Le prime sedi umane

 

LA SERA DEL 6 DICEMBRE 1929 in un edificio di Pechino s'era raccolta una strana compagnia di uomini che sembravano sprizzare allegria da tutti i pori. Appartenevano ad otto diverse nazionalità: cinese, tedesca, francese, inglese, russa, svedese, americana e canadese, ma i loro visi raggiavano di un'identica felicità: brindavano con birra, mangiavano allegramente carne di maiale e crauti. Il luogo, veramente, non era il più adatto per tenervi una festa: si trovavano nientemeno che in un laboratorio di paleontologia (da «palaiòs» = antico, « onta » = esseri, « lògos » = studio), la scienza che studia gli animali e le piante antichissime che si trovano fossilizzati nel sottosuolo. Gli scaffali ed i tavoli erano ricolmi di crani, di denti e di femori fossilizzati di cervi, di bufali e di mammuth. C'erano antichissimi mozziconi di legni bruciacchiati, frammenti di oggetti d'argilla. Ma quella sera, quegli studiosi non pensavano a lavorare; volevano festeggiare qualcosa o, meglio, « qualcuno »: qualcuno che, dopo tante e tante ricerche, essi finalmente erano riusciti a trovare. Il nono invitato, l'oggetto di tutti quei festeggiamenti era un uomo di... cinquecentomila anni fa!

L'UOMO DI PECHINO
Chi non ha mai sentito nominare l'« Uomo di Pechino »? Esso è uno dei più famosi e studiati fossili umani che siano stati trovati. Solo per esaminare la forma e le misure del suo cranio sono stati scritti volumi interi. Tuttaavia esso non è l'unico uomo che abbia avuto la... costanza di attendere tanto pur di riuscire a diventare famoso. Altri crani, ugualmente antichi, sono stati trovati nell'Isola di Giava e nel Transvaal (Sudafrica). Le più antiche sedi umane che si conoscono sulla Terra si trovano dunque in Asia ed in Africa: Li viveva certamente già l'uomo in un periodo che possiamo calcolare fra i 600 000 e i 150 000 anni fa.

L'OSSO DEL DRAGO
La collina ove fu trovato il cranio dell'Uomo di Pechino era chiamata dai Cinesi Ciukutien o «Osso del Drago ». Tale nome era stato dato dalla popolazione del luogo, che già da molto tempo continuava a trovare nel terreno della collina frammenti ossei fossilizzati. I Cinesi avevano l'abitudine di vendere questi fossili ai loro farmacisti che li trituravano per preparare delle... medicine. È possibile, così, che anche qualche resto fossile di grande interesse sia finito nei mortai dei farmacisti. Furono proprio tali ritrovamenti casuali che indirizzarono verso questa collina gli studiosi europei. Gli scavi durarono tre anni e il prezioso rinvenimento avvenne proprio l'ultimo giorno, quando già, approssimandosi l'inverno, le tende erano state smontate, gli attrezzi e il materiale fino allora trovato accuratamente imballati. Un giovane collaboratore cinese, il dottor Pei, volle fare un ultimo sopraluogo e scoperse l'accesso ad una caverna che fino allora era passata inosservata. Vi si fece calare e quasi subito scorse un cranio umano, parzialmente incluso in una roccia calcarea formata sul suolo della caverna dal millenario gocciolìo delle acque. Vicino giaceva un cranio di rinoceronte. Il misterioso « festeggiato » di cui parlavamo all'inizio era dunque
rappresentato da un cranio fossilizzato trovato in una grotta antichissima. Le rocce fra le quali giaceva indicavano la venerabile età di mezzo milione di anni. Ora eccolo lì, al posto d'onore del laboratorio: è formato da ossa massicce e robuste; non sembra neppure un osso umano perché fossilizzandosi ha preso un colore grigio nerastro ed è divenuto pesante come una pietra. Ma le forme sono ben riconoscibili : il cranio è largo e appiattito, gli archi delle sopracciglia sono molto marcati, la fronte e il mento sfuggenti. Non doveva essere stato una bellezza, da vivo, almeno dal nostro punto di vista, ma per quanto rozzo fosse il suo aspetto fisico, era un uomo, dotato di intelligenza. Questo fu provato dal fatto che nella stessa caverna furone trovati strumenti di pietra e crani di animali trasformati in tazze. Pochi giorni dopo, il prezioso cimelio fu mostrato ad un raduno di studiosi. La notizia del ritrovamento si diffuse nel mondo suscitando un grandissimo interesse: era il più antico osso umano che mai fosse stato trovato. Si rese necessario dare un nome a questo nostro antichissimo progenitore e lo si chiamò « Sinanthropus pekinensis », che significa « uomo cinese di Pechino ».

