La Palestina in epoca romana

 

LA PALESTINA MERIDIONALE, costituita soprattutto dall'antico regno di Giudea, cadde sotto la dominazione di Roma nel 63 avanti Cristo. Fu appunto in quell'anno che Pompeo riuscì a conquistare d'assalto Gerusalemme, la capitale del regno. Da allora, Roma cercò di estendere sempre più il suo dominio nell'interno della Palestina. Come tutte le regioni conquistate da Roma fuori d'Italia, la Palestina fu considerata una « provincia ». Al tempo di Cesare Ottaviano Augusto, le province vennero distinte in « senatorie » ed « imperiali ». Le « province senatorie », quelle in cui non vi era pericolo di rivolte, erano amministrate dal Senato e rette da « proconsoli », che venivano eletti dai Senatori. Le «province imperiali», quelle più esposte a pericoli di guerra, erano invece amministrate direttamente dall'Imperatore, il quale vi mandava dei « procuratori » di sua fiducia. Mentre i « proconsoli » duravano in carica un solo anno, i « procuratori » vi potevano rimanere fino a cinque anni.
Gli Ebrei, che si consideravano un popolo superiore in quanto prediletto da Dio, non si rassegnarono mai alla dominazione romana e tentarono più volte, ma invano, di riacquistare l'indipendenza. La Palestina venne quindi considerata una provincia turbolenta e fece parte delle « province imperiali ».
Dato il costante pericolo di rivolte, i Romani furono sempre costretti a mantenere in Palestina un esercito ben agguerrito. Il principale accentramento delle truppe romane si trovava a Cesarea, in Samaria, ove si era sistemato anche il quartiere generale dell'esercito.
Dovunque posero il piede, i Romani lasciarono i segni inconfondibili delle loro imponenti opere civili. Anche in Palestina costruirono grandi edifici, nuove strade, ponti acquedotti. Alcune città di questa provincia furono completamente ricostruite.

la palestina in epoca romanaGli abitanti di una « provincia » non venivano considerati cittadini romani ; in casi eccezionali potevano però essere reclutati nell'esercito di Roma. Per evitare di inasprire maggiormente il popolo ebreo, che mal sopportava la dominazione straniera, i Romani ebbero l'accortezza di non osteggiarlo nelle sue credenze religiose. Poiché la legge di Mosè vietava di portare le armi, tutti gli Ebrei furono dispensati dal prestare servizio nell'esercito romano. Inoltre i Romani sapevano che gli Ebrei disprezzavano la religione di Roma e che quindi si sarebbero ad ogni costo rifiutati di partecipare a cerimonie pagane, alle quali i soldati dell'esercito romano erano obbligati ad assistere. Dopo molte insistenze, gli Ebrei riuscirono ad ottenere che le legioni romane entrassero a Gerusalemme senza insegne. La ragione era questa : le insegne dell' esercito romano erano formate da simboli pagani e gli Ebrei non potevano permettere che queste sfilassero nella città ove vi era il tempio dedicato al loro Dio. Era tale l'avversione degli Ebrei per la religione romana, che nessun operaio ebreo avrebbe prestato mai la propria opera per una costruzione che sarebbe servita per il culto pagano.
Come in ogni altra provincia, i Romani portarono le loro leggi anche in Palestina. Il governatore della provincia aveva anche le funzioni di giudice e doveva quindi presiedere ad ogni processo. Una condanna era valida soltanto quando veniva confermata dal governatore romano. Così, quando gli Ebrei vollero la morte di Gesù, per poter eseguire la condanna, dovettero attendere il permesso di Ponzio Pilato, che, come procuratore imperiale, governava la Palestina. Gli Ebrei che si macchiavano di gravi crimini venivano trasferiti in Sardegna o nell'isola di Patmos (mar Egeo) e condannati a lavorare tutto il giorno nelle miniere.
Per unire il più possibile Roma con ciascuna provincia dell'Impero, i Romani fecero costruire delle grandi e comode strade. Le comunicazioni avvenivano anche per mare e vi erano servizi regolari di navi passeggere e mercantili. La principale strada di comunicazione tra la Palestina e Roma era per mare e congiungeva Sidone a Pozzuoli (Napoli). Le navi mercantili facevano tappa ad Alessandria per caricare il grano dell'Egitto destinato all'Italia. Di solito veniva seguito anche questo itinerario : per terra, attraverso comode strade fatte costruire dai Romani, fino ad Efeso (Asia Minore), da qui il viaggio era continuato per mare sino a Brindisi.

Augusto fu il primo ad istituire un regolare servizio postale, tra la capitale dell'Impero e le province. Il servizio era affidato a corrieri a cavallo, i quali erano in grado di percorrere oltre 100 km il giorno.
Per coprire il percorso Roma-Cesarea i corrieri impiegavano di solito non meno di 50 giorni.
I Romani introdussero in Palestina alcuni loro tipi di spettacoli., A Gerusalemme, non molto distante dal tempio ebraico, venne costruito un grande stadio nel quale si tennero le corse delle bighe e soprattutto le lotte cruente tra gladiatori. La maggior parte degli Ebrei, non assistette mai a quegli spettacoli pagani.

Nel 66 dopo Cristo, gli Ebrei insorsero nella speranza di liberarsi dalla dominazione romana. Ne scoppiò una vera e propria guerra che durò quattro anni. per reprimere la ribellione degli ebrei, i romani mandarono in Palestina Vespasiano e suo figlio Tito, che divennero in seguito imperatori di Roma. Dopo una strenua resistenza, gli Ebrei furono costretti a cedere. La città di Gerusalemme fu incendiata e distrutta. Un nuovo tentativo di rivota nel 132 dopo Cristo fu domato da Romani con estrema crudeltà: moltissimi Ebrei furono fatti schiavi e molte città della Palestina vennero completamentedistrutte. Sulle rovine di Gerusalemme sorse una città pagana: dove sorgeva il tempio ebraico, venne innalzato un edificio in onore di Giove. da allora ebbe inizio la cosiddetta diaspora (dispersione degli Ebrei): la maggior parte di essi abbandonò la Palestina e trovò rifugio nei vari paesi del mondo.

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