le cascate del niagara

« TRA I LAGHI Erie e Ontario vi è una vasta e prodigiosa cascata di acque precipitanti in maniera sorprendente e ammirevole, quale non esiste in altra parte dell'Universo... ».
Con queste parole, un missionario francese. Padre Louis Hennepin, annunciò nel 1678 la scoperta di quella che con il «Grand Canyon » del Colorado è la più grande meraviglia naturale del Continente Americano.
Padre Hennepin accompagnava il famoso esploratore francese Cavaliere de La Salle in una esplorazione verso l'Ovest; partiti da Montreal e risalito il corso del San Lorenzo, essi avevano attraversato tutto il Lago Ontario e imboccato il corso del Niagara; le guide indigene parlavano con insistenza di un'enorme cascata, posta più a monte, che essi chiamavano « niagara », cioè « acque tonanti » e i francesi erano impazienti di vederla. Poco a monte dell'estuario, essi dovettero lasciare le imbarcazioni e proseguire a piedi tra le boscaglie della sponda orientale. Via via che risalivano l'erta rocciosa, un rombo, che dapprima era indistinto nell'aria, si faceva sempre più forte, come un tuono di origine misteriosa. L'aria era piena d'acqua polverizzata, sebbene il cielo fosse sereno.
Finalmente, aprendosi un varco nell'ultima cortina di frasche gocciolanti, i francesi rimasero immobili, attoniti; davanti a loro c'era la grandiosa muraglia di acque che
precipitavano rombando e spumeggiando in un enorme bacino di schiuma ribollente: avevano scoperto le cascate del Niagara. Era il 6 dicembre 1678.
Se si vuoi essere proprio esatti, si deve dire « naiéghera », secondo la corretta pronuncia inglese, anche se il nome è di origine indiana: esso significa infatti, nell'antico dialetto dei pellerosse Irochesi che abitavano la zona, « acque tonanti ». Perché esistono queste cascate? Potremo «vederlo» molto chiaramente lungo il corso intermedio del fiume. Nella striscia di terra che divide i due laghi, a circa tre chilometri dalla sponda destra dell'Ontano, c'è un dislivello di circa 75 metri. È un vero e proprio gradino, una enorme scarpata verticale contro cui termina bruscamente il terreno piatto e verdeggiante.
È questo improvviso gradino di roccia, chiamato « Niagara Escarpment » (cioè scarpata del Niagara), che diede origine, circa 20 000 anni or sono, alle cascate. Allorché il grande bacino glaciale che copriva il Continente Nordamericano cominciò ad arretrare verso il Nord, lasciò le due grandi conche dell'Erie e dell'Ontario a livello diverso; il primo lago è 104 metri sopra il secondo, perciò è naturale che le acque si riversino dall'Erte all'Ontario con un salto.
E qui comincia la storia delle cascate. In origine, le acque di quello che oggi è l'Erie si scaricavano quasi direttamente nell'Ontario, cadendo appunto dal grande gradino a tre chilometri dalla sua sponda. Ma le cascate « camminano », sia pure all'indietro, perché esse erodono senza sosta lo 'spigolo roccioso da cui cadono. Perciò le acque, come una enorme lima, fecero a poco a poco arretrare la cascata, che andò così scavandosi un profondo letto dalle pareti verticali, una gola stretta e tortuosa che raggiunge oggi la lunghezza di circa quindici chilometri. Questo è il « linguaggio » della natura: e così noi oggi possiamo vedere il fantastico spettacolo della cascata che si trova a parecchi chilometri di distanza dalla sua posizione originaria!
Si intende che questo arretramento continua tuttora: le cascate si sono spostate a monte di almeno 200 metri da quando furono scoperte per la prima volta nel 1678, e continuano a indietreggiare alla velocità media di m 1,50 ogni anno; ogni due-tre anni, enormi massi rocciosi si staccano dal ciglio e precipitano in basso, specialmente dal lato della cascata canadese, dove la roccia è più friabile. Si vede, infatti, che la cascata canadese è più arretrata rispetto a quella statunitense e va assumendo sempre più la forma a ferro di cavallo, perché la massima erosione avviene al centro.
Si dice « cascate » e non « cascata » del Niagara, perché in realtà sono tre: una verso la sponda statunitense, diritta e lunga 305 metri e alta mt 50; l'altra, molto maggiore, verso la sponda canadese. Quest'ultima viene chiamata « Hor-seshoé" Fall », cioè « cascata a ferro di cavallo », appunto perché ha quella forma; è lunga 800 metri e alta 48. Essa scarica circa il 90 % del totale delle acque. Le cascate del Niagara sono divise da una verdeggiante isola detta « Goat Island », cioè Isola delle capre, che si trova in territorio statunitense ed è stata trasformata in parco aperto al pubblico.

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aggiornato il 4-07-2011
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