indipendenza dell'America Meridionale

 

UN GIORNO del 1799 una lunga colonna di prigionieri incatenati passava per le vie di Madrid. Erano scalzi, laceri. Si trattava di poveri « peones », contadini dell'America del Sud, colpevoli soltanto di non aver potuto pagare le tasse. Un giovane guardò indignato quella scena e, fremente d'ira, chiese ad un guardiano: « Ma perché li trattate come bestie? ». L'interpellato lo guardò arrogante, quindi rispose: « Ma sono peggio delle bestie ». « E queste bestie, replicò allora il giovane un giorno vi divoreranno. E sarò io ad insegnar loro come fare! ». Quel giovane mantenne la promessa: era Simone Bolivar, il futuro « Libertador » del Sudamerica.

LE COLONIE DEL SUDAMERICA ALL'INIZIO DEL SECOLO XIX
All'inizio del secolo XIX, tutta l'America meridionale praticamente era governata da due Stati europei: la Spagna e il Portogallo. Il Portogallo possedeva un solo grande territorio, il Brasile, e tutto il resto apparteneva alla Spagna. Le colonie spagnole erano suddivise in tre vicereami; un quarto vicereame, quello della Nuova Spagna, comprendeva l'odierno Messico e l'America centrale.

GLI INDIGENI E LA LEGGE DEI MONOPOLI
La popolazione indigena dell'America meridionale si divideva nettamente in tre classi: gli indios, discendenti dalle popolazioni indigene; i meticci, nati dall'unione di coloni europei con donne indigene; i criollos o creoli, figli o discendenti di Europei, nati però, in colonia. Questi ultimi rappresentavano la classe più ricca e più colta. Al di sopra di queste tre classi c'erano gli Spagnoli veri e propri: funzionari di governo, militari e commercianti i quali rappresentavano lo Stato dominatore e da dominatori si comportavano.
In tutte queste colonie vigeva una legge, la cosiddetta legge dei monopoli, secondo la quale i traffici commerciali si potevano effettuare solo con la madrepatria. Non essendoci altri concorrenti, i prodotti venivano pagati poco e i lavoratori erano ridotti a veri e propri schiavi. Quelli maggiormente colpiti dalla legge dei monopoli erano i creoli, i quali vedevano il loro lavoro, le loro imprese, i loro commerci, sfruttati e mal ricompensati. E fu tra questi creoli che cominciarono a costituirsi società segrete con lo scopo di abbattere il dominio spagnolo.
Le autorità spagnole videro fin dall' inizio con diffidenza l'agitazione dei patrioti e adottarono le più drastiche misure di polizia per eliminarla. Si ebbero così i primi perseguitati e i primi martiri delle nuove idee.l'america nell'anno 1783

LE PRIME RIBELLIONI
Il momento opportuno per lo scoppio dell'insurrezione giunse nel 1808, quando Napoleone, occupata la Spagna, detronizzò il re Ferdinando VII di Borbone e proclamò re di Spagna suo fratello, Giuseppe Bonaparte. La notizia di simili gravi eventi nella madrepatria, venne accolta con diverso animo dagli Spagnoli e dai creoli. I primi, si rifiutarono di riconoscere il nuovo re e tentarono di creare uno 'Stato spagnolo nella colonia. I secondi, cioè i creoli, videro in questi mutamenti l'occasione buona per rendersi e per sempre indipendenti. I viceré, i quali, nonostante ci fosse l'Oceano di mezzo, temevano le armate di Napoleone, dovettero pensare ad armarsi, e si diedero, perciò, a costituire un esercito arruolando non solo gli Spagnoli, ma anche i creoli. Veramente questa non fu una felice soluzione; quando i creoli capirono quale importanza essi venivano ad assumere in tale esercito, chiesero ed ottennero alcune libertà costituzionali. Essi, così, intuendo la debolezza dei dominatori, ne approfittarono e nel 1810 insorsero, riuscendo, in poco tempo, a sbarazzarsi degli Spagnoli. La libertà era conquistata, ma i rivoluzionari, invece di riunirsi tra di loro, come avevano fatto gli Stati dell'America del Nord, iniziarono una serie di lotte fratricide, che si prolungarono fino al 1815. E di ciò approfittò Ferdinando VII, rimesso sul trono dopo la caduta di Napoleone, per inviare un esercito con lo scopo di riconquistare le sue colonie.

LA LOTTA PER L'INDIPENDENZA
Gli insorti, divisi dalle lotte interne, furono dapprima sconfitti, tanto che gli Spagnoli poterono, in breve, riconquistare quasi tutte le colonie. Ci furono feroci vendette e sanguinose repressioni, ma i coloni erano decisi a non cedere. Animatori di questa resistenza furono il generale San Martin e Simone Bolivar. La lotta si riaccese nel 1816 e questa volta gli Spagnoli dovettero abbandonare l'Argentina, dove il generale San Martin guidava gli insorti. Leggendaria fu la marcia che questo condottiero intraprese, con il suo esercito di rivoluzionari, attraverso le Ande per liberare il Cile e, quindi, nel 1820, il Perù. Ferdinando VII, pur spalleggiato dalla Santa Alleanza e dalla Francia, fu sconfitto e dovette cedere. Bolivar, nel frattempo, provenendo da nord, si era riunito a San Martin nel Perù e di là passava a liberare la regione posta a sud di questo Stato (l'attuale Bolivia, che prese appunto il nome dal suo liberatore). Così, nel 1825, tutte le colonie spagnole potevano considerarsi libere e indipendenti, anche se lotte fratricide, rivoluzioni e « pronunciamenti » (insurrezioni capeggiate da militari) dovevano ancora insanguinare quella terra. Da questi moti insurrezionali sorsero nell'America meridionale, sulle rovine dell'Impero Spagnolo, otto Stati : Venezuela, Colombia, Ecuador, Perù, Bolivia, Cile, Paraguay, Argentina. In seguito, nel 1828, a questi si aggiunse l'Uruguay.

INDIPENDENZA DEL BRASILE
II decimo grande Stato fu il Brasile il quale, era una colonia portoghese. Il suo passaggio da colonia a Stato indipendente non avvenne attraverso rivoluzioni sanguinose, ma si svolse in modo pacifico. Quando Napoleone, infatti, invase il Portogallo, il re Giovanni VI venne a rifugiarsi in Brasile. Fu un re di vedute larghe e favorì gli interessi dei creoli, anzi dichiarò egli stesso il Brasile regno autonomo. Rientrato in Portogallo, dopo la morte di Napoleone, nel 1821, affidò la reggenza del regno al figlio don Pietro il quale, a sua volta, proclamò impero il Brasile. Costretto, però, a rientrare in Portogallo dopo la morte del padre, Pietro lasciò come reggente il fìglioletto Pietro II, che dichiarò il Brasile indipendente e fu poi eletto imperatore costituzionale.
Nel 1889, per volontà del popolo, venne proclamata la Repubblica. Fra i condottieri e i grandi capi che lottarono per l'indipendenza dell'America del Sud vi fu anche Giuseppe Garibaldi; egli combattè per la indipendenza dell'Uruguay con quello slancio e quella generosità che lo facevano accorrere là dove c'era un popolo da rendere libero dalla schiavitù.

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[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 8-10-2014