Firenze comunale

 

GIÀ DA TEMPO la plebe fiorentina si mostrava insofferente della politica condotta dai reggitori della Repubblica. Essa sapeva di essere la classe più numerosa della città, eppure era quella che sopportava più di tutte le conseguenze delle carestie, delle guerre e delle continue lotte con cui i partiti maggiori si disputavano il potere. Verso la seconda metà del Trecento, Firenze aveva visto aumentare i suoi traffici e commerci; erano così diventati più numerosi coloro che, spesso venuti dal contado, prestavano la loro opera manuale nelle varie Arti come semplici salariati. Tutti costoro, in gran parte tintori di lana e di seta, erano detti « ciompi ». Nel 1378 questo « popolo minuto » fece una rivoluzione, detta appunto dei Ciompi. Sobillati dalla classe dei piccoli artigiani che volevano togliere il potere all'alta borghesia, scatenarono i loro odi repressi assalendo e incendiando case e palazzi. Essi erano guidati da un certo Michele di Landò, cardatore di lana. Ma ben presto la rivoluzione portò ad eccessi di crudeltà; lo stesso Landò cercò di trattenere il tumulto e infine affrontò apertamente i suoi antichi compagni. Il moto venne represso e la ricca borghesia riprese il sopravvento. Durante quasi tutto il suo lungo periodo di vita il comune di Firenze fu agitato da simili lotte interne; le varie classi di cittadini, gelose una dell'altra, e nello stesso tempo della libertà del proprio comune, lottarono fra loro e contro ogni forza straniera che volesse intervenire nel governo della città. Mai come in quei tempi il popolo fiorentino dimostrò pienamente il suo carattere combattivo, sensibile ai problemi politici della propria città.

LE DATE PIÙ 1MPORTANTI DI FIRENZE COMUNALE
1115 - Muore Matilde di Canossa, padrona del Marchesato di Toscana. Invece di eleggere un altro Signore, viene formato un governo cittadino. Nasce il Comune.
1138 - Si istituisce un governo consolare formato da più consoli (da 2 a 12), coadiuvati da un Senato composto di cento « boni homines » eletti ogni anno e di un Parlamento, che teoricamente dovrebbe essere costituito da tutto il popolo. Il consolato è di dominio esclusivo delle maggiori famiglie della città che seguono una politica anti imperiale e costituiscono il partito guelfo. Per alcuni decenni Firenze lotta contro i comuni vicini, quasi tutti ossequienti all'autorità imperiale (partito ghibellino).
Inizio del XIII secolo - II governo consolare si trasforma in governo podestarile: il potere è nelle mani di un unico podestà che deve essere straniero, coadiuvato da due consigli.
Nella città scoppiano intanto delle lotte civili che dividono la cittadinanza in guelfi e ghibellini.
1250 - Assieme al podestà che rappresenta i nobili, viene istituita la carica di « capitano del popolo » che rappresenta e protegge gli interessi del ceto inferiore. Il comune fiorentino conduce una serie di guerre fortunate contro Pisa, Siena e contro Arezzo, divenendo il centro più importante della regione. ,
1282 - Dopo molte trattative c'è una rappacificazione tra guelfi e ghibellini. Il governo subisce nuove trasformazioni che ne accentuano il carattere democratico; esso viene affidato a rappresentanti delle corporazioni artigiane, detti Priori delle Arti. Inoltre per mezzo degli « Ordinamenti di giustizia » vengono escluse dal potere le persone delle famiglie più potenti (magnati) non iscritte ad alcuna arte. Gli stessi « Ordinamenti di giustizia » stabiliscono una gerarchla delle Arti.
1300 - Scoppia un'altra guerra civile fra i cosiddetti Bianchi e Neri in cui si divide il partito guelfo. La parte nera, che è rappresentata dalla ricca borghesia, con l'aiuto del papa Bonifacio VIII trionfa sugli avversari; i Bianchi sono cacciati in esilio; fra essi vi è anche Dante.
I più ricchi cittadini, che governano ora la città, spendono da gran signori le favolose ricchezze guadagnate nei commerci per abbellire e arricchire Firenze di monumenti e meravigliosi palazzi.
1342 - La Repubblica fiorentina indebolita da nuove rivalità interne, timorosa delle mire espansionistiche delle signorie settentrionali, chiama uno straniero nella speranza che questi con la sua autorità assoluta riesca a far cessare le lotte interne. In questo modo anche Firenze, come già era stato per la maggior parte dei comuni italiani, si avvia a diventare signoria e a perdere praticamente le antiche libertà comunali. Lo straniero, Gualtieri di Brienne, detto duca d'Atene, non si rivela capace e viene scacciato.
Seconda metà del secolo XIV -Scoppia la rivoluzione dei Ciompi, cioè della parte più turbolenta del popolo minuto. La rivoluzione viene domata e si instaura un governo oligarchico, cioè di pochi cittadini. Ma intanto la Repubblica si va economicamente indebolendo, l'oligarchia si rivela incapace di equilibrare i diversi interessi delle varie categorie di cittadini. Il contrasto fra la classe operaia ed i ricchi mercanti che tengono il potere si va sempre più inasprendo. Questo contrasto viene abilmente sfruttato da una famiglia di banchieri, i Medici, i quali, con l'aiuto del popolo da essi stessi favorito, diventano gli unici signori di Firenze.

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[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 8-10-2014