Impero Arabo

 

ALLA CONQUISTA DELL'ORIENTE
« La spada è la chiave del paradiso ! », affermava Maometto. Insomma, per essere sicuri di avere il premio eterno da Allàh, i Mussulmani dovevano combattere.
La guerra dunque non veniva solo imposta, ma veniva anche considerata santa.
Il califfo (dall'arabo « halifa », successore) Abù Bekr, suocero di Maometto, iniziò le conquiste. Ma i primi grandi successi cominciarono dal 634 dopo Cristo, l'anno in cui salì al potere il grande califfo Omar. Egli si era prefisso un programma Colossale: abbattere prima l'Impero Persiano e poi quello Bizantino. Nei primi mesi del 634, due potenti eserciti arabi, agli ordini dei generali Yazid e Kalid, irrompono nella Mesopotamia. Invano le truppe persiane tentano di frenarne l'avanzata: nella grande « battaglia delle catene » (cosiddetta perché i soldati persiani vennero legati fra loro con catene per far fronte all'assaltoimpero arabo dei nemici) gli Arabi riescono a conseguire una strepitosa vittoria. In poco tempo tutta la Persia cade in mano ai conquistatori. Ora è la volta dell'Impero Romano d'Oriente. Lo scontro decisivo tra Arabi e Bizantini avviene in Palestina, presso il fiume Giordano: questa volta gli Arabi riescono a impadronirsi della Palestina e della Siria. Incoraggiati da tali successi, essi si lanciano verso nuove conquiste : oltrepassano l'istmo di Suez, invadono l'Egitto (anno 639) e si spingono fino in Cirenaica (nel 642) e in Tripolitania (nel 647). Buona parte dell'Oriente è ormai in loro possesso e con i loro eserciti minacciano già i territori dell'Occidente.

IL GRANDE ORDINATORE
Omar fu uno dei più grandi califfi che abbiano avuto gli Arabi. Egli non pensò soltanto alle conquiste, ma provvide anche a dare un ordinamento ai vastissimi territori di cui gli Arabi venivano via via in possesso. Per prima cosa organizzò l'esercito e, per rendersi più fedeli i soldati, diede loro un compenso in denaro.
Poiché da solo non avrebbe potuto governare tutti i territori conquistati, Omar li divise in province e affidò il governo di ciascuna di esse a ufficiali fìdatissimi. Volle anche che in ciascuna provincia vi fosse un cadì (dall'arabo « gadhì », magistrato), il quale aveva il compito di far rispettare le leggi arabe. Il califfo Omar morì assassinato da uno schiavo nel 644 dopo Cristo.

ALLA CONQUISTA DELL'OCCIDENTE
Molte popolazioni dell'Africa settentrionale, passate sotto la dominazione degli Arabi, non esitarono a convertirsi alla religione maomettana e a prestare servizio nell'esercito arabo. Trovandosi così ingrossate le file dell'esercito, gli Arabi ne approfittarono per lanciarsi verso altre conquiste. Nel 669, un esercito arabo, a bordo di navi siriane, tenta l'attacco a Costantinopoli. Ma l'impresa fallisce: gli Arabi non riescono a prevalere sulle poderose fortificazioni della metropoli bizantina. Dall'alto delle fortezze, i Bizantini lanciano frecce su cui ardono sostanze resinose (il cosiddetto « fuoco greco ») e riescono ad incendiare quasi tutte le navi avversarie.
Visto inutile ogni assalto alla capitale dell'Impero Bizantino, gli Arabi riprendono l'attacco all'Occidente. Dalla Tripolitania, ove si sono insediati da più di un ventennio, proseguono l'avanzata lungo le coste settentrionali dell'Africa. In pochi anni, lottando strenuamente contro Bizantini e Bèrberi (popolazione originaria dell'Africa settentrionale), gli Arabi s'impadroniscono della Tunisia, dell'Algeria e della Mauretania (l'attuale Marocco). Ora la minaccia araba incombe anche sulla vicina Europa cristiana. Quale potenza sarà in grado di salvare la civiltà occidentale dall'invasione degli Arabi?

EUROPA INVASA DAGLI ARABI
Nella primavera del 711, un esercito arabo guidato dal generale Tarìk (un bèrbero convertito alla religione maomettana) sbarca in territorio spagnolo. Oltrepassato lo stretto (che dal nome del condottiero bèrbero verrà poi chiamato « Gebel el Tarìk », monte di Tarìk, Gibilterra in lingua italiana), gli Arabi affrontano l'esercito dei Visigoti, che si erano stanziati in Spagna. In meno di due anni di guerra, i conquistatori riescono a occupare l'intera Penisola Iberica. A questo punto, agli Arabi pare di poter lanciare i loro eserciti alla conquista dell'intera Europa. Mettono allora in atto un audacissimo piano di conquista. Per stringere l'Europa come in una morsa, sferrano un poderoso attacco su due fronti: mentre penetrano nella Gallia (l'attuale Francia), assaltano di sorpresa Costantinopoli. Ma il formidabile piano è destinato a fallire: Costantinopoli resiste nuovamente e in Francia Carlo Martello sconfigge gli Arabi a Poitiers (anno 732). La grande marea araba, che pareva dovesse sommergere l'Europa, viene arrestata sia à oriente che a occidente.

DECADENZA DELL'IMPERO ARABO
Gli Arabi dominavano su di un immenso territorio: esso si estendeva dal fiume Indo fino all'Oceano Atlantico. Ma un così vasto impero ben diffìcilmente avrebbe potuto conservare a lungo la sua unità. Infatti ben presto cominciò a suddividersi in parécchi stati, che riuscirono man mano a staccarsi dall'autorità del califfo e a rendersi indipendenti. Dalla metà del secolo VIII a tutto il IX, sorsero stati indipendenti nella Spagna, in Egitto, in Marocco e nell'Iran. Verso la fine del IX secolo, gli Arabi della Tunisia occuparono la Sicilia e le coste dell'Italia Meridionale. Ma la potenza politica e militare degli Arabi andò man mano declinando, fino a crollare del tutto quando, nei primi anni del Mille, venne sopraffatta dall'avanzata dei Turchi. Così crollava quell'Impero che aveva saputo abbattere la potenza persiana, piegare quella bizantina e che, per un momento, parve poter dominare tanto l'Occidente che l'Oriente.

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[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 8-10-2014