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guida turistica il museo della memoria di Auschwitz

 


GUIDA TURISTICA AUSCHWITZ - Nel periodo di massimo sviluppo e funzionamento il campo di Auschwitz era articolato in tre parti. La prima, la più vecchia, era il campo madre (Stammlager) detto anche in seguito Auschwitz I. Fu fondato nel 1940 nell'area di una vecchia caserma ed era inizialmente costituito da 20 edifici, per lo più a pianterreno. Negli anni 1941-1942, su disposizione delle autorità del Lager, vennero costruiti nuovi blocchi e aggiunti altri piani al pianterreno, in modo da poter contenere un numero sempre maggiore di detenuti.
Per tutto il periodo di funzionamento del campo vi vennero internati prigionieri maschi, soprattutto prigionieri politici. Nel 1941 e nel 1942 in alcuni blocchi distinti vennero istituiti due campi provvisori, per i prigionieri di guerra sovietici e per le donne.
In questo terreno si trovava la prigione principale del campo, situata nel blocco nr 11, dove venivano mandati i detenuti sospettati di partecipare al movimento di resistenza, di preparare fughe, intrattenere contatti col mondo esterno e di altre azioni considerate infrazioni dalle autorità del campo. Nelle cantine del blocco nr 11 ai prigionieri venivano inflitti diversi tipi di pene, compresa la condanna a morte per fame. Qui venne anche effettuato il primo tentativo di assassinio in massa con l'impiego dello Zyklon B. Nell'area di Auschwitz I gli SS-mann eseguirono la maggioranza delle esecuzioni tramite fucilazione, il più spesso davanti al Muro della Morte. Sempre in Auschwitz I, in una camera a gas provvisoria attivata nell'obitorio del crematorio, essi ammazzarono i prigionieri di guerra sovietici e gli Ebrei giunti con i primi trasporti.
Nelle immediate vicinanze di Auschwitz I si trovavano la maggior parte degli uffici e dei reparti, da dove le autorità del Lager dirigevano e supervisionavano l'ulteriore ampliamento del complesso.
La seconda parte del Lager era costituita dal campo di Birkenau, detto anche Auschwitz II. I nazisti ne cominciarono la costruzione nell'ottobre 1941 nel villaggio di Brzezinka, situato a 3 km dal campo madre, dopo averne fatto evacuare la popolazione polacca e una volta demolite le fattorie requisite. Questo campo era il più grande non solo del complesso di Auschwitz ma dell'intero sistema dei campi nazisti, sia per la superficie occupata e per il numero di baracche sia per il numero di prigionieri di volta in volta internativi; ma lo era soprattutto perché qui perì il maggior numero di persone. Nell'area del campo di Birkenau vennero costruiti la maggior parte degli impianti per lo sterminio di massa degli Ebrei - quattro costruzioni dotate di camere a gas e forni per la cremazione dei cadaveri (denominati Crematorio II, III, IV e V), nonché due camere a gas provvisorie allestite in case requisite a Polacchi (dette bunker nr 1 e 2 o anche la casetta bianca e la casetta rossa).
Per rendere più agevole il processo di annientamento massivo degli Ebrei, nel centro di Birkenau nel 1944 venne costruita un'altra banchina con un raccordo ferroviario che terminava fra le camere a gas e i crematori.
Il Lager di Birkenau non aveva un carattere uniforme. Era composto infatti di alcune parti distinte, ognuna delle quali aveva destinazione e storia diverse. Vi si trovavano campi distinti per uomini e per donne di varie nazionalità, sia Ebrei che non-Ebrei, i cosiddetti campi familiari per gli Ebrei del ghetto di Teresin (Theresienstadt) e per gli Zingari, campi transitori per gli Ebrei d'Ungheria. Vi era inoltre la quarantena per i nuovi arrivati e un campo in cui venivano trattenuti i detenuti malati (il cosiddetto campo ospedale). Venne inoltre separato un settore in cui avveniva la raccolta e lo smistamento degli averi depredati agli Ebrei deportati al campo, chiamato "Canada" nel gergo del Lager.
GUIDA TURISTICA AUSCHWITZ - I sottocampi di Auschwitz
Negli anni 1942-1944 i nazisti fondarono una ulteriore rete di sottocampi. Essi venivano istituiti per lo più nei pressi di stabilimenti industriali tedeschi di vario tipo o anche di aziende agricole o di allevamento, sfruttando la manodopera coatta fornita dai prigionieri. In totale ne sorsero circa 50.
Il sottocampo più grande, denominato Buna, venne fondato dalle autorità del campo nel 1942 nei terreni o precedentemente evacuati del villaggio polacco di Monowice, nei pressi della città di Oswiecim. Il consorzio tedesco IG Farbenindustrie vi costruì un enorme stabilimento per la produzione di gomma e benzina sintetiche sfruttando la manodopera dei detenuti e anche dei prigionieri di guerra sovietici e degli operai coatti.
Il campo di Buna costituiva la terza parte del Lager di Auschwitz. In seguito fu ridenominato Auschwitz III, o anche KL Monowitz, e controllava la rete di sottocampi ad esso sottoposta, fondati dagli stabilimenti industriali tedeschi, soprattutto in Slesia.
In tutte queste parti del complesso e nei sottocampi migliaia di prigionieri denutriti, soggetti ad un terrore brutale, costretti con la forza a lavorare, condannati a morte, vivevano in un'atmosfera di pericolo costante.
GUIDA TURISTICA AUSCHWITZ - La fondazione del Museo di Auschwitz-Birkenau.
Alcuni mesi dopo la fine della guerra e la liberazione dei campi nazisti, alcuni prigionieri polacchi sopravvissuti all'inferno di Auschwitz, cominciarono a diffondere l'idea di commemorare le vittime del più grande luogo di sterminio, quale era il campo di Auschwitz. La proposta fu avanzata pubblicamente a Varsavia già nel dicembre 1945 dall'ex detenuto Alfred Fiderkiewicz, nel corso di una seduta del parlamento polacco provvisorio. Nell'aprile del 1946 nell'ex campo giunse un gruppo di sopravvissuti polacchi che intendevano istituirvi un Museo. Essi si presero cura delle migliaia di pellegrini e visitatori, che avevano cominciato a venire in massa al campo col proposito di cercarvi tracce dei propri cari, pregare e rendere omaggio a quanti vi erano stati trucidati.
Il 2 luglio 1947 il Parlamento polacco (Sejm) emanò una legge sulla conservazione dei terreni e dei fabbricati dell'ex campo, considerati luogo di martirio internazionale, istituendo così il Museo Statale di Auschwitz -Birkenau (Panstwowe Muzeum Oswiecim-Brzezinka).

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aggiornato il 27-07-2011
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