sovrani del regno italico

 

QUANDO SI NOMINA il regno d'Italia ci si riferisce a quello che ha avuto inizio nel 1800, e precisamente nell'anno 1861. Non tutti forse sanno che circa un millennio prima, e cioè nel IX secolo dopo Cristo, l'Italia; era un regno indipendente, che comprendeva buona parte della penisola. Ma la vita di quel regno, che passò alla storia col nome di « regno italico », fu assai breve. Esso durò infatti appena 73 anni (dall'888 al 961 d.C). Quali furono i migliori sovrani del « regno italico » e di quali vicende storiche fu protagonista ciascuno di essi?

COME SI FORMÒ IL « REGNO ITALICO »
Nell'anno 887 dopo Cristo, Carlo il Grosso, l'ultimo degli imperatori carolingi, veniva deposto dal trono per l'inettitudine dimostrata durante il regno. Non era stato capace di far fronte alle frequenti incursioni dei Normanni e alle discordie dei grandi feudatari, sempre più malcontenti. Con la sua deposizione si sfasciava l'unità dell'Impero creato da Carlo Magno: infatti, nei territori che lo componevano si vennero formando nuovi Stati. Tra questi vi fu appunto il « Regno italico », che ebbe per capitale Pavia. A capo di questo regno che, come abbiamo detto all'inizio del capitolo, comprendeva buona parte della penisola, venne generalmente nominato uno dei maggiori signori feudali. Questi riceveva il titolo di « re » dagli altri feudatari, i quali spesse volte, poco dopo l'elezione, ne divenivano invidiosi. Non esitavano quindi a ribellarglisi e a contrapporgli un nuovo re. Per questa ragione e per l'opposizione di molti rivali, che non volevano riconoscere il potere dei « re », i 73 anni del « Regno Italico » furono molto spesso turbati da lotte e da gravi disordini.

BERENGARIO I (888-924)
Dopo la deposizione di Carlo il Grosso, un'assemblea di feudatari riunitasi a Pavia eleggeva « re d'Italia » Berengario, marchese del Friuli. Questi, essendo nato dalla figlia di Ludovico il Pio (figlio a sua volta di Carlo Magno), era strettamente imparentato con la dinastia carolingia. Ma la sua nomina non fu vista di buon occhio da un altro potente signore: Guido, duca di Spoleto. Infatti, non appena Berengario salì al trono, Guido di Spoleto si levò a contrastargli il potere. Tra i due scoppiò una lunga lotta, che si concluse con una vittoria riportata dalle truppe di Guido di Spoleto sul fiume Trebbia.
In seguito a questo successo militare, anche Guido di Spoleto venne riconosciuto re (889), contemporaneamente a Berengario I. Questi non si rassegnò alla dura sconfìtta; ma nel frattempo, per sua fortuna, Guido di Spoleto morì (894). Tuttavia era destino che Berengario non potesse godere di un periodo di pace. Infatti, ben presto, egli si trovò a dover fronteggiare, nella Pianura Padana, le continue scorrerie fatte dagli Ungheri e, nell'Italia centrale, la minaccia dei Saraceni provenienti dal mare. Purtroppo, Berengario non ebbe vittoria sugli Ungheri. Riuscì invece a condurre felicemente a termine la lotta contro i Saraceni (915), liberando così dal pericolo delle loro scorrerie Napoli e Roma. L'insuccesso della lotta contro gli Ungheri doveva costare la vita a Berengario. Infatti, alcuni suoi rivali lo ritennero incapace di difendere il regno dalle invasioni straniere e decisero perciò di eliminarlo. Nell'anno 924, Berengario, il primo sovrano del « Regno italico », veniva assassinato in una chiesa di Verona.

