L’economia del Piemonte è una delle più articolate del Nord Italia: industria manifatturiera, automotive, aerospazio, agroalimentare, servizi avanzati ed export convivono in un sistema produttivo fortemente diversificato. Nel 2025 la crescita ha rallentato, ma la regione conserva una solida base industriale e importanti specializzazioni tecnologiche e agroalimentari.
Economia del Piemonte in sintesi
Il Piemonte mantiene una struttura economica fortemente industrializzata, pur con un peso ormai prevalente dei servizi. Nel 2024 il PIL regionale ha raggiunto circa 164,2 miliardi di euro, pari al 7,5% del PIL italiano, con un valore pro capite di 38.626 euro. Il valore aggiunto deriva per circa il 68,3% dai servizi, per il 30,2% dall’industria comprese le costruzioni e per l’1,5% da agricoltura, silvicoltura e pesca. Nel 2025 la crescita economica è rallentata allo 0,4%. L’automotive rimane strategico ma attraversa una profonda fase di trasformazione, mentre aerospazio, elettronica, meccatronica, agroalimentare, ICT e turismo offrono importanti opportunità di sviluppo. Sul fronte internazionale, nel 2025 le esportazioni piemontesi di merci hanno raggiunto 61,79 miliardi di euro, in aumento del 2,7%. Il sistema regionale resta quindi competitivo e orientato all’export, ma deve affrontare transizione industriale, invecchiamento demografico, fabbisogno di competenze e maggiore pressione della concorrenza internazionale.
164,2 mld €PIL 2024
38.626 €PIL pro capite 2024
61,79 mld €Export merci 2025
6,0%Disoccupazione 2025
La struttura dell’economia piemontese
Il Piemonte è storicamente una delle regioni simbolo dell’industrializzazione italiana, ma la sua economia attuale non può più essere descritta soltanto attraverso fabbriche e automotive. I dati sul valore aggiunto mostrano una struttura nella quale i servizi rappresentano ormai oltre due terzi dell’attività economica, mentre industria e costruzioni mantengono un peso molto superiore a quello del settore primario.
Nel 2024 i servizi hanno generato circa il 68,3% del valore aggiunto regionale. L’industria nel suo complesso ne ha prodotto il 30,2%, di cui circa il 24,1% riconducibile all’industria in senso stretto e il 6,1% alle costruzioni. Agricoltura, silvicoltura e pesca hanno rappresentato circa l’1,5%. Il peso quantitativo relativamente contenuto dell’agricoltura non deve però trarre in inganno: molte produzioni piemontesi alimentano filiere agroindustriali, vitivinicole e turistiche ad alto valore aggiunto.
Agricoltura, riso, vino e agroalimentare
L’agricoltura piemontese è caratterizzata da una forte specializzazione territoriale. Le pianure del Vercellese e del Novarese costituiscono uno dei più importanti distretti risicoli europei. Nel 2025 il Piemonte disponeva di circa 114.000 ettari coltivati a riso, dei quali circa 71.000 nella sola provincia di Vercelli. La risicoltura interessa anche aree del Novarese, Biellese e Alessandrino ed è strettamente collegata alla rete irrigua della pianura piemontese.
Accanto al riso hanno un ruolo rilevante mais, frumento, colture foraggere, frutticoltura e allevamento. Nel Cuneese sono importanti frutta, nocciole e zootecnia bovina, mentre altre aree della regione presentano specializzazioni cerealicole, orticole e lattiero-casearie.
Viticoltura e produzioni di qualità
La viticoltura è una delle filiere piemontesi con la maggiore capacità di creare valore attraverso qualità, export e turismo. Langhe, Roero e Monferrato rappresentano il cuore del sistema vitivinicolo regionale, con denominazioni conosciute in tutto il mondo come Barolo e Barbaresco, alle quali si affiancano Asti, Barbera d’Asti, Gavi, Roero e numerose altre produzioni.
Oltre l’80% del vino piemontese è commercializzato attraverso denominazioni di origine. La forza economica del comparto non dipende quindi soltanto dal valore della produzione agricola, ma anche dalla trasformazione, dall’imbottigliamento, dall’export, dalla ristorazione e dall’enoturismo. La presenza di imprese alimentari e dolciarie di rilievo nazionale e internazionale amplia ulteriormente il peso dell’agroalimentare nell’economia regionale.
Industria piemontese: automotive, meccanica e manifattura
L’industria continua a distinguere il Piemonte dalla maggior parte delle regioni italiane. La manifattura comprende mezzi di trasporto, macchinari, componentistica, metallurgia, elettronica, gomma e materie plastiche, chimica, alimentare, tessile e numerose attività specializzate.
