L'Italia nell'anno 1492

 

1492: UN ITALIANO, Cristoforo Colombo, sta per donare Una nuova terra all'umanità. In quali condizioni era, intanto, la Terra degli Italiani? Ecco una cartina politica d'Italia sul finire del secolo XV, all'epoca in cui avvenne la scoperta dell'America, fatto di così grande importanza che da inizio all'Era Moderna. Questi confini erano rimasti tali per un periodo di quasi quarant'anni. Come mai un così lungo periodo di tranquillità? Il motivo era semplice: si erano formati una mezza dozzina di principati, ugualmente potenti che stavano a guardarsi in cagnesco lun con l'altro, senza che nessuno si sentisse abbastanza forte per sferrare un attacco; sembrava che ognuno avesse raggiunto la massima estensione territoriale possibile.

DUCATO DI SAVOIA Un piccolo Stato dalle gloriose tradizioni militari si era formato, nei secoli precedenti, in Piemonte: lo Stato dei Savoia. Non troviamo, qui, una corte sfarzosa e convegni di artisti, e neppure, per ora, grandi ambizioni ad espandersi. Eppure sarà questa l'unica dinastia che sòpravviverà alle bufere del secolo seguente perché fortemente appoggiata ad una vecchissima tradizione, e perciò assai più salda e meglio organizzata di ogni altra.l'italia nel 1492

REPUBBLICA DI GENOVA Questa gloriosa repubblica attraversa un periodo di continui mutamenti politici a causa delle lotte fra le varie famiglie nobili. I traffici marittimi dei mercanti e quelli dei banchieri, tuttavia, continuano a fiorire, procurando incremento di lavoro e grande benessere.

STATO PONTIFICIO
Durante il periodo in cui i Papi avevano trasferito la propria sede fuori d'Italia, ad Avignone, in Francia, le famiglie nobili del Lazio, delle Marche e dell'Umbria avevano finito con l'acquistare una certa indipendenza; nel corso di tutto il secolo XV i Papi furono lungamente impegnati a ricondurre l'ordine fra questi signorotti bellicosi ed insofferenti dell'autorità di Roma. I Papi, però, non trascurarono mai di chiamare a Roma i più famosi artisti viventi, perché abbellissero le chiese e i palazzi della città; regnò in questo secolo Papa Nicolò V, dottissimo e appassionato degli studi letterarii egli fu il fondatore della stupenda Biblioteca Vaticana.
I Papi di questo periodo furono generalmente grandi protettori degli studi, delle arti, delle lettere e delle scienze. La residenza vaticana divenne centro di studi artistici e attività scientifiche.

DUCATO DI MILANO
Era uno dei più ricchi e potenti Stati italiani. Dal Castello Sforzesco, divenuto una delle più famose regge d'Europa, la famiglia Sforza governava il suo ducato con energia e fastosità. Il fondatore della dinastia, Francesco Sforza, era morto solo da qualche decennio. Possedeva in questo periodo il titolo di duca un giovanissimo nipote di lui, Gian Galeazzo Visconti, ma in pratica il governo era esercitato da uno zio, Ludovico Sforza, detto « il Moro ».

REPUBBLICA DI SIENA
Siena, un tempo ricca città comunale, per le continue lotte interne fra le famiglie nobili, i ricchi mercanti e il popolo, non riuscì ad avere un governo stabile. Vi fu, tuttavia, un periodo di splendore durante il governo di Pandolfo Petrucci, il quale favorì le arti e risollevò le condizioni dell'economia; egli resse la repubblica come ne fosse il Signore.

REGNO DI NAPOLI L'Italia meridionale era governata da sovrani di famiglia spagnola: gli Aragonesi. Anche questi re amavano il fasto ed erano protettori di artisti e poeti.
La Sicilia e la Sardegna erano anch'esse governate dagli Aragonesi, ma si trattava in tal caso di un altro ramo di quella famiglia. Esse infatti aveva la sua sede ancora in Aragona.

REPUBBLICA DI VENEZIA Venezia, la gloriosa « regina del mare », era, in questo tempo, impegnata nella difesa delle sue colonie e dei suoi mercati in Oriente. Da poco Costantinopoli era caduta nelle mani dei Turchi: la minaccia musulmana si era fatta vicina!
Venezia, la più ricca e bella città marinara, difendeva la propria supremazia, non sapendo che presto le sarebbe stato inferto un ben più grave colpo economico: la scoperta del Nuovo Mondo e l'apertura delle vie commerciali sull'Atlantico le avrebbero sottratto per sempre il dominio dei traffici marittimi. Tuttavia in questo periodo Venezia era uno degli Stati italiani più potenti e più ricchi. Le sue navi avevano il primato dei mari e portavano ovunque il temuto stemma del leone di San Marco.

SIGNORIA DI FIRENZE Principe di Firenze era Lorenzo il Magnifico, della famiglia dei Medici. Egli aveva grandissimo ingegno ed eccezionali capacità di governo: era energico, pronto nelle decisioni, astuto in diplomazia, colto e amante delle arti; fu il perfetto principe del Rinascimento. Alla sua abilità nel combinare alleanze e trattati fra gli Stati italiani si deve il lungo periodo di pace che trascorse l'Italia in quest'epoca. Giustamente Lorenzo de Medici venne chiamato l'ago della bilancia della politica italiana appunto perché, per opera sua, questa politica potè mantenersi in equilibrio come due piatti della bilancia.

Da questo sguardo alle condizioni dell'Italia agli albori della Storia Moderna, una cosa appare evidente: essa era una terra civilissima, maestro di cultura, d'arte e signorilità, ma era anche, fra tutti ì paesi d'Europa, il più diviso e aperto al primo invasore. E questo non tardò a venire.

(60) Guelfi
e Ghibellini
(61) Impero Arabo
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Bizantino
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(64) Impero
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(65) Indipendenza America Meridionale
(66) Invasioni
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(67) Irredentismo italiano
(68) Italia dopo la seconda guerra mondiale
(69) Italia
anno 1492
(70) Italia
nel millesettecento
 
 
 
 
[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 5-03-2014