UGO DI PROVENZA (926-946)
Due anni dopo la morte di Berengario I, i grandi feudatari nominarono re d'Italia Ugo di Provenza. Questi salì al trono con un programma ben preciso: estendere il suo dominio su Roma e sui territori che facevano parte dello Stato della Chiesa. Per poter realizzare il suo piano, egli non esitò a sposare Marozia (931), una vedova più anziana di lui, che aveva una grande influenza in Roma. Marozia era infatti nientemeno che la madre di Giovanni XI, il Papa allora in carica.
Con questo matrimonio, Ugo di Provenza si riprometteva di entrare in possesso dei territori della Chiesa. Ma il piano ben congegnato del sovrano fallì in seguito alla rivolta dei Romani (anno 932), capeggiata da Alberico, uno dei numerosi figli di Marozia.
Ugo di Provenza tentò più volte di entrare in Roma, ma ogni volta venne ricacciato dalle truppe di Alberico, che governava la città con il titolo di « principe e senatore dei Romani ».
Ugo di Provenza dovette inoltre difendere la parte settentrionale del regno (Liguria e Lombardia attuali) dai Saraceni provenienti dalla Spagna. Negli ultimi anni del suo regno, il sovrano governò dispoticamente suscitando il malcontento dei feudatari. Essi allora decisero di offrire la corona al suo giovane figlio, Lotario, a patto però che rimanesse sotto la tutela del Marchese d'Ivrea. Questi si chiamava Berengario ed era nipote del primo sovrano del Regno italico. Di fronte alla decisa ostilità dei feudatari, Ugo di Provenza si scoraggiò e non trovò altra soluzione che ritirarsi ad Arles (in Francia), ove cessò di vivere nel 947.

BERENGARIO II (950-966)
Nel 950 il giovane Lotario morì improvvisamente e la sua fine destò in molti il sospetto che Berengario l'avesse fatto avvelenare. Il marchese d'ivrea potè così divenire re d'Italia col nome di Berengario II. Appena salito al trono, il nuovo sovrano si trovò di fronte a una situazione che nessuno dei suoi predecessori aveva dovuto affrontare: quella cioè di difendere il regno dalle mire dei sovrani tedeschi. Infatti, il re di Germania Ottone I si proponeva di ricostituire in Europa l'Impero di Carlo Magno. La grave minaccia non si fece attendere molto: nel 951 Ottone I scese in Italia con un fortissimo esercito. Berengario II sperò nell'aiuto dei feudatari, ma questi, impauriti dalla potenza dell'esercito di Ottone, decisero di non impegnarsi nella lotta. Rimasto solo, Berengario II fu costretto a ritirarsi nella sua Marca d'Ivrea. Per non perdere il regno, si umiliò a considerarsi vassallo del sovrano tedesco. Ottenuto l'atto di sottomissione da Berengario II, Ottone I se ne tornò in Germania. Allora il sovrano italiano si mise subito all'opera per prendersi la rivincita. Nonostante le promesse fatte al re di Germania, Berengario II non solo prese a governare da sovrano indipendente, ma decise anche di invadere i territori della Chiesa per estendere il suo regno. Intanto, prevedendo una nuova discesa in Italia di Ottone I, cercò di procurarsi l'alleanza dei più potenti feudatari italiani. Per punire il ribelle Berengario, il sovrano tedesco tornò in Italia nel 961. Sebbene abbandonato di nuovo da quasi tutti i feudatari, Berengario II questa volta non volle ritirarsi dalla lotta. Rinchiusosi nella fortezza di San Leo (nel Pesarese), sostenne per molti anni l'assedio delle truppe germaniche. Ma la superiorità degli avversari lo costrinse alla resa. Fatto prigioniero, Berengario II fu inviato in Germania, dove morì nel 966.
Con la sconfìtta di Berengario II il Regno italico perdeva la sua indipendenza e passava sotto il dominio dei sovrani tedeschi, che assunsero anche il titolo di « re d'Italia ».

RINASCE IL REGNO ITALICO
Nel 1002 morì improvvisamente l'imperatore tedesco Ottone III, senza lasciare eredi diretti. Della lotta per la successione al trono che scoppiò in Germania, approfittarono alcuni grandi feudatari italiani per ricostituire il « Regno Italico ». Ne divenne re Arduino, marchese di Ivrea. La lotta che egli dovette affrontare col nuovo imperatore tedesco (Enrico II di Sassonia), desideroso di riacquistare l'Italia alla corona germanica, durò ben dodici anni. Una durissima lotta, durante la quale Arduino ebbe modo di mostrare le sue non comuni doti di condottiero. Più volte infatti egli riuscì a sconfìggere le truppe tedesche, condotte personalmente dall'imperatore. Nel 1014, non ancora vinto, ma spossato e colpito da un grave morbo, Arduino decise improvvisamente di rinunciare al regno. Tra la meraviglia di tutti ? feudatari, si fece monaco e si ritirò nel monastero di Fruttuaria (presso Ivrea), dove mori l'anno dopo. Con la scomparsa di Arduino, forse l'unico sovrano che avrebbe potuto far fronte alle potenti forze imperiali tedesche, spariva per sempre il Regno italico. Dovevano passare più di otto secoli prima che gli Italiani potessero costituire di nuovo un regno indipendente.

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[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 8-10-2014