Automotive: settore strategico in trasformazione
Il legame tra Torino e l’automobile rimane uno degli elementi centrali della storia economica piemontese. La nascita della FIAT nel 1899 e lo sviluppo successivo della sua rete produttiva hanno generato un vastissimo sistema di imprese di componentistica, progettazione, meccanica, automazione e servizi tecnici.
Oggi, tuttavia, descrivere l’automotive semplicemente come il settore più dinamico dell’economia regionale sarebbe poco corretto. La filiera sta attraversando una profonda fase di ristrutturazione legata alla riduzione della produzione automobilistica nell’area torinese, alla transizione tecnologica, all’elettrificazione, alla crescente concorrenza internazionale e al cambiamento delle catene globali di fornitura.
Nel 2024 la produzione manifatturiera piemontese ha risentito pesantemente della debolezza dell’automotive e nel 2025 il settore ha continuato a rappresentare una delle principali criticità congiunturali. Il patrimonio di competenze sviluppato dalla filiera rimane però importante e può essere utilizzato nella mobilità elettrica, nella meccatronica, nell’automazione, nella progettazione e nelle tecnologie digitali.
Aerospazio, elettronica, robotica e meccatronica
Una delle specializzazioni a maggiore contenuto tecnologico è l’aerospazio. Nell’area torinese operano imprese attive nella produzione di velivoli, sistemi, componenti, satelliti e tecnologie spaziali, affiancate da fornitori altamente specializzati e attività di ricerca.
Banca d’Italia segnala per il 2025 una dinamica dell’aerospazio più favorevole rispetto ad altri comparti industriali e un peso sul valore aggiunto regionale superiore alla media nazionale. Anche elettronica, automazione, robotica, ICT e meccatronica costituiscono aree importanti per la trasformazione tecnologica del sistema produttivo piemontese.
Tessile, gioielleria e altre specializzazioni
Il Biellese rimane uno dei distretti tessili più conosciuti d’Italia e conserva una forte specializzazione nei tessuti di alta qualità e nelle lavorazioni della lana. Nell’Alessandrino, Valenza rappresenta invece uno dei principali poli italiani della gioielleria e dell’oreficeria.
La regione possiede inoltre importanti attività nella meccanica, nei macchinari, nei prodotti in metallo, nella chimica, nell’industria alimentare e delle bevande, nella gomma e nelle materie plastiche. Questa diversificazione riduce in parte la dipendenza da un singolo comparto, anche se le difficoltà dell’automotive continuano ad avere effetti significativi sull’intero sistema industriale.
Servizi, turismo e nuove attività tecnologiche
Con oltre due terzi del valore aggiunto regionale, il terziario rappresenta il settore economicamente più importante. Comprende commercio, trasporti, logistica, servizi finanziari e assicurativi, attività immobiliari e professionali, pubblica amministrazione, sanità, istruzione, turismo, informazione e comunicazione.
Servizi avanzati, ricerca e ICT
Torino concentra università, centri di ricerca, servizi alle imprese, società di engineering, informatica e attività legate all’innovazione. Nel 2025 i servizi high-tech hanno mostrato una tenuta migliore rispetto a numerosi comparti tradizionali. Il sistema universitario e le competenze ingegneristiche rappresentano una base importante per aerospazio, mobilità, intelligenza artificiale, automazione e digitalizzazione delle imprese.
La regione presenta un livello di sviluppo digitale superiore alla media italiana, anche se Banca d’Italia rileva ancora un divario rispetto alle regioni settentrionali più avanzate per competenze digitali della popolazione, infrastrutture e integrazione delle tecnologie all’interno delle imprese.
Turismo ed economia del territorio
Il turismo ha assunto un peso crescente grazie alla capacità del Piemonte di combinare città d’arte, montagne, laghi ed enogastronomia. Torino costituisce il principale polo urbano e culturale, mentre le Alpi piemontesi sostengono turismo invernale ed escursionistico. Lago Maggiore e Lago d’Orta sono importanti destinazioni lacustri, mentre Langhe, Roero e Monferrato hanno sviluppato un’economia turistica strettamente collegata a vino, gastronomia e paesaggio.
Il turismo non sostituisce la tradizionale base industriale della regione, ma contribuisce alla diversificazione dell’economia e alla crescita dei servizi, soprattutto nelle aree rurali e montane.
Export del Piemonte e mercati internazionali
La capacità di esportare è uno dei principali punti di forza strutturali dell’economia piemontese. Nel 2025 le esportazioni di merci hanno raggiunto 61,79 miliardi di euro, con una crescita del 2,7% rispetto al 2024. Il Piemonte ha rappresentato il 9,78% delle esportazioni italiane territorialmente attribuite alle regioni.
