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Africa dati generali

SUPERFICIE POSIZIONE E CONFINI

L'Africa è il secondo continente per estensione, kmq 30.262.000; essa è pertanto tre volte circa più estesa dell'Europa. Vicinissima a questa, dal momento che il Mediterraneo, il mare che sta fra il continente africano e l'europeo, si restringe a 140 km nel Canale di Sicilia e a soli 13 km nello Stretto di Gibilterra, l'Africa è stata unita all'Asia fino al taglio dell'istmo di Suez (anno 1869).
La vicinanza alle altre parti del Continente Antico ha determinato una partecipazione attiva delle genti della costa africana settentrionale alla vita delle più antiche civiltà fiorite nel bacino del Mediterraneo. In realtà l'Africa nera, terra misteriosa e impenetrabile fino a qualche secolo fa, non inizia dalla sponda mediterranea ma più a sud, dal Sahara.
I punti estremi della massa continentale sono:
a Nord capo Bianco (Tunisia)
a Sud capo Agulhas (Rep. Sudafricana)
a Ovest capo Verde
a Est il capo Hafun (Somalia)
L'Equatore quasi coincide con la linea mediana del continente africano; si distingue allora un'Africa boreale, di forma tozza e molto estesa nel senso della longitudine, da un'Africa australe, di forma più snella e allungata e minore per superficie: infatti essa occupa 1/3 soltanto dell'intero Continente.
La distanza tra i punti estremi di Nord e Sud è in Africa di km 7800, quella massima fra Ovest e Est è di km 7500. I confini sono: a nord il Mediterraneo; a nord-est il mar Rosso; a est l'Oceano Indiano; a ovest l'Atlantico.
CITTA' PIU' POPOLOSA
La citta' più popolosa è il Cairo, con circa 13.000.000 milioni di abitanti

