Sarajevo, capitale della Bosnia ed Erzegovina, sorge nella valle del fiume Miljacka circondata dai rilievi dinarici. Il centro riunisce quartieri ottomani, architetture austro-ungariche e luoghi legati agli avvenimenti decisivi del Novecento: questa guida raccoglie cosa vedere, storia, clima, trasporti, sicurezza e informazioni pratiche per visitare Sarajevo.
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Sarajevo Bosnia: cosa trovi in questa guida
Sarajevo è una delle capitali europee in cui i diversi periodi storici si leggono con maggiore chiarezza nello spazio urbano. Nel cuore di Baščaršija prevalgono moschee, cortili, botteghe e piccoli edifici legati alla lunga fase ottomana; procedendo verso Ferhadija e Marijin Dvor compaiono invece le facciate monumentali costruite durante l'amministrazione austro-ungarica e, più a ovest, la città contemporanea. La guida parte da posizione, popolazione e clima, prosegue con l'economia e con i quartieri più pratici per mangiare e dormire, quindi approfondisce le principali attrazioni: Sebilj, la moschea Gazi Husrev-beg, Vijećnica, il Ponte Latino, i musei dedicati alla storia della Bosnia ed Erzegovina, il Tunnel della Speranza e i luoghi della memoria dell'assedio. Una sezione dettagliata spiega come muoversi con tram, filobus, autobus, taxi e collegamenti aeroportuali. Chiudono la pagina la storia della città, le indicazioni sulla sicurezza e le FAQ utili per organizzare il soggiorno.
Sarajevo occupa una lunga conca attraversata dalla Miljacka e circondata dalle montagne che furono protagoniste dei Giochi olimpici invernali del 1984. Il suo paesaggio urbano segue il fondovalle e risale sui pendii, creando una città allungata in cui centro ottomano, quartieri austro-ungarici, aree socialiste e nuovi edifici si susseguono da est verso ovest.
Abitanti
L'ultimo censimento nazionale, effettuato nel 2013, attribuisce alla Città di Sarajevo 275.524 abitanti. La definizione amministrativa della città comprende Stari Grad, Centar, Novo Sarajevo e Novi Grad. Il più ampio Cantone di Sarajevo supera invece i 400.000 residenti: per questo le cifre riportate nelle diverse fonti possono variare sensibilmente a seconda dell'area geografica considerata.
Posizione
Sarajevo si trova nella parte centro-orientale della Bosnia ed Erzegovina, nella valle della Miljacka, a circa 500 metri di quota nel fondovalle e circondata dai rilievi delle Alpi Dinariche. La disposizione naturale della conca determina una struttura urbana molto riconoscibile: il nucleo storico è a est, mentre i quartieri moderni si sviluppano soprattutto verso ovest, in direzione dell'aeroporto.
Clima
Il clima è continentale con una marcata influenza montana. Gli inverni sono freddi, con nevicate frequenti e possibili periodi di nebbia, mentre le estati sono generalmente calde ma più fresche nelle ore serali rispetto alle pianure balcaniche. Per una visita prevalentemente urbana risultano particolarmente piacevoli la tarda primavera e l'inizio dell'autunno; l'inverno è invece indicato per chi vuole abbinare la città alle montagne olimpiche.
Una città tra Oriente e Mitteleuropa
La particolarità di Sarajevo emerge soprattutto percorrendo a piedi il centro: in poche centinaia di metri si passa dall'impianto ottomano di Baščaršija alle strade regolari dell'epoca austro-ungarica. Moschee, chiese cattoliche e ortodosse e testimonianze della comunità ebraica ricordano la complessità culturale della città, mentre i memoriali dell'assedio degli anni Novanta documentano una storia molto più recente. È proprio questa sovrapposizione, più che una singola attrazione, a rendere Sarajevo una capitale particolarmente interessante da esplorare a piedi.
Telefono e posta
- Prefisso internazionale: +387
- Prefisso Sarajevo: 33
- Codice postale: 71000
- Fuso orario: CET/CEST, come l'Italia
Valuta e lingua
- Valuta: marco convertibile, BAM o KM
- Cambio fisso: 1 euro = 1,95583 BAM
- Lingue principali: bosniaco, croato e serbo
- Carte diffuse in hotel e locali moderni; utile avere contanti per mercati e piccole attività.
