secolo di pericle

 

UN GRANDE poeta inglese, Shelley, scrisse che « il periodo fra la nascita di Pericle e la morte di Aristotele è il più memorabile nella storia del mondo ». Shelley di queste cose se ne intendeva, e aveva perfettamente ragione: nella storia umana forse mai è capitato che in un periodo di pochi decenni (dal 480 circa al 429 a. C.) vivessero contemporaneamente nella stessa nazione tanti sapienti, scrittori e artisti come nell'epoca che fu detta « l'età dell'oro della civiltà greca » (o anche « il secolo di Pericle », dal nome del grande signore che allora governava Atene). Sì può osservare che durante il Rinascimento italiano, quando vissero contemporaneamente Michelangelo, Leonardo, Raffaello, Machiavelli e altri geni, si ebbe un'epoca formidabile per l'arte e la civiltà; ma l'età d'oro della Grecia è forse più completa perché assieme ai grandi artisti vissero filosofi fra i maggiori dell'umanità, grandissimi storici e scrittori, matematici e medici.

PROSPERITÀ E POTENZA DI ATENE
Nel 479 avanti Cristo la Grecia usciva vittoriosa dal suo tremendo duello contro la Persia; le splendide vittorie di Maratona, di Salamina e di Micàle avevano concluso la partita e la Grecia rappresentava il nuovo Occidente che trionfava sul vecchio Oriente semibarbarico.
Così, Atene risorse più bella e più forte di prima: i suoi commerci ebbero una fortissima espansione, il suo porto del Pireo divenne uno dei primi del Mediterraneo. Nel 478 fu costituita una federazione di città greche, chiamata « Lega di Delo », di cui tutte le città avrebbero dovuto essere membri « alla pari ».
Ma come era fatale, Atene a poco a poco prese il comando della confederazione, in una maniera così assoluta da trasformarla in un vero e proprio « Impero Ateniese ».

IL SEGRETO DI PERICLE
Furono anni di pace e di prosperità; Atene era straricca; e nel 460, per uno di quei colpi di fortuna che la storia regala ai già ricchi, era salito al potere un uomo che l'avrebbe resa la prima città del mondo di allora. Pericle era un nobile, anzi discendeva da una delle più nobili famiglie ateniesi, quella degli Alcmeònidi. Fu un uomo eccezionale: ricco, prestante, facile parlatore, intelligentissimo. Nel fisico, il suo tratto più caratteristico era la forma oblun ga della sua scatola cranica: un contemporaneo la definì « una testa che non finisce più » (e noi potremmo intenderlo anche in senso figurato!). I poeti comici, poi, gli affibbiarono la definizione di « Olimpico dalla testa di cipolla ». Il busto
che lo scultore Cresilao gli ha scolpito, e di cui sono giunte a noi tre copie, nasconde questo difetto coprendo la testa con un casco. Pericle salì al potere nel 460, come abbiamo detto; e applicò subito la politica più intelligente che si potesse desiderare: quella della pace. Egli era un ardente sostenitore delle libertà popolari, dell'estendersi dei commerci, dell'intensificarsi di ogni attività produttiva; e sapeva benissimo che tutto ciò si poteva realizzare solo con la pace. Egli non considerava la sua città come una città guerriera e la voleva potente militarmente solo come difesa per le sue attività pacifìche. Questo fu il suo segreto; e così la prosperità di Atene raggiunse un livello mai conosciuto fino allora.

NASCONO I CAPOLAVORI
« La città, abbondantemente provveduta di tutti i mezzi di difesa che la guerra esige, deve impiegare queste ricchezze in opere che, una volta compiute, le assicureranno una gloria immortale ».
Così disse Pericle in uno dei suoi discorsi; e alle parole fece seguire l'azione, come era sua regola. Fra il 450 e il 449 fece votare un decreto che autorizzava Atene ad attingere al famoso tesoro federale per ricostruire i templi e gli edifìci distrutti nel corso della seconda guerra persiana. Poi chiamò i migliori uomini della Grecia all'opera. Fece ricostruire le mura, il porto, l'Acropoli che dal 479, quando l'armata persiana se ne era andata, era ridotta a un ammasso di macerie e di statue infrante.
E sul colle, per suo incarico, fra il 447 e il 438 fu costruito il capolavoro immortale: il Partenone. La direzione dei lavori fu affidata a Fidia, il più grande scultore dell'antichità scelto fra 450 aspiranti; egli stesso scolpì alcune statue, fra le quali la più famosa, dedicata alla dea Atena, che era tutta d'oro e d'avorio.
Pericle ebbe l'occhio a tutto: discuteva i progetti degli architetti, la scelta dei materiali, sorvegliava l'esecuzione, visitava i cantieri, controllava le spese. Nello stesso periodo ad Atene operavano anche grandi scultori: Policleto di Argo e Mirone, autore della celebre statua del discobolo. Ma in questa città lavorò soprattutto un grande numero di architetti, alcuni dei quali furono autentici geni: Ictino e Callicrate costruirono il Parténone sotto la direzione di Fidia; Filòcle fu l'autore dello stupendo Eretteo; Ippodamo di Mileto fece il progetto del Pireo; tutte opere di formidabile bellezza e armonia che suscitano ancora oggi in noi una ammirazione enorme. Della pittura, purtroppo, ci è giunto pochissimo; ma essa dovette essere di grande importanza, a giudicare dal numero dei pittori e dalla loro fama. Il più grande di essi fu Polignoto di Taso, uno dei massimi artisti dell'antichità; e grandi furono anche Zeusi e Parràsio.

