L'Europa dall'anno 1919 al 1939

 

Quando furono firmati il Trattato di Versailles e gli altri trattati di pace si perse una grande occasione. Gli statisti non furono all'altezza degli avvenimenti: la loro pace non fu pace. Così, gli errori commessi nell'assestamento dell'Europa cominciarono quasi subito a maturare. Dobbiamo pensare anche alle particolari condizioni economiche e sociali in cui si trovava l'Europa nel 1920: le campagne e le industrie di quasi tutti gli Stati erano state devastate e distrutte; in molti paesi c'erano addirittura paurose carestie che provocavano migliaia di morti; milioni di soldati congedati tornavano a casa ansiosi di ricominciare a vivere nella serenità e nel benessere per rifarsi degli anni perduti al fronte; ma d'altra parte le industrie che erano state spropositatamente ingrandite per le necessità della guerra ora dovevano essere ridotte, smobilitate e quindi eliminavano mano d'opera anziché assumerne: e ciò provocava naturalmente disoccupazione, miseria, malcontento fra le masse popolari. Se a questo sconfortante panorama economico e sociale aggiungiamo la situazione politica, che era agitatissìma, possiamo capire come il dopoguerra in Europa sia stato burrascoso, e abbia preparato la formazione di alcune dittature.

L'EUROPA DAL 1919 AL 1924: IL DOPOGUERRA
II dopoguerra, fu difficile, economicamente e politicamente. Tutti gli Stati erano impegnati in una faticosa lotta per tornare alla normalità, risolvendo i problemi lasciati aperti dalla guerra: il problema del disarmo, dei confini da regolare, delle riparazioni da concordare, da esigere o da pagare, delle popolazioni di nazionalità straniera incorporate. Le situazioni anormale sono il « brodo di coltura » delle dittature. È facilissimo, quando la vita di uno Stato è agitata, che salti fuori un uomo intelligente, deciso e forte, che si presenta come « l'uomo della Provvidenza », l'uomo che rimetterà a posto le cose. E molto spesso le rimette a posto sul serio, ma a scapito della libertà. Così andò in molti Stati europei, nei quali si impose un regime autoritario. In Russia il governo comunista di Lenin sconfisse gli eserciti difensori dello zarismo (detti « bianchi » per contrapporli ai « rossi » comunisti) e instaurò la dittatura. Lenin morì nel 1924 e gli successe Giuseppe Stalin, che fu dittatore dell' U.R.S.S. fino alla sua morte.
In Turchia, il potere assoluto era nelle mani di Kemal Ataturk, che era riuscito a scacciare i Greci dall'Anatolia. Governi dittatoriali si stabilirono in Polonia nel 1920, in Ungheria nel 1919, in Spagna dal 1923, in Portogallo dal 1926, in Germania e in Italia.
In Germania nel 1919 fu proclamata la Repubblica federale tedesca ; essa ebbe vita agitata fin dagli inizi. Fu proprio in quel turbolento periodo che cominciò a farsi notare uno sconosciuto uomo politico di origine austriaca, Adolf Hitler. Egli fondò il « Partito Nazionalsocialista degli operai tedeschi », che poi divenne il Partito Nazista. Nel 1923 Hitler compì il suo primo tentativo di conquistare il potere, che però fallì ; ma, come vedremo più tardi, egli riuscì a divenire capo assoluto della Germania. Anche in Italia si impose una dittatura, il fascismo.

