Napoleone e l'Italia

 

« ITALIANI, L'ESERCITO FRANCESE VIENE A ROMPERE LE VOSTRE CATENE; IL POPOLO FRANCESE È AMICO DI TUTTI I POPOLI; ANDATEGLI INCONTRO; LE PROPRIETÀ, LE CONSUETUDINI, LA RELIGIONE SARANNO RISPETTATE! ANDREMO IN GUERRA SOLO CONTRO I TIRANNI CHE VI TENGONO SCHIAVI.»
Questo, il discorso che Napoleone fece nell'anno 1796 agli italiani, durante la sua prima campagna in Italia. Le parole dette da Napoleone non rimasero inascoltate.
Cosi, quando il 15 maggio dello stesso anno Napoleone arrivò a Milano a capo del suo esercito, i milanesi lo accolsero con grande entusiasmo. Da allora e per quasi vent'anni, la storia d'Italia è dipesa esclusivamente dalla volontà di questo grande condottiero.

LA REPUBBLICA CISPADANA
La guerra di Napoleone in Italia ebbe subito grandi successi: in alcune settimane, il re di Sardegna venne costretto a chiedere l'armistizio e l'esercito austriaco, dopo aver lasciato la Lombardia, si asserragliò nella fortezza di Mantova. A questo punto, poiché gli Austriaci decisero di aspettare nuovi rinforzi prima di impegnare battaglia, le operazioni militari ebbero una sosta.
Allora Napoleone ne approfitto per consolidare le sue posizioni verso sud. Invasi i ducati di Parma e di Modena, obbligò i rispettivi principi a versare alla Francia una grande somma e a cedere alcune opere d'arte.
Le stesse richieste erano state fatte poco prima a Milano, per far fronte alle spese della guerra. Napoleone, in seguito diresse il suo esercito contro lo Stato della Chiesa: presa la Romagna, obbligò papa Pio VI a cedere Ferrara e di Bologna. Completate queste conquiste, Napoleone dimostrava di avere doti di organizzatore politico. Egli fece dell'Emilia uno Stato unitario, che chiamò Repubblica Cispadana. La Repubblica Cispadana ebbe una sua costituzione basata su quella della Repubblica Francese ed ebbe anche un suo esercito (la Legione Cispadana ). Il 7 gennaio 1797, i rappresentanti della Repubblica Cispadana, riuniti a Reggio Emilia, decisero di dare una bandiera al nuovo Stato. Fu scelto il tricolore, derivato da quello francese, con la sola sostituzione del verde all'azzurro. Questa stessa bandiera divene poi il vessillo del Regno d'Italia (anno 1861).
napoleone incoronato re d'italia
LA REPUBBLICA CISALPINA
Nel 1797, Napoleone Bonaparte cambiò la Repubblica Cispadana chiamamdola Repubblica Cisalpina.
Essa comprese Lombardia, Ducato di Modena e le terre tolte alla Chiesa: circa kmq 42 000 di superficie, con più di 3 milioni di abitanti. La nuova Repubblica fu ordinata per assomigliare a quella francese: con 2 assemblee, chiamate degli Juniori e dei Seniori (gli anziani); ed a un Direttorio di 5 persone, la Repubblica Cisalpina aveva come capitale la città di Milano, come bandiera il tricolore che era stato adottato dai rappresentanti della Cispadana.
Nell'ottobre dello stesso anno, il territorio della Repubblica fu accresciuto per l'annessione della Valtellina. L'istituzione della Repubblica Cisalpina, la quale riunì insieme vari Stati che erano separati da secoli e spesso ostili fra loro, fece rinascere in tanti Italiani la speranza che l'intera Italia diventasse uno stato.

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
Nell'anno 1801, Napoleone riaccende la speranza in molti Italiani: convoca a Lione 14 deputati della Repubblica Cisalpina, per scrivere una costituzione secondo i principi della Rivoluzione francese. La nuova Costituzione eliminò infatti ogni privilegio di classe e garantì a tutti indistintamente l'uguaglianza. A questa Repubblica così riordinata, venne dato il nome augurale di Repubblica Italiana (sebbene comprendesse solo una piccola parte dell'Italia). Della neonata Repubblica divenne presidente Napoleone. La vicepresidenza fu assegnata a un illustre lombardo dell'epoca: il duca Francesco Melzi d'Eril. Per ordine di Napoleone, nella nuova Repubblica furono attuate delle importanti riforme.

VENEZIA VENDUTA ALL'AUSTRIA
Conclusa vittoriosamente la campagna d'Italia ( Aprile 1797), Napoleone cercò di trarne il massimo vantaggio per la Francia. A Campoformio (presso Udine), ove firmò il trattato di pace, non esitò a cedere all'Austria la Repubblica di Venezia (occupata dalle truppe francesi nell'aprile del 1797) per averne in cambio il Belgio e l'intera Lombardia. Con questo inglorioso trattato di pace, Napoleone rinnegava i principi di libertà che aveva proclamato di voler sostenere. Quegli italiani che lo avevano considerato un « liberatore » si ritennero traditi e gli manifestarono apertamente la loro ostilità. In diverse città d'Italia scoppiarono infatti sommosse antifrancesi.

RE D'ITALIA
Il 2 dicembre del 1804, Napoleone venne incoronato Imperatore dei Francesi. In seguito a questo avvenimento, la Repubblica Italiana fu trasformata in regno. Il 26 maggio 1805, Napoleone si fece incoronare Re d'Italia a Milano. Anche nel nuovo regno, che in seguito comprese il Veneto, le Marche, il Trentino e parte dell'Alto Adige,, furono attuate imponenti opere pubbliche e venne dato un maggior sviluppo alle attività industriali e commerciali.

SPERANZE DELUSE
Man mano che Napoleone conquistava nuovi territori in Europa, faceva ai popoli promesse di libertà e di indipendenza. Così, dopo che egli ebbe occupato il Regno di Napoli (1806) e i vari Stati dell'Italia centrale (1807 e 1808), molti Italiani sperarono che facesse dell'intera penisola un unico regno indipendente.
Ma anche questa volta Napoleone deluse le loro aspettative: l'Italia non ebbe l'unità e nemmeno l'indipendenza. Essa fu sottomessa agli interessi della Francia.
Tuttavia, gli anni della dominazione napoleonica non furono del tutto infruttuosi: gli Italiani compresero finalmente che la libertà è un bene prezioso che non viene mai concesso dagli stranieri, ma che deve essere conquistato con le proprie forze. E da quel momento ebbe infatti inizio il Risorgimento italiano.

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[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 8-10-2014