L’export piemontese comprende macchinari, mezzi di trasporto e componentistica, prodotti alimentari e bevande, gioielleria, tessile, prodotti chimici ed elettronici, oltre alle produzioni aerospaziali. Questa vocazione internazionale costituisce una risorsa, ma rende anche la regione sensibile alle variazioni della domanda mondiale, ai dazi, alla congiuntura tedesca ed europea e alle tensioni geopolitiche.
Occupazione e mercato del lavoro
Nel 2025 il Piemonte ha registrato mediamente circa 1,863 milioni di occupati. Il tasso di occupazione della popolazione tra 15 e 64 anni è rimasto vicino al 69%, superiore alla media nazionale, mentre il tasso di disoccupazione è salito dal 5,4% del 2024 al 6,0%.
La situazione varia sensibilmente tra i settori. Nel 2025 l’occupazione è aumentata nel commercio e turismo e nelle costruzioni, mentre nell’industria in senso stretto è diminuita. Quest’ultimo dato riflette soprattutto la fase difficile attraversata da parte della manifattura.
Una delle sfide di medio periodo riguarda la disponibilità di personale qualificato. Automazione, aerospazio, informatica, ingegneria e manifattura avanzata richiedono competenze tecniche sempre più specializzate, mentre l’invecchiamento della popolazione e la quota relativamente contenuta di laureati possono limitare l’offerta di capitale umano.
La geografia economica del Piemonte
Torino e area metropolitana
Automotive, componentistica, aerospazio, progettazione, ICT, servizi avanzati, università e ricerca.
Biella
Distretto tessile specializzato soprattutto nei filati e tessuti di alta qualità.
Vercelli e Novara
Risicoltura, agroalimentare, manifattura, logistica e attività legate alla posizione lungo importanti assi di collegamento.
Cuneo, Langhe e Roero
Agroalimentare, viticoltura, allevamento, meccanica, turismo ed economia enogastronomica.
Alessandria e Valenza
Gioielleria, logistica, manifattura, chimica e attività connesse agli assi infrastrutturali del Nord-Ovest.
Asti e Monferrato
Viticoltura, industria alimentare, meccanica e turismo enogastronomico.
Prospettive dell’economia piemontese
Il Piemonte dispone di una base produttiva ampia e diversificata, ma la crescita recente rimane moderata. Secondo Banca d’Italia, nel 2025 il prodotto regionale è aumentato dello 0,4%, leggermente meno del Nord e della media italiana.
La questione centrale dei prossimi anni sarà la capacità di trasformare competenze industriali tradizionali in produzioni a maggiore contenuto tecnologico. Aerospazio, meccatronica, automazione, elettronica, intelligenza artificiale e servizi digitali possono compensare almeno in parte il ridimensionamento di alcune attività manifatturiere mature.
Parallelamente, il sistema agroalimentare può continuare a crescere attraverso qualità certificata, trasformazione ed export, mentre turismo ed economia del gusto rappresentano strumenti importanti per le aree rurali e montane. Restano però aperte questioni strutturali come demografia, capitale umano, transizione energetica, sostenibilità delle produzioni e competitività internazionale.
Economia del Piemonte • sintesi finale
Punti di forza e criticità dell’economia piemontese
Il Piemonte conserva una delle strutture produttive più diversificate d’Italia: una base manifatturiera rilevante, forte capacità di esportazione, filiere agroalimentari di qualità e comparti tecnologici come aerospazio, meccatronica e ICT. La trasformazione dell’automotive, la crescita economica moderata e la disponibilità futura di competenze rappresentano però sfide decisive.
Forza • manifattura diversificata Forza • export e aerospazio Forza • agroalimentare di qualità Criticità • automotive Criticità • demografia e competenze
Punti di forza
- Base industriale articolata: automotive, meccanica, aerospazio, elettronica, tessile, gioielleria, alimentare e chimica riducono la dipendenza da una sola filiera.
- Elevata vocazione internazionale: le esportazioni di merci hanno raggiunto 61,79 miliardi di euro nel 2025.
- Aerospazio e manifattura avanzata: il Piemonte dispone di competenze tecnologiche e ingegneristiche difficilmente replicabili.
- Agroalimentare di qualità: riso, vino, nocciole, prodotti dolciari e numerose produzioni certificate alimentano una filiera che comprende industria, export e turismo.
- Università e ricerca: Torino costituisce uno dei maggiori poli italiani per formazione tecnica, ingegneristica e ricerca applicata.