I FILOSOFI
Mentre in tutta Atene, al Pireo, al Falero si levavano le impalcature sotto cui nasceva la nuova, splendida città, altri grandi uomini la resero famosa nel campo del pensiero.
I più illustri pensatori, detti filosofi (cioè amanti del sapere), aprirono le loro scuole nelle quali molti giovani ateniesi venivano ad ascoltare i loro umani e profondi insegnamenti, ad imparare che cosa sono la virtù, la verità, la giustizia.
II primo grande filosofo fu Socrate, che insegnava passeggiando per le strade, circondato da un gruppo di discepoli. Tra questi c'era un giovane, Platone, il quale divenne uno dei più grandi filosofi dell'umanità. Il più illustre discepolo di Platone fu Aristotele, che continuò nell'Accademia gli insegnamenti del maestro, anche se arrivò a diverse conclusióni. Socrate, Platone, Aristotele: che dire di un'epoca che ebbe queste tre menti veramente eccelse?

GLI SCRITTORI STORICI
Ma non è tutto; oltre ai grandi pensatori, vissero in quegli anni ad Atene tre formidabili storici: Erodoto, che è considerato il fondatore della storiografìa; Tucìdide, che fu il più grande storico del mondo antico e uno dei più grandi di tutti i tempi. La sua massima opera, che ancora oggi è documento di studio storico per la sua esattezza e perfezione, è la « Storia della guerra peloponnesiaca ». Un'opera che per l'umanità è come dice lo stesso autore — « un bene acquisito per sempre ». L'altro grande storico fu Senofonte, allievo di Socrate e autore della famosa Ciropedia. Nella sua celeberrima opera l'« Anàbasi » egli narrò meravigliosamente la storia della spedizione di diecimila soldati greci da lui capeggiati attraverso la Persia.

IL TEATRO
Altre menti poderose si occupavano di teatro, creando quello che è considerato nel suo assieme il grande teatro greco. Pericle aveva favorito il diffondersi degli spettacoli teatrali facendo assegnare ogni anno dallo 'Stato una certa somma ai cittadini più poveri perché potessero assistere alle rappresentazioni. Il più famoso commediografo fu Aristòfane, che per far ridere il pubblico (e anche per dire molte Verità) non esitò a mettere in caricatura nelle sue commedie i più illustri personaggi dell'epoca, come il filosofo Socrate e persino Cleone, che era uno degli strateghi (cioè uno dei dieci capi dello Stato). ,
Grandi scrittori tragici furono invece Èschilo, Sòfocle ed Eurìpide, tutti e tre contemporanei di Pericle. Le loro tragedie sono opere poderose che esprimono con straordinaria efficacia le passioni umane e che ancora'oggi vengono rappresentate nei teatri.

GLI SCIENZIATI
Camminando per l'Atene meravigliosa di Pericle era possibile dunque vedere Fidia e Socrate, Eschilo e Tucidide; ed era anche possibile vedere alcune fra le più poderose figure di scienziati dell'antichità: il grandissimo Ippòcrate, fondatore della medicina; Demòcrito, grande pensatore che per primo ebbe l'intuizione dell'atomo; Anassàgora, uno dei massimi astronomi dell'antichità; Empèdocle, che fu fisico, astronomo, filosofo e medico; Zenone, matematico e pensatore. Anassàgora e Zenone furono maestri di Pericle, e alla loro scuola egli formò il suo modo di pensare e le sue vastissime cognizioni scientifiche.

IL TRAMONTO DELL'EPOCA D'ORO
Pericle fu rieletto stratega dal 460 al 429. Trentuno anni, nei quali nacquero opere fra le più grandiose che l'umanità abbia prodotto. Opere di marmo e di bronzo, capolavori letterari, conquiste del pensiero scientifico; la stessa meravigliosa, ineguagliata ascesa di Atene fu un capolavoro. In quei trent'anni l'umanità fece veramente un enorme passo avanti. Ma tutto ebbe termine. Gli ultimi anni del governo di Pericle furono difficili; egli che aveva tanto lottato per la pace, senza volerlo, rendendo Atene ricca e potente aveva preparato la guerra, perché questa ricchezza e questa potenza non potevano non suscitare gelosie nelle altre città, e soprattutto in Sparta. Pericle morì di peste nel 429 avanti Cristo, quando da quasi due anni la Guerra del Peloponneso, fra Atene e Sparta, spargeva lutti e rovine in tutta la Grecia. Morì amareggiato, il grande Pericle; ma la grandezza della sua opera ha reso immortale il suo ricordo.

(105) Repubblica marinara Pisa
(106) Repubblica romana 1849
(107) Riforma e controriforma
(108) Riforme diciottesimo secolo
(109) Riforme di Solone
(110) Roma e il Papato
(111) Schiavismo in America
(112) Schiavitù Roma antica
(113) Scuola in Roma antica
(114) Secolo di Pericle
(117) Signorie minori
 
 
 
[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 8-10-2014