L'Europa dopo la seconda guerra mondiale

 

DI NUOVO a Parigi, come ventisette anni prima, si tenne la Conferenza per la Pace, che concludeva la nuova, mostruosa guerra mondiale. Nelle città si stavano ancora sgombrando le macerie e seppellendo i morti: e i rappresentanti di 21 Stati delle Nazioni Unite, come ventisette anni prima, si riunirono per rifare la pace ancora una volta. I lavori durarono dal luglio all'ottobre 1946. Come nel '19 la pace fu dettata, non negoziata: i rappresentanti dei paesi sconfitti vennero ascoltati, ma non ammessi alle discussioni. Si giunse così, il 10 febbraio 1947, alla firma dei trattati di pace con l'Italia, Finlandia, Romania, Bulgaria, Ungheria. I trattati con l'Austria e con la Germania furono rimandati, nonostante l'importanza delle decisioni da prendere. Si decise di mantenere l'occupazione militare sui due paesi finché non fosse stato possibile renderli innocui. L'esperienza del primo dopoguerra era servita a qualche cosa!...

LA NUOVA EUROPA
Dalla firma dei trattati e dai relativi assestamenti territoriali nacque la nuova Europa.
LA FINLANDIA dovette consegnare alla Russia i territori che l'Unione Sovietica le aveva tolti con la guerra del 1939-40 e che essa si era ripresi nel 1941. Questi territori erano l'istmo di Carelia con la città di Viipuri e il saliente di Salla, oltre a territori di confine. Inoltre cedette alcune isole del golfo di Finlandia.
LA ROMANIA dovette cedere definitivamente la Bessarabia all'Unione Sovietica e la Dobrugia meridionale alla Bulgaria, ma riacquistò l'intera Transilvania a spese dell'Ungheria. Venne a inserirsi nel sistema degli Stati satelliti dell' Unione Sovietica.
L'UNGHERIA tornò ai confini del Trattato di Versailles, restituendo la Transilvania alla Romania e parte della Slovacchia orientale alla Cecoslovacchia, cui l'aveva tolta.
LA BULGARIA restituì i territori iugoslavi e greci che aveva occupato durante la guerra nel 1941 e firmò un trattato di amicizia con l'U.R.S.S.
LA CECOSLOVACCHIA fu ricostruita attorno alla piccola Slovacchia che Hitler aveva lasciato sopravvivere come repubblica indipendente. Essa si riprese la Boemia-Moravia che le era stata tolta dalla Germania e riebbe dall'Ungheria la Slovacchia orientale.
LA POLONIA, la nazione più sventurata d'Europa, fu ricostituita con un massiccio spostamento del suo territorio verso ovest. La Russia infatti si fece cedere vasti territori, praticamente tutta la parte orientale del paese, spostando i suoi confini verso ovest di circa 200 chilometri. La Polonia si indennizzò occupando la Prussia orientale e tutti i paesi tedeschi ad est dei fiumi Oder e Neisse (linea Oder-Neisse).
LA JUGOSLAVIA tornò ai confini che aveva prima della guerra, ma in più si prese la città di Zara e le isole di Cherso e Lussino; l'Istria e parte della Venezia Giulia fino alle porte di Gorizia.
L'UNIONE SOVIETICA compì una poderosa avanzata verso occidente, in quanto occupò, vasti territori appartenenti alla Finlandia, alla Polonia, alla Romania; essa incorporo inoltre l'Estonia, la Lettonia e la Lituania.
L'AUSTRIA, l'alleata-vittima della Germania, fu divisa in quattro zone di occupazione affidate alle quattro grandi potenze vincitrici. Vienna, che si trovava, in zona russa, fu divisa anch'essa in quattro settori di occupazione. Questo stato di cose durò a lungo; solo nel 1953 fu posto termine al regime di occupazione e nel maggio del 1955 fu stipulato il Trattato di Pace, che restituiva all'Austria piena sovranità.
GLI ALTRI STATI EUROPEI, eccettuata la Germania, non subirono mutamenti territoriali. La Francia, si prese alcune zone non vaste delle Alpi. All'inizio del 1955 la Saar, che la Francia si era annessa dopo la guerra, in seguito a un plebiscito tornò a far parte della Germania.
LA GERMANIA
La Germania, la grande colpevole, pagò duramente. Oltre a subire la giusta separazione dell'Austria e della Boemia-Moravia, essa perdette i vasti territori a Est, ceduti alla Polonia, e tutte le colonie. Oltre 6 milioni di Tedeschi furono espulsi dalla Polonia, dalla Cecoslovacchia e dall'Ungheria e con una grande migrazione si trasferirono nella madrepatria. La Germania, come l'Austria, rimase in tal modo divisa in quattro zone di occupazione. Berlino si trovava in piena zona sovietica e anch'essa, come Vienna, fu divisa in quattro settori: inglese, americano, francese e sovietico.
l'europa dopo la seconda guerra mondiale
LA NASCITA DEL BLOCCO COMUNISTA
Alla fine della guerra, sette paesi dell'Europa centro-orientale, e cioè Cecoslovacchia, Ungheria, Polonia, Jugoslavia, Albania, Bulgaria, Romania, si trovavano nella zona di influenza sovietica. Tutti questi paesi, eccetto la Jugoslavia e l'Albania, erano anche stati occupati militarmente dalle forze sovietiche. Ad essi poi si aggiungeva la Germania orientale.
Subito dopo la liberazione si formarono in tutti questi Stati (all'infuori dell'Albania, in cui andò subito al potere un governo comunista) dei governi di coalizione, cioè formati dall'unione di diversi partiti, fra cui quello comunista. Ma successivamente, a partire dal 1947, i partiti comunisti e l'Unione Sovietica che li appoggiava (e che con la presenza dell'armata rossa controllava la vita politica) riuscirono a impadronirsi del potere. Dal 1945 (Albania) al 1948, si formarono in tutti i paesi dell'Europa centro-orientale delle Repubbliche popolari a regime comunista, con istituzioni modellate in gran parte su quelle sovietiche. Di fronte all'espansione del blocco comunista, si svilupparono le organizzazioni a carattere militare e difensivo dell'Occidente. Il 3 aprile 1949 dodici paesi (U.S.A., Canada e quasi tutti gli Stati dell'Europa occidentale) firmarono un patto difensivo chiamato Patto Atlantico: ad esso aderirono in seguito anche Grecia e Turchia nel 1952 e Germania occidentale nel 1954. L'organizzazione militare dei paesi aderenti al Patto Atlantico fu chiamata NATO (North Atlantic Treaty Organisation), cioè Organizzazione di Difesa del Nord Atlantico.

