Europa nel diciasettesimo secolo

 

« I RE SONO i ministri di Dio sulla Terra e perciò la loro autorità è santa e assoluta come quella di Dio ». Questo è il principio che diresse la storia europea del XVII secolo. Non ci fu infatti sovrano d'Europa di quell'epoca che non si credesse in diritto di esercitare un potere assoluto sui suoi sudditi. Altro programma dei sovrani di quel secolo (programma del tutto conforme al loro smodato desiderio di dominio) fu quello di estendere il più possibile i loro possedimenti territoriali, a danno naturalmente degli altri sovrani.
Invidiosi l'uno della potenza dell'altro, essi si combatterono per lunghi anni, sconvolgendo l'Europa con una serie quasi ininterrotta di guerre.

LA FRANCIA
La storia della monarchia francese del XVII secolo ha inizio con una grande figura di sovrano: Enrico IV (1589-1610). Si deve infatti a questo sovrano se la Francia raggiunse in Europa un posto di primo piano e se il potere regio acquistò una grande importanza. L'opera di Enrico IV, assassinato nel 1610 da un fanatico, fu continuata degnamente da un abilissimo ministro: il cardinale Richelieu. Per quasi un ventennio, e cioè dal 1624 al 1642, il cardinale diresse la politica francese (il re Luigi XIII, succeduto al padre Enrico IV, rimase sempre all'ombra del grande ministro).Programma principale di Richelieu fu quello di dare alla monarchia un potere assoluto. A questo scopo, combattè i nobili che attentavano all'autorità regia e tolse ogni potere al Parlamento. In politica estera cercò di ridurre la potenza degli Asburgo di Spagna e d'Austria, che miravano al predominio in Europa.
Il programma di Richelieu venne compiuto da un altro cardinale, anch'egli abilissimo ministro: l'italiano Giulio Mazarino (1642-1661). Per opera sua, la Francia riuscì ad abbattere la potenza degli Asburgo d'Austria (anno 1648) e di Spagna (anno 1659), e divenne una delle più potenti nazioni d'Europa. Degno continuatore dell'opera dei due grandi cardinali fu il re Luigi XIV (1643-1715). Egli volle essere un monarca assoluto: per oltre cinquantanni diresse a suo arbitrio tutti gli aspetti della vita della nazione francese. Per opera di questo grande sovrano la Francia raggiunse in Europa un posto di vero predominio. Fino a tutto il secolo XVII Luigi XIV riuscì a far fronte alle minacce dell'Inghilterra, dell'Olanda, della Svezia e dell'Austria, le quattro grandi nazioni europee.
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L'INGHILTERRA
Per l'Inghilterra il secolo XVII si aprì con un avvenimento doloroso: la morte della grande regina Elisabetta (anno 1603), alla quale si doveva il posto di primo piano raggiunto in Europa dall'Inghilterra. I successori di Elisabetta le furono di molto inferiori: unico loro programma fu quello di riuscire a instaurare nel paese una monarchia assoluta. Ma tale programma segnò la loro sfortuna: infatti Giacomo I (1603-1625) si salvò a stento da un attentato e il suo successore Carlo I (1625-1649), postosi contro il Parlamento, fu condannato a morte come traditore e tiranno. Per quasi dieci anni, e cioè dal 1649 al 1658, l'Inghilterra ebbe un governo repubblicano, retto da un valoroso condottiero: Oliviero Cromwell. Questi ridiede all'Inghilterra il prestigio che aveva al tempo di Elisabetta e che era andata perdendo durante il regno dei successori della grande regina. Due anni dopo la morte di Cromwell (anno 1660), gli Inglesi, ai quali i era rimasto un debole per la monarchia, elessero re Carlo II, figlio di quel Carlo I che era finito sul patibolo. Per non fare la fine dei loro predecessori, tanto Carlo II che i successivi sovrani dovettero scendere a patti col Parlamento. Nel 1688, il re Guglielmo III dovette giurare per sé è per i suoi successori la famosa « dichiaratone dei diritti ». Con essa il Parlamenti si attribuì persino la facoltà di scegliere in determinati casi il sovrano. Così, nel secolo delle monarchie assolute, l'Inghilterra dava al mondo "il primo esempio di « monarchia, parlamentare », secondo la quale il sovrano non può prendere un provvedimento senza l'approvazione del Parlamento. Era questo il primo passo che il popolo inglese faceva verso la libertà e verso la limitazione dei diritti sovrani.

L'OLANDA
Per buona parte del XVII secolo la Repubblica d'Olanda (corrispondente all'incirca agli attuali territori dell'Olanda e del Belgio) mantenne una posizione di primato marinaro e commerciale.
Sconfitta la Spagna (anno 1607), che le ostacolava i traffici commerciali con le Indie, l'Olanda potè svolgere liberamente i suoi commerci. Tali traffici commerciali diedero all'Olanda una grandissima prosperità economica: nel 1609 fu
fondata la Banca di Amsterdam, che divenne ben presto la maggiore potenza finanziaria del mondo. Inoltre l'Olanda divenne una delle maggiori potenze coloniali del secolo: sì procurò possedimenti in Asia (isole della Sonda, Molucche, coste della penisola di Malacca), in Africa (capo di Buona Speranza) e in America Settentrionale (fondazione di Nuova Amsterdam, cioè della futura Nuova York).
Alla potenza commerciale e coloniale si aggiunse quella marinara. Basti dire che delle 20 000 navi che nella seconda metà del XVII secolo costituivano la flotta mercantile mondiale, più di 16 000 erano di proprietà dell'Olanda.

IL SACRO IMPERO GERMANICO
Si trattava ancora del vecchio Impero germanico costituito nel X secolo dopo Cristo da Ottone I. Nel XVII secolo esso comprendeva vari popoli (Boemi, Austriaci, Ungheresi ecc), desiderosi di sottrarsi all'autorità dispotica degli imperatori. I primi a ribellarsi furono i Boemi (anno 1619). Ma "sconfitti dalle forze imperiali (era allora imperatore Ferdinando II della Casa d'Asburgo d'Austria), essi furono ridotti in servitù. Il successo di Ferdinando II, desideroso di dominare su tutta l'Europa, provocò la reazione di alcuni Stati. Contro gli Asburgò d'Austria lottarono successivamente la Danimarca, la Svezia e la Francia. Il lungo conflitto, che si concluse nel 1648 con la pace di Westfalia, fu sfavorevole agli Asburgo. Alcune zone a occidente, lungo il Reno, divennero possedimenti francesi e altre, lungo la costa settentrionale, furono annesse alla Svezia. I vari Stati dell'Impero ottennero una notevole autonomia, tanto che l'imperatore rimase tale solo di nome. il Sacro Impero Germanico degli Asburgo d'Austria cessava praticamente di esistere.

L'ITALIA
Il secolo XVII fu uno dei periodi più tristi della storia italiana. Per tutto il secolo, l'Italia dovette sottestare alla dominazione degli Spagnoli, che possedevano quasi tutta la penisola. Le conseguenze del malgoverno che gli Spagnoli tennero in ìtaiia furono veramente disastrose: gli Italiani dovettero subire carestie, miseria ed epidemie. Le condizioni misere del popolo erano aggravate anche dal fatto che il governo spagnolo per mantenere l'esercito e la flotta, oltre a un grande numero di funzionari, imponeva delle fortissime tasse.

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