Numeri di emergenza
- Emergenza generale: 112
- Polizia: 122
- Vigili del fuoco: 123
- Emergenza sanitaria: 124
Ufficio turistico
TIC Baščaršija
Sarači 58, Sarajevo
Tel. +387 33 213 222
E-mail: touristinfo@visitsarajevo.ba
Centro storicoInformazioni turisticheMappe e consigli
Ambasciata d'Italia
Ambasciata d'Italia a Sarajevo
Čekaluša 39, 71000 Sarajevo
Tel. +387 33 565 450
E-mail: amb.sarajevo@esteri.it
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Economia di Sarajevo
Sarajevo è il principale centro amministrativo, politico, universitario e culturale della Bosnia ed Erzegovina e queste funzioni hanno un peso determinante sulla sua economia. La presenza delle istituzioni statali, delle amministrazioni della Federazione di Bosnia ed Erzegovina e del Cantone di Sarajevo, insieme ad ambasciate, organizzazioni internazionali, università e grandi servizi pubblici, alimenta un settore terziario molto più importante rispetto alle tradizionali attività industriali ricordate nelle descrizioni storiche della città.
Commercio, servizi finanziari, telecomunicazioni, informatica, consulenza, istruzione e attività professionali formano oggi una parte significativa del tessuto economico urbano. Negli ultimi anni hanno acquisito maggiore visibilità anche le imprese legate alle tecnologie digitali, alle industrie creative e ai servizi destinati ai mercati esteri. Il ruolo universitario della capitale contribuisce alla disponibilità di personale qualificato e favorisce la nascita di piccole società innovative, anche se il mercato del lavoro continua a risentire delle difficoltà economiche e demografiche che interessano l'intero paese.
Un altro settore importante è il turismo. Il centro storico di Baščaršija, il patrimonio ottomano e austro-ungarico, i luoghi legati all'assassinio del 1914 e all'assedio degli anni Novanta, il Sarajevo Film Festival e la vicinanza alle montagne olimpiche sostengono hotel, ristorazione, trasporti, commercio e servizi turistici. La città beneficia inoltre della sua posizione di principale porta d'ingresso internazionale alla Bosnia ed Erzegovina grazie all'aeroporto situato nella periferia occidentale.
Le attività manifatturiere che un tempo comprendevano tabacco, tessile, metalmeccanica, lavorazione del legno, birra e altre produzioni non rappresentano più l'elemento dominante dell'economia cittadina. Rimane invece molto riconoscibile l'artigianato di Baščaršija, soprattutto nelle botteghe di metalli, rame, souvenir e lavorazioni tradizionali. Tra le sfide dello sviluppo urbano figurano mobilità, efficienza energetica, qualità dell'aria e riqualificazione degli spazi cittadini, temi particolarmente importanti in una capitale costruita in una valle dove durante l'inverno le inversioni termiche possono favorire l'accumulo degli inquinanti.
Dove mangiare
Baščaršija è il punto di partenza migliore per conoscere la cucina bosniaca. Nei vicoli intorno a Bravadžiluk e alle strade del bazar si trovano ćevabdžinice, buregdžinice e aščinice specializzate in pochi piatti tradizionali. I ćevapi vengono normalmente serviti con somun, cipolla e spesso kajmak; nelle buregdžinice il termine burek indica tradizionalmente la preparazione ripiena di carne, mentre le versioni con formaggio, spinaci o patate prendono rispettivamente i nomi di sirnica, zeljanica e krompiruša.
Tra i piatti da cercare figurano anche begova čorba, sogan-dolma, klepe e altre preparazioni di tradizione bosniaca. Per concludere sono molto diffusi baklava, tufahija e caffè bosniaco servito nel caratteristico džezva. Per una scelta più contemporanea, le vie tra Ferhadija, Titova e Marijin Dvor ospitano ristoranti moderni, bistrot e proposte internazionali. Allontanarsi di poche strade dagli assi più frequentati consente spesso di trovare locali maggiormente frequentati dai residenti.
