L'Italia nel millesettecento

 

NELLA PRIMA METÀ del XVIII secolo, l'Europa fu sconvolta da continue guerre. Le più potenti nazioni europee (Francia, Austria, Spagna, Inghilterra) si combatterono tra loro per evitare che una di esse potesse predominare sulle altre. Sebbene non fosse una delle maggiori potenze europee, l'Italia si trovò tuttavia coinvolta da quelle guerre. E la ragione è semplicissima: poiché la Spagna dominava su buona parte della nostra penisola, le nazioni rivali portarono la guerra in Italia per toglierle questo possesso. La lotta tra le maggiori potenze europee ebbe termine nel 1748: l'anno in cui venne firmata la pace di Aquisgrana (in Germania).
In seguito a questa pace, l'Italia si trovò divisa in tanti stati, alcuni dei quali sotto il dominio più o meno diretto dell'Austria. Dal 1748, l'Italia potè godere un cinquantennio di pace, durante il quale, in quasi tutti gli stati, si provvide a riparare i danni prodotti dalle guerre e a riordinare il governo e l'amministrazione.

LA REPUBBLICA DI GENOVA
Come si era verifìcato nei secoli precedenti, anche nel XVIII questa Repubblica fu sconvolta dalle lotte fra le varie famiglie aristocratiche. Sebbene i traffici marittimi continuassero ad essere fiorenti, tuttavia la Repubblica attraversò un periodo politico poco felice.
Il governo dispotico dei nobili che si succedevano al potere suscitò in Corsica delle violente insurrezioni. Quando nel 1768 Genova si rese conto di non riuscire a domare le rivolte, preferì cedere l'isola alla Francia.
L'anno dopo nasceva in Corsica, ad Aiaccio, Napoleone Bonaparte il quale venne cosi considerato cittadino francese.

LA LOMBARDIA AUSTRIACA
Passata dalla dominazione spagnola a quella austriaca, la Lombardia migliorò di molto le sue condizioni.
Grazie soprattutto a Maria Teresa d'Austria (1740-1780) e all'imperatore Giuseppe II (1780-1790), questa regione italiana fece notevoli progressi nel commercio, nell'industria, nell'istruzione della popolazione e nell' amministrazione.

LA REPUBBLICA DI VENEZIA
Nel XVIII secolo, questa antica e gloriosa Repubblica marinara cominciò a dare segni di decadenza. Di fronte all'Austria, che dal porto di Trieste cercava di dominare sull'Adriatico, Venezia non fu in grado di reagire: la sua flotta, un tempo padrona dei mari, era ormai troppo modesta e quasi del tutto inoperosi erano i suoi cantieri. Durante il XVIII secolo, vi furono alcuni dogi che tentarono di introdurre delle riforme per ridare alla Repubblica la gloria di un tempo, ma il Consiglio dei Dieci stroncò inesorabilmente ogni tentativo.
italia nel diciassettesimo secolo
IL REGNO DI SARDEGNA
Durante i cinquant'anni di lotta tra le grandi potenze europee, i principi di Casa Savoia si erano via via alleati a quelle nazioni che, per avere il loro aiuto militare, promettevano grandi compensi territoriali. Così, alla pace di Aquisgrana, essi si trovarono con uno stato molto più vasto.
Il Regno di Sardegna (così vennero chiamati i possedimenti dei Savoia) comprendeva la Sardegna, il Ducato di Savoia, una parte della costa ligure con Nizza e il Piemonte, il confine del quale fu portato fino al Ticino. Il periodo migliore del Regno di Sardegna fu quello di Carlo Emanuele III (1730-1773).
Egli curò soprattutto le riforme di carattere militare, con l'intento di migliorare l'efficienza dell'esercito. Diede inoltre l'avvio a importanti opere edilizie, che fecero di Torino una delle città più belle dell'Italia.

IL GRANDUCATO DI TOSCANA
Estintasi nel 1737 la famiglia dei Medici, la Toscana passò sotto la dinastia dei Lorena-Asburgo (Austria). Fu lo stato italiano in cui vennero attuate le maggiori riforme, grazie soprattutto al granduca Pietro Leopoldo, figlio di Maria Teresa d'Austria.
Durante i suoi venticinque anni di regno (1765-1790), egli s'adoperò per migliorare le condizioni economiche del suo stato: fece bonificare vaste zone della Maremma, abolì le leggi che impedivano l'esportazione del grano ecc. Pietro Leopoldo fu il primo in Italia ad abolire la tortura e la pena di morte.

LO STATO PONTIFICIO
Tra tutti gli stati in cui era suddivisa l'Italia nel XVIII secolo, quello pontifìcio fu economicamente il meno prospero. Infatti, tanto l'agricoltura che l'industria vennero quasi completamente trascurate. Ma in questo periodo lo Stato Pontifìcio fu il maggior centro artistico d'Italia: quasi tutti i papi furono grandi protettori delle lettere e delle arti e invitarono quindi alla Corte Pontifìcia i migliori artisti dell'epoca per abbellire le chiese, i palazzi e gli edifìci pubblici di Roma.

IL REGNO DI NAPOLI E DI SICILIA
Dopo la lunga dominazione spagnola, nel 1738 il Regno di Napoli e Sicilia passò nelle mani di Carlo III di Borbone, imparentato con la famiglia reale spagnola.
Il nuovo sovrano, che regnò dal 1738 al 1759, migliorò di molto lo stato di miseria in cui gli Spagnoli avevano lasciato il regno. Carlo III di Borbone fece costruire nuove strade per favorire il traffico commerciale, diede nuovo impulso all'agricoltura e cercò di migliorare le condizioni dei contadini, che erano oppressi dalle prepotenze dei grandi proprietari terrieri.

Da questo quadro si può trarre la seguente considerazione: in piena età moderna, mentre da tempo in Europa si erano andati formando dei potenti stati unitari, l'Italia purtroppo era ancora divisa in tanti stati che, per di più, si combattevano tra di loro. Doveva trascorrere ancora un secolo prima che gli Italiani si unissero per fare dell'Italia un'unica grande nazione, libera e indipendente.

(61) Impero Arabo
(62) Impero
Bizantino
(63) Impero
di Traiano
(64) Impero
germanico
(65) Indipendenza America Meridionale
(66) Invasioni
Barbariche
(67) Irredentismo italiano
(68) Italia dopo la seconda guerra mondiale
(69) Italia
anno 1492
(70) Italia
nel millesettecento
(71) La Palestina romana
 
 
 
 
[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 5-03-2014