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Storia della Valle d’Aosta: dalle origini ai Salassi, da Roma all’autonomia speciale


Piccola per dimensioni ma enorme per peso storico, la Valle d’Aosta è uno dei grandi passaggi d’Europa: qui i popoli alpini hanno controllato valichi, miniere e commerci, e Roma ha costruito una “porta delle Alpi” destinata a durare nei secoli. Dalla resistenza dei Salassi alla fondazione di Augusta Praetoria (Aosta), dai secoli medievali tra regni borgognoni e poteri ecclesiastici fino alla lunga stagione sabauda e all’ingresso nel Regno d’Italia, la regione ha conservato un’identità forte, bilingue e di frontiera. Dopo la Seconda guerra mondiale, la speciale autonomia riconosciuta prima nel 1945 e poi sancita dallo Statuto del 1948 ha consolidato un modello istituzionale unico, pensato per tutelare lingua, cultura e condizioni di un territorio interamente montano.

In sintesi: cosa racconta la storia della Valle d’Aosta

Riassunto

La storia della Valle d’Aosta nasce come storia di valichi: un territorio alpino strategico, conteso per il controllo dei passi del Piccolo e del Gran San Bernardo. In età preromana la valle fu dominata dai Salassi, popolazione alpina spesso descritta come celto-ligure, legata all’estrazione aurifera e ai pedaggi sulle vie di transito. Roma avviò una lunga fase di conflitti culminata nel 25 a.C., quando venne fondata Augusta Praetoria (Aosta) come presidio militare e commerciale: strade, ponti e opere idrauliche resero la regione un nodo logistico fondamentale. Dopo la fine dell’Impero romano, la valle attraversò secoli complessi, tra regni e poteri locali, e nel Medioevo rientrò nell’orbita borgognona e poi sabauda: castelli e fortificazioni raccontano ancora oggi questo ruolo di frontiera. Con l’Unità d’Italia la regione entrò nel nuovo Regno, ma la svolta contemporanea arrivò nel secondo dopoguerra, con l’autonomia speciale e il bilinguismo istituzionale.

Le origini e i Salassi

I primi protagonisti storicamente riconoscibili della Valle d’Aosta sono i Salassi, una popolazione alpina spesso descritta come celto-ligure, insediata lungo la Dora Baltea e legata alle risorse del territorio: pascoli d’alta quota, traffici attraverso i valichi e, soprattutto, attività minerarie e aurifere. La posizione della valle, naturale corridoio tra Italia e area transalpina, rese i Salassi una forza determinante nel controllo delle comunicazioni, ma anche un ostacolo per l’espansione romana verso le Alpi occidentali.

Roma e la fondazione di Augusta Praetoria

Il confronto con Roma fu lungo e duro: dopo decenni di pressioni e campagne militari, nel 25 a.C. l’area venne definitivamente assoggettata e nacque Augusta Praetoria (l’odierna Aosta), progettata come città-presidio in posizione strategica. La romanizzazione trasformò la valle in un punto nevralgico per difesa e commerci: strade, ponti e infrastrutture facilitarono il movimento di merci e truppe. Tra le eredità più riconoscibili rientrano l’impianto urbano di Aosta e monumenti come l’Arco di Augusto, il Teatro romano e il ponte-acquedotto di Pont d’Aël, testimonianze di un paesaggio “ingegnerizzato” per dominare l’ambiente alpino.

Dalla crisi dell’Impero ai secoli medievali

Con la fine dell’Impero romano d’Occidente (476 d.C.) la regione entrò in una fase di transizione: il controllo passò tra diversi poteri e regni, in un quadro tipico delle Alpi occidentali. Il cristianesimo risultava già presente in età tardo-romana e nel tempo strutturò una rete di istituzioni religiose che ebbero un ruolo decisivo nella gestione del territorio, nell’assistenza ai viandanti e nella conservazione di cultura e documenti. La valle, inoltre, rimase un asse di attraversamento: i percorsi legati ai valichi e alle grandi direttrici di pellegrinaggio contribuirono a mantenerla “aperta”, anche quando le condizioni politiche erano instabili.



Tra Borgogna e Savoia: una frontiera organizzata

Tra X e XI secolo l’area alpina occidentale rientrò nell’orbita dei regni borgognoni (il cosiddetto Regno di Arles), un contesto sovraregionale che includeva territori su entrambi i versanti delle Alpi. Nel secolo XI si impose poi la dinastia sabauda: Umberto I Biancamano, legato alle dinamiche imperiali, ottenne il controllo di aree chiave lungo le vie alpine, e la Valle d’Aosta divenne parte integrante di un sistema politico costruito proprio sul controllo dei passaggi. Nei secoli successivi, castelli e fortificazioni (tra cui Fénis e Issogne) raccontano una scelta precisa: presidiare il territorio, amministrare la frontiera e proteggere rotte commerciali e comunità locali.

Dall’Unità d’Italia all’autonomia speciale

Con l’Unità d’Italia (1861) la Valle d’Aosta entrò nel Regno, mantenendo però una forte identità culturale e linguistica legata alla sua storia transalpina. Nel secondo dopoguerra arrivò la svolta istituzionale: nel 1945 vennero adottati provvedimenti transitori che riconoscevano esigenze particolari del territorio, mentre lo Statuto speciale che costituisce formalmente la Regione autonoma Valle d’Aosta è del 26 febbraio 1948. L’autonomia ha consolidato un modello di autogoverno pensato per una regione interamente montana e ufficialmente bilingue (italiano e francese), dove la tutela delle specificità locali è parte della struttura istituzionale, non un semplice elemento folkloristico.

Date fondamentali della Valle d’Aosta

Timeline

Antichità e Roma

  • 143–25 a.C. – Conflitti tra Roma e i Salassi per controllo dei passi e delle risorse.
  • 25 a.C. – Sconfitta dei Salassi e fondazione di Augusta Praetoria (Aosta) come presidio romano alpino.
  • IV–V secolo d.C. – Rafforzamento del cristianesimo e delle prime strutture ecclesiastiche tardo-romane.
  • 476 d.C. – Fine dell’Impero romano d’Occidente: avvio di una lunga fase di transizione politico-militare.

Medioevo, Italia e Autonomia

  • X–XI secolo – Orbita borgognona (Regno di Arles) e centralità dei valichi alpini nel sistema politico regionale.
  • XI secolo (area 1032–1040) – Consolidamento dell’influenza sabauda con l’acquisizione di aree strategiche lungo le vie alpine.
  • 1861 – Ingresso nel Regno d’Italia con l’Unità nazionale.
  • 7 settembre 1945 – Provvedimenti transitori nel dopoguerra legati all’assetto autonomistico della Valle d’Aosta.
  • 26 febbraio 1948Statuto speciale: istituzione formale della Regione autonoma Valle d’Aosta e rafforzamento del bilinguismo.
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