Navi romane

 

Fino al 264 avanti Cristo, anno in cui riuscirono a conquistare tutta l'Italia peninsulare, i Romani avevano combattuto soltanto guerre terrestri, poiché nessuno dei popoli, che essi avevano fino ad allora affrontato, era una potenza marinara. Ma proprio in quello stesso anno, i Romani si trovarono a dover combattere contro un popolo che possedeva una flotta da guerra potentissima: i Cartaginesi. I Romani capirono che non avrebbero mai potuto piegare i Cartaginesi se non si fossero messi in grado di batterli sul mare. Fu allora che il Senato romano prese la storica decisione di dare a Roma una potente flotta da guerra. In pochi mesi, Roma ebbe una flotta e nel 260 avanti Cristo poteva affrontare le navi cartaginesi di fronte alle isole Lipari.

LA NAVE ONERARIA - Prima ancora di allestire una flotta da guerra, i Romani avevano un grande numero di mercantili: erano dette navi onerarie (dal latino onus, carico), cioè navi da carico. Con una forma piuttosto rotonda vinivano spinte dalle vele: non vi erano rematori, per consentire al carico il maggior spazio possibile. La vela aveva una forma quadrata. Nella costruzione di questo tipo di navi, i Romani curavano particolarmente la chiglia, che fosse solida e impermeabile, su cui veniva stesa una lastra di piombo. Con questo sistema di protezione, l'acqua non filtrava assolutamente nella stiva e la merce trasportata poteva considerarsi al sicuro.
Sulla poppa v'era di solito un ornamento chiamato chenisco. Con questo tipo di nave i Romani svolgevano i loro commerci soprattutto nei vari porti del Mar Tirreno: trasportavano olio, vino, grano, frutta e bestiame. Quando i Romani ebbero una flotta militare, le navi onerarie servirono per il trasporto dei viveri, delle truppe, dei cavalli e delle macchine da guerra: catapulte e arieti.
navi antichi romani
LA TRIREME - La nave da guerra che i Romani usavano di più era la trireme (dal latino tres, tre e remus, remo), cioè navi con tre ordini di remi. La trireme era lunga dai 35 ai 38 metri, cioè quasi come un battello dei nostri laghi, e larga quasi 6. Aveva un albero con una grossa vela: su di essa, ricamati in oro, figuravano il nome della nave e le insegne del comando.
Lo scafo delle triremi e di tutte le altre navi da guerra veniva costruito con legno di cedro; l'interno era invece di abete. La prora era il luogo dei combattenti; nella parte centrale della nave c'erano i marinai e i rematori; sulla poppa, c'erano il capitano, gli ufficiali e il timoniere. Il timone era situato nella poppa della nave.
L'equipaggio della trireme era di 250 uomini.

LA LIBURNA - Dopo la vittoria sui Cartaginesi, i Romani costruirono navi molto più leggere e veloci.
La migliore di queste navi fu la liburna, così chiamata perché i Romani la imitarono dai pirati illirici della Liburnia (Croazia). Essa aveva due soli ordini di remi e, data la sua grande agilità di movimento, divenne il tipo di nave da guerra preferito dal popolo romano.

ARMAMENTO
In quel tempo, in cui non esistevano armi da fuoco, la principale arma delle navi da guerra consisteva nello speronamento. Ecco perché l'arma principale era costituita dallo sperone o rostro: esso, situato nella prora, e si utilizzava per perforare lo scafo delle navi nemiche durante il combattimento. Ogni nave era però munita di un antirostro, che limitava la penetrazione del rostro della nave nemica. Nell'anno 260 avanti Cristo, il console Caio Duilio introdusse un'innovazione all'armamento della nave da guerra: egli fece aggiungere una specie di ponte girevole, che venne chiamato corvo, perché la parte terminale c'era un uncino in ferro a forma di becco. Quando le navi romane accostavano quelle nemiche, lasciavano cadere la passerella, in questo modo l'uncino si conficcava sul ponte delle navi nemiche, impedendo così alla stessa di allontanarsi. Con questo sistema i romani andavano sulle navi nemiche.

I rematori di una trireme erano 150 e non partecipavano mai al combattimento: essi stavano sotto il ponte della nave, seduti sui banchi di voga. I rematori seduti più in alto erano collocati dietro quelli che si trovavano più in basso, per non ostacolare i loro movimenti. La lunghezza dei remi era diversa: il rematore situato più in alto, manovrava il remo più lungo. I rematori erano o schiavi o prigionieri di guerra: durante la navigazione non potevano abbandonare il banco di voga, anche quando dovevano mangiare e dormire.
Quelli che si rifiutavano di obbedire agli ordini del capo ciurma, venivano puniti con la fustigazione.
Per trasmettere ordini agli equipaggi delle altre navi, i Romani facevano riflettere la luce solare sopra un lucido scudo. Dal modo in cui veniva riflessa la luce dipendeva un particolare ordine da trasmettere.
La prima flotta romana, costruita nel 261 avanti Cristo per far fronte ai Cartaginesi, era composta di 100 quinquiremi e 20 triremi.
Secondo le notizie dello storico greco Polibio, risulta che nel 256 avanti Cristo, i Romani costruirono una nuova flotta di 330 navi, che nel 255 vennero varate altre 350 navi e che nel 254 ne vennero costruite altre 220. Dal 261 al 247 avanti Cristo, cioè durante la prima guerra contro i Cartaginesi, Roma si servì di una flotta di circa 1 200 unità da guerra e di parecchie centinaia di navi onerarie.

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[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 8-10-2014