L'Europa dopo il congresso di Vienna

 

IL SETTEMBRE dell'anno 1814 fu per i viennesi un mese memorabile. Da tutte le parti d'Europa erano convenuti a Vienna sovrani e uomini di Stato, ministri e diplomatici, generali e cortigiani: in totale si trattava di 216 missioni, con un seguito di qualche migliaio di persone.
Napoleone, il grande nemico, era al sicuro nell'isola d'Elba; e la capitale austriaca, che solo cinque anni prima era stata occupata dalle truppe francesi, era in festa: balli, banchetti, gite, cacce, luminarie. I « grandi » europei si preparavano a ridare pace e ordine al continente, e a creare la perfetta Europa, dove non si sarebbe mai più parlato di rivoluzione e di guerra, e poco di libertà. Si stava per aprire il Congresso di Vienna.

LA RESTAURAZIONE
Il Congresso, fu inaugurato ufficialmente nel novembre del 1814. Sappiamo che esso fu convocato per dare un assetto definitivo all'Europa, dopo molti anni di guerra. Tutti gli Stati belligeranti, vale a dire tutti gli Stati europei, mandarono i loro delegati a Vienna con degli scopi: alcuni chiari e ben confessati, altri nascosti. Lo scopo principale era quello di restaurare l'autorità dei legittimi sovrani nei vecchi Stati europei invasi, smembrati, soppressi da Napoleone; quindi ci fu una restaurazione giustificata con il « legittimismo », le famiglie reali avevano diritto al possesso dei loro territori perché ne erano i legittimi regnanti per ragioni dinastiche. Il secondo scopo era quello di mettere la Francia in condizioni di non poter più diventare pericolosa; il terzo scopo era quello di sistemare l'Europa in modo da evitare future cause di dissidi e di guerre; il quarto scopo era, come si dice, quello di « tirare acqua al proprio mulino ». Naturalmente, il Congresso di Vienna si ridusse a un colloquio fra le quattro maggiori potenze, vincitrici di Napoleone: Inghilterra, Austria, Prussia e Russia; ad esse si aggiunse come quinta potenza la Francia, rappresentata dall'abilissimo Talleyrand, ministro di Luigi XVIII. I lavori del Congresso furono difficili e spesso tempestosi.
I maggiori paesi naturalmente fecero sentire il peso della loro potenza e della loro vittoria su Napoleone; riorganizzarono l'Europa secondo una mentalità antica, ma perché? Semplicemente perché una mentalità nuova non era ancora matura in Europa. L'equilibrio europeo, insomma, dipendeva ancora dai maggiori Stati ed essi si accordarono fra di loro: per circa quarant'anni non vi furono guerre fra le grandi Potenze.
Il vero errore, invece, fu commesso dai regnanti restaurati, perché essi diedero prova della massima incomprensione; e si mostrarono incapaci di guidare e dirigere le aspirazioni dei loro popoli. Per questo, molte monarchie (in Francia, in Portogallo, in Spagna, in Germania, in Austria, in Russia) erano destinate a sparire nello spazio di alcuni decenni.
Il Congresso di Vienna si chiuse con un « Atto finale » firmato il 9 giugno 1815, cioè nove giorni prima di Waterloo. Ecco quale fu la sistemazione data all'Europa.
l'europa dopo il congresso di vienna
LA FRANCIA - Grazie all'abilissima politica di Talleyrand, ministro di Luigi XVIII, la Francia perdette soltanto le conquiste napoleoniche; mantenne intatto il territorio nazionale nei confini del 1789 e questa sistemazione rimase più o meno definitiva. Al suo trono salì Luigi XVIII, fratello di Luigi XVI, della Casa di Borbone.

LA SPAGNA - L'eroina della resistenza contro Napoleone mantenne i suoi confini; ma il popolo spagnolo non fu certo premiato, perché salì al trono Ferdinando VII, del ramo spagnolo della Casa di Borbone. Ferdinando fu un re retrogrado, che perseguitò ferocemente i liberali.

LA SVIZZERA - Secondo Stato « gendarme », la Svizzera ridivenne Confederazione come era prima della occupazione napoleonica, ma i suoi 19 Cantoni furono portati a 22. Essa perdette definitivamente la Valtellina annessa alla Lombardia, il che allora significava all'Austria. I suoi confini rimasero, da allora, definitivi.

