La politica di ristrutturazione urbanistica
condotta da Nicolae Ceauşescu dal 1977 al 1989
ha comportato la distruzione
di parte del patrimonio architettonico della città,
privilegiando la costruzione di edifici di carattere
monumentale, spesso rimasti incompiuti. Il Palazzo
del Parlamento è il secondo più grande
palazzo amministrativo del mondo. Altri edifici monumentali
sono i Palazzi di Mogosoaia (inizio del XVIII secolo),
Stirbey (1835), Cotroceni (XVII secolo, (ora Palazzo
Presidenziale), gli edifici della Biblioteca centrale
dell’Università (1893) e l’edificio
dell’Università di Bucarest (1869).
Nel corso del XX secolo sono stati
costruiti il Palazzo Cantacuzino (1900), il Palazzo
Reale (1935) e l’Arco di trionfo (1920). Si ricordano
inoltre il monastero di Antim (inizi XVII secolo) e
le chiese del Patriarcato (1655), di Doamnei (XVII
secolo) e di Curtea Veche (XVI secolo).
I maggiori musei sono il Museo Nazionale di Antichità (materiale
archeologico e del periodo feudale) e il Museo d'Arte
che, oltre alle raccolte di arte feudale e moderna
romena e di arte orientale, conserva anche una sezione
di arte occidentale. Nel 1967 l'edificio che ospita
il museo (ex palazzo reale di stile neoclassico degli
anni Trenta) era stato requisito in gran parte dallo
stato maggiore di Ceausescu e nel dicembre del 1989 è stato
al centro dell'insurrezione. Tra gli altri musei si
ricordano come importanti il Museo della Romania contadina
e il Museo Etnografico all’aperto, entrambi con
esposizione di abiti, manufatti e strutture edilizie
delle campagne antiche.
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Guida turistica
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