L'UOMO DI NEANDERTHAL
Nel periodo di tempo che va da circa 150 000 a circa 60000 anni fa, l'uomo estese enormemente il suo dominio sopra le diverse regioni della Terra. Vi fu allora un lungo periodo di caldo, fra una glaciazione e l'altra, che rese più facile la vita del genere umano e certamente favorì la sua espansione verso nord. L'uomo che in questa epoca vediamo abitare le regioni delle attuali Inghilterra, Spagna, Francia, Germania, Belgio, Italia è In grado di lavorare i propri utensili per foggiarsi punteruoli e raschiatoi; seppellisce i suoi morti e fa delle offerte sulle loro tombe, dunque possiede già l'idea di una vita spirituale dopo la morte. Poiché il primo fossile umano di questo periodo è stato trovato, nel 1856, a Neanderthal, presso la città di DOsseldorf, in Germania, gli uomini di quest'epoca sono detti anche « uomini dì Neanderthal ».

UN UOMO DI NEANDERTHAL
Nel 1905 un commerciante svizzero appassionato di antropologia aveva assunto alcuni operai perché eseguissero degli scavi in un gruppo di grotte, chiamate Le Moustier, nella Dordogna, in Francia.
Nel marzo del 1908 gli operai videro finalmente affiorare delle ossa umane in uno strato di roccia formatosi circa 100 000 anni fa. Il dilettante antropologo comprese che per rimuovere dei resti di così grande importanza gli occorreva l'aiuto di un gruppo di persone bene esperte. Fece ricoprire di terriccio quelle ossa che appena affioravano dal suolo e provvide a segnalare la scoperta agli studiosi. Ma passarono diversi mesi prima che un gruppo di essi potesse recarsi sul luogo: fra gli altri c'erano un medico anatomico, uno studioso di preistoria, uno di etnologia e uno di antropologia. Riassumiamo le parole con cui lo scopritore stesso narrò le emozioni di quella giornata : « II sole d'agosto brillava sul gruppo di scienziati al lavoro; nessuno parlava; fu un attimo indimenticabile quando con la mano trepidante scostai l'ultimo strato di terriccio e scoprii la calotta cranica. Si fecero i preparativi per l'esumazione: estrarre lo scheletro tutto intero era impossibile; neppure si poteva farne un calco in gesso o circondarlo di assi; si decise di ricorrere alla scomposizione anatomica. Di ogni frammento sollevato si doveva prendere nota e in seguito si sarebbe potuto ricostruire l'insieme. Per far questo occorreva un anatomista di grande abilità: per fortuna ve n'era uno fra gli studiosi presenti. Così egli cominciò ad estrarre i frammenti di osso, e registrati ad uno ad uno. Ecco sollevata la calotta cranica; ora sono libere le cavità delle orbite, poi quella del naso; si vedono i denti della mascella superiore: che robusta dentatura e in che perfetto stato di conservazione! Anche la dentatura della mandibola esce dal suolo : sono sedici denti ancora ben conservati e saldati nell'osso. Sotto il sole a picco continuiamo a lavorare col respiro sospeso : ora estraiamo la clavicola, poi l'omero, molto robusto, e infine il radio e l'ulna. Possiamo presumere che si trattasse di un giovane di 16 o 18 anni. Abbiamo trovato un altro uomo di Neanderthal!
Non trascuriamo di osservare attentamente anche tutti gli oggetti che circondano il morto; lo scheletro infatti è attorniato da mazze di osso di bisonte e da strumenti di selce molto ben fatti : rappresentavano le offerte dei compagni della tribù; la sua testa era posata su una pietra, come su un cuscino.
Tutto provava che gli antichissimi uomini che avevano sepolto quel giovane avevano per i morti un rispetto religioso e credevano nella sopravvivenza dello spirito ».

L'UOMO DI CRÒ MAGNON
I fossili umani che risalgono al periodo che va da circa 60 000 a circa 10 000 anni avanti Cristo si dicono del tipo dell'Uomo di Cró Magnon. Anche questo nome deriva dal luogo ove fu trovato il primo fossile di questa epoca; Crò Magnon è una località della Dordogna, la regione francese ove già si erano trovati fossili nel periodo di Neanderthal.
Gli uomini di Crò Magnon raggiunsero una tecnica perfezionata nella lavorazione della pietra, delle ossa e delle corna. In questo periodo nacque l'arte, sotto forma di graffiti, pitture e sculture eseguiti a scopo magico.

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