L'INGHILTERRA - Il Regno Unito della Gran Bretagna e Irlanda provvide soprattutto al rafforzamento marittimo e coloniale; si tenne l'isola di Malta, le Isole Ionie, l'isoletta di Helgoland nel Mare del Nord, e prese definitivo possesso di parecchie colonie in Asia, in Africa e in America.

L'OLANDA - Questa potenza vincitrice venne unita con il Belgio (ceduto dall'Austria) e fu elevata a regno col nome di Regno dei Paesi Bassi. Esso però durò soltanto sedici anni, perché nel 1831 il Belgio proclamò la sua indipendenza.

LA SVEZIA - La Svezia ottenne la Norvegia (tolta alla Danimarca) e formò il Regno di Svezia e di Norvegia. Questa sistemazione durò fino al 1905, quando la Norvegia si distaccò dalla Svezia e divenne indipendente.

LA PRUSSIA - Altra grande « resistente », uscì come l'Austria ingrandita dal Congresso: ottenne parte della Sassonia, della Polonia (Posnania) e altri territori della Confederazione tedesca. Infatti essa iniziò subito un'opera di riunifìcazione economica (e più tardi politica) degli Stati tedeschi. La Prussia era avviata così a divenire uno dei più potenti Stati europei: fu il nucleo attorno al quale nel 1871 si formò l'Impero Germanico.

LA RUSSIA - L'Impero Russo estese i suoi confini in tre direzioni: ottenne buona parte della Polonia, la Finlandia e la Bessarabia (attuale Romania orientale).Fu quello un periodo di grande potenza per la Russia, ma destinato a durare solo pochi decenni.

LA GERMANIA - Cessò di essere un regno (il Sacro Romano Impero) composto di ben 360 staterelli e fu organizzata in una Confederazione di 39 Stati sovrani, di cui i più importanti erano la Austria e la Prussia. L'imperatore d'Austria era il presidente della Confederazione. I confini di questa Confederazione (come quelli dell'Austria) durarono soltanto fino all'anno 1866.

L'AUSTRIA - Fu una delle massime potenze impegnate nella lotta contro Napoleone, ed ebbe i compensi meritati. L'Impero d'Austria tornò ai suoi antichi confini, ed ebbe la Galizia, l'Illiria, il Tirolo. In più tornò a porre piede in Italia: ottenne la Lombardia e tutto il territorio dell'antica Repubblica di Venezia; entrambi furono costituiti nel Regno Lombardo Veneto. Inoltre, l'Austria ottenne la supremazia nell'Europa centrale perché, assieme alla Prussia, fu lo Stato più potente della Confederazione tedesca. Ma questa sistemazione durò solo quarant'anni.

LA GRECIA E I BALCANI - Questa zona faceva parte dell'Impero Ottomano, cioè era dominata dalla Turchia. Nel 1830, la Grecia conquistò l'indipendenza e la Turchia, quasi contemporaneamente concesse l'autonomia amministrativa ai Principati di Serbia, di Moldavia, di Valacchia.

E L'ITALIA?
La sistemazione data all'Europa dal Congresso di Vienna ebbe i suoi lati buoni e quelli meno buoni; uno di questi fu il trattamento riservato all' Italia. Il nostro paese allora non veniva considerato come un'unica nazione, ma era semplicemente un territorio geografico, da dividere secondo la convenienza altrui. Per questo, l'Italia rimase divisa in otto staterelli (più S. Marino e il Principato di Monaco) quasi tutti dominati dall'Austria. L'unico Stato « italiano » e indipendente era il Regno di Sardegna, che in seguito al Congresso di Vienna ottenne l'annessione della Liguria con Genova.

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(35) Diffusione
della stampa
(36) Dogi
della Serenissima
(37) Dominazione austriaca
(38) Dominazione spagnola
(39) Economia italiana 1870 - 1914
(40) Esercito romano
(41) Espansione coloniale
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dal 1919 al 1939
(43) Europa dopo il congresso di Vienna
(44) Europa dopo la prima guerra mondiale
 
 
 
 
[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 26-02-2014