politica del regno d'Italia fino al 1914

 

NELL'ANNO 1861, come racconta in tono semischerzoso uno storico inglese dell'epoca, gli atlanti geografici invecchiarono improvvisamente, perché la carta d'Europa nello spazio di nemmeno un anno, dal maggio 1860 al marzo 1861, si trovò a non corrispondere più alla realtà. Occorreva, dove era raffigurata la Penisola Italiana, cancellare molti nomi e molti confini e scrivere « Regno d' Italia ».

L'ULTIMA ARRIVATA
II Regno d'Italia, anche se incompleto, fu costituito nel 1861; nove anni dopo, nel 1870, esso ebbe anche la sua capitale e poteva dire di avere raggiunto la sua unità: mancavano il Trentino e la Venezia Giulia, che sarebbero stati riuniti solo nel 1918. Il 27 novembre 1871 si apriva a Roma il primo parlamento nazionale: Presidente del Consiglio era il piemontese Giovanni Lanza, fedelissimo collaboratore di Cavour. Egli continuò la politica del grande primo ministro: consolidamento delle finanze, sviluppo agricolo e commerciale, rafforzamento dell'esercito, regolarità dei rapporti internazionali. L'Italia era l'ultima nata, assieme alla Prussia, fra le grandi potenze europee. Rendiamoci conto delle condizioni in cui si trovava: usciva da un ventennio di guerre che avevano impoverito la sua economia; buona parte del suo territorio, il Meridione, era in condizioni di arretratezza e di miseria spaventose; aveva appena formato la sua unità politica e non tutti i contrasti interni erano ancora spenti, in quegli anni, l'Europa usciva da un periodo di dure guerre (la guerra della Prussia contro l'Austria del 1866 - la guerra della Prussia contro la Francia del 1870 - la guerra della Russia contro la Turchia del 1877-78) e si andava assestando, cercava un equilibrio. Che cosa vuoi dire in politica cercare un equilibrio? Vuoi dire quasi sempre questo: se si forma una potenza o una coalizione di potenze, creare un'altra potenza o coalizione di potenze che abbia la stessa forza, per equilibrare la prima. In Europa dunque, dopo la guerra Russo-Turca, si formò un'alleanza fra Germania e Austria che creò nel centro dell'Europa un colossale organismo militare. Quella alleanza doveva servire a contrastare la grande potenza della Russia e quella della Francia, che cercava la rivincita dopo la sconfitta subita dalla Prussia.

LA TRIPLICE ALLEANZA
L'Italia, doveva uscire dal suo isolamento; il nuovo Regno aveva bisogno di validi appoggi politici all'estero, come pure di accordi commerciali ed economici con gli altri Stati europei. La Francia sarebbe stata l'alleata naturale del nostro paese; ma l'atteggiamento ostile assunto da Napoleone III per la questione romana non serviva a incoraggiare un'amicizia! Dall'altra parte, invece, il cancelliere prussiano Bismark, l'imperatore di Prussia Guglielmo I e quello d'Austria Francesco Giuseppe svolgevano una politica di amicizia verso l'Italia che era un'alleata contro la Russia e la Francia. Per questi motivi, il 20 maggio 1882 Robilant, nostro ambasciatore a Vienna, firmava con Austria e Germania il « Trattato della Triplice Alleanza ».
Questo trattato era puramente difensivo: Austria e Germania ci avrebbero soccorso in caso di attacco francese (o di almeno due altre potenze); noi avremmo fatto lo stesso verso gli altri due Stati.
Il Trattato della Triplice Alleanza portò dei vantaggi al nostro paese? Certamente: prima di tutto, entrando in alleanza con due dei maggiori Stati europei, la nostra ancora giovane nazione prendeva il suo posto di grande potenza e si assicurava il diritto di intervenire nelle grosse questioni internazionali; in secondo luogo, il trattato assicurò all'Europa (e quindi anche all'Italia) oltre un trentennio di pace.
Ma il vero vantaggio del Trattato per noi si vide quando nel 1887 esso fu rinnovato; l'abilissimo Robilant ottenne altre garanzie: fra queste la più importante (e fruttuosa) fu la promessa che la Germania e l'Austria avrebbero appoggiato l'Italia nel caso di una sua espansione coloniale.
italia dopo il 1870
LA PRIMA COLONIA ITALIANA
A questo punto facciamo un passo indietro. Nel 1869 la società di Navigazione Rubattino, istituendo una linea per l'India, aveva acquistato la Baia di Assab, nel Mar Rosso, per farne una base di rifornimento di carbone. Nel 1882 il governo acquistò a sua volta la base, d'accordo con l'Inghilterra, e vi costituì così la prima « colonia italiana all'estero ». Era quello un periodo di piena espansione coloniale: tutte le maggiori potenze europee occupavano territori in Asia, nell'Oceania, in Africa, per crearvi colonie; e anche l'Italia affrontò questo problema. Il continuo accrescersi della popolazione (27 milioni nel 1870; oltre 30 milioni nel 1885) faceva sì che le risorse del nostro paese fossero insufficienti: si cercavano perciò territori di popolamento, dove migliaia di italiani avrebbero potuto sistemarsi. Per questo, nel 1885, il Presidente del Consiglio Agostino Depretis faceva occupare Massaua, che era un incerto possesso turco-egiziano, per tentare di là la avanzata verso l'Abissinia. L'imperatore di Etiopia, il « negus » Giovanni, scatenò la controffensiva. Le nostre truppe subirono una sconfitta a Dogali, ma verso la fine dell'anno, quando salì al potere Francesco Crispi, fu inaugurata una politica coloniale più energica e avveduta. Al negus Giovanni era succeduto il negus Menelik. Egli nel 1889 firmava con l'Italia il trattato di Uccialli, con il quale accettava il suo protettorato su tutta I' Etiopia e riconosceva la nostra sovranità sui territori del Mar Rosso da noi occupati I nostri possessi il 1° gennaio 1890 venivano riuniti sotto il nome di Eritrea (dall'antico nome dell'Oceano Indiano).