IL PROBLEMA DELLA GERMANIA
È destino, si vede, che la Germania direttamente o indirettamente sia causa di discordia. Infatti, proprio sul problema tedesco si ruppe definitivamente la solidarietà fra gli ex-alleati, per l'incapacità dei quattro Stati vincitori di accordarsi sul futuro del paese sconfitto. Il trattato di pace con la Germania, a differenza di tutti gli altri, non fu concluso dopo la guerra. Il regime di occupazione durò tre anni: tre anni durante i quali le reciproche diffidenze non fecero che aumentare. L'Unione Sovietica temeva che gli Alleati occidentali non volessero disarmare la Germania occidentale per farne una potenza da contrapporre alla sua; Francesi, Inglesi e Americani vedevano invece con sospetto l'affermarsi di un regime comunista nella Germania orientale. Così; la divisione del paese si accentuò, anziché avviarsi a scomparire, e nacquero due Germanie: a est nel 1949 fu proclamata la Repubblica Democratica Tedesca (DDR) comunista, a cui l'Unione Sovietica nel 1953 restituì la sua sovranità. La capitale è Pankow, un sobborgo di Berlino. A ovest, l'8 maggio 1949 venne creata la Repubblica Federale Tedesca (DBR) con regime democratico federale e capitale a Bonn.

LA RINASCITA ECONOMICA
Così, all'inizio della seconda metà del ventesimo secolo, la situazione in Europa si era stabilizzata, aveva trovato un suo equilibrio, anche se non certo ideale. D'altra parte, è consolante notare che le agitate vicende politiche, i timori, i sussulti non arrestarono minimamente la ricostruzione europea. L'Europa dimostrò ancora una volta il suo valore, la formidabile forza che nasce dalla sua civiltà e dalla sua lunga « esperienza » di continente-guida dell'umanità.
La ricostruzione economica fu semplicemente sbalorditiva; con velocità da primato furono ricostruite le città (per esempio Rotterdam, Berlino ovest), gli impianti industriali (per esempio le officine Volkswagen, gli stabilimenti Philips), le linee di comunicazione, i porti (tutti i porti francesi sulla Manica erano stati letteralmente polverizzati). Due Stati soprattutto compirono progressi strabilianti: l'Italia e la Germania, che guidata dal vecchio, formidabile cancelliere Adenauer, compì una rapidissima e imponente rinascita del suo potenziale industriale e quindi ebbe una forte ripresa anche d'importanza politica in Europa.
Entro il 1949, e quindi in quattro anni, la ricostruzione europea fu compiuta. Da quell'anno l'Europa badò a progredire economicamente.

(36) Dogi
della Serenissima
(37) Dominazione austriaca
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(40) Esercito romano
(41) Espansione coloniale
(42) Europa
dal 1919 al 1939
(43) Europa dopo il congresso di Vienna
(44) Europa dopo la prima guerra mondiale
(45) Europa dopo la seconda guerra mondiale
(46) Europa
nel 1200
 
 
 
 
[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 26-02-2014