MORFOLOGIA AMBIENTE FISICO E RILIEVI

Delle tre parti che si è soliti distinguere nell'ambito del cosiddetto Mondo Antico, l'Africa è certamente quella meglio individuata: il Mediterraneo, infatti, la separa dall'Europa, il Mar Rosso dall'Asia (cui era unita solo dall'istmo di Suez, tagliato oltre un secolo fa per la costruzione del canale omonimo), due oceani la isolano da ogni altra terra emersa; cosi, il contorno dell'Africa si delinea nettamente da tutti i lati, conferendo a questa parte del mondo un innegabile carattere di particolare omogeneità. Un esame meno superficiale, peraltro, rivela che tra l'Africa e le altre due parti del Vecchio Mondo esiste una certa continuità geografico-fisica. Il poderoso corrugamento alpino, che nell'era terziaria diede origine alle maggiori montagne eurasiatiche, interessò, sia pure marginalmente, anche l'Africa, determinando il sollevamento della catena dell'Atlante: questa è la prosecuzione, al di là dello stretto di Gibilterra, delle cordigliere iberiche meridionali e quindi si apparenta strettamente ai grandi rilievi d'Europa. È incontestabile, pertanto, l'esistenza di una regione mediterranea africana, la quale, più ancora che da fatti geologici e morfologici, è definita dalle condizioni climatiche comuni a gran parte delle sponde di questo mare interno e a tratti più o meno ampi del suo retroterra. Quanto alla profonda fossa che ospita il Mar Rosso, essa non ha fatto che dividere un'unica zolla continentale in due parti, tra le quali non vi sono differenze apprezzabili di costituzione litologica, di morfologia e di clima: l'Arabia, quantunque per tradizione attribuita all'Asia, è, quasi per intero, un lembo di Sahara. Ampia oltre 30 milioni di kmq, l'Africa ha alcune peculiarità che la distinguono da ogni altra parte del mondo. La prima di esse è la compattezza del suo contorno, poverissimo di articolazioni e assai raramente fronteggiato da isole o arcipelaghi. Alla monotonia delle coste s'accompagna l'uniformità morfologica dell'interno, dovuta all'orizzontalità del rilievo: quasi tutta l'Africa, infatti, è una successione di pianure tabulari, più o meno elevate. Un'altra particolarità è data dalla situazione astronomica, che fa dell'Africa un continente in gran parte intertropicale: vi mancano del tutto i climi freddi e solo alle estremità settentrionale e meridionale compaiono climi di tipo temperato. Infine, l'Africa ospita la più ampia zona desertica della Terra, il Sahara e, nell'insieme, i deserti occupano circa un terzo del continente. Tutti questi caratteri distinguono nettamente l'Africa dall'America Settentrionale, dall'Europa e dalla maggior parte dell'Asia, che sono articolate, presentano varietà di aspetti morfologici e hanno prevalentemente climi di tipo temperato o freddo. Alcune somiglianze si notano invece con il Sudamerica anch'esso compatto e in gran parte intertropicale e con l'Australia che, come l'Africa, ha rilievo prevalentemente tabulare e amplissime zone desertiche. Tuttavia, il Sudamerica, spostato decisamente più a sud dell'Africa, entra per discreto tratto in zone temperate e fredde meridionali; e in Australia, per le modeste dimensioni e le diverse vicende storiche del continente, i deserti, pur coprendo in percentuale una superficie maggiore, hanno effetti geografici rilevanti. La storia geologica spiega i grandi lineamenti morfologici attuali del continente africano, il quale, interessato solo ai margini da movimenti orogenetici « recenti », possiede catene montuose a pieghe esclusivamente all'estremo Nord (Atlante) e all'estremo Sud (montagne del Capo); queste ultime sono rilievi modesti (altezza massima 2504 m, nel Kompasberg), disposti in più allineamenti lungo la costa. Il sistema dell'Atlante, invece, si allunga per circa 2500 km lungo le coste del Mediterraneo e dell'Atlantico, dalla Tunisia al Marocco, ed è formato da fasci di catene che limitano un altopiano interno; la parte occidentale, marocchina, è la più complessa ed elevata e s'avvicina ai 4200 m nel monte Toubkal. Non mancano tracce del glacialismo quaternario. Come la maggior parte delle regioni geologicamente giovani, l'Atlante è stato interessato da vulcanismo attivo fino ad epoca recente, ed è tuttora soggetto a scosse sismiche, rare, invece, nel resto dell'Africa: l'ultimo catastrofico terremoto colpi la città marocchina di Agadir nel 1960, causando la distruzione pressoché totale dell'abitato e la morte di molte migliaia di persone.
Il resto dell'Africa, come si è detto, è un insieme di pianure situate a quote diverse, ma nel complesso piuttosto elevate: lo dimostra l'altitudine media del continente (750 m), inferiore solo a quella dell'Asia e dell'Antartide. Tuttavia, appare evidente la differenza tra l'Africa settentrionale e centrale, da un lato, e quella australe e orientale, dall'altro. La prima (Africa bassa), assai meno elevata della seconda (Africa alta), è l'insieme delle tre ampie regioni sahariana, sudanese e congolese, e risulta formata da un complesso di tavolati alti per lo più sui 300-400 m e dal vastissimo bacino del Congo. Vi sorgono, però, grandi massicci isolati, come quelli, in gran parte vulcanici, dell'Ahaggar (Sahara centrale), del Tibesti (Sahara orientale), del Gebel Marra (Sudan occidentale), tutti superiori ai 3000 m, e soprattutto quello, interamente vulcanico, del Camerun (oltre 4000 m), che domina la parte più interna del golfo di Guinea. A queste parti rilevate se ne contrappongono altre di altitudine inferiore alla media, quali, oltre al bacino congolese, la depressione di Bodélé, a sud del Tibesti, la conca del Ciad e perfino alcune depressioni assolute, come quella di Qattàra, in Egitto, non lungi dal Mediterraneo (- 134 m). Quest'Africa bassa, quindi, presenta in realtà una notevole eterogeneità morfologica, accentuata poi dalla varietà climatica, che comporta diverse combinazioni dei processi 'di modellamento. Nell'immenso Sahara, ad esempio, oggi mancano le acque correnti e i principali agenti esogeni sono il vento e le forti oscillazioni diurne della temperatura; nel Sudan, invece, specialmente nella parte meridionale, l'azione fluviale è di gran lunga prevalente. Lo stesso Sahara, del resto, presenta aspetti morfologici diversi, po-tendovisi osservare superfici rocciose (hamadà), ciottolose (serir) e sabbiose (erg), la cui origine è dovuta sf, principalmente, all'azione eolica, ma non si spiega senza ammettere anche quella di acque correnti, che in epoche passate furono certamente presenti: non mancano, infatti, profondi solchi vallivi e letti fossili (gli uidian), e inoltre la disposizione degli erg, che si trovano sempre nelle parti più depresse, è certamente dovuta anche al trasporto fluviale. La cosiddetta Africa alta consta delle regioni meridionali (nelle quali va compresa l'isola di Madagascar) e di quelle orientali. In essa il carattere tabulare è ancor più evidente. L'Africa australe è un insieme di altipiani in genere superiori ai 1000 m, i quali digradano piuttosto dolcemente verso il centro, dove si trova la grande conca desertica del Kalahari. Il margine esterno degli altipiani, in genere rialzato, precipita ripidamente verso le coste; in alcuni tratti, come ad esempio nell'estremo Sud-Est (Natal), il margine raggiunge altitudini notevoli e assume caratteri alpestri (Monti dei Draghi, 3482 m).
A sua volta, l'Africa orientale, la regione più elevata di tutto il continente, risulta di due grandi sistemi di alteterre: quello etiopico-somalo, più a nord, e quello dei grandi laghi equatoriali. Il primo, diviso nelle sue due parti l'etiopica e la somala da un profondo solco tettonico, ha altitudine quasi sempre superiore ai 1000 m, e per circa metà addirittura ai 2000; al disopra di tali altezze si ergono numerosi rilievi tabulari, parecchi dei quali arrivano anche oltre quota 4000 (Ras Dascian, m 4580), residui di una superficie più antica in gran parte demolita dagli agenti esogeni, soprattutto dalle acque fluviali. Il solco che divide l'altopiano è formato nell'estrema parte settentrionale dalla depressione dancala (prosecuzione della fossa del Mar Rosso), il cui fondo scende 115 m sotto il livello del mare e che è dominata da apparati vulcanici per lo più estinti; per il resto il solco è un tratto della fossa estafricana, occupato dalle acque del fiume Auasc e di alcuni laghi.
Gli altipiani dei grandi laghi equatoriali, la cui altezza è pure quasi sempre superiore ai 1000 m, si estendono tra le due grandi fosse africane, sui cui margini si sono formati alcuni tra i più imponenti apparati vulcanici del mondo. Giganteggiano qui le due più alte cime del continente, il Kilimangiaro (5895 m) e il Kenya (5201 m), allineati lungo la fossa estafricana, spenti ormai da lungo tempo, ricchi di ghiacciai attuali e ancor più di tracce glaciali quaternarie; queste sono abbondanti anche sul massiccio del Ruwenzori, che si erge a 5119 m sul bordo della fossa centrafricana.
MONTE PIU' ALTO
Il monte più alto è il kilimangaro, alto 5.895 mt slm

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