economia italiana dall'anno 1870 al 1914

 

« L'ITALIA È LIBERA E UNA; d'ora innanzi non dipende che da noi renderla grande e felice! », così disse Vittorio Emanuele II, alcune settimane dopo l'occupazione di Roma (settembre 1870).
Con queste parole egli indicava un preciso programma da svolgere: si trattava cioè di fare dell'Italia, per tanti secoli divisa e soggetta allò straniero, una nazione prospera e potente, che potesse stare alla pari coi più grandi Stati d'Europa. Occorreva costruire strade e ferrovie, creare nuove industrie, dare l'avvio al commercio.
Un programma quindi davvero colossale. Ebbene, all'inizio della prima guerra mondiale (anno 1914), questo programma poteva dirsi compiuto. L'Italia aveva ormai raggiunto prosperità economica e potenza.

GRANDIOSE OPERE PUBBLICHE
Uno dei compiti che il nuovo Regno Italiano si propose di attuare con la massima urgenza fu quello di migliorare le comunicazioni. Se nell'Italia settentrionale la situazione era discreta (nel solo Piemonte, per opera di Cavour, vi erano oltre 800 chilometri di ferrovia), si presentava invece gravissima nel resto della penisola: nel Napoletano, per esempio, e in Sicilia la rete ferroviaria era limitatissima. Inoltre, la maggior parte delle strade carrozzabili dell'Italia meridionale erano in tali condizioni da essere quasi inservibili. Il compito di ampliare la rete ferroviaria italiana fu affidato a tre grandi società: la Mediterranea, l'Adriatica e la Sicula. Dal 1905, lo Stato si sostituì a queste tre società e diede vita ad un'azienda autonoma che prese il nome di Ferrovie dello Stato (sigla F.S.). Dal 1870 al 1914 la lunghezza della rete ferroviaria venne triplicata.

UN'IMPONENTE OPERA IDRAULICA
Un'opera pubblica davvero imponente fu il prosciugamento del Lago Fucino (Abruzzo). Avviata verso il 1850 dal principe Alessandro Torlonia, l'imponente opera fu portata a termine nel 1875 e rese coltivabili ben 16 500 ettari di terreno. Dove prima, a causa della malaria, nessuno si azzardava a stabilire la propria dimora, sorsero in breve tempo numerose case coloniche.

Ferrovie transalpine
Verso la fine del secolo XIX, in seguito ad accordi con alcuni Stati europei, fu iniziata la costruzione di grandi gallerie alpine, per collegare la rete ferroviaria italiana con quella dell'Europa settentrionale. Nel 1871 fu inaugurata la galleria del Frejus, nel 1882 quella del Gottardo e nel 1906 quella del Sempione.

Un grandioso acquedotto
Nel 1906 fu dato inizio ad un'opera veramente gigantesca : la costruzione di un acquedotto che dal fiume Sele (in Campania) portasse le acque nella Puglia, la regione d'Italia meno provvista di acqua. Ad opera compiuta, l'Italia ebbe uno dei più grandi acquedotti del mondo. L'Acquedotto pugliese (così venne chiamato) ha una rete di canalizzazione di oltre 2900 chilometri.
Da questa opera trassero beneficio gli abitanti di quasi trecento comuni della Puglia: essi poterono finalmente disporre di acqua potabile nelle case.
Naturalmente ne fu avvantaggiata anche l'agricoltura; si poterono infatti irrigare vaste zone di terreno, fino allora rimaste incolte per mancanza di acqua.

SORGONO LE GRANDI INDUSTRIE
Gl'Italiani, impegnati per tanti anni nella lotta per la conquista della libertà e dell'indipendenza, non avevano potuto seguire gli sviluppi che la grande industria aveva fatto in Europa. Così, nel 1870, l'industria italiana si trovò in condizioni di grande inferiorità rispetto a quella degli altri Stati europei. La nostra industria mancava di macchine moderne e soprattutto di operai specializzati. La maggior parte dei prodotti industriali che si trovavano in Italia erano importati dall'estero. Ma non appena fu raggiunta l'unità politica, gli Italiani si preoccuparono di portare la loro industria alla pari con quella delle altre nazioni europee. Alla scarsità di combustibili (carbone, petrolio, ecc.) per mettere in azione le macchine, si rimediò con l'impiego dell'energia elettrica. Nel 1883 sorse a Milano la prima centrale elettrica d'Europa (ad opera della società Edison). A questa seguirono ben presto molte altre, soprattutto nell'Italia settentrionale. L'aumento della produzione di energia elettrica favorì il rapido sviluppo dell'industria italiana. Prima dell'inizio del nuovo secolo, l'Italia poteva vantarsi di avere dei complessi industriali per nulla inferiori a quelli stranieri. Basti ricordare le Acciaierie di Terni (1884), la Breda (1899), la Dalmine (1906). Nel 1899 fu fondata a Torino la F.I.A.T., che divenne ben presto una tra le più grandi industrie automobilistiche del mondo (nel 1914 giunse ad esportare 4 000 automobili). A Milano, nel 1872, si aprirono gli stabilimenti Pirelli per la lavorazione della gomma. Grandissimo fu anche lo sviluppo delle industrie tessili (cotonifici a Busto Arsizio, Legnano e Gallarate; setifici a Como, Bergamo e Brescia), delle industrie alimentari (pastifici nella Campania e caseifici in Lombardia e in Emilia) e di quelle chimiche (Montecatini a Pisa e Carlo Erba a Milano).

GRANDE TRAFFICO COMMERCIALE
Lo sviluppo delle industrie ebbe come conseguenza un aumento dei traffici commerciali con l'estero. Se prima l'Italia era soprattutto costretta a importare, ora si trovava anche nella possibilità di esportare i suoi prodotti industriali. Infatti l'Italia potè vendere all'estero macchine, automobili, prodotti farmaceutici e tessuti dì seta.
Si provvide anche a migliorare i traffici marittimi, sostituendo le navi a vela con quelle a vapore. Nei primi anni del 1900 l'Italia possedeva ben 700 navi a vapore. Il centro dei traffici marittimi con l'estero fu il porto di Genova che, con Marsiglia, divenne uno dei più attivi del Mediterraneo.

PROVVEDIMENTI SOCIALI
Oltre agli sviluppi economici, in questo periodo furono attuate grandi riforme sociali.
Grazie soprattutto ai ministri Francesco Crispi e Giovanni Giolitti, furono presi importanti provvedimenti per migliorare le condizioni dei lavoratori. Poiché in molti stabilimenti gli operai erano costretti a lavorare per ben 14 ore consecutive, fu stabilito che la giornata lavorativa non dovesse superare le otto ore. Venne anche deciso di concedere a tutti i lavoratori un riposo settimanale, di istituire delle assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro e una Cassa di Previdenza per l'invalidità e la vecchiaia.

(30) Da Costantino a Romolo Augustolo
(31) Da Domiziano a Marco Aurelio
(32) Da Marco Aurelio
a Costantino
(33) Da Nerone
a Domiziano
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(35) Diffusione
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(36) Dogi
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(37) Dominazione austriaca
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(40) Esercito romano
 
 
 
 
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