schiavismo in America

 

NEL 1852 fu pubblicato negli Stati Uniti un romanzo che divenne uno dei successi editoriali di tutta la letteratura mondiale. La casa editrice che lo pubblicava non riusciva a soddisfare le richieste del volume: prima della fine dell'anno,
300 000 copie erano state vendute nell'interno del paese; da tutti i principali Stati giungevano richieste. Il titolo di questo eccezionale romanzo era: « La capanna dello zio Tom ». Chi era questo personaggio le cui vicende riuscivano a interessare e commuovere un paese vasto come gli Stati Uniti? « Tom » era uno schiavo negro (zio era l'affettuoso appellativo che nelle famiglie del Sud si dava agli schiavi più anziani e fedeli). Il romanzo narrava le dolorose peripezie di questo schiavo, di animo pio e generoso, che, passato di padrone in padrone e caduto infine nelle mani di un crudele energumeno, moriva sfinito dal lavoro e dai maltrattamenti. La figura di Tom non era che il simbolo dei milioni di schiavi che lavoravano nelle piantagioni degli Stati del Sud. Ma il libro non avrebbe destato un così strepitoso interesse se già l'argomento dello schiavismo non fosse stato uno dei maggiori problemi che assillavano e turbavano la pace interna degli Stati Uniti. Ora, però, non solo chi si interessava di politica era al corrente della questione; i semplici lavoratori, le donne di casa, la gioventù, tutti coloro che avevano letto il libro avevano compreso la gravita e l'urgenza del problema. Da quel momento la questione degli schiavi non potè essere messa a tacere.
schiavi in una nave negriera
LE CAUSE DELLO SCHIAVISMO IN AMERICA
Quando si parla di schiavi negri in America si pensa sempre agli Stati meridionali dell'Unione.
Bisogna però precisare che alla fondazione degli U.S.A. la schiavitù era in vigore in tutti i tredici Stati fondatori: quindi anche in quelli, settentrionali, di New-York, del Massachusetts, ecc. È vero però che, su 4 000 000 di schiavi che alla metà del XIX secolo si trovavano negli U.S.A., solo 50 000 erano proprietà di cittadini residenti nel Nord; tutti gli altri appartenevano a cittadini del Sud.
Il motivo di questa differenza è noto: negli Stati del Nord prosperavano le industrie e i commerci; queste attività venivano esercitate direttamente dai cittadini americani. Negli Stati meridionali, invece, come il Maryland, la Virginia, la Carolina del Nord e del Sud, la Geòrgia, l'economia era quasi esclusivamente agricola: vi erano enormi piantagioni di canna da zucchero, di tabacco e, soprattutto, di cotone. Queste attività richiedevano l'impiego di una mano d'opera numerosissima, non specializzata e di poco costo; anche le donne e i ragazzi erano adatti a questo genere di lavoro. L'impiego degli schiavi, che in alcune zone costiere risaliva ormai a due secoli addietro, era considerato uno dei pilastri della vita economica di quelle regioni. È facile dicevano gli economisti del Sud per un abitante del Nord che vive del commercio, proporre l'abolizione della schiavitù; ma nelle nostre regioni una simile riforma provocherebbe una gravissima crisi di tutta la vita economica. Ma oltre a queste ragioni di carattere economico ve ne era un'altra, molto importante, di carattere politico.
Un articolo della Costituzione americana stabiliva che nelle elezioni presidenziali un cittadino avesse diritto ad esprimere, oltre al proprio, un voto in più per ogni cinque schiavi di cui fosse proprietario. Si capisce perciò come i cittadini del Sud, proprietari della stragrande maggioranza degli schiavi, tenessero molto a conservare questo diritto, che assicurava praticamente a loro la facoltà di designare il presidente dell'intera Unione.

LE EFFETTIVE CONDIZIONI DEGLI SCHIAVI
Non dobbiamo credere, secondo quanto appare da certe fantasiose narrazioni, che i grandi schiavisti del Sud passassero la giornata a maltrattare e a frustare i loro schiavi. Tutt'altro: presso molte case di grandi agricoltori gli schiavi facevano quasi parte della famiglia; vecchie cuoche negre dirigevano la cucina e la casa; fedeli servitori negri aiutavano i padroni e custodivano i loro figli. Gli schiavi potevano sposarsi e formare una famiglia. Purtroppo, però, verso la metà del XIX secolo, queste forme di familiarità presero a scomparire: i proprietari si andavano trasferendo nelle città e il controllo degli schiavi veniva affidato ad amministratori; questi, per mostrare ai padroni la loro capacità, costringevano gli schiavi ad un lavoro massacrante, ricorrendo alle più severe punizioni, avvilendoli nell'animo e nel corpo.
Altri aspetti crudeli della schiavitù erano la cattura e il commercio di questi poveri esseri umani; essi venivano strappati dai loro villaggi, nella lontana Africa e, dopo un tremendo viaggio, venivano venduti come animali.
E non era questa l'unica volta che uno schiavo si vedeva esposto al mercato come una merce qualsiasi: nel corso della sua vita egli poteva essere venduto tutte le volte che ciò tornava conveniente ai suoi padroni; accadeva, in questo modo, che uno schiavo sposato e padre di famiglia per seguire il nuovo padrone dovesse abbandonare la moglie ed i figli, quasi certo di non rivederli mai più.
Nella prima metà del XIX secolo la maggior parte del popolo degli Stati Uniti si rese conto dell'assurdità che in un paese cristiano e civile degli esseri umani continuassero ad essere tenuti in tale condizione; apparve allora urgente la necessità di abolire per sempre la schiavitù.
Ma a questo risultato si giunse solo, nel 1862, con la guerra di Secessione.

(102) Regni
romano barbarici
(103) Repubblica marinara Amalfi
(104) Repubblica marinara Genova
(105) Repubblica marinara Pisa
(106) Repubblica romana 1849
(107) Riforma e controriforma
(108) Riforme diciottesimo secolo
(109) Riforme di Solone
(110) Roma e il Papato
(111) Schiavismo in America
(112) Schiavitù Roma antica
 
 
 
 
[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 6-03-2014