Da Domiziano a Marco Aurelio

 

« L'UOMO AL QUALE sarà trasmesso il supremo potere sul Senato, sul popolo romano, sugli eserciti, sulle provincie, sugli alleati non può essere tale solo per diritto di naturale filiazione. L'erede di questa suprema potestà non può essere ricercato solo entro le pareti della casa dell'imperatore. Questi deve fare scorrere il suo sguardo per tutta la vasta cerchia della cittadinanza romana, e dovrà tenere vicinissimo a sé quello che avrà giudicato ottimo ! ». Queste parole fanno parte di uno scritto che Plinio il Giovane indirizzò all'imperatore Traiano (II secolo dopo Cristo). Esse sono una viva raccomandazione, affinchè l'imperatore scelga come suo successore quello fra i cittadini che sia il più adatto per una carica così importante. Nel secolo precedente e soprattutto nel periodo che va da Augusto a Nerone, uno scrittore non avrebbe osato rivolgere simili parole a un imperatore. Infatti era stabilito che all'imperatore in carica dovesse succedere il figlio o, in mancanza di questo, un membro della famiglia imperiale.
Ma, dopo i disastri procurati dalla « successione ereditaria » (basti ricordare il governo di Nerone), a poco a poco si fece strada una nuova idea: e cioè che al trono imperiale dovesse giungere quel cittadino il quale mostrasse di avere le doti necessarie. Il nuovo sistema di successione entrò in vigore nel 97 dopo Cristo : quell'anno l'imperatore Nerva associò al governo quel cittadino che gli era sembrato degno di succedergli sul trono imperiale. Al criterio della nascita si sostituiva così quello della scelta del più degno. Per quasi un secolo, e cioè dal 97 al 180 dopo Cristo, gli imperatori romani vennero nominati secondo questo criterio. Quale fu il risultato del nuovo sistema? Basti dire che quel secolo fu il periodo più felice dell'Impero Romano.

UN UOMO SAGGIO
Dopo il governo crudele e dispotico di Domiziano, l'Impero aveva urgente bisogno di un uomo saggio che ridesse ordine e pace. Ebbe la fortuna di trovarlo nel senatore Marco Cocceio Nerva, che venne eletto imperatore nel 96 dopo Cristo. Nerva governò troppo poco tempo (morì dopo soli 16 mesi dalla nomina) per poter portare grandi mutamenti nella vita dell'Impero. Tuttavia ebbe modo di farsi apprezzare dal popolo per i suoi saggi provvedimenti: richiamò coloro che Domiziano aveva esiliato e restituì loro i beni confiscati; distribuì terre ai poveri ed eliminò molte tasse. Un altro grande merito di Nerva fu quello di essersi scelto per successore un uomo veramente degno di salire sul trono imperiale. Il prescelto fu Marco Ulpio Troiano, un valente generale.

