Da Costantino a Romolo Augustolo

 

NELL'ANNO 390 un singolare episodio avvenne a Milano, divenuta la capitale dell'impero: il vescovo della città proibì all'imperatore romano di entrare in chiesa per punirlo di aver fatto massacrare gli abitanti di una città ribelle. E il grande imperatore, dopo aver ascoltato umilmente il rimprovero, fece, in pubblico, la penitenza imposta dal vescovo. Solo così potè ottenere il permesso di entrare nuovamente nel tempio cristiano.
Si trattava dell'imperatore Teodosio ; il vescovo era il grande Sant'Ambrogio, la cui autorità e il cui prestigio erano immensi. Questo episodio lascia sbalorditi quanti sono a conoscenza dei fatti precedenti della storia romana : ancora all'inizio di quel secolo la Chiesa cristiana veniva perseguitata, dispersa; si ricercavano i suoi vescovi per ucciderli, si distruggevano i suoi templi, si proibiva ai fedeli di radunarsi. Ed ecco, a distanza di pochi decenni, un vescovo dare degli ordini a un imperatore romano, e questi sottomettersi alla sua volontà, pur di essere ammesso tra i fedeli di Cristo. Che gran cambiamento si era verifìcato nel mondo romano !

UNA NUOVA DINASTIA
Negli ultimi tempi della sua vita Costantino aveva provveduto a ripartire l'impero in tre parti, affidandone una a ciascuno dei suoi tre figli: Costantino II, Costante e Costanze Cessava così definitivamente di esistere il sistema tetrastico creato da Diocleziano e iniziava una nuova dinastia di imperatori, che venne chiamata Flavia, dal casato cui apparteneva Costantino. I tre fratelli non andarono d'accordo a lungo; come se non bastassero le guerre contro i barbari alle frontiere e le continue insurrezioni di generali ribelli che aspiravano al trono imperiale, i tre Flavi cominciarono a invadere l'uno i territori dell'altro.
Nel 350 (Costantino era morto nel 337) Costanzo era rimasto unico padrone di tutto l'impero. Un carico troppo grave per le sue spalle. Chiamò perciò in aiuto un cugino, certo Giuliano, che lui stesso aveva precedentemente confinato in una lontana città dell'Oriente, temendo che potesse divenire un rivale. Un timore che sembrava infondato, perché Giuliano era un tipo fatto a modo suo: si era sempre dedicato agli studi filosofici e pareva il meno adatto a fare della politica.
Ma appena assunto il titolo di governatore della Gallia, quest'uomo di lettere si rivelò un eccellente soldato e amministratore.
Stabilì il suo quartier generale a Lutetia (l'attuale Parigi) e con poche battaglie vittoriose riassettò i confini sul Reno che erano piuttosto malandati. La popolazione e gli eserciti della Gallia cominciarono a simpatizzare per lui.
La simpatia (se c'era) se ne andò invece dall'animo di Costanzo, che cominciò a fiutare il pericolo di un rivale. Ma la provvidenziale morte improvvisa di Costanzo stesso risolse il problema prima che degenerasse in guerra civile. Nel 361 Giuliano era il nuovo unico imperatore.

UN UOMO ONESTO
Giuliano era stato educato da rigidi precettori cristiani, ma, nel suo intimo, aveva sempre nutrito simpatia per il vecchio mondo greco-romano e per la religione pagana che ne era l'elemento fondamentale. Perciò, appena divenuto imperatore, cercò di restaurare l'antica religione è gli antichi costumi. Per questo suo abbandono della religione cristiana, nella quale era stato educato, egli fu poi chiamato « apòstata » (che significa rinnegatore della propria religione). Poiché non amava la violenza. Giuliano non perseguitò crudelmente i cristiani: si limitò a privare le chiese di privilegi e poteri e ad allontanare i cristiani dalle scuole. Credeva che questo bastasse a far dimenticare la nuova religione. Poi riaprì al culto i vecchi templi pagani e, preso il titolo di Pontefice Massimo, diresse personalmente i riti. Sperava, in questo modo, di far rivivere l'antico spirito romano. Uomo sobrio e fiero, instaurò a corte un regime di austerità; abolì feste e cerimonie, riducendo sensibilmente le spese. Potè, di conseguenza, ridurre le tasse e istituire numerose opere di assistenza.
Nel 363, dovette recarsi in Persia, per fronteggiare la crescente potenza dei Persiani. E là, mentre stava riportando una bella vittoria, fu ucciso da una freccia nemica. Si narra che, prima di morire, esclamasse: « Hai vinto, o Galileo! ». Riconosceva così di non essere riuscito, lui imperatore romano, a sopprimere la religione fondata da Gesù di Galilea.

TEODOSIO, L'ULTIMO GRANDE IMPERATORE
A Giuliano successero gli imperatori di una nuova dinastia, detta Valentiniana. Sotto di essi cominciarono le grandi invasioni barbariche. Fortunatamente si trovò un bravo generale che, dal 379 al 393, un po' con le battaglie, un po' coi trattati, riuscì a trattenere ancora per un poco la marea straripante degli invasori. Era costui un certo Teodosio, cristiano di origine spagnola. Quando la dinastia Valentiniana si estinse, egli divenne imperatore e fu l'ultimo ad avere, per poco tempo, la sovranità su tutto l'impero. Come tanti suoi successori anche egli, morendo, divise l'impero fra i suoi due figli; e questa volta le due parti non si riunirono mai più. L'Impero d'Oriente sopravvisse ancora per un millennio, fino al 1453, quando cadde per opera dei Turchi. L'Impero di Occidente, invece, più esposto alle invasioni dei barbari, andò rapidamente incontro allo sfacelo.
Visigoti, Vandali, Alamanni, Burgundi invasero tutte le province e ben presto l'Impero d'Occidente si ridusse alla sola Italia. Ma i barbari non erano penetrati solo nel territorio; essi si erano infiltrati nella vita civile, nell'amministrazione statale e soprattutto nell'esercito. I loro capi, ormai, potevano fare il bello e il brutto tempo nella stessa corte imperiale. Gli imperatori si succedevano con grande rapidità, a seconda del loro volere. E così nel 476 un barbaro, Odoacre, depose l'ultimo imperatore; si chiamava Romolo Augustolo, ed era egli stesso figlio di un barbaro. Da allora nessuno si fregiò più del titolo di Imperatore d'Occidente. Questa fu, ufficialmente, la fine del grande Impero Romano.

(21) Congresso
di Vienna

(22) Conseguenze
scoperte
geografiche

(23) Corporazioni
di mestieri
(24) Corte del Gran Khan
(25) Costantinopoli bizantina
(26) Cristianesimo
e impero romano
(27) Cultura
nel medioevo
(28) Da Augusto
a Nerone
(29) Da Cesare
ad Augusto
(30) Da Costantino a Romolo Augustolo
(31) Da Domiziano a Marco Aurelio
 
 
 
 
[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 26-02-2014