ADUA - Ma nel 1893 Menelik volle riprendere la propria libertà d'azione e dichiarò rotto il patto con l'Italia. Naturalmente si aprirono le ostilità: gli Italiani, comandati 'dal generale Oreste Baratieri, nel 1894-95 riportarono alcune belle vittorie sui nemici nella regione del Tigrai (ai confini fra l'Eritrea e l'Abissinia); ma il 1° marzo 1896 il generale Baratieri, male informato sul nemico e male orientato sul terreno, attaccò il nemico con forze enormemente inferiori: sedicimila uomini contro centomila. La battaglia durò dall'alba alle quattordici e, nonostante il grande eroismo degli Italiani, terminò con una tremenda sconfìtta. Così finiva la prima guerra d'Africa. Nell'ottobre 1896 fu firmata la pace con Menelik; per essa, l'Italia rinunciava al protettorato sull'Abissinia e al possesso del Tigrai.

GLI ACCORDI INTERNAZIONALI
Ed ecco il nostro paese alle soglie del XX secolo. All'interno si diffondeva l'industrializzazione, si formava un ceto operaio, nascevano le Leghe e i sindacati; e in conseguenza di ciò cominciavano le prime agitazioni sindacali, le prime affermazioni della classe operaia. Nel 1900 fu assassinato a Monza il re Umberto I, gli successe Vittorio Emanuele III, sotto il quale il paese si avviò verso la pacificazione sociale. Nel 1903 salì al governo il piemontese Giovanni Giolitti, il quale per oltre un decennio (1903-1914) fu il dominatore della politica italiana. All'interno si iniziava con energia un grande programma di miglioramento economico e sociale: sotto il governo di Giolitti il nostro paese fece grandi progressi; una delle leggi che dobbiamo ricordare è quella che rendeva obbligatoria l'istruzione elementare. All'estero, l'Italia iniziò la politica più regolare e accorta che si potesse desiderare: infatti, mentre si manteneva fedele alla Triplice Alleanza, si riavvicinava alla Francia e alla Russia. Con la Francia fu concluso nel 1902 un accordo che assicurava mano libera alla Italia in Libia e alla Francia in Marocco; nel 1906 con Francia e Inghilterra fu concluso un altro accordo che dava via libera all'Italia in Abissinia; e nel 1909 furono stipulate con la Russia alcune intese che riconoscevano l'interesse russo per il Dodecaneso e quello italiano per la Libia, Ecco come si agisce in politica. Gli antichi dicevano « do ut des » cioè « io ti do affinchè tu mi dia »... Ma in questo modo si rafforzava la posizione internazionale dell'Italia, la quale poteva perciò svolgere una politica estera autonoma.

LA CONQUISTA DELLA LIBIA
Nel primo decennio del secolo si compì uno spettacoloso progresso economico del nostro paese; ma l'eccesso di popolazione costringeva centinaia di migliaia di Italiani ad emigrare.
Nel 1911 1a Francia iniziò l'occupazione del Marocco; toccava ora all'Italia far valere il suo diritto sulla Libia, riconosciuto con l'accordo del 1902 stipulato con la Francia. E così noi fra il 1911 e il 1912 conquistammo la Libia.

UNA CONCLUSIONE
Con la conquista della Libia si concludevano così i primi cinquanta anni di vita del Regno d'Italia. 1861-1911: mezzo secolo in cui ('Italia da piccolo paese ancora in formazione era divenuto uno Stato forte e ordinato. Ma non tutto, in Italia e fuori, era in ordine; in Italia, il Trentino e la Venezia Giulia erano ancora separati dalla Patria; fuori d'Italia, i motivi di rivalità fra i vari Stati aumentavano. Situazione che condusse alla catastrofe: la Prima Guerra Mondiale.

(88) Navi repubbliche marinare
(89) Opera civilizzatrice Roma
(90) Ordinamento Sacro Romano Impero
(92) Organizzazione chiesa alle origini
(93) Paladini
(94) Patrizi e Plebei
(95) Persecuzioni Cristiani
(96) Pionieri
del west
(97) Politica regno d'Italia al 1914
(99) Popolazioni italiane età della pietra
 
 
[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 8-10-2014