Osserviamo ora questa cartina schematica dei fiumi dell'Asia
; noteremo che essi sono disposti a raggiera: infatti, partendo
da una zona centrale, si dirigono verso i quattro punti cardinali. È facile
comprendere il motivo di questa disposizione : le catene
montuose da cui essi discendono si trovano quasi al centro
del vasto continente. Si sa che i fianchi dei monti sono
dei formidabili condensatori di umidità, e quindi
produttori di piogge e neve : poiché qui abbiamo il
più vasto complesso di alte cime che esista sulla
Terra, i fiumi dell'Asia non hanno nulla da temere per i
loro rifornimenti di acqua.
Con tutto ciò in Asia non si trova né il fiume
più lungo, ne il più ricco di acqua della Terra.
Il più lungo fiume asiatico, lo Jang-tse, coi suoi
5800 chilometri è al 4° posto nella classifica
mondiale, dopo il Nilo-Kagera , il Missouri-Mississippi e
il Rio Amazzoni-Ucayali.
I GRANDI CATINI
Un altro fatto in contrasto con questa abbondanza di acque
correnti è l'enorme vastità delle zone prive
di deflusso al mare; possiamo immaginare queste zone come
enormi « catini » ; in esse le acque (quando
ci sono, naturalmente) invece di correre verso gli oceani
defluiscono verso una depressione interna. I geografi chiamano
questo fenomeno «endoreismo» (dalle voci greche «endon»,
dentro e «reo», scorro)
La superficie complessiva delle zone aventi questo carattere
raggiunge nientemeno che il 30,5 % della superficie del continente.
La maggiore di esse comprende l'Iran, il Turchestan occidentale
e quello orientale, il Tibet e il Gobi ; si tratta della
più vasta area « endoreica » di tutta
la Terra.
Generalmente si tratta di zone assolutamente prive di acque
correnti; talvolta però vi si trovano anche corsi
d'acqua d'una certa importanza, come il Sir Darja e l'Amu
Darja, che si gettano nel lago d'Aral, l'Ili che si getta
nel lago Balkhas, Helmand nell'Iran e il Tarim nel Turchestan
orientale, le acque dei quali si perdono nelle sabbie di
immense regioni aride.
I FIUMI CHE SI GETTANO NELL'ARTICO
II versante marittimo dell'Artico è il maggiore dei
versanti asiatici poiché comprende il 27 % della superficie
del continente. I fiumi che lo percorrono, per la loro lunghezza
e per la regolarità dèi loro corso, potrebbero
essere degli eccellenti fiumi navigabili, ma queste buone
qualità sono rese quasi del tutto inutili dal fatto
che le loro acque sono gelate per 6-8 mesi ogni anno. I mesi
in cui è veramente impossibile seguire il corso di
questi fiumi sono quelli della primavera, durante la quale
avviene il disgelo. Poiché questi fiumi vanno direttamente
da sud verso nord e sono lunghi migliaia di chilometri, trovano,
lungo il loro percorso, climi notevolmente diversi ; ad esempio
il momento del disgelo viene, per il tratto di fiume prossimo
alla sorgente, che si trova a sud, molto prima che nel tratto
di fiume prossimo alla foce, posta molto più a settentrione,
oltre il circolo polare.
La massa d'acqua ed i blocchi di ghiaccio messi in moto dal
disgelo si scontrano così, ad un certo punto della
loro corsa verso la foce, con la parte del fiume che è ancora
completamente ghiacciata.
I FIUMI CHE SI GETTANO NELL'OCEANO PACIFICO E NELL'INDIANO
Eccoci a parlare di quei grandi fiumi costruttori di pianure
dei quali s'era accennato all'inizio. Sono lo Hoang-ho (il «fiume
giallo») e lo Jang-tse, i maggiori fiumi della Cina,
che si gettano nel Pacifico, e il Gange, il Brahmaputra e
l'Indo, i maggiori fiumi dell'India, che si gettano nell'Oceano
Indiano.
Noi italiani, che proviamo un certo senso di riconoscenza
e di ammirazione verso il nostro Po, ser averci dato, con
l'accumularsi delle sue alluvioni, la Pianura Padana (kmq
46 000) che cosa dovremmo pensare dell'Hoang-ho, ad esempio,
che ha prodotto una pianura di 325 000 kmq? Bisogna ammettere,
ad essere sinceri, che l'opera del nostro fiume sembra quella
di un ragazzino, messa a confronto con quella di un esperto
muratore. Qualche cifra? Ebbene, si è calcolato che
i «muratore» Jang-tse trasporti, in media, 17
tonnellate di detriti al secondo.
I fiumi dell'India offrono aspetti ancora più grandiosi.
Basti dire che l'intera pianura dell'lndostan,
fra le pendici dell'Himalaya e i rilievi del Deccan, è di
origine alluvionale. Con le loro acque, questi fiumi formano
alcune zone che sono fra le più irrigate della Terra,
col limo che depositano dopo le inondazioni creano i terreni
più fertili che esistano. In questo modo, dopo aver
dato loro la terra, aiutano le popolazioni a renderla fertile;
e quali popolazioni.
In conclusione, per il traffico fluviale che da millenni
vi si svolge, per l'importanza che hanno sempre avuto per
i popoli vissuti lungo le loro rive, per le civiltà che
grazie ad essi son potute fiorire, questi fiumi si devono
senza dubbio considerare i più importanti del mondo.
|
|