La scoperta dell'america

 

IL GRANDE CAPITANO siedeva al suo tavolo di lavoro nell'unico alloggiamento sulla nave. La cabina è minuscola e collocata, sul castello a poppa. II re di Spagna gli ha dato tre caravelle per provare la magnifica avventura nel Mare tenebroso. Il suo viaggio verso occidente è incominciato. Laggiù, sulla sua rotta, lui sa che ci sono le coste orientali dell'Asia, le terre del Cipango e del Catai.

LE NAVI
Le tre caravelle vennero costruite con i soldi dei cittadini di Palos. La città aveva compiuto un atto di disobbedienza alle leggi statali e fu condannata a pagare con i suoi soldi la costruzione di tre caravelle. Le vele erano di forma quadrata, più adatte di quelle triangolari al vento dell'oceano. Su ogniuna delle tre navi c'era la bandiera dei Re Cattolici spagnoli. La Santa Maria aveva anche il vessillo di Colombo. Sulle navi esisteva un singolo alloggio, quello riservato al capitano; gli altri componenti dell'equipaggio dovevano accontentarsi di dormire nel residuo spazio lasciato dalle attrezzature di bordo, e dal cibo, dall'acqua e da alcuni cannoni. Su ogniuna delle navi c'era un pilota, un ufficiale e un medico, oltre il capitano.

DATI DELLE NAVIla nina lapinta e la santa maria le caravelle di Colombo
La Santa Maria era la l'ammiraglia; non era una caravella ma una nao, nave più robusta ma più lenta delle caravelle. Il suo primo nome fu quello di La Gallega (La Galliziana), cambiato da Colombo. La Santa Maria aveva una stazza di circa 230 tonnellate, lunga circa 30 metri (20 in coperta) e larga 9. L'equipaggio era formato da 39 uomini. La Pinta ebbe il suo nome forse da un armatore che si chiamava Pinto. Era un piccolo veliero ed aveva una stazza di circa 75 tonnellate, lungo 22 metri e largo 7, l'equipaggio era formato da 26 uomini. Dal suo ponte fu avvistato per la prima volta la terra del Nuovo Mondo, e fu la prima a ritornare in Spagna. Il suo capitano era Martin Alonso Pinzón.
La Nina era la più piccola fra le tre navi di Colombo. Il nome originario era Santa Clara, ma era più nota con il sopranome di Nina. Aveva una stazza di 60 tonnellate, lunga 20 metri e larga 7. Aveva 22 membri di equipaggio. Il capitano era Vincente Yànez Pinzón.

