repubblica marinara di Pisa

 

« IN ANTICO erano fiorenti e si valevano dei tronchi delle loro selve nelle battaglie marittime, poiché, più bellicosi dei Tirreni etruschi, lentamente avanzandosi li molestavano, mentre lungo la costa avevano nei Liguri perfidi nemici ». Questi, secondo lo storico Strabone, erano i Pisani; certo, lo storico romano ha lavorato un poco di fantasia nel descriverli; ma il fatto che già venti secoli or sono si parlasse della loro capacità di guerrieri e di marinai significa, perlomeno, che la gloriosa storia di Pisa cominciò molto presto.

L'AFFERMAZIONE DI PISA
Nella cartina noi possiamo vedere quale fosse la posizione di Pisa nei secoli XII e XIII. L'Arno si divideva in due rami prima di gettarsi in mare, e il ramo principale formava alla sua foce una ampia insenatura, che i Pisani utilizzavano come ottimo porto : il « Porto Pisano ». La città non stava proprio sulla costa, cosicché era abbastanza al sicuro dalle scorrerie dei pirati Saraceni. Grazie a questa situazione e alla sua posizione, che dominava il Tirreno settentrionale, Pisa, a partire dal secolo V dopo Cristo, crebbe continuamente di potenza: conquistò l'Elba, nel 1022 si impadronì della Sardegna, nel 1098 della Corsica, nel 1113 delle Baleari in una memorabile spedizione contro i Saraceni. I suoi diplomatici erano di una abilità famosa in tutto il Mediterraneo ed erano, soprattutto, realistici; cioè, pur di assicurarsi le migliori « piazze » commerciali in Africa e in Asia non stavano a guardare tanto per il sottile e non storcevano il naso dinanzi agli « infedeli ». Quando occorreva, erano guerrieri formidabili e corsari d'una audacia straordinaria; ma, in genere, a loro premeva soprattutto di porre salde radici ai loro commerci, anche accettando' le condizioni poste "dai paesi musulmani.

L'ORGANIZZAZIONE INTERNA
E come era organizzata politicamente la città? Dapprima, come accadeva a Genova, i mercanti, gli armatori, i nobili si riunirono in una associazione (chiamata « la Compagna ») a difesa dei propri comuni interessi. Questa associazione si allargò via via fino a comprendere tutta la cittadinanza, che formava il parlamento, con diritto di nomina dei capi, i « consoli ». Si formò così il « consolato », assistito dai dodici « sapienti », che verso il 1100 divenne la prima autorità della Repubblica. Un vescovo aveva la giurisdizione spirituale.

LA RIVALITÀ CON GENOVA
II secolo XII fu il periodo di maggiore prosperità per Pisa; le sue navi militari erano temute in tutto il Mediterraneo e le sue flottiglie private di corsari letteralmente spadroneggiavano nel Tirreno; la nave più grande, chiamata pittorescamente « Leone della foresta », faceva impallidire gli equipaggi delle altre navi quando la vedevano apparire. Ma la storia ha una sua logica ferrea; e secondo questa logica l'aumentare della potenza di Pisa provocava di pari passo la rivalità delle altre Repubbliche marinare, e soprattutto di Genova, la mortale nemica. Pisa era fedele alleata dell' imperatore, mentre Genova era guelfa, partigiana del papa e dei Comuni. La lotta a morte con Genova iniziò praticamente nell'anno 1119, per il possesso della Corsica e della Sardegna; e per decenni essa fu condotta con un alternarsi di battaglie sanguinose.

LE «COLONIE»
L'organizzazione commerciale e doganale musulmana era di larghe vedute e offriva grandi possibilità di commercio ai mercanti forestieri, fossero pure cristiani, purché si limitassero a commerciare senza fare della politica. E i Pisani avevano capito subito la situazione e la sfruttavano abilmente: la vita del pisano a Tunisi o ad Alessandria o a Damietta era ristretta al fondaco e alla dogana. In questo modo, Pisa riuscì a stabilire basi commerciali nell'Italia meridionale, in Spagna, a Cipro, a Costantinopoli, in Egitto; praticamente tutte le isole del Tirreno erano sue o sue tributarie. Le comunità pisane all'estero erano chiamate « colonie » e gli abitanti « colonisti »; a capo di ogni colonia stava il console o il visconte inviato dalla madrepatria, assistito da due « consiliarii », uno dei quali doveva essere un esperto di leggi, l'altro di questioni commerciali. Su queste basi, la grande « macchina » commerciale pisana funzionava perfettamente.

LA MELORIA
La divisione della Sardegna fra Pisa e Genova, effettuata nel 1175, non portò affatto la pace. E si giunse alla tragica giornata del 6 agosto 1284. In quel giorno di solleone, presso le secche della Meloria (uno scoglio di fronte a Livorno), fu combattuta fra Pisani e Genovesi la battaglia che divenne famosa. I Pisani furono sconfitti; fra morti e feriti persero alcune migliaia di uomini. Questa sconfìtta segnò l'inizio del declino di Pisa; nel 1299 essa dovette rinunciare alla Corsica; difese disperatamente la Sardegna, ma ormai, nella città stessa, la popolazione era stanca di guerre, di stragi, di privazioni. Dopo un'accanita guerra, la Sardegna fu perduta nel 1326. Nel frattempo, il porto si veniva interrando per i depositi dell'Arno; le altre città toscane si coalizzavano contro la città vinta. Pisa tentò di resistere a tutte le sventure, ma non ci fu nulla da fare. Nel 1399 fu comperata dai Visconti, finché nel 1406, dopo una lunga resistenza, fu definitivamente conquistata' da Firenze.

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