GLI ANNI DAL 1924 AL 1929
Via via che trascorrevano gli anni, l'Europa ritrovava, sia pure con fatica, la sua tranquillità. Si smorzavano gli odi lasciati dalla guerra e i popoli tendevano a riavvicinarsi. Si ravvicinavano persino « il cane e il gatto », cioè Germania e Francia! L'inizio di questo buon periodo fu praticamente l'anno 1924. L'anno dopo a Locarno si riunì la più importante conferenza internazionale del dopoguerra, a cui parteciparono con piena parità di diritti anche i delegati tedeschi. Con questo patto.. firmato il 16 ottobre 1925, Gran Bretagna, Italia, Francia, Belgio, Germania, Polonia, Cecoslovacchia si impegnavano a rispettare lealmente le decisioni dei trattato di Versailles. D'altra parte Francia e Germania si impegnavano a una politica di amicizia e perciò la Francie si dichiarò disposta a sgomberare le città della Ruhr e della Renania che aveva occupato.
Possiamo dire che tutto andasse per il meglio, dunque; anzi, questo movimento verso la distensione si allargò ancora tre anni dopo quando fu firmato a Parigi il Piano Briand-Kellog (Aristide Briand era il geniale capo del Governo francese, Frank Kellog era il Segretario di Stato americano).
Con questo patto, firmato dai rappresentanti di quattordici Stati, e accolto in seguito da quasi tutte le nazioni del mondo (Russia compresa), le potenze condannavano il ricorso alla guerra per regolare le controversie fra gli Stati e dichiaravano di rinunciare a ogni atto di ostilità armata.
Furono sinceri tutti i firmatari? No certamente, perché nonostante le belle parole, e anche le buone intenzioni, i governi non cessavano di sospettarsi e quindi di armarsi alla chetichella. Ma in superfìcie tutto era tranquillo e la pace sembrava ormai assicurata in Europa e nel mondo. Oltre tutto, le cose s'erano messe abbastanza bene anche in campo economico.
fasi dell'espansione della germania nazista









