Ordinamento Sacro Romano Impero

 

CARLO MAGNO fu un vero legislatore, un grande ordinatore di popoli e d'impero.
Questo giudizio di uno storico italiano del secolo scorso indica chiaramente le doti eccezionali dell'imperatore del « Sacro Romano Impero ». Carlo Magno, infatti, non fu soltanto un grande condottiero. Dopo aver completato le sue conquiste militari, egli dimostrò di essere anche un abilissimo uomo di governo.

SUDDIVISIONE DELL'IMPERO
Subito dopo l'incoronazione a imperatore (anno 800 dopo Cristo), Carlo Magno fu di fronte a un problema : trovare il modo di fare sentire la sua autorità anche nelle più remote regioni del vastissimo impero. Data la estensione del suo territorio e le poche e lentissime comunicazioni dell'epoca, era logico che l'autorità imperiale non poteva essere sentita dappertutto nel momento opportuno.carlo magno
Carlo Magno superò abilmente questa situazione, suddividendo l'impero in molti territori.
A questo punto qualche lettore potrebbe fare questa domanda : « Con tale provvedimento, Carlo Magno non spezzò l'unità dell'impero? ». Ciò non accadde.
Il merito del grande imperatore fu appunto quello di aver saputo mantenere l'unità dell'impero, pur avendolo suddiviso.

MARCHE E CONTEE
I territori in cui venne suddiviso il « Sacro Romano Impero » furono chiamati « contee ».
Di solito, in ogni contea c'era una città e comprendeva la campagna circostante. A capo di ogniuna di esse Carlo Magno poneva un uomo di sua fiducia, che il titolo nobiliare di conte. Nel loro territorio, i conti esercitavano varie funzioni con pienezza di poteri : amministravano la giustizia, riscuotevano le tasse e comandavano le truppe. Alle dipendenze del conte vi era un visconte : egli faceva le veci del conte in caso di sua assenza. A quei signori, ai quali l'imperatore affidava il governo di più contee, veniva dato il titolo di duca. Nella zona di confine, i territori in cui era stato diviso l'impero erano molto più vasti delle contee. Lo scopo era quello di avere ai confini dell'impero presidi militari molto più numerosi e agguerriti, capace di far fronte a un attacco nemico. I territori di confine erano chiamati « marche » e al capo di ciascuna di esse venne dato il titolo di
« marchese ». In Italia vennero costituite le marche del Friuli, della Valle d'Aosta e di Toscana.

I « MISSI DOMINICI»
I conti, i marchesi e i duchi erano i rappresentanti del potere dell'imperatore e avevano nei loro territori piena autorità civile, giudiziaria e militare. Ma per evitare che essi abusassero del loro potere, Carlo Magno istituì uno speciale « corpo di sorveglianza ». Esso era costituito dai cosiddetti « Missi dominici » (inviati del padrone, cioè dell'imperatore).
Di solito, i Missi dominici venivano inviati due per volta: un ecclesiastico (un vescovo generalmente) e un laico, competente di diritto civile e penale.
Essi avevano l'incarico di controllare l'operato dei conti e dei marchesi e di riferire all'imperatore irregolarità e abusi.
Carlo Magno li considerava « il suo occhio e la sua mano » : infatti nei tenitori in cui venivano inviati, essi facevano le veci dell'imperatore.
sacro romano impero
I «CAPITOLARI»
Allo scopo di far sentire sempre presente la sua autorità, Carlo Magno radunava ogni anno tutti i « Missi dominici », i conti, i marchesi e i vescovi dell'impero. Poiché si teneva in primavera e all'aperto, questa assemblea generale venne chiamata «Campo di maggio». Durante l'assemblea venivano discusse questioni politiche, amministrative ed ecclesiastiche. Il diritto di emanare le leggi era riservato soltanto all'imperatore. Le leggi che furono via via emanate durante i « Campi di maggio » presero il nome di « Capitolari », perché le varie disposizioni erano distinte in capitoli. I Capitolari dovevano essere osservati da tutti i sudditi dell'impero, i quali per nessuna ragione vi si potevano opporre.
I conti e i marchesi che trasgredivano alle leggi erano giudicati dal « Tribunale del Re », presieduto dallo stesso imperatore. Bisogna dire che Carlo Magno fu un legislatore molto saggio: non abusò mai della sua autorità e provvide sempre a soddisfare le necessità delle varie popolazioni dell'impero.
In genere lasciò a ciascun popolo le sue antiche leggi, purché non fossero in contrasto con i principi della religione cristiana.

L'ordinamento di Carlo Magno aveva però un grande difetto: quello di essere valido soltanto a condizione che a capo dell'impero ci fosse un imperatore abile ed energico. Infatti, dopo la morte di Carlo Magno, quando al trono imperiale salirono imperatori deboli e inetti, l'ordinamento carolingio mostrò chiaramente il suo punto debole: conti, duchi e marchesi si ribellarono all'autorità imperiale e riuscirono via via a costituire degli Stati indipendenti. Il « Sacro Romano Impero », creato dal genio di Carlo Magno, durò appena quattordici anni: dall'800 (anno in cui Carlo Magno fu incoronato imperatore) all'814 (anno di morte del grande imperatore).

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[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 8-10-2014