Dove dormire
Stari Grad e Baščaršija sono le zone più comode per una prima visita perché permettono di raggiungere a piedi buona parte delle attrazioni storiche. Sono ideali per soggiorni brevi e per chi desidera uscire la sera senza utilizzare mezzi pubblici; come controindicazione, le strade più frequentate possono essere animate fino a tardi e alcune strutture si trovano sui pendii che circondano il bazar.
La zona di Centar, Ferhadija e Titova rappresenta un buon compromesso tra posizione centrale, ristoranti e trasporti. Marijin Dvor, più moderno, è pratico per chi preferisce hotel contemporanei, collegamenti tranviari e rapido accesso sia al centro sia alla parte occidentale della città. Ilidža e la zona dell'aeroporto possono invece essere convenienti per soggiorni termali, partenze molto mattutine o chi dispone di un'auto, ma risultano meno immediate per una prima visita concentrata su Baščaršija e sul centro storico.
Il modo migliore per comprendere Sarajevo è seguire la città da est verso ovest. Baščaršija conserva l'impronta ottomana; poche centinaia di metri più avanti le facciate diventano austro-ungariche e, proseguendo lungo il fondovalle, compaiono musei e quartieri del periodo jugoslavo. Le attrazioni non raccontano quindi una sola epoca, ma una successione di storie molto diverse concentrate in uno spazio relativamente piccolo.
1. Baščaršija e il Sebilj
Baščaršija è il nucleo storico e il punto da cui iniziare la visita. Il bazar prese forma durante il periodo ottomano e conserva un fitto reticolo di strade con botteghe, cortili, moschee, piccoli ristoranti e laboratori artigiani. La piazza del Sebilj, dominata dalla fontana in legno costruita nella forma attuale in epoca austro-ungarica, è uno dei luoghi più riconoscibili di Sarajevo. Da qui conviene percorrere Kazandžiluk, tradizionalmente legata alla lavorazione del rame, Bravadžiluk e Sarači. Più che visitare Baščaršija come un singolo monumento, vale la pena dedicarle tempo, entrando nei cortili e osservando come la struttura commerciale sviluppata durante l'Impero ottomano continui ancora oggi a caratterizzare il quartiere.
2. Moschea Gazi Husrev-beg e centro ottomano
Nel cuore di Baščaršija sorge la moschea Gazi Husrev-beg, uno dei monumenti più significativi dell'architettura ottomana in Bosnia ed Erzegovina. Fu costruita nel XVI secolo nell'ambito del vasto programma di opere promosso da Gazi Husrev-beg, governatore che contribuì in modo decisivo allo sviluppo della città. Il complesso comprende il cortile, la fontana per le abluzioni e diversi edifici storici collegati alle attività religiose e sociali. Nelle immediate vicinanze si trovano anche la torre dell'orologio e il Gazi Husrev-beg Bezistan. Durante le funzioni religiose è opportuno evitare una visita puramente turistica e rispettare le regole di abbigliamento e comportamento indicate all'ingresso.
3. Vijećnica, il Municipio di Sarajevo
Con la sua elaborata decorazione neo-moresca, Vijećnica è uno dei simboli architettonici della città. L'edificio fu inaugurato nel 1896 come municipio durante il periodo austro-ungarico e in seguito ospitò la Biblioteca nazionale e universitaria della Bosnia ed Erzegovina. Nella notte tra il 25 e il 26 agosto 1992, durante l'assedio, fu colpito e incendiato: l'edificio subì danni gravissimi e andarono perduti circa due milioni tra libri, riviste e altri materiali bibliotecari. Dopo un lungo restauro Vijećnica è tornata a essere uno degli edifici monumentali più importanti di Sarajevo. L'interno permette di osservare atrio, decorazioni geometriche, archi e ambienti restaurati; per orari e accesso conviene verificare il sito ufficiale prima della visita.
