persecuzioni dei Cristiani

 

UNA GELIDA notte d'inverno del 320 dopo Cristo. Nel cortile delle Terme della città di Sebàstia (in Asia Minore) si sta svolgendo una terribile scena. Sulla superfìcie di uno stagno, ridotta a una lastra ghiacciata dalla temperatura bassissima, stanno distesi quaranta legionari condannati a morire assiderati. A pochi metri di distanza il guardiano delle Terme, un certo Aglasios, li sta sorvegliando. Di che cosa sono colpevoli questi sventurati, che devono affrontare una morte così atroce? La loro colpa, gravissima per la legge di Roma, è quella di essersi fatti Cristiani. Tuttavia possono ancora salvarsi. Il guardiano Aglasios ha l'ordine di sottrarre al supplizio quello dei condannati che proclami di rinnegare il proprio Dio. Ed ecco che a un certo momento, uno dei soldati, ormai mezzo assiderato, chiede con un cenno ad Aglasios di essere portato via. Allora si verifica una cosa che lascia sbalorditi tutti i presenti. Aglasios si proclama a gran voce cristiano e si stende sul ghiaccio per prendere il posto lasciato vuoto dal traditore.

PERCHÉ VENIVANO PERSEGUITATI
Sappiamo tutti che uno dei princìpi su cui si basava la religione predicata da Gesù Cristo era l'amore verso, il prossimo. Era naturale quindi che i seguaci di Cristo non facessero del male a nessuno. Come mai allora nell'Impero Romano i Cristiani vennero perseguitati con tanto accanimento? La ragione è questa: la religione cristiana si trovava in piena opposizione con quella pagana, sulla quale proprio era fondata l'autorità dell'Impero.
Secondo i princìpi della religione pagana, l'imperatore romano era considerato un dio e perciò adorato. Per i Cristiani le cose stavano ben diversamente: l'unico essere degno di adorazione, era il vero Dio che sta nei Cieli e quindi essi si rifiutarono di considerare l'imperatore un dio. Vennero perciò anche dichiarati nemici dello Stato. La religione cristiana fu così considerata il più grave pericolo per l'impero e la persecuzione contro i suoi seguaci divenne uno dei primi doveri dell'imperatore.
Come facevano gli imperatori a decretare le persecuzioni? Promulgavano speciali « editti » che venivano banditi in tutto l'impero. I Cristiani infatti non erano solo a Roma, ma in tutti i paesi soggetti al dominio romano.

persecuzione dei cristianiLA PRIMA PERSECUZIONE
Quando ebbero inizio le persecuzioni contro i Cristiani? Fu nell'estate del 64 dopo Cristo, sotto il regno del crudele imperatore Nerone (54-68 dopo Cristo). Il 18 luglio uno spaventoso incendio scoppiò a Roma e divampò per sei giorni, distruggendo due terzi della città. Si sparse la voce che ad appiccare il fuoco fosse stato Nerone, il quale, credendosi un grande poeta, voleva scrivere un poema ispirandosi dal vero all'incendio di Roma. Per allontanare da sé questi sospetti, I' Imperatore trovò comodo riversare la colpa sui Cristiani.
Così uomini, donne e bambini innocenti furono catturati e condannati alle morti più orrende. Alcuni vennero dati in pasto alle belve nel Circo Massimo, altri furono crocifìssi, altri scorticati vivi; altri ancora furono spalmati di pece e fu appiccato loro fuoco perché di notte illuminassero come fiaccole i giardini dell'Imperatore. Fra tutti questi martiri vennero trucidati anche gli apostoli Pietro e Paolo. Il primo fu crocifìsso sul colle Vaticano, dove sorge ora la Basilica di San Pietro; il secondo venne decapitato.

OLTRE 2000 VITTIME
La seconda persecuzione fu indetta nel 95 d. C. da Domiziano. Crudele e bizzarro, egli ebbe la pretesa di essere chiamato «dio». Fortunatamente la persecuzione non durò a lungo perché di lì a poco l'Imperatore venne ucciso in una congiura. Tuttavia i martiri furono moltissimi: oltre 2000. Tra di essi vi fu San Giovanni Evangelista che, secondo la tradizione, venne immerso in una caldaia di olio bollente. Domiziano non risparmiò nemmeno i suoi parenti. Quando seppe che suo cugino, il console Flavio Clemente, si era fatto cristiano, lo fece decapitare. La terza persecuzione, meno feroce della precedente, ebbe luogo nel 107 e fu decretata da Traiano (98-117 d.C).

PENE SEMPRE PIÙ CRUDELI
Una nuova grande persecuzione si ebbe nel 166, ordinata dall'imperatore Marco Aurelio. La quinta e la sesta furono indette rispettivamente dagli imperatori Settimio Severo (193-211) e Massimino (235-238). Non furono tra le più sanguinose. I due imperatori infatti credettero di fermare la diffusione del Cristianesimo descrivendo i suoi seguaci come cannibali che mangiavano carne umana e bevevano sangue. Presero cioè pretesto dal fatto che quando Gesù Cristo istituì la SS. Eucaristia pronunciò queste parole: « Prendete e mangiate: questo è il mio corpo. Prendete e bevete: questo è il mio sangue ». Ma poiché questo espediente non servì a nulla, si tornò ai sistemi inumani inaugurati da Nerone. Anzi, le pene si fecero più crudeli. Durante la persecuzione voluta dall'imperatore Decio (249-251), che fece più di 3000 vittime, molti magistrati ordinarono di medicare le piaghe sui corpi dei martiri e di farle riaprire dopo alcuni giorni.
Nel 257, durante l'ottava persecuzione ordinata dall'imperatore Valeriano (253-259), la pena di morte fu commutata in quella dei lavori forzati a vita nelle miniere. Ai condannati venivano però lesi i tendini del piede sinistro per rendere loro difficile la fuga.

LA PIÙ TERRIBILE DELLE PERSECUZIONI
Alla persecuzione bandita nel 275 dall'imperatore Aureliano (270-275) seguì la decima grande persecuzione: quella scatenata nel 303 dall'imperatore Diocleziano (284-305) e continuata dal suo successore Galerio. Diocleziano aveva deciso di estirpare finalmente « la pericolosa pianta del Cristianesimo », da lui considerata la causa della rovina dell'Impero Romano. La decima persecuzione, durata circa 10 anni, fu chiamata «l'èra dei martiri» per l'enorme numero delle vittime che fece (oltre 20 000). «Tutti devono sacrificare agli dei; chi si rifiuta deve essere punito con la morte »: questo fu lo spietato ordine di Diocleziano. Intere popolazioni furono sterminate. In un paese della Frigia (Asia Minore) gli abitanti, in numero di 700, furono chiusi nella chiesa e poi fu dato fuoco all'edificio.

IL TRIONFO DEL CRISTIANESIMO
Le persecuzioni più o meno atroci che si erano susseguite per oltre due secoli non riuscirono a piegare i Cristiani. Nel IV secolo dopo Cristo essi ottennero la più gloriosa vittoria.
Nel 313 l'imperatore Costantino, col famoso Editto di Milano, concesse ai Cristiani la libertà di culto; e nel 380 l'imperatore Teodosio proclamò il Cristianesimo religione ufficiale dell'Impero Romano.

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[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 8-10-2014