riforma e la controriforma

 

IL SECOLO XVI è stato uno dei periodi più brutti per la storia della Chiesa cattolica: in quell'epoca molti ecclesiastici, compresi quelli che avevano alte cariche, avendo perso il vero concetto dello stato sacerdotale, conducevano una vita fastosa e mondana, dimentichi dei loro essenziali doveri. Alcuni papi tentarono di porre rimedio a così deplorevoli travisamenti, ma purtroppo non riuscirono a trovare mezzi efficaci per eliminare il male. La situazione peggiorò, si manifestarono allora in diverse parti della Chiesa movimenti di riforma che miravano a riportare fedeli e gerarchia allo spirito primitivo del Cristianesimo. Generalmente si trattava di persone animate da sincero desiderio di bene; ma alcuni di essi per eccesso di zelo deviarono ribellandosi all'autorità costituita. Fra questi il più conosciuto fu Martin Lutero.

Arrivato a Roma nel 1511, per incarico del suo convento, Martin Lutero rimase esterrefatto dalla fatosità della corte pontificia. Decise allora di insorgere contro una tale esagerazione. Ma lo sdegno gli confuse le idee: invece di limitarsi a condannare quegli ecclesiastici che non compivano il proprio dovere, egli si scagliò violentemente contro la stessa Chiesa cattolica. Il 31 ottobre del 1517, appese alla porta della chiesa di Wittenberg 95 tesi, con le quali esprimeva il suo pensiero in materia di religione. Tra l'altro, partendo dall'idea che ogni cristiano può interpretare liberamente i libri sacri (Antico e Nuovo Testamento), egli affermò che non erano affatto necessari gl'insegnamenti della Chiesa. Questo voleva dire dubitare dell'autorità del papa.
Luterò giunse a delle conclusioni, interpretando a suo modo i testi sacri, su molti punti importanti del dogma cattolico che erano completamente contrari a quello che diceva la Chiesa da secoli: dei sette sacramenti, ritenne validi soltanto il battesimo e l'eucarestia, negò l'esistenza del purgatorio e disse che per avere il perdono delle proprie colpe bastava il pentimento e non occorreva la confessione. Sostenendo questi principi, si mise apertamente contro la Chiesa e fu considerato eretico. Quando, il 15 giugno 1520, Papa Leone X scomunicò
Lutero, credeva di abbattere per sempre le eresie del monaco ribelle, ma era ormai troppo tardi: il suo credo era già diffuso in tutta la Germania e in diversi altri Paesi d'Europa. Causa non ultima di questo immediato favore era il fatto che Lutero si era scagliato con violenza contro gli ecclesiastici che avevano accumulato grandi ricchezze e aveva condannato il loro lusso. Il popolo vedeva perciò in lui un protettore dei poveri e degli umili e si schierava volentieri dalla sua parte. Quando nel 1529, l'imperatore Carlo V volle intervenire con la forza per costringere i discepoli di Lutero a lasciare la nuova dottrina, non solo non si sottomisero all'ordine del re, ma protestarono con forza. Perciò i luterani vennero chiamati da allora « protestanti ».
concilio di trento
CONTRORIFORMA CATTOLICA
venne chiamata Controriforma i provvedimenti che la Chiesa aveva preso per contrastare la Riforma sostenuta da Lutero. Il sistema più importante usato dalla Chiesa per contrapporsi al protestantesimo, fu l'istituzione di un Concilio ecumenico.
Venne convocato dal Papa Paolo III e iniziò il 13 dicembre 1545 nel Duomo di Trento. Il Concilio aveva due scopi: precisare quelle verità di fede o dogmi che i cattolici devevano ritenere indiscutibili e reintegrare nella Chiesa cattolica i protestanti.
Il primo fu raggiunto pienamente: venne condannato il protestantesimo, il Concilio fissò quei dogmi
che, riuniti nella cosiddetta « professione di fede tridentina », rappresentano le basi della dottrina cattolica. Il secondo scopo era più difficile da conseguire; tuttavia si raggiunsero grandi risultati: qualche anno dopo la fine del Concilio, molte popolazioni che aderirono al protestantesimo tornarono al cattolicesimo. Per far sì che la Chiesa potesse avere in avvenire un clero veramente degno del suo alto compito religioso, il Concilio istituì i seminari, ossia delle scuole speciali per coloro che volessero dedicarsi al sacerdozio.

Non tutti i Tedeschi aderirono al luteranesimo: rimasero infatti cattolici gli abitanti della Germania meridionale. Alcuni ferventi seguaci di Luterò si incaricarono di propagare in Europa la nuova dottrina: in Svizzera e in Francia la riforma ebbe nuovi sviluppi sul piano dottrinale e pratico soprattutto per opera di Giovanni Calvino e di Ulrico Zuinglio, in Inghilterra per iniziativa di Enrico VIII.
Ancora oggi sono in gran parte protestanti gli svedesi, norvegesi, danesi, inglesi, scozzesi, estoni, lettoni, finlandesi, sudafricani e australiani. Paesi protestanti sono anche la Svizzera, la Germania, l'Islanda, la Nuova Zelanda, l'Olanda, il Canada, gli Stati Uniti.

Nella Chiesa del Concilio, in Trento, si sono tenute le sedute del grande congresso di vescovi cattolici. Il Concilio, convocato la prima volta il 22 maggio 1542, venne sospeso nel luglio 1543. Iniziò le adunanze nel dicembre 1545 e nell'anno 1547 fu portato a Bologna. Riconvocato a Trento nel 1551, le sue sedute furono interrotte nel 1552. Fu riaperto nel 1562 e si concluse nel dicembre del 1563.

Il Concilio di Trento suscitò un nuovo fervore di vita religiosa, al quale avevano dato impulso i nuovi ordini religiosi di recente fondati. Tra questi vanno ricordati i Cappuccini, i Barnabiti, i Fatebenefratelli, gli Oratoriani di San Filippo Neri. Ma l'ordine religioso che contribuì maggiormente al trionfo della Controriforma cattolica fu quello dei « Gesuiti », che era stato fondato nel 1540 dal nobile spagnolo Ignazio di Lojola. Compito principale dei Gesuiti fu quello di educare i giovani, ma essi si fecero anche missionari e si recarono in America e in Asia per convertire al Cristianesimo i popoli pagani.

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