4. Ponte Latino e luogo dell'attentato del 1914
Il Ponte Latino attraversa la Miljacka nel punto associato a uno degli eventi più conosciuti della storia europea. Il 28 giugno 1914 l'arciduca Francesco Ferdinando d'Austria e la moglie Sofia furono uccisi da Gavrilo Princip nelle immediate vicinanze del ponte. È più corretto quindi parlare di un attentato avvenuto accanto al Ponte Latino, non sul ponte stesso. L'assassinio innescò la crisi diplomatica che poche settimane più tardi sfociò nella Prima guerra mondiale. All'angolo settentrionale del ponte si trova il Museo di Sarajevo 1878-1918, utile per contestualizzare l'amministrazione austro-ungarica della Bosnia ed Erzegovina e gli avvenimenti del 1914. Ponte e museo si raggiungono in pochi minuti a piedi da Baščaršija.
5. Ferhadija e l'incontro tra le diverse Sarajevo
Procedendo verso ovest da Baščaršija si incontra uno dei passaggi urbani più interessanti della città. Nei pressi del punto conosciuto come Sarajevo Meeting of Cultures, il paesaggio cambia quasi improvvisamente: le piccole costruzioni del bazar ottomano lasciano spazio agli edifici più alti e regolari del periodo austro-ungarico. Lungo Ferhadija si raggiungono la Cattedrale cattolica del Sacro Cuore, la Cattedrale ortodossa della Natività della Madre di Dio e, con una breve deviazione, luoghi legati alla comunità ebraica. Il valore di questa passeggiata non sta soltanto nei singoli monumenti, ma nella possibilità di leggere in poche centinaia di metri la pluralità religiosa e culturale che ha caratterizzato Sarajevo per secoli.
6. Museo Ebraico e Vecchia Sinagoga
Il Museo Ebraico della Bosnia ed Erzegovina è ospitato nell'antica sinagoga sefardita di Sarajevo e racconta la presenza ebraica sviluppatasi in città soprattutto a partire dal XVI secolo, dopo l'arrivo nei territori ottomani di ebrei sefarditi espulsi dalla penisola iberica. Il percorso illustra vita religiosa, attività economiche, tradizioni e contributo culturale della comunità, dedicando spazio anche alle persecuzioni e alla Shoah. È una visita particolarmente utile per comprendere perché Sarajevo venga spesso descritta come luogo d'incontro tra Islam, Cristianesimo ed Ebraismo. Il museo si trova nel centro storico e può essere facilmente inserito nella passeggiata tra Baščaršija e Ferhadija.
7. Museo Nazionale della Bosnia ed Erzegovina
Il Museo Nazionale della Bosnia ed Erzegovina è la principale istituzione museale del paese e merita più tempo rispetto a una semplice visita di passaggio. Le collezioni comprendono archeologia, etnologia e storia naturale e permettono di seguire lo sviluppo del territorio bosniaco dalla preistoria alle epoche più recenti. Tra i suoi beni più celebri figura la Haggadah di Sarajevo, prezioso manoscritto ebraico medievale legato alla comunità sefardita. L'edificio si trova a ovest del centro storico, nella zona di Marijin Dvor, e si raggiunge comodamente con il tram o con una lunga passeggiata lungo l'asse principale della città.
8. Museo Storico della Bosnia ed Erzegovina
Accanto al Museo Nazionale si trova il Museo Storico della Bosnia ed Erzegovina, istituzione che nel corso della propria storia ha cambiato più volte denominazione e che non va più indicata semplicemente come “Museo della Rivoluzione”. Le esposizioni affrontano diversi momenti del Novecento bosniaco e una delle sezioni più significative riguarda la vita quotidiana durante l'assedio di Sarajevo. Fotografie, oggetti, testimonianze e materiali originali permettono di capire in modo concreto come la popolazione affrontò anni di bombardamenti, carenze di acqua ed energia e difficoltà negli approvvigionamenti. La vicinanza al Museo Nazionale permette di visitare entrambe le strutture nella stessa giornata.
9. Tunnel della Speranza
Il Tunnel di Sarajevo, spesso chiamato Tunnel della Speranza, fu costruito nel 1993 durante l'assedio sotto l'area dell'aeroporto. Collegava i territori di Dobrinja e Butmir e consentì il passaggio di persone, viveri, medicine, materiali e comunicazioni tra la città assediata e le zone controllate dal governo bosniaco all'esterno dell'accerchiamento. Oggi una parte del tunnel è visitabile all'interno del museo realizzato presso una delle abitazioni utilizzate durante la costruzione. La posizione è distante dal centro e vicina all'aeroporto, quindi la visita richiede più tempo rispetto alle attrazioni di Baščaršija; può essere raggiunto con taxi, tour organizzato o combinando trasporto pubblico e un tratto a piedi.
