Guelfi e Ghibellini

 

NEL SECOLO XIII, la vita degli operosi Comuni italiani fu turbata da aspre lotte. Esse infuriarono per parecchi decenni nelle vie delle città, persino da palazzo a palazzo e furono spesso sanguinosissime. Queste lotte vennero combattute tra due partiti avversari, che si erano formati nel secolo precedente: i partiti dei Guelfi e Ghibellini.

ORIGINE DEI DUE NOMI
I nomi dei due partiti, che per tanti anni turbarono la tranquillità dei Comuni, non hanno origine italiana.
Essi compaiono per la prima volta in Germania, nel 1125. In quell'anno morì l'imperatore tedesco Enrico V della Casa di Franconia, senza lasciare alcun successore al trono. La successione si presentò subito molto difficile. Infatti due casate (la Casa di Baviera e quella di Svevia), che aspiravano al potere, vennero ad aspra contesa tra di loro. La lotta si concluse con l'elezione al trono del rappresentante della Casa di Baviera, Lotario II. Ebbene, durante questa lotta dinastica, il popolo tedesco si divise in due partiti: uno parteggiò per la Casa di Baviera, l'altro per la Casa di Svevia. Poiché la Casa di Baviera era stata fondata da un certo Welf (Guelfo), tutti coloro che parteggiarono per essa vennero chiamati « Guelfi ». « Ghibellini » furono invece i partigiani della Casa di Svevia. Il loro nome derivò dal castello di Weiblingen (pronuncia vaiblinghen) che era di proprietà della Casa sveva. « Guelfi » e « Ghibellini » furono quindi, in origine, i nomi di due partiti tedeschi.

«GUELFI» E «GHIBELLINI» IN ITALIA
Alla contesa per la successione al trono di Germania avevano partecipato anche il Papa, i Comuni e i feudatari italiani. Il Papa e i Comuni si erano dimostrati favorevoli alla Casa di Baviera: quindi potevano essere considerati « Guelfi ». I feudatari, invece, avevano favorito l'elezione al trono della Casa di Svevia, schierandosi così dalla parte dei « Ghibellini ». In seguito però i nomi « Guelfi » e « Ghibellini » servirono semplicemente a denominare due partiti che avevano idee politiche opposte. Cercheremo di spiegare in breve come avvenne questo cambiamento. Sappiamo che nei secoli XII e XIII gli imperatori tedeschi ostacolarono il sorgere dei liberi Comuni italiani che volevano sottrarsi alla loro autorità. Naturalmente, i feudatari, che con l'affermarsi dei Comuni perdevano i loro territori, si schierarono dalla parte degli imperatori. Ebbene, poiché i feudatari italiani durante la lotta di successione tedesca erano « Ghibellini », questo nome passò ad indicare tutti coloro che, come i feudatari, erano dalla parte dell'imperatore. E poiché il partito opposto ai Ghibellini era stato quello dei Guelfi, questo nome comprese quei cittadini che avevano tendenze politiche opposte: cioè non volevano più riconoscere l'autorità dell'imperatore.

COMUNI GUELFI E COMUNI GHIBELLINI
Non sarà difficile capire perché quasi tutti i Comuni italiani furono di parte guelfa. Essi, per difendere la loro libertà, dovettero necessariamente schierarsi contro gli imperatori tedeschi e in questa lotta trovarono molto spesso appoggio nel Papato. Tuttavia, vi furono anche Comuni ghibellini. Questo fatto si spiega così: poiché i Comuni italiani si combatterono tra di loro, quelli meno potenti mantennero buoni rapporti con gli imperatori per ottenere aiuti militari al momento opportuno. Non si creda però che ogni Comune avesse cittadini di uno stesso partito. o tutti Guelfi o tutti Ghibellini. Niente affatto: in uno stesso Comune vi erano cittadini di idea guelfa e altri invece di idea ghibellina. Questa suddivisione fra i cittadini fu appunto la causa delle lotte che sconvolsero per molto tempo la vita operosa dei Comuni italiani.

LE LOTTE TRA I DUE PARTITI
Durante il corso del secolo XIII, i Comuni guelfi e i Comuni ghibellini vennero spesso in lotta tra di loro. Sanguinosissime furono anche le contese tra famiglie di parte contraria, scoppiate all'interno di uno stesso Comune. Uno dei Comuni italiani che venne maggiormente sconvolto da queste discordie fu Firenze. La lotta tra Guelfi e Ghibellini di questa città occupò buona parte del secolo ed ebbe alterne vicende. Come in tutti gli altri Comuni italiani, anche in Firenze i Ghibellini ebbero aiuti militari da parte dell'imperatore. Grazie a questi aiuti essi riuscirono ad impadronirsi del governo di Firenze. I Ghibellini però non favorirono affatto lo sviluppo del Comune. Essi infatti seguirono le direttive dell'imperatore, il quale non voleva che i Comuni diventassero ricchi e potenti. Allora, la maggior parte dei fiorentini, che avevano lottato a lungo per sottrarsi all'autorità imperiale e per fondare un libero Comune, decisero di togliere ai Ghibellini il governo della città. Nell'anno 1266, una furiosa insurrezione popolare scacciò da Firenze i Ghibellini e instaurò un governo guelfo.
Anche nella maggior parte degli altri Comuni italiani le lotte tra Guelfi e Ghibellini si conclusero con la vittoria dei Guelfi. Il risultato di queste lotte dimostra chiaramente che a un certo momento tutto il popolo comprese che per dare ricchezza e potenza al Comune bisognava assolutamente sottrarsi all'autorità dell'imperatore.

(52) Feste
familiari romane
(53) Feudalesimo
(54) Firenze
comunale
(55) Firenze
medioevale
(56) Flotta romana
(57) Formazione stati europei
(58) Giustizia
medioevo
(60) Guelfi
e Ghibellini
(61) Impero Arabo
(62) Impero
Bizantino
 
 
 
 
[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 8-10-2014