Alla Corte del Gran Khan

 

NEL CENTRO DEI desolati e aridi altipiani della Mongolia un tempo si elevava una grande città. Di ,essa non rimane oggi più nulla, nemmeno la traccia; vento, sabbie, ghiaccio hanno sbriciolato ogni cosa. Si chiamava Caracorum ed era stata scelta dal Gran Khan dei Mongoli come capitale del suo immenso impero. Caracorum era una città anomala , isolata nel altipiano desertico, sferzata dai venti. Il Gran Khan poteva stabilirsi in una parte più fiorente del suo grande impero, per esempio nel Catai (Cina); preferì invece la terra arsa e inospitale dei suoi avi, dove egli aveva irrobustito il suo corpo nella dura vita delle cacce, delle lotte e delle razzie. Forse, ospitando la sua corte in una simile città voleva tener sempre vivo quel senso dell'avventura e della conquista che quelle aride terre avevano inculcato nel suo popolo.

UN IMPERO IMMENSO
L'imperatore mongolo che fissò il suo quartier generale a Caracorum fu il primo Gran Khan dei Mongoli. Si chiamava Temugin ed era figlio di un capo tribù. Era forte come un toro, astuto, intelligente, dotato di una volontà sovrumana. A quattordici anni, alla morte del padre, prese nelle sue mani il comando dell'« ordu » (accampamento o villaggio di tende). Nonostante la giovane età, si rivelò capace di comandare i suoi sudditi e di difenderli dalle razzie delle altre tribù. La sua astuzia, la decisione, il grande fascino della sua figura attrassero nel suo clan moltissime famiglie. Dopo alcuni anni, il suo « ordu » era formato da alcune migliaia di tende; infine dominò su tutto il popolo dei Mongoli, che veniva per la prima volta riunito sotto un unico comando. Nel 1206, a circa cinquantanni, Temugin venne eletto capo di tutti i Mongoli col titolo di Gengis Khan. Negli anni successivi, il grande condottiero portò la sua orda di nomadi alla conquista di quasi tutta l'Asia. Alla sua morte, avvenuta nel 1227, il suo impero comprendeva tutta l'Asia centrale, dal Mar del Giappone al Mar Nero, e si estendeva a Sud sino alla Persia.


UNA CORTE DI GUERRIERI VALOROSI E DISCIPLINATI
Un uomo che aveva conquistato un simile impero, e che, soprattutto, era riuscito a domare un nugolo di riottosi e astiosi capi tribù o Khan, doveva essere senza dubbio un uomo di genio. Egli, infatti, sapeva vedere le cose molto meglio e più lontano di tutti quelli che lo circondavano. Sapeva intervenire nel modo giusto e al momento giusto. La sua principale cura fu quella di scegliere collaboratori di altissimo ingegno; erano, naturalmente, guerrieri. La sua corte, senza ciambellani, né consiglieri, era composta di elementi bellicosi, forti e coraggiosi; questi paladini del Gran Khan erano noti col nome di Kiyat, ossia « Torrenti furiosi ». Essi univano al coraggio l'astuzia e la prudenza. I guerrieri che erano combattivi ma temerari potevano badare al massimo ai carri e ai rifornimenti. Gengis Khan conosceva il valore dell'astuzia che sa raffrenare l'ira e sa aspettare il momento più propizio per colpire. Ad un tale tolse il comando perché non vi era marcia per quanto lunga che riuscisse a stancarlo, né fame o sete che lo facesse rallentare. « Costui — disse il Gran Khan — non è adatto al comando ; egli crede che i suoi soldati possano sostenere fatiche e disagi con la stessa sua indifferenza e non potrà quindi misurare le energie dei suoi uomini ». Paladini, ufficiali e soldati erano tutti soggetti ad una disciplina ferrea. Qualsiasi azione doveva essere intrapresa solo col consenso dell'imperatore; ogni mancanza veniva severamente punita. L'immensa autorità di Gengis Khan aveva trasformato quella che era un'orda di barbari in una massa disciplinata e compatta di guerrieri valorosi.
impero di gengis khan
GLI STRANIERI ALLA CORTE
Gengis Khan non sapeva leggere, né scrivere; ma seppe apprezzare la cultura. Egli capiva che per governare un grande impero occorrevano uomini colti. Perciò egli invitò alla sua corte numerosi sapienti stranieri, cinesi, musulmani e persiani, affinchè istruissero i Mongoli. Sorse in tal modo una vera e propria scuola di corte che doveva licenziare funzionari statali. Nelle varie contrade conquistate, Gengis Khan faceva prelevare un grande numero di artigiani, che venivano poi avviati a Caracorum; erano carpentieri, musici, fornai, fabbri. A Caracorum affluivano naturalmente anche veri e propri tesori razziati dai nomadi mongoli.
Si può immaginare la gioia delle donne mongole che ricevevano dai loro mariti stupendi oggetti preziosi: gioielli, ornamenti d'oro, fìnissimi oggetti di giada ecc. Il Gran Khan infatti lasciava ad ogni soldato tutto ciò che si era portato via durante i saccheggi.

IL PALAZZO DEL GRAN KHAN
Attorno alle mura della città, la pianura era cosparsa di innumerevoli yurte (tende) e di kibitke (carri coperti); là viveva l'orda di Gengis Khan. Nella città vera e propria, cioè entro il perimetro delle mura quadrate, si elevavano templi buddisti, moschee di pietra e piccole chiese di cristiani. Il Gran Khan lasciava libero ognuno di professare il proprio culto. Vicino ai templi vi erano il quartiere dei sacerdoti e quello degli ambasciatori. Gengis Khan teneva la propria corte in un alto padiglione di feltro bianco foderato di seta. Vicino all'entrata era collocata in permanenza una tavola apparecchiata affinchè tutti quelli che andavano dall'imperatore potessero mangiare a piacimento. Le pietanze consistevano in carne, frutta e latte di giumenta. L'interno del padiglione aveva l'aspetto di una chiesa cristiana con tre navate e due file di colonne. In fondo, su di un palco rialzato, durante le udienze sedeva il Khan; dietro stavano uno scrivano con rotolo di carta e pennello e un coppiere d'onore. Intorno alle pareti del padiglione, seduti su panche, vi erano i nobili, i grandi condottieri o paladini del Khan. La conversazione era sempre pacata e breve. Non appena il Khan accennava a parlare si faceva un grande silenzio. Ciò che egli diceva non veniva minimamente discusso, era « vangelo ». Era stata quella autorità immensa e assoluta a portare l'orda mongolica a tanta potenza.

(15) Commercio industria Venezia Medioevo
(16) Compagnie
di ventura
(17) Comuni
in europa
(18) Comuni
in Italia
(19) Comuni lotte per la libertà
(20) Congiura contro Cesare
(21) Congresso
di Vienna

(22) Conseguenze
scoperte
geografiche

(23) Corporazioni
di mestieri
(24) Corte del Gran Khan
(25) Costantinopoli bizantina
 
 
 
 
[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 26-02-2014