La lega anseatica

 

UN CERTO SIGNOROTTO della Bretagna, vissuto nel lontano Medioevo, andava dicendo che la parte più ricca e più redditizia del suo piccolo regno era un piccolo scoglio che s'innalzava minaccioso a poca distanza dalla costa. Quel signore non diceva bugie; ogni anno su quello scoglio naufragavano decine di vascelli spesso ricchi di mercanzie. Non pensate che egli fosse un uomo senza scrupoli; egli non faceva altro che usare un suo diritto. Esisteva infatti allora, la legge del naufragio, la quale stabiliva che quando una nave andava a sbattere contro la costa per naufragio o perché vi andava in secco, tutto passava in proprietà del fortunato signore del luogo. Quella legge singolare costituiva uno dei tantissimi ostacoli che si opponevano allo sviluppo del commercio durante il periodo del Feudalesimo.

NEL MEDIOEVO ERA DIFFICILE IL MESTIERE DEL MERCANTE
I deboli governi del Medioevo non riuscivano a far rispettare le loro volontà; ogni barone feudale si considerava unico sovrano della sua piccola terra e con la massima disinvoltura applicava tasse, balzelli e pedaggi a uomini e merci che passavano attraverso il suo territorio. Si pagava per entrare nei porti, per transitare sui ponti, per navigare su fiumi e canali, per percorrere le strade.Il costo delle mercanzie che venivano trasportate da un paese all'altro saliva vertiginosamente chilometro per chilometro; bastava che qualche mercante più intraprendente compisse un lungo viaggio perché il suo carico divenisse sempre più « prezioso » e... più difficile a vendersi.
Le difficoltà non si fermavano qui. C'erano da fare i conti coi briganti sulla terra e coi pirati in mare, che rendevano malsicuri viaggi e trasporti. I mercanti d'allora erano uomini provati a tutti i disagi e alle più brutte sorprese; erano avventurieri ed esploratori che guidavano i carri o la carovana delle proprie mercanzie armati di pugnali e pronti ai peggiori incontri.
paesi della lega anseatica
NASCE LA BORGHESIA
Ad un certo momento però il commercio, in Europa, prese a svilupparsi sempre più intensamente. Che cos'era successo? Anzitutto era aumentato il consumo ; la gente cominciava a mangiare meglio e di più; i Crociati che ritornarono dall'Oriente portarono in dono alle loro donne sete, gioielli e oggetti che via via vennero sempre più richiesti. Erano dunque buoni momenti per i mercanti. Costoro però, per far bene i loro affari, dovevano togliere di mezzo tutti gli ostacoli, cioè pericoli e leggi assurde.
Lo fecero divenendo forti e divennero forti unendosi. Così in Italia sorsero i Comuni governati dalla nuova classe mercantile, cioè dalla borghesia; i Comuni italiani però disperdevano molte energie nelle guerre fratricide.
Un'unione molto più efficace si verificò invece nel Nord Europa fra le maggiori città che si affacciano al Mare del Nord e al Mar Baltico. Nacque là la cosiddetta Lega Anseatica (da Hansa, che significa corporazione, unione).

ANCHE I PIÙ GRANDI RE LA TEMEVANO
La Lega Anseatica cominciò a formarsi nel XII secolo e durò sin verso la fine del XV. Dapprima era costituita da poche città, poi via via comprese tutti i maggiori centri dell'Europa settentrionale, in numero 'di novanta, divisi in quattro dipartimenti, con a capo rispettivamente Lubecca, Danzica, Brunswick, Colonia.
Qual era dunque il compito, la funzione della lega? Praticamente possiamo immaginarla come un vero e proprio Stato; uno Stato i cui sudditi erano tutti mercanti ed avevano un proprio parlamento e le proprie leggi. La lega proteggeva i suoi iscritti, li facilitava, li aiutava, li consigliava; essa proteggeva i traffici dai pirati, eliminava pedaggi feudali, dava assistenza ai mercanti che si trovavano lontani dalla patria, puniva le azioni disoneste come l'acquisto di merce rubata; inoltre danneggiava commercialmente le città nemiche. Chi voleva combinare buoni affari doveva stare con la lega, starsene fuori voleva dire accontentarsi delle briciole ; esserle nemici, voleva dire essere votati alla rovina. Chi poteva infatti resistere ad una potenza commerciale come quella? Essa possedeva decine di città ricche, centinaia di scali, moli, arsenali; migliaia di depositi e magazzini in tutto il mondo; e tutto ciò amministrato con uno scrupolo e un'onestà ammirevoli. Ogni anno i rappresentanti della lega si riunivano a Lubecca e ogni anno i re d'Inghilterra, di Svezia, di Danimarca e di Francia non si sognavano nemmeno di non far partecipare alle riunioni i loro rappresentanti, che dovevano oltretutto portare i saluti delle loro maestà a quei potenti mercanti. Un altro sintomo del credito che godeva la lega era questo: presso tutti i più celebri banchieri d'Europa i sovrani non trovavano denaro ad un interesse minore del 12 %, la lega ne trovava sempre ad un interesse che oscillava dal 5 al 6 %.

LA FINE DELLA LEGA
Ad un certo momento la lega divenne troppo potente; essa difendeva, ma nello stesso tempo opprimeva ed ostacolava molte iniziative dei suoi sudditi. Specialmente gli artigiani e la classe lavoratrice finirono col trovarsi immersi sino al collo in numerose norme e limitazioni che finivano per impedire qualsiasi miglioramento personale.
Nel 1381 gli operai inglesi si rivoltarono ai membri della lega, li assalirono nelle loro case e uccisero tutti quelli che erano di origine tedesca. Per assicurarsi della loro identità essi facevano dire « bread and cheese » (pane e formaggio) ascoltando la purezza o meno dell'accento con cui le parole venivano pronunciate.
Ormai la Lega Anseatica aveva assolto il suo compito. Non esistevano più pericoli e ostacoli all'attività commerciale; e, si sa, il pericolo avvicina mentre la sicurezza allontana. Le varie città ripresero a poco a poco una politica indipendente. Nel 1448 i centri dei Paesi Bassi si staccarono in massa dalla lega e, nel 1474, l'Inghilterra, dopo una vittoriosa battaglia navale sostenuta contro la flotta della lega, conquistò il diritto di navigare nel Baltico, dal quale era stata fino allora esclusa.
In Europa si venivano formando le varie nazioni alle quali la stessa lega, dissoltasi come forza autonoma, lasciò una meravigliosa eredità di leggi, codici e costumi.

(63) Impero
di Traiano
(64) Impero
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nel millesettecento
(71) La Palestina romana
(72) Lega anseatica
(73) Lotte
per le investiture
 
 
 
 
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