congresso di vienna

 

IL 18 OTTOBRE 1813 Napoleone fu sconfitto irrimediabilmente nella grande battaglia di Lipsia. Costretto ad abdicare nella primavera dell'anno seguente, venne relegato nell'isola d'Elba. In meno di vent'anni, egli era riuscito a conquistare quasi tutta l'Europa: molti sovrani avevano perduto il regno e al loro posto Napoleone aveva messo governanti francesi. Con la caduta di Napoleone, era giunto il momento di restituire a ciascun popolo d'Europa il proprio sovrano. Il 18 novembre 1814 i sovrani d'Europa si riunirono nel grande Congresso di Vienna per la sistemazione dei vari Stati. Il Congresso fu interrotto per cento giorni, nei quali Napoleone, fuggito dall'isola d'Elba, tentò di riconquistare il potere. Riprese dopo la caduta di Napoleone, e terminò il 9 giugno 1815.
l'italia dopo il congresso di vienna
Anche alla Francia fu concesso di partecipare al Congresso. Per rappresentarla, fu scelto un ministro abilissimo: Maurizio Talleyrand. Egli era stato dapprima vescovo di una città della Francia, era poi diventato ministro al tempo di Napoleone ed infine si era messo al servizio del re di Francia Luigi XVIII. La Francia si presentò al Congresso come nazione vinta, ma per merito del Talleyrand riuscì a riavere quasi tutti i territori che possedeva prima che Napoleone salisse al potere. L'abilità del Talleyrand consistette in questo: riuscì a convincere il Congresso che, se l'Europa era stata sconvolta per vent'anni dalle guerre, la colpa era da attribuire soltanto a Napoleone e che quindi sarebbe stato ingiusto punire il popolo francese. Inoltre il grande ministro francese sostenne che, se il Congresso voleva compiere un atto di giustizia, doveva rimettere sul trono tutti i re spodestati da Napoleone. Ma l'idea del Talleyrand, sebbene ritenuta giusta, fu rispettata solo in parte. Infatti, i ministri dell'Austria, dell'Inghilterra, della Russia e della Prussia, cioè delle grandi potenze che avevano sconfitto Napoleone, non esitarono a sacrificare degli Stati pur di ottenere vantaggi per le loro nazioni. Insomma, messo da parte Napoleone, le quattro grandi nazioni vincitrici si sostituirono a lui nel dominio dell'Europa.

L'Austria fu rappresentata al Congresso dal ministro Metternich. Egli aveva un programma ben preciso; intendeva cioè ingrandire il più possibile l'Austria a scapito delle altre nazioni.
L'Italia, divisa in tanti staterelli e priva di un suo re, non fu nemmeno invitata al Congresso e perciò fu la più sacrificata. Il Metternich si permise di dire che « l'Italia era soltanto un'espressione geografica ». E fu una gravissima offesa, perché con quelle parole egli voleva far intendere che l'Italia era da considerarsi soltanto come un territorio e non una nazione col diritto di avere sue proprie leggi e un suo proprio capo.
Così, quando il Congresso di Vienna si chiuse, l'Italia si trovò ancora divisa in tanti Stati, e quasi tutti sotto il dominio dell'Austria. L'unico Stato indipendente era il Regno di Sardegna, di cui era re Vittorio Emanuele I di Savoia.

(12) Ilio la città
(13) Nascita
di Roma
(14) Repubbliche marinare commerci
(15) Commercio industria Venezia Medioevo
(16) Compagnie
di ventura
(17) Comuni
in europa
(18) Comuni
in Italia
(19) Comuni lotte per la libertà
(20) Congiura contro Cesare
(21) Congresso
di Vienna

(22) Conseguenze
scoperte
geografiche

 
 
 
 
[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 26-02-2014