traianoUNO DEI MIGLIORI IMPERATORI ROMANI
Quando lo raggiunse la notizia della sua elezione ad imperatore (anno 98 dopo Cristo), Traiano si trovava sul Reno impegnato a difendere i confini dell'Impero dagli assalti dei Germani. Prima di prendere il suo posto di comando, egli volle portare a termine la sua missione militare. Il suo ingresso a Roma avvenne infatti quasi due anni dopo e si svolse in forma modestissima. Questa sua semplicità piacque moltissimo al popolo romano.
Traiano era nato ad Italica (Spagna), presso l'odierna Siviglia. Era quindi il primo provinciale che salisse alla massima carica dello Stato. Quando salì al trono aveva appena quarantacinque anni: si trovava quindi nel pieno delle sue energie fìsiche. I Romani si attendevano grandi cose da questo giovane imperatore e Traiano non deluse le loro aspettative.
Pochi altri imperatori ebbero tante doti quante ne ebbe Traiano, egli infatti fu un abile amministratore, un perfetto uomo politico e un valente condottiero. I 19 anni del suo regno rappresentarono per l'Impero Romano un periodo di grande prosperità. Al pari di Cesare Augusto, Traiano volle essere il « principe » dell'Impero e non il despota assoluto. A questo scopo restituì ai Romani le loro libertà e ridiede al Senato l'autorità di cui godeva al tempo di Augusto. Una delle maggiori preoccupazioni di Traiano fu quella di migliorare le condizioni del popolo. Distribuì terre ai poveri, procurò lavoro alla classe operaia con la costruzione di numerose opere pubbliche, annullò molte tasse, ecc. Per merito di Traiano, Roma si abbellì di grandiose costruzioni. La più celebre è il Foro Traiano, che comprendeva una grande basilica, un tempio, un arco di trionfo e una colonna (detta Traiana), sulla quale furono scolpite le maggiori imprese militari dell'Imperatore.
A questo grande imperatore si devono anche 'ampliamento del porto di Ostia e la costruzione dei porti di Ancona e di Civiavecchia.
Sotto il governo di Traiano, l'Impero raggiunse la sua massima estensione territoriale (kmq 5 milioni e 400 mila): la Dacia (l'attuale Romania) e l'Armenia furono conquistate e ridotte a province romane. Negli ultimi anni della sua vita, Traiano riprese le armi contro i Parti che si erano sollevati. In Cilicia, proprio durante questa impresa militare, Traiano si ammalò gravemente e morì (anno 117 dopo Cristo). Le sue ceneri furono trasportate a Roma e deposte nella base della Colonna Traiana, che egli si era scelta come tomba.

PUBLIO ELIO ADRIANO
A succedergli sul trono imperiale, Traiano aveva designato suo nipote Publio Elio Adriano, anch'egli nativo di Italica. La scelta fatta da Traiano era veramente azzeccata. Infatti, il suo successore procurò all'Impero un periodo di pace e di prosperità. Adriano mostrò di avere la stoffa di un vero uomo di governo. Sua massima preoccupazione fu quello di dare allo Stato una saggia amministrazione. A differenza di Traiano, che mirò a nuove conquiste territoriali, egli ritenne più saggio consolidare i confini dell'Impero. Adriano morì nel 138, dopo aver scelto Tito Aurelio Antonino per suo successore. Venne sepolto nella Mole Adriana, il grandioso mausoleo che si era fatto costruire sulla riva destra del Tevere.

ANTONINO PIO
Per la sua particolare bontà, il successore di Adriano si meritò i soprannomi di Pio e di « padre del genere umano ». Il suo primo gesto, non appena salì al trono, fu quello di versare nelle casse dello Stato l'immenso patrimonio di cui disponeva (Antonino apparteneva ad una delle più ricche famiglie di Roma). Visse assai modestamente e si preoccupò di soccorrere tutti coloro che per qualche sventura familiare si fossero venuti a trovare in cattive condizioni economiche. Sebbene amasse sopra ogni cosa la pace, fu pronto a intervenire militarmente ove si presentò la necessità. Domò così in tempo alcune rivolte in Dacia, in Acaia (regione della Grecia) e in Egitto. Antonino Pio morì nel 161 dopo Cristo, a 75 anni.

MARCO AURELIO
Alla morte di Antonino Pio salirono al trono i due che lo stesso imperatore aveva designato a succedergli: Marco Aurelio e Lucio Vero. Ma ben presto Marco Aurelio, energico e intelligente, prese in mano le redini del governo. Egli chiude la serie degli imperatori designati dal loro predecessore. Se c'è una cosa da rimproverare a questo grande imperatore è quella di aver permesso al proprio figlio Commodo di salire al trono imperiale. Infatti Commodo, sanguinario e vizioso, distrusse le grandi opere compiute dai suoi predecessori. Sotto di lui l'Impero Romano decadde come ai tempi tristi di Caligola e di Nerone.

(22) Conseguenze
scoperte
geografiche

(23) Corporazioni
di mestieri
(24) Corte del Gran Khan
(25) Costantinopoli bizantina
(26) Cristianesimo
e impero romano
(27) Cultura
nel medioevo
(28) Da Augusto
a Nerone
(29) Da Cesare
ad Augusto
(30) Da Costantino a Romolo Augustolo
(31) Da Domiziano a Marco Aurelio
(32) Da Marco Aurelio
a Costantino
 
 
 
 
[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 26-02-2014