Napoleone in Egitto

 

I PREPARATIVI PER LA SPEIZIONE
Bonaparte si mise all'opera con la sua consueta straordinaria alacrità.
Sollecitò presso i vari Ministeri le armi, il denaro, le navi e i soldati. Cercò con ogni mezzo di accelerare il ritmo dei preparativi. Fece avviare a Tolone e a Genova i distaccamenti dell'esercito che aveva combattuto in Italia e che stava rientrando in Francia. Fece trattative con compagnie di navigazione e si procurò numerose navi. Nel maggio 1798 tutto era pronto. Trecento navi mercantili scortate da 13 navi da guerra partirono alla volta dell'Egitto con 45 000 uomini.

LE FASI DELLA GUERRA
La grossa flotta francese navigò nel Mediterraneo senza incontrare alcuna nave inglese. La meta della spedizione era tenuta segreta. Soltanto Napoleone ed i membri del Direttorio ne erano a conoscenza. Per eludere la sorveglianza inglese, era stato fatto credere che i preparativi venissero fatti per effettuare uno sbarco in Inghilterra e gli Inglesi si erano limitati a sorvegliare Gibilterra, sbocco del Mediterraneo. La flotta francese giunse il 9 giugno davanti all'isola di Malta che venne facilmente occupata. Napoleone vi lasciò una guarnigione e proseguì verso l'Egitto dove sbarcò 20 giorni dopo. Con facilità l'esercito francese si impossessò di Alessandria e Napoleone si affrettò, prima che le piene del Nilo ostacolassero l'avanzata, a marciare verso il Cairo. Nei pressi della capitale egiziana l'esercito francese si scontrò in una tremenda battaglia con circa 6000 Mamelucchi. I Mamelucchi costituivano una casta militare discendente da un popolo guerriero che si era stabilito nel paese sin dal XIII secolo. Benché l'Egitto fosse sotto la sovranità della Turchia, in realtà erano i generali mamelucchi a governare il paese. La battaglia del Cairo, nota col nome di
« Battaglia delle Piramidi » perché combattuta in vicinanza di quelle imponenti costruzioni, si risolse in favore dell'esercito francese.
Per il momento Napoleone cercava di occupare completamente il paese e organizzarlo. Con l'arrivo di nuovi rinforzi avrebbe poi potuto marciare sull'India. Ma ecco una grave notizia. La flotta francese che era riparata nella Bàia di Abukir, 20 chilometri a nord-est di Alessandria, era stata sorpresa da quella inglese e quasi completamente distrutta. L'esercito francese restò isolato in Egitto da lui conquistato. Ma Napoleone non parve preoccuparsene. Egli continuò la guerra. Avendo avuta notizia che i Turchi preparavano una spedizione militare contro l'Egitto, egli andò loro incontro e li attaccò a Gaza e a Giaffa. Assediò a lungo ma inutilmente San Giovanni d'Acri e poi tornò in Egitto e vinse ad Abukir le forze turche che vi erano sbarcate.
battaglia delle piramidi
IL RITORNO
L'assenza di forze fresche e l'insorgere di malattie che decimavano gli uomini dell'esercito, fecere si che venne interrotta la guerra. Ed noltre, negli ultimi tre mesi in Europa erano accaduti nuovi avvenimenti. L'Inghilterra aveva organizzato contro la Francia un alleanza di Stati che avevano battuto gli eserciti francesi in Italia, Olanda e Austria. Queste vittorie avevano animato in Italia le rivolte contro i francesi, così tutta l'Italia, esclusa Genova, si liberò dal dominio francese. Quando Napoleone arrivarono le notizie su questi nuovi avvenimenti, decise di ritornare in Francia. Diede il comando dell'esercito in egitto al generale Kleber e il 22 agosto lasciò l'Egitto sulla fregata « Muiron », la quale riuscì ad eludere la sorveglianza inglese e ad arrivare in Francia nell'ottobre dell'anno 1799. Napoleone aveva guidato un grande esercito in una campagna che fu praticamente inutile. Lo lasciò al suo destino in terra straniera perché la flotta venne completamente anientata. Nonostante ciò egli fu accolto in patria come un salvatore. Perché? Perché la Francia, in seguito alla rivoluzione, non ebbe alcun governo che capace di portare un po' d'ordine nel caos da essa creato; i cittadini sfiduciati vedevano in Napoleone l'uomo capace di agire; e consideravano vittoriosa una spedizione che in pratica fu inutile.

RISULTATI SCIENTIFICI DELLA SPEDIZIONE
I lavori svolti dagli scienziati di Napoleone, hanno contribuito efficacemente alla conoscenza dell'Egitto. Il ritrovamento di una stele di granito, con un'iscrizione in greco, in copto e in geroglifici egiziani, ebbe grande importanza. Durante il soggiorno dell'esercito francese venne anche tracciata una carta completa del paese. Vennero studiati i pesci del Nilo, il limo del fiume e le sabbie del deserto. Il ritorno di Napoleone e le conoscenze che la sua spedizione aveva acquisito sull'Egitto influirono sui costumi dell'epoca. Nell'arredamento, ad esempio, venne creato il cosiddetto ritorno dall'Egitto; i mobili erano decorati infatti con motivi che richiamavano motivi decorativi egiziani.

(75) Magna grecia
(77) Medicina nell'antica Roma
(79) Mesopotamia storia antica
(80) Monarchia assoluta in Francia
(81) Moti rivoluzionari
(82) Napoleone
e l'Italia
(83) Napoleone
in Egitto
 
 
 
 
[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 8-10-2014