- Diversificazione turistica: città, montagne, laghi e territori vitivinicoli permettono di distribuire l’attività turistica in aree molto diverse della regione.
Criticità
- Transizione dell’automotive: il forte ridimensionamento della produzione automobilistica tradizionale coinvolge direttamente imprese e occupazione dell’indotto.
- Crescita economica moderata: nel 2025 l’aumento del prodotto regionale si è fermato allo 0,4%.
- Dipendenza dalla domanda estera: una forte vocazione export rende alcune filiere sensibili a crisi internazionali, dazi e rallentamenti dei principali partner commerciali.
- Demografia: l’invecchiamento della popolazione può ridurre nel tempo la disponibilità di lavoratori e imprenditori.
- Capitale umano: molti settori avanzati incontrano difficoltà nel reperimento di figure tecniche e professionali specializzate.
- Transizione ambientale: industria e agricoltura devono adattarsi a vincoli energetici, climatici e idrici sempre più rilevanti.
Confronto economico: Piemonte, Nord-Ovest e Italia
| Indicatore |
Piemonte |
Nord-Ovest |
Italia |
| PIL 2024 Valori correnti. |
164,2 mld € |
733,9 mld € |
2.199,6 mld € |
| PIL pro capite 2024 |
38.626 € |
46.135 € |
37.309 € |
| Crescita reale PIL 2024 |
+1,1% |
+1,0% |
+0,7% |
| Tasso di occupazione 15-64 anni, 2024 |
69,0% |
69,1% |
62,2% |
| Tasso di disoccupazione 15-74 anni, 2024 |
5,4% |
4,3% |
6,5% |
| Export di merci 2025 Dati territorialmente attribuiti alle regioni. |
61,79 mld € |
239,06 mld € |
632,02 mld € |
| Quota sull’export regionale italiano 2025 |
9,78% |
37,83% |
100% |
Fonti: Istat, Conti economici territoriali 2022-2024; Banca d’Italia, L’economia del Piemonte, giugno 2026; Agenzia ICE su dati Istat, Rapporto 2025-2026; Unioncamere Piemonte. I dati 2024 dei conti territoriali sono stime preliminari e possono essere successivamente revisionati. Per l’export nazionale della tabella viene utilizzato il totale territorialmente attribuito alle regioni, pari a 632,02 miliardi di euro; il totale Italia comprensivo dei flussi non territorialmente ripartibili è pari a circa 643,15 miliardi.
FAQ sull’economia del Piemonte
Quali sono i settori principali dell’economia del Piemonte?
I servizi costituiscono il settore più importante e generano circa il 68,3% del valore aggiunto regionale. Industria e costruzioni rappresentano complessivamente circa il 30,2%, mentre agricoltura, silvicoltura e pesca incidono per circa l’1,5%. Tra le specializzazioni più importanti figurano automotive, aerospazio, meccanica, agroalimentare, tessile, gioielleria, ICT e turismo.
Quanto vale il PIL del Piemonte?
Nel 2024 il PIL del Piemonte è stato pari a circa 164,2 miliardi di euro, corrispondenti a circa il 7,5% dell’economia italiana. Il PIL pro capite è stato di 38.626 euro, superiore alla media nazionale ma inferiore alla media del Nord-Ovest.
Quanto esporta il Piemonte?
Nel 2025 il Piemonte ha esportato merci per circa 61,79 miliardi di euro, con una crescita del 2,7% rispetto al 2024. La regione ha generato circa il 9,78% delle esportazioni italiane territorialmente attribuite alle regioni.
L’automotive è ancora il settore più importante del Piemonte?
L’automotive rimane una filiera strategica per Torino e per numerose imprese della componentistica, della meccanica e dell’ingegneria, ma attraversa una fase difficile di ristrutturazione. Negli ultimi anni sono diventati sempre più importanti anche aerospazio, elettronica, meccatronica, ICT, agroalimentare e servizi avanzati.
Quali sono i principali punti di forza dell’economia piemontese?
I principali punti di forza sono la diversificazione della manifattura, la capacità di esportazione, le competenze ingegneristiche, il polo aerospaziale, l’agroalimentare di qualità, il sistema universitario e la presenza di distretti produttivi specializzati come il tessile biellese e la gioielleria di Valenza.
Quali sono le principali difficoltà economiche del Piemonte?
Tra le criticità figurano la trasformazione dell’automotive, la crescita economica contenuta, l’invecchiamento della popolazione, la difficoltà nel reperire alcune competenze tecniche, la forte esposizione di parte della manifattura alla domanda internazionale e la necessità di accelerare la transizione digitale ed energetica.