10. Rose di Sarajevo e memoria dell'assedio
Sui marciapiedi e negli spazi pubblici della città sono ancora visibili alcune Rose di Sarajevo, segni lasciati dall'esplosione dei colpi di mortaio e successivamente riempiti di resina rossa per trasformarli in memoriali delle vittime. Non sono monumenti isolati dal tessuto urbano: compaiono nei luoghi in cui durante l'assedio la normale vita cittadina fu improvvisamente colpita dalla guerra. Osservarle durante una passeggiata permette di comprendere quanto il conflitto degli anni Novanta sia ancora materialmente presente nello spazio della città. Altri luoghi importanti della memoria sono il mercato di Markale, il Memoriale dei bambini uccisi durante l'assedio e le esposizioni museali dedicate al periodo 1992-1995.
11. Fortezza Gialla e monte Trebević
Per osservare la forma della valle e la disposizione dei quartieri conviene raggiungere la Fortezza Gialla, Žuta Tabija, punto panoramico situato sopra il centro storico. Da qui si distinguono la Miljacka, Baščaršija e i quartieri che risalgono sulle colline. Un'altra prospettiva è offerta dal monte Trebević, collegato alla città dalla funivia. La montagna fu una delle sedi dei Giochi olimpici invernali del 1984 e conserva anche le tracce dell'impianto olimpico di bob. Chi percorre sentieri o aree naturali intorno a Sarajevo deve però utilizzare percorsi conosciuti e segnalati, evitando terreni abbandonati o non chiaramente mantenuti a causa del rischio residuo di mine e ordigni inesplosi in alcune aree del paese.
Info utili per visitare le attrazioni
- Tempo minimo: due giorni permettono di vedere il centro storico e alcuni musei; tre giorni sono più adatti per aggiungere Tunnel della Speranza e Trebević.
- Spostamenti: Baščaršija, Ponte Latino, Ferhadija e le principali chiese del centro si visitano facilmente a piedi.
- Luoghi religiosi: entrare con abbigliamento rispettoso, evitare di disturbare le funzioni e seguire le indicazioni presenti all'ingresso.
- Musei: orari e giorni di chiusura possono cambiare; controllare i siti ufficiali prima della visita.
- Scarpe: sono consigliate calzature comode perché il centro è pianeggiante lungo la Miljacka ma molte strade laterali salgono rapidamente verso le colline.
Mini-itinerario a piedi nel centro di Sarajevo
- Vijećnica: inizia dal monumentale municipio sulle rive della Miljacka e osserva anche il vicino Šeher-Ćehaja Bridge.
- Sebilj e Baščaršija: entra nel bazar attraverso le vie artigiane e raggiungi la piazza della fontana.
- Moschea Gazi Husrev-beg: visita il cuore monumentale della Sarajevo ottomana e il vicino Bezistan.
- Sarajevo Meeting of Cultures: osserva il passaggio dall'architettura ottomana a quella austro-ungarica.
- Cattedrale del Sacro Cuore e Ferhadija: prosegui lungo l'asse pedonale del centro.
- Ponte Latino: raggiungi infine il luogo dell'attentato del 28 giugno 1914 e il Museo di Sarajevo 1878-1918.
Il percorso puro è relativamente breve, ma considerando soste, visita della moschea, Vijećnica, museo e pausa pranzo è preferibile riservargli almeno mezza giornata.
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Trasporti a Sarajevo: come muoversi
Per un visitatore Sarajevo è relativamente semplice da esplorare perché gran parte delle attrazioni del centro si concentra lungo un asse est-ovest. Baščaršija, Vijećnica, Ponte Latino e Ferhadija sono raggiungibili a piedi, mentre tram, filobus e autobus diventano utili per Marijin Dvor, i quartieri occidentali, Ilidža e le zone più lontane dal centro.
