Organizzazione della chiesa cristiana alle origini

 

« C'ERA UN SOLO CUORE e una sola anima nella moltitudine di coloro che erano diventati credenti, e nessuno chiamava sua una cosa che gli appartenesse, ma mettevano in comune tutto quello che avevano... nessuno di loro era nel bisogno, perché chi possedeva case o terre le vendette e ne mise il ricavato a disposizione degli Apostoli, e la somma fu suddivisa fra tutti a seconda dei bisogni di ciascuna». Questa, tratta dagli « Atti degli Apostoli », è la migliore descrizione della Chiesa ai primi tempi, ai tempi eroici in cui la fede veniva diffusa ovunque a prezzo di grandi fatiche, di lacrime, di sangue. Una società spontanea i cui appartenenti vivevano in una commovente, fiduciosa unione, mettendo a disposizione della comunità tutti i loro averi.

LA PRIMA ORGANIZZAZIONE
Il numero dei convertiti cresceva continuamente e sempre nuove comunità cristiane si formavano in Italia e in tutto il bacino del Mediterraneo, nonostante le repressioni. Perciò, fu necessario cominciare a dare un certo ordinamento a questa grande massa di fedeli in continuo aumento. Ancora prima della conversione di Saulo (Paolo), nel 36 dopo Cristo, gli Apostoli, ponendo loro le mani sul capo, crearono alcuni diàconi perché amministrassero gli affari della comunità; i diaconi (dal greco « dià-conos » = ministro) in realtà ebbero funzioni molto più ampie e si occuparono della liturgia e della cura delle anime. I diaconi non erano ordinati sacerdoti. Contemporaneamente la direzione di ogni singola comunità fu affidata ad alcuni anziani, che nei primi tempi venivano chiamati indifferentemente anziani o presbiteri (dal greco presbyteroi) oppure vescovi (episcopoi). Èssi, per la loro dottrina e la loro saggezza ottennero il rispetto dei correligionari: si occupavano di leggere e commentare ai fedeli i Vangeli, di istruire i giovani, consigliare i fedeli ecc. Nelle ore del pericolo e della sofferenza, i Vescovi furono i primi ad affrontare il dolore e la morte e a dare ai compagni l'esempio di come debba comportarsi un buon cristiano.

IL VESCOVO
Per alcuni decenni, i presbiteri-vescovi formarono una specie di collegio detto Presbitero, che presiedeva all'esistenza della comunità, alle sue riunioni di culto, ai suoi servizi di assistenza; i diaconi erano invece gli esecutori delle loro disposizioni. Poi, a poco a poco, prese maggiore autorità la figura del Vescovo: non si sa precisamente quando questo avvenne, ma nell'epoca immediatamente successiva a quella degli Apostoli (fine del I secolo e inizio del II) ogni comunità si presentava con la sua gerarchia: Vescovo, che era uno solo in ogni città o villaggio ; presbiteri o preti e infine diaconi.
Come si vede, fu da quei tempi che il Vescovo divenne (e rimase in seguito) la « colonna » della Chiesa: egli era il vero capo della comunità, maestro, guida e pastore delle anime, ministro del culto e dei sacramenti.

L'ORGANIZZAZIONE UNITARIA
Mentre si succedevano i Papi seguiti a Pietro, la Chiesa diveniva sempre più forte e salda. Nonostante le persecuzioni, essa non solo si estese in nuove zone convertendo numerosi fedeli, ma si organizzò sempre meglio, fissò precise norme giuridiche, basate sulla tradizione e sulle risoluzioni prese dai Vescovi. Le comunità cristiane delle città, che si chiamavano parrocchie, ingrandivano ininterrottamente, tanto che nelle città maggiori si divisero in più chiese. A Roma, alcune case, che vennero in possesso della Chiesa, furono sistemate come residenza di Vescovi o presbiteri e divennero così sedi fisse dell'attività pastorale ; furono praticamente i primi arcivescovadi. Attorno al 300 c'erano a Roma circa 25 di queste Chiese chiamate titolari. A partire dal 3° secolo troviamo delle chiese anche nelle campagne, poste sempre sotto l'autorità del Vescovo della città. Come i fedeli di una città formavano una « parrocchia », così diverse parrocchie costituivano a loro volta una « provincia » (eparchia) ecclesiastica, i cui confini di regola coincidevano con quelli delle province dell'Impero Romano : a capo di queste eparchìe si trovavano i Vescovi dei capoluoghi di provincia, che dal 4° secolo presero il nome di metropoliti. Infine, al di sopra dell'organizzazione provinciale esisteva una organizzazione ecclesiastica più vasta: avevano un'autorità di « supermetropoliti » i Vescovi di Roma, con giurisdizione su tutto l'Occidente ; quello di Alessandria, con giurisdizione sull'Egitto e le province limitrofe, e quello di Antiochia, che era la diocesi dell'Oriente (Siria, Cilicia, Mesopotamia, Palestina).
Così, quando Teodosio I nel 380 d. C. dichiarò il Cristianesimo unica religione ufficiale dell'Impero, la Chiesa era la maggior forza spirituale e materiale dell'epoca ; la sua organizzazione unitaria sotto la suprema autorità del Papa era completa ; i Vescovi più che i prefetti romani erano la fonte dell'ordine e del potere nelle città; i metropolitani aiutavano, quando non sostituivano, addirittura, i governatori delle province; e i sinodi, o riunioni dei Vescovi, si sostituirono all'assemblea provinciale. La grande opera era compiuta.

(83) Napoleone
in Egitto
(84) Nascita automobile
(85) Nascita ferrovia
(86) Nascita grande industria
(87) Nascita
lingua italiana
(88) Navi repubbliche marinare
(89) Opera civilizzatrice Roma
(90) Ordinamento Sacro Romano Impero
(92) Organizzazione chiesa alle origini
(93) Paladini
 
 
 
 
[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 8-10-2014