Venezia nel medioevo

 

ORIGINE DI VENEZIA
Al tempo dell'Impero Romano, Venezia non esisteva ancora. Sul luogo dove ora essa sorge, non v'erano allora che isolette di sabbia e di fango.
La sua storia inizia soltanto nel V secolo dopo Cristo. Fu allora che quelle isolette della laguna cominciarono a popolarsi. In quel periodo l'Italia venne invasa dai barbari. Ebbene quando le orde barbariche occuparono il Veneto, le popolazioni di questo territorio fuggirono dalle loro città e cercarono scampo nella laguna. E là, su quel gruppo di isolette deserte, decisero di stabilire le loro nuove dimore.
Dapprima costruirono delle palafitte, poi formarono dei villaggi e s'ingegnarono a vivere soprattutto coi prodotti della pesca e col commercio del sale. In meno di due secoli, sulla laguna veneta si andarono formando alcuni grossi centri abitati. Di questi, i più importanti furono Grado, Eracléa e Torcello. Ma verso il X secolo, la maggior parte della popolazione si trasferì nell'isola di Rialto, la quale, essendo circondata da altre isole, si mostrava meno esposta agli assalti in caso di guerra e poteva quindi essere difesa abbastanza facilmente. Proprio su quest'isola e su quelle immediatamente vicine ad essa, si andò sviluppando ben presto una grande città, che doveva chiamarsi Venezia e divenire in seguito la più potente fra le Repubbliche marinare d'Italia.

STATO AUTONOMO
Nei primi tempi della sua esistenza, Venezia dipese dall' Impero Bizantino. Era governata da « tribuni », i quali erano nominati dall'esarca di Ravenna.
Verso la fine del VII secolo, gli abitanti di Venezia ottennero però di poter nominare da sé il loro governatore.
Sembra che il primo sia stato Paoluccio Anafesto (anno 697), al quale i Veneziani diedero il titolo di doge (duca).
Nell' 810, Pipino, figlio di Carlo Magno, tentò di sottomettere le isole della laguna, ma gli abitanti di queste, asserragliatisi nell'isola di Rialto, riuscirono a sconfiggere le navi del re franco.
E un secolo dopo, approfittando della decadenza dell'Impero Bizantino, Venezia si sottrasse al suo dominio e costituì uno Stato completamente autonomo.
Narra la tradizione che in quel tempo due mercanti veneziani riuscirono a trafugare da Alessandria d' Egitto il corpo dell' Evangelista San Marco e a trasportarlo a, Venezia. Da allora il Santo divenne il Patrono della città, la quale, in suo onore, venne appunto chiamata Repubblica di San Marco.

LO «SPOSALIZIO DEL'MARE»
Verso la fine del X secolo, la Repubblica di Venezia si trovò a dover combattere la pirateria dei Croati. Questi, dalle coste della Dalmazia e dell'Istria, infestavano da tempo il Mare Adriatico e ostacolavano il commercio marittimo di Venezia. Per evitare che questi pirati molestassero le navi veneziane, alcuni dogi avevano deciso di offrire loro un grosso tributo annuale. Ma il doge Pietro Orseolo II non volle scendere a nessun patto coi pirati. Decise di sterminarli per dare a Venezia la sicurezza sul mare. Egli, non solo riuscì a liberare l'Adriatico dal flagello della pirateria, ma occupò la Penisola Istriana e molte città della Dalmazia. Con questa vittoria, Venezia si assicurava il dominio del Mare Adriatico, e quindi la possibilità di navigarlo con sicurezza. A ricordo di questa grande impresa, venne istituita una festa annuale che fu chiamata : « lo sposalizio del mare ». La festa, che veniva celebrata nel giorno dell'Ascensione, comprendeva la Seguente caratteristica cerimonia: il doge, su un'imbarcazione detta « bucintoro » ( bucio in oro, ossia barca dorata), si avviava verso il largo, seguito da tutta la flotta veneziana e da una moltitudine di gondole imbandierate. Giunto all'entrata del porto, il doge gettava in mare un anello nuziale e pronunciava solennemente queste parole: « o mare, noi ti sposiamo, in segno di vero e perfetto dominio. »

VENEZIA E LE CROCIATEnavi veneziane
La Serenissima ebbe con le Crociate un'occasione per lo sviluppo dei commerci in Oriente. Particolarmente favorevole fu la 4° Crociata, organizzata da papa Innocenzo III nell'anno 1198. L'esercito Crociato, non avendo mezzi per andare in Terrasanta, domandarono l'aiuto di Venezia. Il doge Enrico Dandolo mise a disposizione tutte le navi che aveva la Repubblica, a patto che i Crociati li avessero aiutati a riprendere Zara la città che era insorta contro Venezia.
Ripresa Zara, il doge si servì ancora delle truppe Crociate per i suoi intenti. Invece di mandarli verso la città di Gerusalemme, li inviò a Costantinopoli. Voleva riportare sul trono l'imperatore Isacco l'Angelo, rovesciato perché favorì i traffici commerciali dei Veneziani con l'Oriente. Dal momento in cui Isacco fu messo di nuovo sul trono, si ebbero a Costantinopoli forti disordini, a questo punto Enrico Dandolo fece assaltare la città. Costantinopoli venne conquistata e saccheggiata e l'Impero Bizantino cadde (anno 1204).

PROSPERITÀ DI VENEZIA
La ricchezza della repubblica veneta, dipendeva unicamente dal commercio che intensifico sempre più. Nei secoli quattordicesimo e qunidicesimo, nessun'altra città europea riusciva ad eguagliare il commercio di Venezia: essa aveva sotto il suo controllo tutto il commercio dei prodotti orientali. Le navi della repubblica portarono in Europa seta cinese, tappeti persiani, spezie indiane e profumi arabi. I suoi Cantieri riuscivano a costruire una nave al giorno, primato non eguagliato da nessun'altra città marinara in quel tempo in Europa.
Nel 1455, il reddito annuale della Repubblica ammontò a 800 mila ducati, e fu superiore di molto a quello di Firenze (200 mila ducati), che a quei tempi era una delle città commercialmente più ricche d'Europa,
Le grandi somme ottenute con il traffico commerciale permisero di arricchire Venezia con bellissimi palazzi, splendenti di marmi, moltissime chiese e parecchie case vennero ornate con affreschi e mosaici. Il palazzo più ricco di ornamenti fu la Ca' d'Oro: essa venne chiamata in questo modo perché il proprietario, Marino Contarini, volle che la maggior parte della facciata di marmo venisse ricoperta con decorazioni in oro.

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[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 6-03-2014