A piedi nel centro storico
Camminare è la soluzione migliore tra Baščaršija e il centro austro-ungarico. Il percorso principale lungo la Miljacka e Ferhadija è abbastanza semplice, ma la città è circondata da pendii molto ripidi: raggiungere a piedi la Fortezza Gialla, alcuni quartieri residenziali o strutture situate sulle colline richiede maggiore impegno. Per questo è utile controllare non solo la distanza ma anche il dislivello quando si sceglie l'alloggio.
Tram
Il tram costituisce l'asse principale del trasporto urbano e collega il centro con la parte occidentale di Sarajevo e l'area di Ilidža. È particolarmente utile per raggiungere Marijin Dvor, il Museo Nazionale e le zone situate lungo il grande asse viario della città. Per un turista che soggiorna nel centro storico è generalmente il mezzo pubblico più intuitivo da utilizzare.
Filobus, autobus e minibus
La rete GRAS comprende anche filobus, autobus e minibus, indispensabili per raggiungere quartieri che non si trovano sul percorso tranviario. I minibus servono anche alcune aree collinari, dove la conformazione urbana rende meno pratici i mezzi più grandi. Linee e frequenze possono essere modificate, quindi per spostamenti specifici è preferibile controllare le indicazioni aggiornate dell'operatore prima della partenza.
Biglietti del trasporto pubblico
Le tariffe GRAS consultate nell'agosto 2026 indicano 2,20 BAM per il biglietto singolo e 7,10 BAM per il giornaliero. Poiché prezzi, sistemi di vendita e condizioni possono essere aggiornati, considera queste cifre come riferimento e controllale nuovamente sul sito ufficiale prima del viaggio.
Singolo 2,20 BAMGiornaliero 7,10 BAMGRAS
Dall'aeroporto al centro
L'Aeroporto internazionale di Sarajevo si trova a ovest del centro. Il collegamento diretto Aerodrom-Baščaršija/Bentbaša attraversa la città e consente di raggiungere la zona storica senza cambi. Le informazioni ufficiali consultate indicano un prezzo di 5 BAM e il primo bagaglio fino a 23 kg incluso; gli orari sono coordinati con le esigenze dei passeggeri ma possono cambiare, quindi è importante verificarli prima dell'arrivo.
Taxi
I taxi ufficiali sono diffusi e rappresentano una soluzione pratica soprattutto per aeroporto, Tunnel della Speranza e spostamenti serali. Utilizza vetture autorizzate e verifica l'uso del tassametro o concorda chiaramente le condizioni prima della partenza. All'aeroporto è opportuno prestare particolare attenzione a eventuali proposte di tariffa fissa e a possibili supplementi per i bagagli.
Automobile
Un'auto non è necessaria per visitare il centro e può diventare scomoda per traffico e parcheggio. È invece utile se Sarajevo è la base per escursioni fuori città. In inverno le condizioni stradali possono peggiorare rapidamente a causa di neve e ghiaccio, soprattutto procedendo verso le zone montane.
Funivia del Trebević
La funivia collega la città con il monte Trebević e va considerata soprattutto come attrazione panoramica e mezzo per raggiungere la montagna. È particolarmente interessante nelle giornate limpide, quando offre una visione completa della valle di Sarajevo.
Consigli pratici sui trasporti
- Per Baščaršija e Ferhadija privilegia gli spostamenti a piedi.
- Usa il tram per il corridoio centrale e occidentale della città.
- Per il Tunnel della Speranza calcola uno spostamento separato rispetto alla visita del centro.
- Dall'aeroporto valuta l'autobus diretto prima del taxi se viaggi senza particolari esigenze di orario.
- In inverno considera possibili ritardi aerei dovuti a nebbia e condizioni meteorologiche nella valle.
Storia di Sarajevo: dalle origini ottomane alla città contemporanea
Il territorio della valle di Sarajevo era abitato molto prima della nascita della città moderna e nell'area sono presenti testimonianze archeologiche di epoche differenti, comprese quelle romane e medievali. È tuttavia improprio descrivere l'attuale Sarajevo come una città fondata dai Romani. Il vero sviluppo del nucleo urbano da cui deriva la capitale contemporanea avvenne nel XV secolo durante l'espansione ottomana, intorno a precedenti insediamenti della regione di Vrhbosna.
