Turchi in Europa

 

NEL MESE DI MAGGIO del 1453 giunse in Europa questa tremenda notizia: dopo un assedio di 55 giorni, i Turchi infedeli erano riusciti a far cadere Costantinopoli. Crollava così l'Impero Cristiano d'Oriente che aveva avuto inizio nel 395 dopo Cristo, alla morte dell'imperatore Teodosio il Grande.
Il programma dei Turchi era ben chiaro: essi tendevano alla conquista dell'intera Europa per fondare un grande impero e per propagare tra i popoli cristiani la religione maomettana. Il momento era dunque di una gravita estrema.

VANO APPELLO DEL PAPA
Pieni di entusiasmo per la strepitosa vittoria ottenuta sulle forze dell'Impero Bizantino, i Turchi decidono di dare immediatamente seguito alle loro conquiste Tra il 1456 e il 1459, le maggiori isole del Mar Egeo (Lemno, Imbro, Samotràcia Taso) cadono nelle mani degli Infedeli.
Intanto, anche le regioni della Grecia centrale passano in pochi anni in potere dei conquistatori. Quale esercito riuscirà a far fronte alla travolgente avanzata dei Turchi, che minacciano di invadere, da un momento all'altro, l'intera Europa? Il primo a prendere un energico provvedimento è papa Pio II. Come aveva fatto tre secoli e mezzo prima papa Urbano II per liberare il Santo Sepolcro dai Turchi, egli decide di bandire una crociata contro gli Infedeli.
Il 26 settembre 1459, nel Duomo di Mantova, convoca i più potenti sovrani d'Europa per invitarl a unirsi nella guerra contro i Turchi. Ma purtroppo il Pontefice non ottiene ciò che aveva sperato: i sovrani, discordi tra loro e preoccupati unicamente dei loro interessi particolari, noi rispondono all'appello di Pio II. L'entusiasmo religioso che aveva animato nel XII secolo i Crociati, sembra tramontato.

ALTRE CONQUISTE DEI TURCHI
Intanto, la marcia conquistatrice dei Turchi non ha sosta. Invasa la Tracia nord-occidentale (Bulgaria), essi puntano contemporaneamente su tre direzioni: la Valàcchia (nell'attuale Romania), la Serbia (in Jugoslavia) e l'Albania.
Meno quest'ultima, che resiste tenacemente agli attacchi dei conquistatori, le altre due regioni sono ben presto occupate dagli Infedeli. Alla fine del 1462, anche l'Erzegòvina e la Bòsnia, altre due regioni della Jugoslavia, vengono invase. Ormai i Turchi si stanno avvicinando a grandi passi verso il centro dell'Europa.
impero turco nel 1500
L'ESTREMA DECISIONE DEL PAPA
Deciso a salvare ad ogni costo l'Europa cristiana dall'invasione degli Infedeli, Pio II prende una risoluzione coraggiosa. Radunati i cardinali nel settembre del 1463, egli rivolge loro queste parole :
« Ho deciso di andare di persona contro i Turchi e di spingere così i sovrani d'Europa ad imitare il mio esempio. Forse, quando vedranno il Vicario di Cristo, vecchio e infermo, partire per la guerra, si vergogneranno di rimanere a casa, impugneranno le armi e si decideranno finalmente a difendere la nostra santa religione! ».
Poche settimane dopo, il Pontefice invita tutti i monarchi cristiani alla guerra santa e designa Ancona come luogo di raduno. Il piano di Pio II è quello di unire le forze dei Crociati e quelle degli Albanesi, che stanno resistendo con accanimento all'avanzata dei Turchi.
Ma mentre è in attesa delle truppe e delle navi cristiane che devono prendere parte alla grande spedizione, Pio II, assai vecchio e malfermo in salute, cessa di vivere. La morte del Pontefice fa fallire la Crociata.
Gli unici decisi ad affrontare i Turchi sono i Veneziani : essi vedono minacciata da vicino buona parte dei loro domini sul mare Egeo (l'isola di Eubéa, alcune isole delle Sporadi, la Dalmazia, l'Istria e il Friuli).

I TURCHI ALLE PORTE DI VENEZIA
La lotta tra Venezia e i Turchi, iniziata nello stesso 1463, si fa subito particolarmente accanita. I Veneziani, decisi a non perdere i loro domini, impegnano negli scontri tutte le loro forze. Dopo alcuni anni di guerra incerta, nel 1470 i Turchi decidono di impadronirsi di Eubea, il maggiore possedimento veneziano nell'Egeo. Le forze impegnate dai Turchi sono impressionanti : 300 000 uomini e una flotta di quattrocento navi; i Veneziani decidono di sostenere l'assalto nemico trincerandosi nella grande fortezza dell'isola. All'alba del 12 luglio 1470, i Turchi sferrano il loro poderoso attacco per terra e per mare. Per ben due giorni infuria la battaglia; poi, stremati, i Veneziani si arrendono. L'impressione prodotta in Italia per la caduta di Eubea è grandissima. Ma sebbene Paolo II bandisca una nuova Crociata, Venezia si trova ancora sola contro il potente nemico. Nel 1477, dopo altri sette anni di guerra, ecco che subisce un altro gravissimo colpo. Proveniente dalla Bosnia, un numeroso esercito turco compare sulla sponda sinistra dell'Isonzo. Lo scontro tra le milizie veneziane e i guerrieri turchi è violentissimo : sopraffatti dalla cavalleria nemica, i Veneziani sono costretti a darsi alla fuga. I Turchi li inseguono fino al Piave. Sebbene abbia il nemico alle porte, Venezia non si da per vinta: i suoi cittadini si lanciano sui Turchi con tale impeto che questi sono costretti a battere in ritirata. Ma ormai Venezia si vede costretta a chiedere la pace (anno 1479). Le condizioni sono dure: deve cedere ai Turchi l'Eubea, le Sporadi, altre minori isole dell'Egeo. Venezia vedeva crollare il suo dominio sul Mar Egeo. Tuttavia nemmeno il crollo della potenza di Venezia riuscì a smuovere i sovrani d'Europa. La mancanza di entusiasmo religioso aveva dunque favorito l'avanzala in Europa dei Turchi infedeli.

L'IMPERO TURCO
I Turchi, che fino a tre secoli prima formavano delle tribù di predoni nel centro dell'Asia, erano riusciti a fondare un vastissimo impero. Esso si estendeva dal Mare Adriatico all'alto Eufrate, dal Danubio ai Mediterraneo orientale. Caduto l'Impero Cristiano d'Oriente, quello turco prendeva il suo posto e rappresentava per l'Europa un gravissimo pericolo. Le grandi nazioni europee vedevano minacciata la loro potenza e la Chiesa Cattolica vedeva in pericolo la religione cristiana.
Dovranno passare molti anni prima che gli Stati cristiani si uniscano per ricacciare nelle loro terre i conquistatori infedeli.

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[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 8-10-2014