Umanesimo

 

IN UNA DISADORNA cella di un convento medioevale, un monaco sta ricopiando l'opera di un antico scrittore latino: lentamente, i fogli scritti con cura paziente si ammucchiano sul tavolo che gli serve da scrittoio. Nella città, a qualche chilometro di distanza, intanto, la vita comunale è in piena attività: nelle strade, nelle botteghe, negli uffici si trattano affari e traffici di ogni genere, producendo prosperità e anche un certo amore per la cultura, la civiltà, gli interessi umani. Il monaco scrivano nel suo convento; i cittadini indaffarati nella città : questi sono gli uomini che preparano, in modi diversi, l'Umanesimo.

CHE COS'È L'UMANESIMO
Tradizionalmente, nel secolo XV si fa terminare il Medioevo e cominciare l'età moderna. Certo, non dobbiamo pensare che questa sia una semplice divisione cronologica. Si designa quel periodo, perché in esso avvenne un cambiamento nel modo di pensare, di vivere, di vedere il mondo, soprattuto in Italia, che fu chiamato Umanesimo (da uomo).
Perché e come avvenne? Vediamo ora di esaminarne cause:
Cause politiche: nell'era comunale, le città italiane combatterono contro le pretese degli imperatori germanici: ed era naturale che, in questa lotta per l'indipendenza e la libertà, gli Italiani si ricordassero di essere discendenti di valorosi antenati, i Romani, e si appassionassero alle loro grandi gesta, provando il desiderio di conoscere meglio quel mondo latino così glorioso. Cause sociali: nei Comuni, nelle città del Medioevo, con la prosperità e il benessere si diffondeva anche un desiderio di elevazione, di miglioramento sociale: l'uomo doveva essere un uomo, conscio della propria dignità umana, e non un servo, un numero. E anche questa volta il cittadino antico, il Greco e il Romano, è il modello a cui guardare, l'ideale da raggiungere.
Cause culturali: abbiamo già detto delle opere classiche che i monaci avevano trasmesso agli uomini, durante il Medioevo; quando i comuni divennero forti e prosperi, col rifiorire delle arti, delle scienze, della letteratura, queste opere furono lette, commentate con passione; nei Greci e nei Latini, nella loro storia, nel loro costume, gli umanisti riconoscono l'uomo ideale; e così essi volevano che fosse l'uomo dei loro tempi. Cause religiose: la Chiesa, pur apprezzando la cultura dell'antichità greca e romana, fece in modo che le idee, caratteristiche dell'Umanesimo non fossero in contrasto col pensiero e la morale cristiana. La Chiesa, inoltre, favorì gli studi latini nel clero, perché comprese che essi lo avrebbero formato meglio. Perciò il Papato, con grande intuito, incanalò l'Umanesimo e ci fu anche un papa umanista, Pio II (1458-1464). In questo modo, l'Italia ebbe ancora nel Papato una forza europea, universale. A questo punto, possiamo tirare le somme. Abbiamo visto che l'Umanesimo ebbe come sua causa e nello stesso tempo come caratteristica principale uno studio, un interesse enorme per l'antichità greca e romana ; questo perché si voleva, prendendo esempio dagli antichi, dar maggior valore all'uomo e alla sua personalità.
Bisogna ritornare agli antichi, dicevano in sostanza gli umanisti solo prendendo esempio da loro l'uomo potrà di nuovo essere forte, degno, libero, potrà avere desiderio di conoscere e dominare la natura, potrà migliorare tutte le sue qualità. Così dicevano già i più grandi scrittori del secolo precedente, il più importante dei quali fu Francesco Petrarca; e così dicevano gli educatori, i poeti, ì prìncipi più colti e intelligenti, gli artisti.
Infatti, noi troviamo le manifestazioni dell' Umanesimo in tutti i campi: nelle opere letterarie, educative, artistiche. Nella pittura e nella scultura del '400 compare il ritratto, e quindi l'uomo, come elemento importante.
Nell'architettura si torna alla geometria classica degli antichi.

LE CONSEGUENZE DELL'UMANESIMO
Quali furono le conseguenze di questo nuovo modo di pensare? L'Umanesimo, nel campo della cultura, portò grandi vantaggi: lo studio del greco, ad esempio, ebbe grande influenza sulla storia del pensiero, perché si potè venire a conoscenza diretta dei grandi filosofi greci. Nel campo artistico, esso fu una delle cause di quel grandioso rifiorire delle attività umane (poetiche, letterarie, artistiche, religiose, morali) che avvenne nel '500 e che si chiamò Rinascimento. Nel campo politico, invece, l'Umanesimo non portò vantaggi all'Italia; è vero che l'idea dell'unità d'Italia comparve proprio durante l'Umanesimo, ma non per una esigenza di unione di tutti gli Italiani; l'unità italiana era vista come la grande impresa di un uomo superiore (non per niente Lorenzo il Magnifico era un uomo dell'Umanesimo!). Nelle varie città, nei vari principati, il popolo non sentiva l'esigenza dell'unità nazionale, perché viveva in un modo che soddisfaceva il suo spinto, i suoi bisogni.
Per questo l'Italia divenne nel '600 il paese più importante d'Europa dal punto di vista culturale (Leonardo, Michelangelo, Machiavelli, Ariosto, Tasso), ma rimase politicamente in secondo piano.

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[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 8-10-2014