Figura fondamentale fu Isa-beg Ishaković, governatore ottomano che nella metà del Quattrocento promosse la costruzione di una moschea, un ponte sulla Miljacka, un caravanserraglio, un hammam, botteghe e altre strutture pubbliche. La documentazione mostra che il mercato da cui si sviluppò Baščaršija esisteva già prima del 1462. Nel XVI secolo Sarajevo crebbe ulteriormente grazie soprattutto alle fondazioni di Gazi Husrev-beg, divenendo uno dei principali centri amministrativi, commerciali e religiosi della Bosnia ottomana. Moschee, scuole, caravanserragli, mercati coperti e reti di botteghe definirono la forma della città antica ancora oggi riconoscibile.
La storia ottomana non fu priva di crisi. Nel 1697 le truppe guidate dal principe Eugenio di Savoia entrarono a Sarajevo e gran parte della città fu incendiata. Sarajevo venne successivamente ricostruita e rimase nell'Impero ottomano fino al XIX secolo. Una nuova fase iniziò nel 1878, quando la Bosnia ed Erzegovina fu occupata e amministrata dall'Austria-Ungheria. Nel giro di pochi decenni la città cambiò radicalmente: furono realizzati nuovi edifici pubblici, strade, infrastrutture e quartieri che introdussero stili architettonici mitteleuropei accanto al tessuto ottomano.
Il 28 giugno 1914 Sarajevo entrò nella storia mondiale. Durante una visita ufficiale l'arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono austro-ungarico, e la moglie Sofia furono assassinati da Gavrilo Princip nei pressi del Ponte Latino. L'attentato non fu l'unica causa della Prima guerra mondiale, ma determinò la crisi internazionale che portò allo scoppio del conflitto nell'estate del 1914.
Dopo la Prima guerra mondiale Sarajevo entrò nel nuovo stato jugoslavo. Durante la Seconda guerra mondiale subì occupazione, persecuzioni e deportazioni, compresa la distruzione di gran parte della comunità ebraica cittadina. Dal 1945, all'interno della Jugoslavia socialista, Sarajevo conobbe una forte crescita demografica e urbanistica: nuovi quartieri residenziali e industriali si svilupparono soprattutto verso ovest e la città acquisì un crescente ruolo universitario e culturale. Il momento di massima visibilità internazionale arrivò nel 1984, quando Sarajevo ospitò i XIV Giochi olimpici invernali.
Pochi anni dopo la dissoluzione della Jugoslavia trasformò radicalmente la città. Durante la guerra in Bosnia ed Erzegovina, Sarajevo fu sottoposta a un assedio durato 1.425 giorni, dall'aprile 1992 al febbraio 1996. Bombardamenti e cecchini causarono migliaia di vittime e danneggiarono abitazioni, infrastrutture e monumenti; tra gli episodi più simbolici vi fu l'incendio di Vijećnica nell'agosto 1992. Il Tunnel di Sarajevo, scavato nel 1993 sotto la zona dell'aeroporto, divenne una via essenziale per il passaggio di persone e rifornimenti.
Gli accordi di Dayton del 1995 posero fine alla guerra in Bosnia ed Erzegovina e aprirono la fase della ricostruzione. Negli anni successivi gran parte degli edifici danneggiati fu restaurata, le infrastrutture furono progressivamente ripristinate e la città tornò ad affermarsi come centro politico, universitario, culturale e turistico. Sarajevo conserva tuttavia numerosi segni del conflitto: memoriali, musei, facciate e Rose di Sarajevo rendono la memoria degli anni Novanta parte integrante del paesaggio urbano contemporaneo.
Per chi visita il centro di Sarajevo i problemi più comuni sono simili a quelli di altre destinazioni europee: furti opportunistici, borseggi e sottrazione di oggetti lasciati incustoditi. Esiste però un rischio specifico della Bosnia ed Erzegovina legato alle mine e agli ordigni inesplosi rimasti dalla guerra del 1992-1995, soprattutto in alcune aree rurali o poco frequentate.