IL TRAGICO DECENNIO: 1929-1939
Ma sotto queste belle apparenze si andavano preparando i fatti che avrebbero sconvolto l'equilibrio dell'Europa. Quali furono questi fatti? Essi furono :
1 - la paurosa crisi che dal 1929 al 1932 colpì le economie di ogni paese;
2 - la politica aggressiva del' governo nazista tedesco e, sia pure in misura minore, del governo fascista italiano ;
3 - le situazioni anormali lasciate dal trattato di Versailles e soprattutto il
« corridoio » di Danzica, la sbagliatissima immissione di popolazioni tedesche in altri Stati, le tristi condizioni in cui era rimasta l'Austria, il disinteresse manifestato per le giuste pretese dell'Italia e altre cause ancora.
La crisi del 1929 - Si dice che i nodi vengono al pettine: e la crisi economica del 1929 fu veramente un grosso nodo venuto al pettine per i paesi del mondo.
Gli economisti lo spiegano con complicate teorie: noi, semplificando molto le cose, diremo che esso fu una conseguenza a scoppio ritardato della guerra.
I governi, infatti, per reagire all'impoverimento provocato dal conflitto, avevano adottato molti provvedimenti straordinari che allontanarono il male, ma non lo curarono: cosicché alla fine, quando gli espedienti non servirono più, ci fu il crollo. I prezzi precipitarono; i prodotti agricoli non valevano più nulla e i contadini si trovavano alla miseria; le industrie di ogni sorta dovettero sospendere la produzione e licenziare milioni di operai: nei paesi civili ci furono 30 milioni di disoccupati!
La prepotenza nazista - Se le conseguenze del disastro economico mondiale furono gravi per tutti gli Stati, per la Germania furono addirittura paurose: le industrie tedesche erano risorte e praticamente vivevano grazie agli investimenti in denaro fatti da Americani e Inglesi. In seguito alla crisi, questi preziosissimi aiuti furono bruscamente interrotti e per la Germania fu una rovina: nonostante ogni sforzo, in breve essa ebbe sei milioni di disoccupati che vivevano nella miseria. Di questo stato d'animo di disperazione e di rancore verso il governo e verso tutti, approfittò Hitler. Egli era un uomo deciso, senza scrupoli, e condusse una lotta a oltranza per impadronirsi a tutti i costi del potere. Nelle elezioni del 1930 il suo partito ottenne 6 milioni di voti ; nel 1932 Hitler si presentò candidato alla presidenza della Repubblica. Fu sconfitto, ma due anni dopo, alla morte del vecchio presidente Hindenburg, egli salì al suo posto, proclamandosi Fuhrer cioè Duce, capo assoluto della Germania. L'esercito prestò allora un nuovo giuramento di fedeltà, non più alla Costituzione o alla Patria, ma alla persona di Hitler come comandante supremo. Da quel momento egli ebbe in pugno l'intero paese. Nel 1934 cominciava così la ferrea dittatura hitleriana, che fu la causa principale della seconda guerra mondiale.
La corsa verso la guerra - Tutto accadde in cinque anni. Hitler era un fanatico, dominato dall'idea di rendere la Germania lo Stato più potente del mondo. Egli iniziò subito una politica di forza, riarmando poderosamente la Germania: in pochi anni riuscì a fare del suo paese una formidabile potenza militare. Nel 1936 Hitler concluse con l'Italia una ferrea alleanza politico-militare, chiamata Asse Roma-Berlino; poi iniziò subito il suo programma di espansione. Il primo passo fu l'occupazione dell'Austria: fra il 1937 e i primi mesi del '38 egli fomentò in Austria dimostrazioni, disordini, sommosse, finché il 14 marzo del 1938 fece entrare in Vienna le truppe germaniche.
Il giorno dopo veniva proclamata l'annessione: l'Austria, semplicemente, non esisteva più.
Poiché le potenze occidentali speravano ancora di raggiungere un accordo con Hitler, l'annessione dell'Austria fu riconosciuta da tutti.
Hitler si volse allora alla Cecoslovacchia, nella quale vivevano circa tre milioni di Tedeschi; accusò il Governo cecoslovacco di opprimere le minoranze tedesche, indi, nel marzo del 1939 fece occupare anche la Cecoslovacchia. E questo fu l'ultimo anno di pace.
L'anno della guerra - II mondo era in allarme. Già dal 1936 una sanguinosissima guerra civile tormentava la Spagna: da tre anni gli Spagnoli si combattevano, divisi in due fazioni, una capeggiata dal generale Franco e appoggiata da Germania e Italia, l'altra di tendenza social-comunista. La guerra si concluse con la vittoria di Franco nel mese di marzo, proprio quando Hitler ingoiava la Cecoslovacchia. Ma era destino che l'Europa non avesse più pace. Gran Bretagna e Francia, di fronte al pericolo tedesco, cominciarono affannosamente a riarmarsi e decisero di resistere a ogni nuovo tentativo di espansione germanica.
Infatti, quando Hitler cominciò a guardare alla Polonia, Inghilterra e Francia le assicurarono il loro appoggio. Hitler chiese alla Polonia la cessione di Danzica e di una striscia di territorio attraverso il corridoio ed essa naturalmente rifiutò. In quel mese di agosto del 1939 su tutto il mondo passò il soffio gelido della guerra. Il Papa, parecchi sovrani e, uomini di governo si affannarono a cercare una soluzione pacifica, ma fu tutto inutile. Il 23 agosto Hitler concluse di sorpresa con la Russia un patto di non aggressione: le due potenze si impegnarono a una benevola neutralità reciproca nel caso che una avesse dovuto entrare in guerra.
Questo patto, che fu una terribile sorpresa per l'Europa, in realtà era una intesa fra Stalin e Hitler per spartirsi la Polonia. Così, il dittatore tedesco commise l'ultimo atto di mostruosa follia: il 1° settembre 1939 diede alle truppe tedesche l'ordine di varcare il confine polacco. Due giorni dopo Gran Bretagna e Francia si dichiararono in stato di guerra con la Germania. Il mondo, per colpa di pochi uomini, piombava ancora " nella peggiore delle catastrofi: la guerra. Iniziava la seconda guerra mondiale.

(33) Da Nerone
a Domiziano
(34) Dalla repubblica all'impero
(35) Diffusione
della stampa
(36) Dogi
della Serenissima
(37) Dominazione austriaca
(38) Dominazione spagnola
(39) Economia italiana 1870 - 1914
(40) Esercito romano
(41) Espansione coloniale
(42) Europa
dal 1919 al 1939
(43) Europa dopo il congresso di Vienna
 
 
 
 
[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 26-02-2014