ITINERARIO DEL PRIMO VIAGGIO DI CRISTOFORO COLOMBO
VENERDI 3 AGOSTO - Il piccolo convoglio di Colombo parte dal porto fluviale di Palos de la Frontera, sul Rio Tinto. Palos si trova a 8 chilometri dal mare aperto. All'uscita dall'estuario le navi si dirigono al largo e puntano decisamente a sud, verso le isole Canarie.
7 AGOSTO - La Pinta accusa un'avaria al timone e si dirige a Gran Canaria, mentre le altre due navi fanno rotta per l'isola di Gomera. Il mare è calmo. Il vento cala La navigazione rallenta. A dritta, sopra Tenerife il vulcano brontola minaccioso e lancia fuoco e cenere in aria.
L'equipaggio si affanna a fare mille scongiuri contro quello iettatore di vulcano, la cui eruzione viene considerata come un segno di cattivo augurio.
12 AGOSTO - La Santa Maria e la Nina gettano l'ancora nel porto di San Sebastian dell'isola Gomera. In un primo tempo Colombo cerca una nave per sostituire la Pinta, ma non trova alcun veliero adatto. Intanto fa caricare cibo fresco e acqua. Dopo 10 giorni da ordine di partire per raggiungere la Pinta.
25 AGOSTO - Scalo a Las Palmas a Gran Canaria. Colombo fa cambiare la velatura alla Nina e fa eseguire una nuova incatramatura alla chiglia.
1 SETTEMBRE - Nuova partenza per Gomera.
2 SETTEMBRE - Arrivo a San Sebastian, dove si completano definitivamente le provviste.
6 SETTEMBRE - Colombo ordina: rotta ovest, niente a nord, niente a sud. Per giungere Cipango, Colombo veleggia in precisa direzione ovest dalle Canarie. Già esperto marinaio di quei mari, egli sa che su quella latitudine spirano costanti venti (alisei) verso occidente. L'ultima punta di terra africana scompare ben presto all'orizzonte. Le tre navi, sole
nell'immenso Mare tenebroso, navigano in acque sconosciute. Per quanti giorni dovranno navigare prima di incontrare terra? E l'incontreranno?
14 SETTEMBRE - Il mare è tranquillo, il vento costante, il tempo bello. Il Capitano Generale nota nel suo diario: l'aria era come in aprile in Andalusia; la sola cosa che si desiderasse era di udire il canto dell'usignolo.
18 SETTEMBRE - La flotta incontra il Mare dei Sargassi. Il banco vastissimo di alghe, che impauri dapprima i marinai, non ostacola per nulla la navigazione.
25 SETTEMBRE - Un primo segno grave di ammutinamento. Sono passate tre settimane senza che nessuna terra appaia. Tutti danno segni di nervosismo. La ribellione viene prontamente stroncata.
5 OTTOBRE - Si scorgono segni che fanno sperare la vicinanza della terra: stormi di uccelli in continuo volo.
10 OTTOBRE - Niente ancora in vista. Le caravelle navigano da 34 giorni e per 34 giorni si sono visti solo acqua e cielo. Dove vuole portarci quel pazzo di un genovese? Ma era inutile lamentarsi poiché egli aveva intrapreso il viaggio per raggiungere le Indie, e doveva quindi proseguire fino a che le avesse trovate (così Colombo nel suo diario). Solo la fede e l'energia del navigatore, la certezza che egli aveva nel suo cuore e nella sua mente seppero vincere l'ostilità delle ciurme.
11 OTTOBRE - La terra non può essere lontana. Sull'acqua si scorgono ciuffi d'erba fresca, rami d'albero e poi un piccolo tronco spinoso carico di bacche rosse. Gli uomini non pensano più a tornare, ad obbligare il Capitano Generale ad invertire la rotta. La terra è veramente vicina.
NOTTE FRA L'11 E IL 12 OTTOBRE - Nessuno va a dormire, nessuno può dormire. Addossati alle murate, in silenzio, con gli occhi spalancati nell'infinito buio gli uomini scrutano ansiosi. Colombo ha promesso 5000 maravedis a chi per primo vedrà la tanto sospirata terra.
ORE 2 del 12 ottobre - Tierra! Tierra! Il grido tanto atteso. Lo lancia Rodrigo de Triana dalla coffa della Pinta. Il capitano Pinzón verifica l'avvistamento e fa sparare un colpo di cannone. Poi riduce la velatura per permettere alla nave ammiraglia di avvicinarsi. E proprio la terra, questa volta.
12 OTTOBRE - Prima di mezzogiorno trovano una baia adatta (oggi detta Long Bay o Fernandez) e calano le ancore. Il Capitano Generale, ora chiamato Ammiraglio, va a terra in una lancia seguito dai capitani delle caravelle. E, tutti avendo reso grazie a nostro Signore, inginocchiandosi al suolo, baciando la terra con lacrime di gioia per l'incommensurabile grazia di averla raggiunta, l'Ammiraglio si levò e diede all'isola il nome di San Salvador. L'isola di Colombo viene identificata in quella che ancor oggi viene chiamata San Salvador (Watling dagli Inglesi), nell'arcipelago delle Bahama. Sino alla metà di gennaio del 1493 Colombo esplora alcune isole (fra cui la grande Cuba, battezzata dal genovese Juana e Haiti, battezzata Hispaniola); non trova però ciò che si aspettava: abbondanza di oro, gioielli e le preziose spezie. Ma intanto bastava quello che aveva trovato per convincere le Loro Maestà di essere giunto in una terra ricca di prodotti e di docili abitanti adatti a servire come schiavi. Una ulteriore esplorazione più approfondita avrebbe certamente fatto conoscere le zone tanto decantate per la loro ricchezza: le Indie favolose di Marco Polo ai cui margini egli credette di essere giunto (e morirà con questa convinzione).
25 DICEMBRE - La Santa Maria urta in un banco di corallo; la chiglia viene forata e la nave affonda. La perdita della nave obbliga Colombo a lasciare a terra alcuni uomini: 39 sotto il comando di Diego de Haranta. Essi devono fondare una colonia e costituiranno il primo tentativo degli uomini dell'Europa di stabilirsi nel Nuovo Mondo.
16 GENNAIO - Le due caravelle rimaste si staccano da Hispaniola e iniziano il viaggio di ritorno. In questo viaggio Colombo non segue la stessa rotta dell'andata. Punta a nord e segue il parallelo delle Azzorre. Fu un caso o Colombo sapeva? Egli, in questo modo, seguì la migliore rotta verso l'Europa, favorito dai venti che in quella latitudine spirano verso est.
20 FEBBRAIO - Sbarco alle Azzorre (a Santa Maria).
4 MARZO - Sbarco al Rastello, presso Lisbona.
15 MARZO - Sbarco a Palos. Sono trascorsi 224 giorni da quella lontana mattina della partenza. Colombo torna con la meravigliosa notizia. L'India è stata raggiunta navigando verso occidente. Il grande navigatore non sapeva di aver scoperto un nuovo continente. Non sapeva di aver chiuso col suo atto audace e meraviglioso un'epoca della storia e di averne iniziata un'altra.

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