Centro e zone turistiche
Baščaršija, Ferhadija e i mezzi pubblici possono essere affollati: tieni documenti, telefono e portafoglio in posizione sicura e presta attenzione soprattutto nei mercati, alle fermate e nei luoghi molto frequentati. Evita di lasciare bagagli o oggetti di valore visibili nell'automobile.
Mine e ordigni inesplosi
Le aree densamente popolate e le strade principali sono in gran parte bonificate, ma il rischio non è completamente scomparso nelle zone meno frequentate. Fuori città evita terreni abbandonati, edifici distrutti, boschi, strade sterrate e antiche linee del fronte se non sei accompagnato da una guida esperta e resta sui percorsi chiaramente utilizzati e segnalati.
Taxi e spostamenti
Utilizza taxi autorizzati e chiarisci tariffa e uso del tassametro. All'aeroporto possono essere proposte tariffe fisse o supplementi, quindi verifica le condizioni prima di partire. Per escursioni montane scegli itinerari ufficiali e informati localmente sulle condizioni del percorso.
Prima della partenza dall'Italia
Per documenti di viaggio, situazione politica, condizioni sanitarie, eventuali allerte e indicazioni di sicurezza aggiornate consulta sempre Viaggiare Sicuri del Ministero degli Affari Esteri. Per soggiorni all'estero può inoltre essere utile registrare il viaggio sul servizio Dove siamo nel mondo.
FAQ su Sarajevo
Cosa vedere assolutamente a Sarajevo?
Le attrazioni principali sono Baščaršija e il Sebilj, la moschea Gazi Husrev-beg, Vijećnica, il Ponte Latino e il vicino Museo di Sarajevo 1878-1918, Ferhadija, la Cattedrale del Sacro Cuore, il Museo Nazionale della Bosnia ed Erzegovina, il Museo Storico, il Tunnel della Speranza e alcuni luoghi della memoria dell'assedio come le Rose di Sarajevo.
Quanti giorni servono per visitare Sarajevo?
Due giorni sono sufficienti per vedere il centro storico, Baščaršija, Vijećnica, Ponte Latino e alcuni musei. Con tre giorni è possibile visitare la città con maggiore calma aggiungendo il Tunnel della Speranza, il monte Trebević o altri luoghi situati fuori dal nucleo centrale.
Qual è il periodo migliore per visitare Sarajevo?
Per una visita urbana i periodi generalmente più piacevoli sono la tarda primavera e l'inizio dell'autunno, quando le temperature sono miti. L'estate può essere calda durante il giorno, mentre l'inverno è freddo e nevoso ma interessante per chi vuole abbinare Sarajevo alle vicine montagne olimpiche.
Come ci si muove a Sarajevo?
Baščaršija e gran parte del centro storico si visitano facilmente a piedi. Per le distanze maggiori sono disponibili tram, filobus, autobus e minibus. Il tram è particolarmente utile lungo l'asse est-ovest della città, mentre taxi e trasporto pubblico sono pratici per raggiungere aeroporto e attrazioni più periferiche.
Come si raggiunge il centro dall'aeroporto di Sarajevo?
Un autobus collega l'Aeroporto internazionale di Sarajevo con Baščaršija e Bentbaša attraversando la città. Le informazioni ufficiali consultate nell'agosto 2026 indicano una tariffa di 5 BAM; in alternativa sono disponibili taxi autorizzati. Orari e prezzi devono essere ricontrollati prima del viaggio perché possono cambiare.
Sarajevo è sicura per i turisti?
Nel centro urbano sono consigliate le normali precauzioni contro borseggi e furti opportunistici, soprattutto nelle zone affollate e sui mezzi pubblici. Il rischio specifico da non sottovalutare riguarda invece mine e ordigni inesplosi presenti ancora in alcune aree rurali o poco frequentate fuori dai normali percorsi urbani: è necessario rimanere su strade e sentieri conosciuti e seguire le indicazioni locali.
Quale moneta si usa a Sarajevo?
La valuta della Bosnia ed Erzegovina è il marco convertibile, indicato come BAM o KM. Il cambio con l'euro è fisso a 1 euro per 1,95583 BAM. Carte e pagamenti elettronici sono diffusi in molte strutture, ma è consigliabile avere anche contanti per piccole attività, mercati e alcuni esercizi tradizionali.