in Calabria, situato sulle alture che degradano dalla Sila Greca verso la Valle del Crati. Il paese rappresenta un punto di riferimento morale e culturale per le comunità di origine albanese insediate nel Sud Italia.

Il monumento più significativo è la Chiesa di Sant’Adriano, legata all’antica abbazia bizantino-basiliana fondata nel 955 da San Nilo da Rossano (non San Milo). L’edificio, costruito in forme romanico-basiliane, è tra i meglio conservati del suo genere: le tre navate sono separate da colonne di reimpiego con capitelli bizantino-corinzi, mentre il pavimento in opus sectile e mosaico presenta motivi simbolici di grande suggestione. Il battistero in pietra sorretto da leoni e gli intagli lignei della sagrestia completano un insieme di eccezionale valore storico e artistico.

All’esterno, il portico ospita il monumento a Girolamo De Rada, poeta e figura centrale della cultura italo-albanese. Il vicino Collegio di Sant’Adriano rafforza il ruolo del paese come centro di formazione e custodia dell’identità arbëreshe, rendendo San Demetrio Corone una tappa imprescindibile per comprendere la pluralità culturale della Calabria.

Opinione: queste località mostrano una Calabria lontana dai percorsi più battuti, ma essenziale per capire la regione. Monasteri, borghi d’arte e paesi sospesi raccontano una storia complessa e stratificata, che premia chi sceglie di esplorare con curiosità e tempo.

Info utili per il turista

  • Periodo consigliato: primavera e inizio autunno, per clima e luce migliori.
  • Come muoversi: auto indispensabile per collegare borghi interni e aree montane.
  • Approccio: visita lenta, con soste culturali e passeggiate nei centri storici.
  • Da sapere: molti siti hanno orari variabili; verifica aperture locali.

Mini-itinerario (2–3 giorni)

  1. Giorno 1: Serra San Bruno e Certosa, passeggiata nei boschi.
  2. Giorno 2: Taverna e percorso artistico sulle tracce di Mattia Preti.
  3. Giorno 3: Pentedattilo, Strongoli e San Demetrio Corone, tra borghi e panorami.

Calabria · Itinerario pratico

Itinerario consigliato (7 giorni): le località più importanti citate

Se vuoi trasformare la lista “cosa vedere in Calabria” in un viaggio coerente, questa è una traccia concreta: alterna montagna, borghi storici e costa evitando trasferimenti inutili. Io la preferisco così perché ti fa capire davvero quanto la regione cambi volto da nord a sud.

Giorno 1 – Catanzaro + Soverato (Ionio)

Usa Catanzaro come base iniziale, poi scendi verso Soverato per un primo assaggio di Ionio e lungomare.

Giorno 2 – Sila (Camigliatello + lago Cecita/Arvo) + San Giovanni in Fiore

Giornata “verde”: boschi, aria fresca e soste ai laghi. Chiudi con una tappa più culturale a San Giovanni in Fiore.

Giorno 3 – Rossano + Corigliano + Piana di Sibari + Cirò (vino e costa ionica)

Qui fai il pieno di Calabria bizantina e di piana storica, poi spostati verso l’area di Cirò se vuoi inserire la dimensione enogastronomica.

Giorno 4 – Pollino (Civita / Morano / Castrovillari) + Cassano Ionio

Giornata di paesaggi più “alpini” del Sud: borghi, vallate e (se ti interessa) una coda relax con le terme/area di Cassano.

Giorno 5 – Tirreno nord: Scalea + Arco Magno + Praia a Mare + Paola

Alterna centro storico e mare: Scalea per la parte antica, poi natura (Arco Magno) e chiusura “culturale” a Paola.

Giorno 6 – Pizzo + Tropea + Capo Vaticano

Giornata iconica: Pizzo per piazza e castello, poi Tropea e, se vuoi, mare/uscite in barca verso Capo Vaticano.

Giorno 7 – Costa Viola: Palmi + Scilla + (opzione) Aspromonte / Gambarie

Chiudi in grande: panorami “viola”, atmosfera di mare a Scilla e, se hai energia, una salita rapida in Aspromonte.

Apri percorso su Google Maps (linea blu)
Suggerimento: se vuoi un giro più “compatto”, elimina un paio di tappe costiere e tieni Sila + Tropea/Capo Vaticano come cuore del viaggio.
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